Perchè il fronte Brexit perderà il referendum

Dopo l'assassinio di Jo Cox le probabilità di vittoria del fronte BREXIT si sono ridotte a meno del 15%.

 Senza dubbio l'onda emotiva seguita all'uccisione della deputata laburista per mano del terroristaneonazistasquilibrato Thomas Mair ha convinto buona parte degli indecisi (che prima del 16 giugno erano circa il 15%) a schierarsi per il "remain" e una parte del brexit a cambiare fronte.
Come certamente avranno un peso sull'esito finale gli ultimi "colpi di paura" sparati da sedicenti economisti, banchieri, affaristi e tecnocrati di ogni estrazione e nazione sulle conseguenze catastrofiche che l'uscita della Gran Bretagna dalla UE avrebbe sull'economia britannica e mondiale.
Ma alla fine dei conti il vero motivo che sta dietro la sconfitta del brexit va ricercato nella composizione politica e nelle idee di chi lo sostiene. Un fronte troppo caratterizzato da conservatori e nostalgici e molto poco da chi aspira all'autonomia da Bruxelles per scelta di libertà dalle imposizioni tecnocratiche, per valori di comunità e identità ma senza alzare muri, per convenienza economica ma senza rinunciare alla solidarietà.
Il partito laburista di Corbyn, dopo una fase di interrogativi e incertezze, ha scelto di scomparire dalla battaglia referendaria, con poche eccezioni a favore del "leave", appiattendosi e nascondendosi dietro il governo Cameron e il partito conservatore, che di fatto ha occupato tutta la scena pro e contro il Brexit. Il neo leader non è andato oltre una generica affermazione che la UE "non è democratica, ma non possiamo lasciarla".
Sulla scelta di Corbyn hanno influito le pressioni della componente blairista del Labour e l'orientamento dominante a livello europeo di tutte le componenti socialdemocratiche, nettamente immerse nel modello tecnocratico di sviluppo e incapaci di declinare i valori tradizionali con le nuove tensioni sociali, come ha dimostrato la recente sconfitta elettorale. 

Anche gli scozzesi di Nicolas Sturgeon si sono divisi, con la maggoranza dell'apparato a favore di un generico remain che a molti è risultato indigeribile e machiavellico.

La sera del 23 giugno Cameron riceverà le congratulazioni di Obama e Tsipras, Lagarde e Junker, Draghi, Merkel,Hollande, Erdogan, Soros e via dicendo. Anche i veri padroni di Londra, arabi, russi, cinesi e kazaki potranno riaprire le bottiglie di champagne. Chissà se qualcuno si ricorderà di ringraziare anche Jeremy Corbin ?

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