Altro che Libia - Renzone l'Africano si ferma in Basilicata

Proprio nei giorni in cui dal caos libico sembrava emergere una soluzione che consente al governo Renzi di autorizzare l'intervento militare, scoppia il caso "Basilicata" che costringe la ministra Guidi a dimettersi, e si allarga addirittura al capo  della Marina Militare.

Come si fa ad intervenire con l'esercito in Libia (operazione di per sè rischiosissima e impopolare) in una situazione politica così depressa e con un apparato militare indagato dalla magistratura?

L'inchiesta Tempa Rossa, la connection tra petrolio, appalti, politica, rifiuti e appropriazione di beni pubblici, estende le conseguenze oltre i confini e rischia di far saltare il grande obbiettivo di Renzi: intervenire nel Nord Africa, piantare le bandiere e ricostruire la più potente lobby italiana dall'epoca democristiana, quella dominata dal Petrolio di Stato e da tutto ciò che ci ruota attorno.

Una parte fondamentale di questa strategia si sta costruendo in questi giorni con lo "sbarco" del libico Fayez Serraj, eletto dall'ONU a nuovo primo ministro con il compito di dare copertura istituzionale ad una richiesta di intervento militare straniero. La precondizione indispensabile per mandare truppe italiane sul territorio libico è rappresentata dal binomio ONU-governo libico, cioè una missione che abbia una cornice internazionale e una richiesta di intervento da un "legittimo" governo libico.

Quest'ultima condizione sembrava impossibile da realizzarsi, a causa della guerra tra le varie tribù e bande legate agli interessi petroliferi, e aggravata dalla presenza di gruppi terroristi di ogni specie, su cui l'ISIS sta prendendo la leadership.

Proprio ora che la situazione sembrava sbloccarsi, Renzi è costretto a fermarsi in Basilicata, dove di petrolio se ne trova poco.

La situazione in Libia vista da Guma El-Gamaty  http://www.aljazeera.com/news/2016/02/libya-gaddafi-left-long-damaging-legacy-160216072812492.html

 

 

Le parole di Paola, madre di Giulio Regeni

"Sono la mamma di Giulio, non è facile essere qui. E' il dolore necessario, ce lo diciamo ogni giorno a casa, ma ora dobbiamo dircelo tutti insieme. 

Perché non è un caso isolato, come dicono gli egiziani. Questo caso "isolato" lo analizzerei da due prospettive. Se pensiamo a quello che è successo a un cittadino italiano, forse è un caso isolato.

Ripenso a un amico e a una professoressa con cui ho discusso: è dal nazifascismo che non viviamo una morte sotto tortura, ma noi non siamo in guerra. Giulio faceva ricerca, era un ragazzo di oggi. 

E' morto sotto tortura. Poi mi riferisco a quanto hanno detto gli egiziani, la parte amica degli egiziani: lo hanno ucciso come un egiziano. 

Noi abbiamo educato i nostri figli ad aprirsi al mondo. E adesso siamo qui. Ma volevo dirvi delle cose di Giulio. 

Non era un giornalista, non era una spia, era un ragazzo del futuro, perché se non è stato capito è del futuro, non di oggi. 

Voi avete visto le sue foto. Quel bel viso, sempre sorridente, sguardo aperto, postura aperta. L'ultima foto, 15 gennaio, compiva 28 anni, e il 25 è sparito. In quella foto, una foto felice, era con gli amici al Cairo, mangiavano pesce. Si divertiva. Amici di tutto il mondo. 

A quella immagine sovrapponiamo un'altra immagine. Quella del suo volto come ci è stato restituito dall'Egitto. Era diventato piccolo piccolo. Non vi dico cosa hanno fatto a quel viso. Vi ho visto tutto il male del mondo. L'unica cosa che vi ho ritrovato era la punta del suo naso. Lo abbiamo rivisto a Roma, in Egitto ci consigliarono di non vederlo. 

A Roma trovammo il coraggio. Nella sala dell'obitorio, l'ho riconosciuto dalla punta del naso. Non era più il nostro Giulio. 

Non possiamo dire: è un caso isolato: Giulio poteva aiutare l'Egitto, il Medio Oriente, studiava il sindacato, l'emarginazione. 

Un italiano che poteva fare tanto e non avremo più. Ma credo che sia accaduto anche ad altri, egiziani e non solo. E io continuerò a dire: verità per Giulio. Il 5 aprile aspettiamo gli egiziani: che cosa porteranno?"

Dalla conferenza stampa della famiglia Regeni al Senato 29/3/2016

Lettera a Xi Jinping: vattene

Un gruppo di "Loyal Communist Party Members" scrive una lettera aperta a Xi Jinping, in cui si chiedono le sue dimissioni.

 

Il testo viene pubblicato su un sito del partito, Watching News, a metà marzo dal giornalista  Jia Jia. Dopo poche ore il sito viene bloccato, la lettera fatta sparire e il giornalista viene arrestato, assieme ad altre 20 persone di cui non si conoscono identità e appartenenze.

Il testo della lettera però viene fatto circolare e il suo contenuto rappresenta un colpo molto duro per l'immagine di Xi Jinping, e testimonia una lotta di potere al vertice di cui ancora non si conoscono gli schieramenti e gli obbiettivi.

".. per il bene del Partito, per la pace e la stabilità del paese, e per la sicurezza tua personale e della tua famiglia, ti chiediamo di dimetterti da tutti gli incarichi di Partito e dello stato, di lasciare il Comitato Centrale in modo da permettere al popolo di scegliere un leader virtuoso che possa con vigore guidarci nel futuro."

Chi sono "i membri leali del Partito" che hanno scritto e diffuso la lettera? Cosa vogliono e cosa rappresentano ?

Le critiche rivolte a Xi Jinping sono a tutto tondo: la gestione accentratrice e familiare del potere, il fallimento delle politiche economiche, il culto della personalità, le scelte in politica estera con l'abbandono della strategia di Deng: secondo gli autori della lettera, Xi Jinping ha cumulato errori e scelte personali che lo qualificano come un incapace a guidare il paese nel futuro.

Sono argomenti che descrivono un disagio crescente della società cinese: l'ultimo scandalo dei vaccini scaduti che una banda di personaggi legati alle case farmaceutiche vendeva da anni, ha suscitato una indignazione collettiva che si è rivoltata contro il regime accusato di non essere stato capace di accorgersene prima. E poi ci sono le proteste degli operai delle acciaierie e delle miniere, i contadini espropriati e i risparmiatori truffati, l'aumento delle diseguaglianze e un apparato politico affaristico che si fa beffa della lotta alla corruzione.

La lettera aperta contro Xi Jinping potrebbe essere l'atto d'accusa di una genuina componente del partito, oppure il primo atto di una discesa in campo delle Forze Armate a fianco delle componenti tradizionali escluse dalla gestione del potere, o anche un artificioso espediente di una battaglia diplomatica internazionale (teoria del complotto cara ad ogni regime autoritario).

Qualunque ipotesi su chi ha scritto e diffuso la lettera può essere plausibile e opinabile allo stesso tempo. L'unica cosa certa è che Xi Jinping è più debole di prima e che la lotta per il potere è ormai dichiarata. E potrebbe essere una lotta cruenta, come lasciano intendere i riferimenti alla sua sicurezza personale e della famiglia.

Omicidio Regeni: la nuova versione non ufficiale

Il Ministro degli Interni egiziano Magdy Abdel Ghaffer ha messo in dubbio la versione ufficiale sulla morte di Giulio Regeni, versione da lui stesso fornita 24 ore prima, che attribuiva ad una "banda di sequestratori travestiti da poliziotti" l'uccisione del giovane italiano.

La nuova versione, per bocca del portavoce del ministro, è che la dinamica dell'omicidio "non è ancora del tutto chiara" e il ritrovamento dei documenti personali di Giulio "non significa che i membri della banda (5 uccisi dalla polizia) fossero i sequestratori e assassini del ricercatore italiano".

In sintesi, l'incapace ministro di Al-Sisi ha dovuto prendere atto che la menzogna con cui si é cercato di chiudere il caso è troppo grossolana, incredibile e umiliante e quindi è meglio cambiarla con un'altra.

Ma a questo punto ci sono due ulteriori bugie da spiegare: chi sono i 5 egiziani uccisi dalla polizia ? Dove sono stati trovati i documenti di Giulio e chi li aveva occultati / conservati ?

La nuova versione deve partire da queste due domande e dovrebbe essere più accettabile per il governo Renzi.

Proviamo a comporla: i cinque uccisi non erano una banda di delinquenti ma erano il gruppo al servizio di apparati di polizia, che ha ucciso Giulio Regeni, e i documenti ritrovati erano custoditi dai loro committenti. I cinque sono stati giustiziati sommariamente, per far sparire le prove / testimonianze e per trasformare la loro esecuzione in gesto "riparatorio" per il crimine commesso: il ministro Ghaffer potrà affermare che erano "violenti e incontrollabili", magari anche al servizio di forze contrarie al governo.

Erano uomini dell'apparato di terrore di al-Sisi, sono stati giustiziati per ordine del loro stesso capo, il caso è chiuso.

Questa macabra verità potrebbe essere più "gestibile", ma non è detto che gli egiziani siano disposti ad ammetterla.

 P.S. : Anche il giornale La Repubblica (nuovo corso renziano) ha collezionato una brutta figura, dopo che il suo direttore Mario Calabresi si era speso in prima persona per concordare un'intervista che serviva ad accreditare l'immagine di un Al-Sisi addolorato per la morte di Giulio e deciso a trovare la verità sull'omicidio.  

 

Omicidio Regeni: la versione ufficiale

L'infame verità ufficiale sulla morte di Giulio Regeni, dopo il "ritrovamento" di uno zainetto con i suoi effetti personali, tra cui la polizia egiziana inserisce anche "droga".

 

 

Come riportato dal Daily News Egypt: The Ministry of Interior announced Thursday night that it found belongings of the Cambridge University PhD student in an apartment in Qalyubia, near the capital.

“A red handbag was found, including a brown wallet, the passport of Regeni , his Cambridge University ID card, and a visa card,” an official ministry statement said. The ministry also said that the bag included other things such as another wallet, a sum of EGP 5,000, three sunglasses and a female wrist watch.

"Brownish stuff that looked like hashish – a form of cannabis drug,” the statement added. Earlier on Thursday afternoon, a statement released by the ministry said that security forces “succeeded in targeting” a criminal gang near New Cairo area; which was specialised in “impersonating policemen” for purposes of kidnapping and robbing foreigners living in Egypt.

In fact, the ministry said it killed all five members of the gang, whom had engaged in a gunfire exchange with the police during the arrest. In a detailed statement published by the ministry on its official Facebook page, it identified the killed suspects. The first was Tarek Abdel Fattah, 52 years old, along with his 26-year-old son Saad Abdel Fattah.

The two others were Mostafa Bakr, 60, and Salah Ali, 40. The ministry claimed the suspects were registered as highly dangerous criminal and wanted in different cases. The police said the men were driving a minibus as they neared a security checkpoint, and opened fire on security forces. “A fifth body, unidentified, was found in the minibus,” the ministry stated, in addition to an automatic rifle, a gun and an electric shock, and forged police cards carrying the badge of the Interior Ministry.

After that, the police reportedly raided the apartment of the first suspect’s sister, where they also found his wife. The ministry said the sister confessed to her brother’s crimes, and after searching the apartment, they found the belongings of Regeni, and others, which she also admitted were her stolen by her brother.  

According to them, the gang was responsible for the robbery of more than $20,000 and EGP 175,100 from nine Egyptians and foreign citizens, including an Italian citizen named David K. and a Portuguese citizen named Carlos M. At the end of the statement, the ministry thanked the Italian investigative delegation working on Regeni’s case in Egypt for “its efforts and cooperation.”

Come dire: il caso è chiuso...

 

Giulio Regeni ucciso da Al-Sisi

La "verità" sull'omicidio di Giulio Regeni promessa da Al-Sisi è arrivata, ed è più infame di ogni prevedibile "verità" manipolata. Ad uccidere il giovane italiano sarebbero stati 5 cadaveri di 5 delinquenti comuni.

 

A riprova della loro colpevolezza sono stati fatti ritrovare gli effetti personali di Giulio, compreso il passaporto. Nessuno potrà smentire la verità di Al Sisi. 

Come faranno Renzi, l'intelligence italiana e l'apparato affaristico che ruota attorno al suo alleato Al Sisi a dare credito alla beffarda "verità" sull'omicidio di Giulio ?

Indagheranno sulla morte degli indagati per l'omicidio di Giulio Regeni. Solo per chi non è dotato di intelligence, la nuova "verità" di Al Sisi sembra essere un'ammissione di colpa.

https://www.menoopiu.it/post/Omicio-Regeni-al-Sisi-propone-una-versione

A Bruxelles i terroristi uccidono con agghiacciante facilità

La strage all'aeroporto Zaventem e ancor più quella alla metro di Maelbeek sono la tragica riprova che la guerra al terrorismo non ha ancora messo a punto gli strumenti e i metodi per essere condotta sul fronte europeo.

Bruxelles è da mesi la città più sorvegliata d'Europa, ma questo non ha impedito che una cellula terroristica potesse fabbricare, trasportare e far esplodere le bombe dentro l'aeroporto e sui treni della metro.

Sono mancati addirittura i piani di allarme che avrebbero potuto evitare la seconda strage a Maelbeek, dove la bomba è esplosa dopo circa 70 minuti dalla prima esplosione.

Possibile che  nessuno nel frattempo abbia dato l'ordine di bloccare ed evacuare tutti i luoghi e trasporti pubblici ? Le stragi di Parigi avevano già dimostrato che i terroristi utilizzavano una tattica di attacchi dislocati e in successione. Nessuno ha intravisto il rischio di attacchi e nessuno quindi ha avvisato i viaggiatori della metropolitana. Perchè non è scattato un piano di allarme?

Forse l'arresto di Abdeslam Salah (avvenuto in circostanze che denotano un ritardo abnorme) aveva fatto abbassare la guardia alle forze anti-terrorismo ?

Per l'ennesima volta i politici europei emettono proclami che stonano con i sentimenti dell'opinione pubblica: "Siamo in guerra" dichiara Hollande per l'ennesima volta, ma senza chiedersi a cosa sia servito bombardare in Siria se i terroristi vivono, si muovono e uccidono con agghiacciante facilità nelle metropoli europee.

 

Obama a CUBA

 

Più che un incontro diplomatico, l'arrivo di Obama a Cuba é diventato lo sbarco "cinquant'anni dopo". Il Presidente USA è atterrato a L'Avana e ha subito scavalcato l'apparato di "accoglienza" cubano, imponendo il suo copione, quello di chi è venuto per "farvi capire cos'è la libertà e il progresso".

I cubani non riescono a nascondere la contentezza di aver fatto un passo fuori dal regime di oppressione e dignitosa miseria, tra embarghi e isolamento, ma non sanno ancora in cosa si materializzerà l'altro passo.

Le catene di alberghi USA hanno già inoltrato le richieste di apertura nelle località turistiche.

 

ROMA non si vende

Ventimila persone hanno rotto il muro di silenzio che Renzi e il suo apparato stanno alzando per nascondere la compravendita di Roma. 

 

Una manifestazione organizzata da decine di realtà sociali dei quartieri romani ha aperto la campagna "contro le privatizzazioni, la svendita del patrimonio pubblico, il taglio ai servizi pubblici e sociali, gli sfratti, gli sgomberi degli spazi sociali, la precarietà e la perdita di posti di lavoro".

La protesta dei centri sociali ha fatto irruzione nel dibattito addomesticato e truccato dall'accordo Renzi-Berlusconi per far vincere il PD_N (il partito della nazione) alle prossime elezioni per il sindaco di Roma. In qualche modo ci saranno anche loro, quelli che "Roma non si vende".

Lula Rousseff arriveranno alle Olimpiadi?

Si faranno prima le Olimpiadi di Rio ad agosto e poi l'impeachment di Dilma Rousseff con la sua destituzione da Presidente del Brasile, oppure l'inverso ?

 

Con la nomina della Commissione di 65 membri, é iniziato in Brasile il procedimento di impeachment lungo, complicato e incerto in un quadro di scontri di piazza, tentativi goffi della coppia Lula-Rousseff di sfuggire alla giustizia civile e alle responsabilità politiche. La Presidentessa nei giorni scorsi aveva nominato Lula suo Ministro, per garantirgli l'immunità contro una probabile richiesta di arresto da parte della magistratura in una inchiesta per corruzione in cui c'è dentro tutta la classe politica brasiliana, passata e presente.

Il colpo di mano da telenovela ha scatenato le proteste di piazza, le controproteste di piazza, e le controingiunzioni di magistrati. Che il Brasile sia ormai un paese allo sbando, tra crisi economica, crisi sanitaria (zika), crisi morale e politica, è sotto gli occhi di tutti.

Quello che è meno evidente è lo sbocco finale di questa situazione e la mancanza totale di una riflessione sull'esperienza politica e sociale del Brasile, la prima lettera del gruppo dei paesi BRICS , la sigla che ha rappresentato il "miracolo" politico-finanziario del nuovo corso keynesiano della globalizzazione dal 2000 in poi.

E' plausibile che la cupola di banchieri e affaristi che governa il mondo non abbia ancora trovato una soluzione per il Brasile ? Oppure è stata già trovata ma per praticarla si aspetta che finiscano le Olimpiadi, che saranno comunque tra le più tragiche e fallimentari di sempre ?

 

 

Omicio Regeni, al-Sisi propone una versione

Una intervista di La Repubblica ad Al Sisi, concordata al massimo livello dei vertici di Stato, fa intravedere il possibile accordo tra governo Renzi e regime egiziano 

per cercare "una verità" plausibile sull'omicidio di Giulio Regeni e consentire di superare lo stallo negli affari intrapresi (ENI, infrastrutture, ecc). L'intervista del dittatore egiziano, sfrondata dalle parole di circostanza (che servono comunque a dimostrare un cambio di direzione) è incentrata sul tentativo di convincere l'opinione pubblica italiana che le convenienti relazioni d'affari tra Italia ed Egitto sono la cornice della possibile verità.

Da "La Repubblica":

Ma avrete un'idea di cosa possa essere successo al ricercatore italiano."Sulla morte di Regeni ci sono molti interrogativi che dobbiamo porci: il primo è sulla tempistica, in particolare sulla scoperta del corpo. Perché è accaduta durante la visita di una delegazione italiana di imprenditori con il ministro dello Sviluppo economico, che erano al Cairo per rafforzare la nostra collaborazione? Perché è accaduto mentre le relazioni tra noi hanno raggiunto un livello senza precedenti dal punto di vista economico e politico? Un'altra domanda inevitabile è capire chi ha interesse a boicottare o bloccare l'ampia collaborazione tra Italia e Egitto sul fronte dell'energia e della sicurezza, in una fase di turbolenza in tutta la regione. Non bisogna dimenticare l'importanza di questa cooperazione che arriva in un momento di sofferenza per la nostra economia e dopo anni di debolezza".

Lei quindi ci sta dicendo che i colpevoli del delitto Regeni vanno cercati tra i suoi nemici?"Parliamo dell'attacco al turismo, del crollo delle presenze russe completamente azzerate e di quelle italiane, mettiamo insieme tutti i fatti degli ultimi mesi, congiungiamo i puntini e vediamo l'immagine completa che si viene a creare: l'obiettivo è colpire l'economia egiziana e isolare il Paese. Questa è una ritorsione per la grande guerra che l'Egitto sta conducendo contro le forze dell'estremismo e del terrorismo. Spero che rimarremo uniti contro questi nemici e non permetteremo a nessuno di dividere l'Egitto dall'Italia". E come vi comporterete? "Vorrei assicurare al popolo italiano che i nostri sforzi continueranno notte e giorno finché non avremo trovato la verità su tutto quello che è accaduto e finché non avremo arrestato i colpevoli e li avremo portati in tribunale e puniti secondo la legge".

Ma un'idea su cosa sia successo e chi siano i colpevoli l'avrà? Al Sisi, che per tutta l'intervista è rimasto sempre fermo e composto nella sua sedia, si rabbuia e strizza gli occhi come chi cerca di guardare lontano: "Vi ho parlato delle molte sfide e dei rischi che ha di fronte oggi l'Egitto, vi ho parlato degli sforzi per garantire sicurezza e stabilità, ho promesso che ci impegneremo in modo convinto ed energico per portare in tribunale i responsabili. Stiamo fronteggiando una sfida terroristica che ha come obiettivi i luoghi turistici e il confine con la Libia e non abbiamo bisogno di creare divisioni ma di avere un rapporto di unità e sostegno con una nazione amica come l'Italia. Mi permetta però anche di parlare di Adel Moawad Heikal, un egiziano che è scomparso cinque mesi fa in Italia ma di cui non abbiamo mai avuto notizie. Tutti gli sforzi di ricerca non hanno avuto successo. Ma incidenti come questi non possono rovinare la relazione tra i nostri Paesi. I tempi duri mostrano e testano la forza e la durata delle relazioni di amicizia tra i Paesi"

Traduzione : un paese ostile all'Egitto (arabo? occidentale?) ha infiltrato le forze di sicurezza egiziane, convincendole che Regeni fosse un agente al servizio del nemico, con lo scopo di mettere in crisi l'immagine del governo egiziano e le sue relazione diplomatiche ed economiche con l'Italia, uccidendolo e facendo trovare il corpo nello stesso giorno di un importante incontro con la diplomazia d'affari italiana. Le forze di "sicurezza" e quindi il regime egiziano sarebbero state "vittime" di questo complotto e al-Sisi deve solo trovare un paio dei suoi aguzzini disposti a fare da "attori" di questa tragica "verità".

Renzi si dichiara soddisfatto per "gli evidenti e significativi passi avanti. Adesso tutti insieme troviamo i colpevoli".

Risolti alcuni dettagli, l'omicidio Regeni ha trovato "una verità" che va bene a tutti, e consente di tornare a pensare agli affari.

I minatori di Shuangyashan contro Xi Jinping

La rabbia dei minatori cinesi della Longmay Mining Holding Group, una delle principali aziende di estrazione del carbone in Cina, esplode a Shuangyashan, nella provincia di Heilongjiang.

I minatori non vengono pagati da molti mesi, sono al limite della sopportazione. 

Rappresentano una realtà storica dello "sviluppo" economico e sociale della Cina, che le autorità di governo hanno deciso di "riconvertire" con un metodo semplice: affamandoli,  negando diritti elementari e reprimendoli con l'uso della forza e della censura. Sono le vittime di una politica di sviluppo insensata, della corruzione e della commistione tra politici e affarismo. 

Da AFP : "I'm on my knees, my family can't eat," an elderly woman pleaded with a man who appeared to be a government official.

"Tell me, how can we live?" she shouted, before collapsing and being rushed away by fellow protesters.

The situation in Heilongjiang exemplifies the dilemma faced by Chinese authorities, who say they want to reform the world's second-largest economy and at the same time seek to avoid unrest.

 Le immagini della protesta dei minatori di Shuangyashan sono state censurate.

Menoopiù Blog è in grado di mostrarle.

Dall'Africa alla Turchia escalation di terrore

 

Un assalto ad un centro turistico in Costa d'Avorio con decine di morti, seguito a poche ore di distanza da un autobomba nel centro di Ankara con altre decine di vittime. La cronaca è impietosa nel mettere sotto gli occhi di tutto il mondo una realtà evidente: la guerra al terrorismo, di qualsiasi matrice o ispirazione, è su una strada sbagliata, senza senso, senza possibilità di uscire dalle spirali che alimentano stragi e guerre.

La Turchia è l'esempio evidente di come l'escalation di attentati, repressione, annullamento delle libertà e dei diritti, sia arrivata ad un livello paradossale. La bomba di Ankara è scoppiata a pochi metri dalla strage di un mese fa, in un luogo che avrebbe dovuto essere tra i più sorvegliati di tutta la Turchia e dopo che  il regime di Erdogan ha stretto ancora di più le maglie della repressione, contro i curdi, contro la stampa, contro chiunque avesse un'opinione diversa. La strage di Ankara è  dentro la logica del botta e risposta del terrore: chi ha messo la bomba ha voluto dimostrare di avere piena agibilità nel colpire, nonostante polizia ed esercito controllino ogni centimetro quadrato di territorio, ogni spostamento, di chiunque, tranne che dei terroristi. 

Il terrorismo è ormai diventato una variante della guerra convenzionale, e la Turchia di fatto è in guerra su molti fronti, compreso quello russo.

La matrice dell'attentato è incerta, la risposta di Erdogan è cieca e scontata.

 

Voto shock per la Merkel

Il voto dei tre Land tedeschi va oltre le previsioni della vigilia, che pronosticavano un arretramento della CDU di Merkel e un'avanzata della destra AfD.

La CDU perde più del previsto (soprattutto in Baden-W, quasi dimezzato) a vantaggio sia della AfD che della FDP (Liberali), mentre i socialdemocratici mantengono la Renania ma perdono vistosamente sia in Sassonia che in Baden-W.

I Verdi sono il primo partito nel Baden-Wurttemberg, ma negli altri due Land perdono.

Per la coalizione CDU-SPD (e per la Merkel) è stata una bocciatura senza attenuanti, che non si spiega solo con le polemiche sui profughi e le violenze di Colonia.

 Baden-Württemberg

Trionfo dei verdi, successo AfD che sorpassa SPD in calo, crollo della CDU (Merkel), avanza FDP

 Rheinland-Pfalz

Tiene SPD, arretra CDU, successo AfD, arretrano Verdi, avanza  FDP

Sachsen-Anhalt

Tiene CDU, valanga AfD, crollo Linke e SPD, arretrano Verdi, avanza FDP

 

Draghi De Benedetti Renzi - DDR

All'ombra delle inutili polemiche sulle "primarie" del PD, si consolida l'asse finanziario- politico-mediatico del nuovo potere in Italia.

 

 

 La nascita del triumvirato Draghi - De Benedetti (Carlo) - Renzi risale agli ultimi mesi dello scorso anno e si è manifestata  prima con la sostituzione del Direttore di Repubblica Ezio Mauro (non funzionale al cambio di linea politica del giornale del gruppo De Benedetti) poi con la "improvvisa" conversione di Eugenio Scalfari prima al Renzi di Ventotene e poi al Renzi di Verdini. 

Il ruolo di Scalfari è più simbolico che sostanziale ma è comunque decisivo per suggellare il nuovo potere data la sua amicizia, ovvero appartenenza, con Mario Draghi, il quale a sua volta è un politico vero e un finto banchiere, perchè conosce tutte le stanze del potere europeo e internazionale, comprese quelle dei mass media.

Il modo in cui Draghi è stato incensato, illustrato, inneggiato, immortalato, idolatrato da Scalfari e dai media del Gruppo De Benedetti (La Repubblica in testa) negli ultimi due anni, ha dell'imbarazzante (per un professionista serio della comunicazione) e si spiega solo alla luce (o all'ombra) di un accordo di potere.

Un accordo che non poteva non passare anche attraverso la politica, e quindi aveva bisogno di sciogliere il nodo della presenza di Renzi sulla scena politica e della profonda antipatia, anche personale, tra Scalfari (Ezio Mauro) e Renzi.

Il nodo lo ha sciolto De Benedetti, silurando Ezio Mauro e costringendo Scalfari a mettere da parte i sentimenti personali verso Renzi e a considerare la realtà del potere.

Renzi è l'unica scelta possibile in Italia, a meno di non voler consegnare Palazzo Chigi ai 5Stelle, punto. Draghi ha bisogno di Renzi (e viceversa) per governare in Italia. Draghi è riuscito ad addomesticare Tsipras il bipolare, ma non può ripetere il miracolo in Italia con Grillo. Renzi ha bisogno di De Benedetti, De Benedetti ha bisogno di Draghi (e viceversa) per farsi finanziare l'acquisto di Stampa e Corriere e il triangolo (magico) DDR è fatto.

 Quindi, caro Eugenio, cambia idea su Renzi (sai tu come fare) così come hai cambiato idea sulla libertà di informazione e sul monopolio dei mass media, o altrimenti il triangolo (magico) DDR si chiuderà senza di te.

Scalfari ha cambiato idea, e per dimostrarlo ha tirato fuori i suoi vecchi arnesi di manipolazione: la nostalgia per Ventotene coniugata al neorealismo per Verdini. 

Ora scrive soprattutto di Papa Francesco, anche se alla fine cerca sempre di infilare un panegirico per il suo amico Mario. Il triangolo potrebbe trasformarsi in un quadrato.

 

TRUMP cacciato da Black Lives Matter

La protesta di Chicago contro il comizio di Donald Trump segna un punto di svolta nella campagna per USA 2016.

 

E' il primo segno di debolezza del miliardario aspirante Presidente, che finora aveva sfoggiato aggressività e noncuranza verso qualunque tipo di critica. La contestazione di Chicago, all'insegna di "Make America Hate Again", lo ha messo in una situazione senza via di uscita: mantenere il comizio avrebbe comportato il rischio di scontri, anche violenti, e quindi l'immagine di un Trump che scatena reazioni, che divide e suscita paura anche tra i conservatori. Rinunciare, come ha fatto, non è stato visto come un gesto di saggezza bensì di debolezza, di ritirata. Se anche in altre città dovesse ripetersi la contestazione, e in forme sempre più eclatanti, cosa farà Trump ?

Il suo percorso nelle primarie è tutt'altro che scontato, perché l'establishment repubblicano è contro di lui e approfitta di episodi come quello di Chicago per indebolirlo. Se anche dovesse arrivare primo alla convention del GOP, senza però la maggioranza assoluta dei delegati, Trump non avrebbe possibilità di farsi nominare candidato.

 Ma anche per i candidati democratici la "rivolta di Chicago" può avere ripercussioni impreviste, perché una parte dei contestatori si identificava apertamente in Bernie Sanders e nel movimento Black Lives Matter e questo giova a Sanders che ha un gap notevole nei confronti di Hillary Clinton tra l'elettorato afro-americano.

http://www.politico.com/story/2016/03/donald-trump-cancels-chicago-rally-protests-220660

 

Trump tweeted on Saturday: "The organized group of people, many of them thugs, who shut down our First Amendment rights in Chicago, have totally energized America!" .Protesters at planned Chicago rally yesterday were “very professionally done,” Donald Trump says in Dayton, Ohio. 

Says his supporters were “harassed” by people backing Bernie Sanders

 “Bernie should tell his people to ‘stop’”

 “When they have organized, professionally staged wise-guys, we have to fight back”

We do things a little different in this campaign: We bring people TOGETHER.

FUKUSHIMA il disastro che il Giappone nasconde

A cinque anni dallo tsunami devastante, il disastro di Fukushima è ancora in attesa di soluzioni. Ci vorranno altri 50 anni per il decommissioning dell'impianto, mentre centinaia di tonnellate di rifiuti e acqua contaminata vengono "dispersi" nell'Oceano con danni incalcolabili che il Giappone scarica sul resto dell'umanità e dell'ecosistema

http://www.scientificamerican.com/article/5-years-later-the-fukushima-nuclear-disaster-site-continues-to-spill-waste/

 

 “The Fukushima Nuclear Disaster is a Serious Crime”: Interview with Koide Hiroaki 福島核災害は明らかに深刻な犯罪である—小出裕章氏に聞く Katsuya Hirano, Hirotaka Kasai March 8, 2016 Volume 14 | Issue 6 | Number 1 Translation by Robert Stolz Transcription by Akiko Anson - See more at: http://apjjf.org//2016/06/Hirano.html#sthash.XykDiP4n.dpuf

Il bazooka di Draghi spara all'indietro

Tra le misure annunciate da Draghi per stimolare la crescita e aumentare l'inflazione ce ne sono due in particolare che evidenziano il ruolo prettamente politico che la BCE si è avocato.

La BCE pagherà un interesse alle banche che chiederanno prestiti. Sembra l'ultima trovata per capovolgere il mondo finora conosciuto, quello in cui i debitori pagano un interesse, se pur minimo, ai creditori.

Le banche potranno prendere denaro a prestito dalla BCE e GUADAGNERANNO un interesse a loro favore, pagato dalla BCE stessa ma con quali soldi ?

Se i soldi sono fasulli, cioè stampati per l'occasione, le banche li incasseranno e li lasceranno inutilizzati, perchè tanto paga Draghi. Se i soldi sono buoni, vorrà dire che la BCE dovrà mettere mano ad una parte del suo patrimonio, che poi altro non è che quello conferito dai contribuenti europei. Anche in questo caso le banche si guarderanno bene dal fare prestiti alle imprese, potendo lucrare dalla BCE senza alcun rischio.

Ma la misura più "politica" e contraddittoria è quella che consente alla Banca Europea di acquistare titoli obbligazionari emessi da aziende private o pubbliche con elevato rating.

Si tratta di una pesante interferenza nel campo del libero mercato e della concorrenza.

Grazie alla misura annunciata da Draghi un'azienda che ha già una posizione forte sul mercato, e quindi un rating elevato, potrà indebitarsi per finanziare i suoi piani di espansione a tassi più bassi di quelli che il mercato libero gli chiederebbe.

Un'azienda dello stesso settore, con un rating inferiore, non potrà accedere ai benefici della BCE e pagherà il denaro ad un costo maggiore, perdendo ulteriore competitività.

Con l'acquisto di titoli emessi dalla aziende, la BCE si appresta ad alterare la concorrenza, introducendo fattori discrezionali e discriminanti, con conseguenze politiche e sociali imprevedibili. 

Nell'impeto di strafare, Mario Draghi sta stravolgendo regole e meccanismi che non gli appartengono e non dovrebbero appartenergli. Ma lo lasciano fare, tanto, con questa classe politica, può fare ciò che vuole.

 

Draghi nella terra dei tassi negativi

Mario Draghi whateverittakes prosegue dritto nella wasteland dei tassi negativi, nel mondo rovesciato dai banchieri in cerca dell'inflazione che non c'è.

 

Tutti ormai hanno capito che QE e NIRP non solo non funzionano per riportare l'economia sui binari della crescita ma addirittura sono dannosi e gli effetti collaterali della terapia sono peggiori della malattia stessa

Gli interventi delle Banche Centrali stanno accentuando le dinamiche deflazionistiche, hanno scatenato la guerra valutaria, hanno favorito solo la speculazione fimanziaria, l'aumento dell'indebitamento e il moral hazard dei politici.

Anche l'ultima tesi a sostegno delle politiche  dei tassi negativi, quella che sostiene i presunti benefici per i bilanci statali dei paesi indebitati come l'Italia, crolla sotto l'evidenza dei numeri: i risparmi derivanti dai minori interessi sul debito pubblico si sono trasformati in un aumento dello stock di debito, che avrà conseguenze catastrofiche nel futuro a breve termine, l'economia non riparte perché tutti producono, a debito, quello di cui la gente non ha bisogno.

Ma Draghi va dritto per la sua strada, whateverittakes, perché a nessuno conviene fermarlo.