gilets jaunes contro Macron

voto Catalogna: Barcellona 2 - 1 Real Madrid

Usando una metafora calcistica, il voto in Catalogna è stato come una partita tra Barcellona e Real Madrid, giocata dai catalani in inferiorità numerica ma vinta 2 a 1 dopo un confronto durissimo. Ma la Liga è ancora tutta da giocare.

E' vero che il primo partito risulta Ciudadanos di Ines Arrimadas, ma è una constatazione effimera (nelle scorse elezioni ERC e JxCat si presentavano assieme) ma soprattutto fuorviante.

Il fronte monarco-unionista (quelli del 155 ad oltranza) composto dal PP di Rajoy e da Ciudadanos rappresenta meno di un terzo dell'elettorato (in una regione che ha notevoli flussi migratori dal resto della Spagna) e non ha margini significativi di crescita o di alleanza, perché le altre due forze "non-indipendentiste", il Partito Socialista Catalano (che un tempo era la forza politica principale della Catalogna) e EC-Podemos, sono favorevoli al dialogo con gli indipendentisti per trovare soluzioni non traumatiche alla crisi.

Dal voto esce duramente sconfitta la linea di Rajoy, il cui partito popolare viene praticamente "espulso" dalla Catalogna colpevole della umiliazione del 155 e delle violenze poliziesche del 1 ottobre, e rischia di essere indebolito e attaccato anche sul piano nazionale. Il governo Rajoy, essendo di minoranza, si regge sulla benevola astensione del PSOE ma subisce la concorrenza sfrenata di Ciudadanos che si propone come vero rappresentante dei conservatori nazionalisti spagnoli.

La vittoria di Puigdemont, sia come forza politica che come leader, non era scontata e rappresenta un punto di svolta nelle dinamiche interne allo schieramento catalano.

Più che sulla proclamazione immediata dell'indipendenza, la vera partita che i catalani devono riuscire ad aprire è quella delle modifiche costituzionali, tra le quali ad esempio l'abolizione del ruolo della monarchia - che 40 anni fa sembrava una mediazione indispensabile - e il passaggio ad una repubblica federale: una parte dei socialisti e tutta Podemos sarebbe disponibile ad aprire, con l'aiuto dei repubblicani catalani, questo nuovo fronte di battaglia politica contro la destra monarco-unionista. 

 

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