Pioggia di soldi su banche venete e Fabio Fazio

Mentre l'Italia è stretta nella morsa del caldo torrido e della siccità, piovono soldi pubblici sulle banche venete e sul conduttore di "Che tempo che fa" Fabio Fazio.


La siccità è una calamità naturale, come le alluvioni e i terremoti, e per limitarne i danni è necessario fare prevenzione, investire per le reti idriche e per un consumo più razionale di una risorsa sempre più scarsa (oltre che fare davvero qualcosa per combattere il surriscaldamento globale). Ma i soldi e la volontà politica non ci sono, anzi, la siccità serve a qualcuno per riproporre la falsa soluzione della privatizzazione della gestione delle acque, respinta da un referendum che secondo le amministrazioni locali e il governo sarebbe ormai sorpassato.


Il denaro che il governo dice di non avere per ammodernare le reti idriche e gli invasi sono invece piovuti miracolosamente per le due banche venete in crisi: 11 miliardi prelevati dai cittadini contribuenti e regalati ai protagonisti dell'ennesimo dissesto politico-finaziario, in un gioco delle parti tra governo italiano (prima Renzi poi Gentiloni, cioè Renzi) e le "istituzioni di Vigilanza" (prima la Banca d'Italia di Draghi e poi la BCE di Draghi).
La beffa ulteriore è che gli italiani pagano miliardi per acquisire la bad bank creata per metterci i crediti avariati delle due venete, mentre Intesa Sanpaolo si compra la parte buona sborsando solo un euro. Un'operazione del genere di norma viene chiamata truffa.

Ci mancava solo Fabio Fazio a far arrabbiare ancora di più gli italiani in questo inizio d'estate torrido. La RAI gli ha rinnovato il contratto di lavoro per la cifra di 11 milioni di euro in quattro anni, in barba alla legge sul tetto degli stipendi.
Quando accenderemo il televisore e vedremo la faccia di Fazio non potremo non pensare agli undici milioni di stipendio pagati con la nostra bolletta della luce e dovremo cambiare immediatamente canale per evitare di lanciare qualche oggetto contro lo schermo.

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