WIKILEAKS APRE LA CONVENTION DI HILLARY CLINTON

Debbie Wasserman Schultz, amica di Hillary Clinton, dal 2011 capo della potente Commissione Nazionale del Partito Democratico e gran cerimoniere della Convention che si apre a Philadelphia per incoronare la sfidante di Trump alle Presidenziali 2016, si è dovuta dimettere per colpa (o merito) di Wikileaks.

Tra le migliaia di email pubblicate dal sito di Assange, molte riguardano il comportamento di DWS durante le primarie tra Sanders e Clinton, niente affatto imparziale come avrebbero richiesto il ruolo e le regole,  sfacciatamente a favore dell'amica tanto da influenzare l'esito delle votazioni in numerosi Stati.

A top Democratic Party official tried to use Bernie Sanders’s religious beliefs to hurt his presidential campaign, according to a startling internal email.

In one email dated May 5, 2016, with the subject line “No s–t,” the chief financial officer of the Democratic National Committee, Brad Marshall, plotted how to try to portray Sanders, who is Jewish, as an atheist. “It might [make] no difference, but for KY and WVA can we get someone to ask his belief,” Marshall wrote, apparently referring to Sanders’s run just ahead of the Kentucky and West Virginia primaries.


“Does he believe in a God[?] He had skated on saying he has a Jewish heritage. I think I read he is an atheist,” Marshall said. “This could make several points difference with my peeps. My Southern Baptist peeps would draw a big difference between a Jew and atheist.”

The chief executive officer at the DNC, Amy Dacey, responded with a single-word email: “Amen.”

Bernie Sanders, prematuramente arresosi di fronte alla Clinton, sull'onda delle proteste dei suoi sostenitori ha dovuto ritirare fuori gli artigli e chiedere le dimissioni di DWS che dopo due giorni di incertezze sono arrivate alla vigilia della Convention.

L'episodio delle dimissioni ha avuto un duplice effetto: 1) rovinare la sceneggiatura dell'incoronazione di Hillary. Wikileaks ha rinfrescato la memoria a quanti avrebbero dimenticato chi è il personaggio candidato Presidente, abituato alle menzogne e alle tresche di potere; 2) far incavolare ancor più i sostenitori di Sanders che avevano già digerito male l'appoggio del "socialista" alla donna favorita di Goldman Sachs, dichiarando l'intenzione di non andare a votare a novembre.

A noi che non voteremo negli USA l'episodio delle dimissioni di DWS ci rincuora, perché è una piccola ma significativa vittoria contro il potere degli establishments in ogni parte del mondo.

 

 

 

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