SI FARA' L'ACCORDO TRA ITALIA E UE ?

Nonostante i colpi bassi di quel che resta dei socialisti francesi e del PDRenzi, un accordo tra il governo di "unità populista" italiano e la Commissione Europea sembra in dirittura d'arrivo, trovando il compromesso a metà strada tra il 2,4 e 1,6% di deficit in più.

Quasi due mesi fa scrivevo: 

L'unica mossa che resta al boss di M5S per sparigliare una situazione incartata è quella di ottenere una tregua duratura dall'EU proponendo di "riscrivere" la legge di Bilancio, cancellando le modifiche alla Fornero (tanto non risolvono i problemi dei pensionati) e lasciando per il 2019 solo il reddito di cittadinanza e l'introduzione della flat tax per le partite IVA . Il deficit verrebbe limato di qualche decimale, attorno al 2%.

https://www.menoopiu.it/post/crisi-italia-alla-resa-dei-conte

 

E' ovvio che la soglia del 2,04% su cui si sono stretti la mano Junker e il Presidente del Consiglio Conte rappresenta un valore politico-psicologico, prefissato, dentro il quale ci dovranno stare tutte o parte delle promesse che M5S e Lega hanno fatto agli elettori.

Un margine stretto, ma si tratta dell'unica soluzione possibile per evitare lo scontro frontale, la guerra totale che non conviene a nessuno, meno che mai dopo che Macron è stato sbaragliato sul campo di battaglia dai gilets jaunes e per limitare i danni ha dovuto promettere di fare deficit fino al 3,8% !!

Ma quella parte di apparati e partiti che sperava nello scontro e nella sconfitta del governo italiano, quelli che professano "senso di responsabilità" e "interesse della nazione" solo quando i loro interessi sono protetti e garantiti, sta facendo di tutto per far saltare l'accordo e/o per far pagare un prezzo altissimo al governo italiano, accusandolo di tradimento nei confronti della base e di "capitolazione". 

E' un fronte variegato, con ruoli e compiti assegnati per coprire tutti gli angoli del campo di battaglia. Lo si è visto con le dichiarazioni di Pierre Moscovici, secondo il quale il 2% è ancora troppo e vengono richiesti ulteriori tagli, non curante del fatto che Junker (che ha concluso la trattativa con Conte) è ancora il capo della Commissione di cui lui fa parte, anche se per poco.

E i giornali del gruppo De Benedetti, unico vero partito di opposizione in Italia con La Repubblica in testa, ad accusare la Commissione di aver fatto troppe concessioni al governo italiano, la cui "retromarcia" sarebbe solo di facciata.

Lo schieramento degli "anti-populisti" è ancora sotto shock per la umiliante sconfitta di Macron e non sembra in grado di riformulare una strategia vincente. 

Se fossero un po' meno arroganti e prepotenti si renderebbero conto che la "tregua del 2%" conviene anche a loro, almeno per riordinare le idee in vista delle future battaglie.

 

 

 

 

 

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