Lo sconosciuto Juan Guaidò decreta la fine della dittatura di Maduro in Venezuela. Riuscirà a liberare il paese senza subire la rappresaglia dell'esercito controllato dal dittatore ?

I venezuelani si stano riversando a migliaia nelle strade di Caracas, seguendo l'incitamento di Juan Guaidò, autoproclamatosi Presidente ad interim e riconosciuto da Trump e Trudeau.

E' la spallata, si spera pacifica o quantomeno non tumultuosa e letale, che tutti si aspettavano da anni per porre fine all'incubo venezuelano generato prima dal regime di Chavez, e poi alla sua morte , da quella che è ormai riconosciuta come una dittatura traballante ma cinicamente determinata a smantellare qualsiasi forma di opposizione e alternativa.

Juan Guaidò, presidente dell'assemblea parlamentare che Maduro aveva svuotato di ogni potere, ha fatto la cosa più ovvia e "normale": ha rivendicato il potere all'assemblea, dove la maggioranza eletta dal voto di due anni fa è in mano all'opposizione frastagliata e impaurita.

Maduro a chiamato i suoi sostenitori a manifestare nelle piazze, ma la vera partita si gioca all'interno di quel che resta dell'esercito. Due giorni fa il goffo tentativo di alcune decine di militari di impossessarsi del potere aveva di fatto dimostrato che il controllo dell'esercito è ancora nelle mani di Maduro, ma la sortita di Juan Guaidò e il probabile pronunciamento a suo favore delle diplomazie internazionali potrebbero convicere i quadri militari a voltare le spalle a Maduro rigenerandosi nel nuovo corso che dovrebbe scaturire da libere elezioni.

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