Omicidio Cucchi: il ministro Salvini fa propaganda elettorale con i generali dei Carabinieri

Una frase sulle responsabilità dell'omicidio di Stefano Cucchi pronunciata dal leghista Salvini - ministro dell'Interno in campagna elettorale permanente - suscita indignazione. 

«Non ammetterò mai da ministro che l’eventuale errore di uno possa infangare il sacrificio e l’impegno di migliaia di ragazzi e ragazze in divisa» ha dichiarato con enfasi retorica Matteo Salvini, intervenendo alla celebrazione del 40° anniversario del Gis (Gruppo Intervento Speciale) dei carabinieri. «Voi meritate rispetto - ha detto rivolgendosi ai militari schierati nella caserma Palidoro - niente e nessuno potrà mettere mai in discussione il vostro onore, la vostra fedeltà, la vostra lealtà».

Fa indignare che Salvini consideri l'omicidio di Stefano Cucchi alla stregua di un "eventuale errore", dopo tutto quello che è stato rivelato in questi giorni.

Fa indignare che Salvini utilizzi l'occasione pubblica per nascondere le responsabilità dei vertici utilizzando lo scudo di tutti i militari dell'Arma.

Non è questo che chiede l'opinione pubblica. Il leghista Salvini dovrebbe spiegare come mai i vertici di uno degli apparati di sicurezza dello Stato non abbiano mai aperto un'inchiesta seria sulla morte di Stefano Cucchi. Sono incapaci o sono collusi? come possono i cittadini fidarsi di una istituzione che in nove anni non riesce a far luce sui responsabili della morte di un giovane avvenuta dentro una loro caserma?

Se non fosse stato per il coraggio dei familiari e di un carabiniere di cui Salvini non elogia l'esempio, l'omicidio di Stefano Cucchi sarebbe rimasto irrisolto e sepolto dalle bugie.

I cittadini pretendono che coloro che sono preposti alla sicurezza e all'ordine svolgano il loro compito sempre, anche quando c'è da far luce su responsabilità e comportamenti interni. 

La retorica su "onore, fedeltà, lealtà", pronunciata nello stesso giorno in cui è stato diffuso l'audio di uno dei carabinieri presenti al pestaggio che di fronte all'agonia di Stefano gli augura "magari morisse", è vuota e inutile, anzi fa crescere l'indignazione di chi cerca solo la verità sull'omicidio di Stefano Cucchi.

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