Quanto costano alla Spagna i prigionieri politici catalani?

Un nuovo sciopero generale in Catalogna, con strade e ferrovie bloccate a Barcellona, proteste e manifestazioni spontanee per chiedere la libertà dei "prigionieri politici" e rivendicare l'indipendenza.

L'adesione allo sciopero è inferiore a quella del 3 ottobre, ma pesano giorni di continua mobilitazione e soprattutto la tensione e l'incertezza su cosa accadrà nelle prossime settimane prima e dopo le elezioni del 21 dicembre.


L'informazione e le forze politiche madrilene, con Ciudadanos in prima fila, hanno attaccato duramente lo sciopero e gli indipendentisti per le conseguenze sull'economia dell'intera Spagna.


Si stima che la crisi catalana, ben lungi dal vedere la fine, potrebbe costare più di un punto di PIL sulla crescita economica del secondo semestre.

Le aziende che in un primo momento avevano pensato di risolvere i problemi spostando la sede fuori dal territorio catalano si stanno accorgendo che non è una soluzione efficace e durevole.

Le tensioni di questi giorni stanno creando un crollo dei consumi in tutta la Spagna, un minor afflusso dall'estero e un deflusso dalle banche considerate a rischio.

Il costo della crisi e della repressione spagnola potrebbe di gran lunga superare le stime finora elaborate, perché molti catalani sono convinti che il prezzo della loro libertà debba essere molto molto alto.

Non sarebbe più conveniente e democratico trovare un accordo?

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