Donald Trump non trattiene la rabbia dopo la deposizione di Sondland Nella procedura di impeachment contro Donald Trump si cercava la prova testimoniale del quid pro quo cioe' del ricatto del presidente americano nei confronti del presidente ucraino, 400 milioni in aiuti militari in cambio della messa sotto inchiesta di Joe Biden, probabile rivale di Trump nelle presidenziali 2020. Tutti i testimoni chiamati finora a deporre avevano ipotizzato l'esistenza del quid pro quo denunciato dall'anonimo whistleblower (che in realta' tutti sanno essere un dipendente della CIA) ma nessuno aveva risposto con nettezza alla domanda " e' a conoscenza del quid pro quo con l'Ucraina", e i repubblicani sostenitori del ricattatore seriale gongolavano nelle trasmissioni della Foxnews : "dov'e' il quid pro quo ? , e' tutta un'invezione dei nemici di Donald". Oggi invece Mr Quid pro Quo e' apparso con le sembianze di Gordon Sondland un ex amico e sostenitore di Trump, da lui nominato ambasciatore americano in Europa e protagonista diretto delle pressioni esercitate dall'avvocato Rudy Giuliani per conto del suo boss-presidente. Nella sua testimonianza, Sondland ha affermato senza mezzi termini: Yes, there was a quid pro quo. E ha aggiunto : Everyone was in the loop, tutti lo sapevano, a cominciare dai luogotenenti del biscazziere, i Giuliani, Pompeo, Barr, Perry e Mulvaney. Il gelo e' calato improvvisamente sui tweet di realDonald e persino la Foxnews, incaricata di capovolgere qualsiasi verita' negativa in difesa del presidente ha dovuto accusare il colpo. Il quid pro quo non e' solo una teoria inventata da Schiff, capo fazioso della faziosa commissione di inchiesta, ovviamente del partito dem, ma esiste davvero e ha le sembianze di un funzionario dell'apparato trumpiano. Il 26 luglio scorso, il giorno dopo la famosa call tra Zelenskij e Trump, Sondland riceve una telefonata mentre si trova in un ristorante di Kiev sul cellulare privato, e' Trump che lo chiama, noncurante dei protocolli di sicurezza, per ricordargli in modi bruschi il suo dovere di lavorare con Giuliani per ottenere dagli ucraini l'annuncio dell'inchiesta su Joe Biden e figlio nell'affare Burisma. Anche i cuochi in cucina ascoltano imbarazzati il contenuto della telefonata. Quando la notizia diventa pubblica e confermata da altri testimoni, Sondland capisce che se nega l'evidenza scattano le accuse di spergiuro e falso, con la certezza di scontare molti anni in galera. E' un biscazziere anche lui, e non ha timori reverenziali nei confronti del boss. La deposizione di Sondland segna una svolta, perche' costringera' altri a doversi confrontare con le sue dichiarazioni, e forse costringera' lo stesso Trump a comparire davanti alla Commissione, anche se la strada dell'impeachment e' ancora lunga ed improbabile. Ma il quid pro quo, ovvero il ricatto di Trump, ora non e' piu' solo una deduzione faziosa di Nancy Pelosi.