Virginia RAGGI, la "sindaca tentenna", che se non si dimette affonda i 5STELLE

Da cittadino elettore della sindaca Raggi mi auguro che si dimetta subito e consenta di chiudere la vicenda della sua vergognosa incapacità di capire le cose minime dell'amministrazione pubblica. Mi auguro che si dimetta per i tanti motivi accumulati nei suoi primi sei mesi di governo della metropoli, e non solo per l'ultimo scandalo che coinvolge il suo pupillo (o il suo burattinaio) Raffaele Marra.


Ho votato Raggi non per la persona (sconosciuta) ma per l'esperienza che era chiamata a rappresentare e che paradossalmente rischia ora di naufragare pochi giorni dopo la vittoria referendaria del NO che ha consacrato il movimento 5Stelle come principale aspirante al governo dell'Italia.
I retroscena della vicenda Marra dimostrano che quest'ultimo aveva approfittato della "ingenuità" del modello organizzativo delle primarie "pentastellate" per impadronirsi di una parte dell'apparato e far salire al Campidoglio una persona - la Raggi - di fiducia di una banda di affaristi . Questa è l'amara verità che si sta disvelando.

I vertici del MoVimento avevano capito ben poco all'inizio: pensavano di cavarsela senza dover ammettere l'errore clamoroso, presi dalla paura che la bomba scoppiasse prima della conclusione della campagna referendaria; hanno sbagliato anche loro a sottovalutare il rischio di trascinare la situazione e soprattutto dimostrano di "non fidarsi" ancora di se stessi.

La legittimazione del movimento CinqueStelle non discende dalla persona Raggi, bensì è vero il viceversa, e molti elettori sarebbero disposti a considerare la figuraccia di Roma come un incidente di percorso solo se la sindaca si dimette subito e consente nuove elezioni in cui i 5Stelle si presentino con proposte e personaggi credibili, capaci e al di sopra di qualsiasi sospetto. Ne avrebbero ampie possibilità, perché c'è una parte sana e positiva della società che ha iniziato a riconoscersi nelle loro idee.

Ma se la Raggi resta al suo posto, pur "commissariata" da Grillo come in parte lo è stata finora, consegnerebbe l'intero movimento ad un destino di sberleffi e faide di cui i soliti "altri" non potrebbero che approfittarne, con tutto ciò che ne consegue.
Lo scandalo di Roma è diventato il punto di svolta più importante della politica italiana.

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