Merkel addio alla GROSSE KOALITION

Il voto regionale nel Meclemburgo-Pomerania segna il tracollo dei partiti tradizionali e il successo degli anti-euro di destra del AfD. Perdono i socialdemocratici (-5%, anche se restano il primo partito non hanno più il sostegno dei Verdi e di Linke) e la CDU di Angela Merkel (-4%, sorpassati dal AfD), i Verdi non superano la soglia e non hanno seggi, come i neonazisti), la sinistra Linke perde il 5,5%.

E' una campana, anzi un campanile, d'allarme per il governo centrale, per la Grosse Koalition e per il modello di governo europeo.

 

Tutti i partiti, di ogni collocazione, sono stati "puniti" dagli elettori.

Ma sarebbe riduttivo e sbagliato pensare che l'avanzata di AfD sia solo il frutto delle paure suscitate dai "migranti" e dal terrorismo islamico che serpeggiano in tutti gli strati sociali.

Ci sono almeno altre due ragioni che spingono molti elettori tradizionali di centro e di sinistra verso il cosiddetto "populismo".

1) La politica economica tedesca viene vista come succube della BCE e causa  malumori e ansie tra i pensionati e i piccoli risparmiatori, penalizzati dai tassi negativi e dal "sequestro" dei risparmi.

2) L'esito del referendum sulla BREXIT ha fatto crescere la sensazione che è possibile sconfiggere l'ineluttabile "gabbia" imposta dalla tecnocrazia, dando argomenti e slancio a quanti sostengono i temi dell'identità nazionale (non solo in chiave reazionaria) prima di quella europea.

Non basterà quindi al Cancelliere tedesco annunciare qualche ripiegamento sulle politiche dell'accoglienza dei migranti per riprendersi i voti ceduti a AfD, ma dovrà agire a tutto tondo per riaffermare  i valori tradizionali dei conservatori in vista delle elezioni politiche genearali del 2017.

La Grande Coalizione con l'SPD, ponte strategico verso Bruxelles e la BCE di Draghi sarà la prima vittima del tentativo di riscossa della Merkel.

 

 

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