Niente paura, la festa continua a WALL STREET

Come in un party di vip smodati in cui qualcuno inizia a straparlare e ad agitarsi (troppo anche per le sfrenate abitudini dei cocainomani festaioli) e i padroni di casa si sentono in dovere di buttarli fuori a prendere una boccata d'aria affinchè non disturbino gli altri, così a Wall Street e nelle piazze finanziarie globali i boss della finanza avida e insaziabile hanno iniziato a preoccuparsi del livello di eccessiva euforia, da loro stessi creata, che aveva contagiato i mercati.

Tutti a parole si aspettavano una "correzione", ma nessuno era disposto a scommetterci, tanto che le quotazioni del VIX, l'indice del costo dei derivati di copertura detto anche "indice della paura", era ai minimi storici da mesi, segno che quasi nessuno scommetteva sulla possibilità che con tanta "droga" in corpo i mercati potessero risentirne.
E' bastato un timido accenno della banca centrale americana alla possibilità di una lieve e controllata ascesa dei tassi di interesse - comunque inferiore all'aumento dell'inflazione reale -  per mandare in tilt i software di trading automatico che erano ancora posizionati sulle euforiche promesse di Trump e del gotha di Davos.

In pochi giorni il tasso di alcol e droga causato dallo "spaccio continuo" dei banchieri centrali è calato di qualche punto percentuale, quasi nulla rispetto ai livelli raggiunti ma sufficiente per:
- far perdere miliardi alle pecore che negli ultimi mesi si erano aggregate al boom delle borse (e dei bitcoin)
- far incassare il ricavato agli speculatori / banche che avevano ricevuto la soffiata
- giustificare le esose commissioni che l'industria finanziaria estorce ai risparmiatori ("vedete cosa succede a chi non ha un buon consulente?")

Per il momento quindi il crollo di Wall Street è servito solo a far prendere una boccata d'aria ai più esagitati, ma dentro tutti pensano che la festa continua. Nelle ore in cui le Borse mondiali erano prese dal panico, Mario Draghi a Bruxelles rassicurava tutti che lui continuerà a spacciare moneta.

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