perché il voto a M5S

Si vota in Italia, al termine di una insipida e bugiarda campagna elettorale. L'establishment ha diverse opzioni, chi gli si oppone ne ha una sola: il voto al Movimento 5 Stelle.

 

Il sistema elettorale messo in piedi nemmeno un anno fa da Renzi, Salvini e Berlusconi non garantisce una governabilità trasparente ma favorisce gli accordi e i voltafaccia post elettorali.

Il pasticcio è talmente evidente che molti avanzano l'ipotesi di un "governo di scopo" per cambiare la legge elettorale e andare di nuovo a votare. Si tratta della ennesima bugia per mascherare un governo Gentiloni-Berlusconi che possa durare fino a quando lo vuole Bruxelles.

Andrò a votare, tra molti dubbi e poche certezze. In fondo, il voto quasi sempre finisce con il diventare un atto istintivo, frutto di considerazioni che poi non reggono la prova di qualche mese.

Tra incerti e astenuti, quasi il 50% degli italiani non trova alcuno slancio nell'andare a votare.

L'altra metà ci va per qualche convenienza immediata, perchè beneficia di quello che l'apparato statale eroga (facendo debiti) o potrebbe erogare nelle tante forme di assistenzialismo, oboli, fenomeni corruttivi, bonus e promesse dell'ultim'ora. Il 60% della popolazione vive più o meno a carico di quello che si definisce Stato, ma che in realtà è diventato un sistema opaco di gestione dell'economia, dell'informazione e del potere.

Un sistema sempre più impermeabile alla società civile ma che ha raffinato nel corso degli ultimi anni le tecniche di manipolazione del consenso e di ricatto istituzionale. O fate così oppure c'è il caos, la fine del vostro mondo e delle vostre sicurezze, per quanto poche.

Non credo che il Movimento Cinque Stelle sia la magica soluzione ai disastri presenti e futuri, anzi potrei scrivere decine di post di critica nei loro confronti. Ma lo voterò perché istintivamente credo che anche queste elezioni si giochino ancora sul fronte pro o contro l'establishment, nelle multiformi varianti di centro destra o sinistra e che i cinquestelle siano tra i pochi attrezzati a combatterli.

Se poi Di Maio e pentastellati dovessero addirittura avere la maggioranza per andare al governo sarà tutta un'altra storia, un capitolo davvero poco banale e meno insipido della prospettiva Gentiloni-Berlusconi.

 

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