L'Europa non esulta per la vittoria della Francia

La Francia vince la coppa del mondo di calcio contro la Croazia e si scatenano le solite scene di giubilo nazional-popolare, mentre il resto dell'Europa - che tifava Croazia - recrimina sia per gli aspetti calcistici che per quelli politici.

 Napoleone Macron non si è fatto pregare per sciorinare il repertorio da curva ultras mentre zar Putin era costretto ad assistere  all'inefficienza del suo apparato di polizia sbeffeggiato da quattro manifestanti del gruppo Pussy Riot che costringevano l'arbitro ad interrompere la partita per pochi secondi.

https://www.menoopiu.it/post/l-europa-esulta-per-la-sconfitta-della-germania

LIU XIA finalmente libera

E' arrivata in Europa Liu Xia, la vedova del Premio Nobel Liu Xiaobo morto un anno fa a causa della lunga prigionia nelle carceri del regime cinese.

Liu Xia era da oltre otto anni confinata agli arresti domiciliari, isolata dal mondo e sofferente di una grave depressione. Da tempo si moltiplicavano gli appelli per la sua liberazione, e Liu Xia era diventata il simbolo di una battaglia per la democrazia iniziata dal suo compagno Liu Xiaobo ma repressa con il metodo più praticato nella Cina di Xi Jinping: l'annientamento psicofisico e l'isolamento totale.

Ora Liu Xia è a Berlino, ufficialmente per ricevere cure adeguate al suo stato di salute gravemente minato dalle costrizioni subite ma in realtà si è trovata al centro di uno "scambio" politico-commerciale rappresentato dalla visita di Li Keqiang alla Merkel per discutere della guerra commerciale scatenata da Donald Trump. Grazie alla spinta della mobilitazione internazionale, la cancelliera Merkel ha chiesto e ottenuto un gesto "simbolico" per facilitare le trattative.

La liberazione di Liu Xia è una sconfitta per il regime di Xi Jinping.

 

Il Messico di Obrador porta la rivoluzione nel cortile di Trump

La vittoria del "populista di sinistra" Andres Manuel Lopez Obrador (AMLO) nelle elezioni presidenziali è stata la più schiacciante (52%) nella storia messicana e la prima di un esponente di un partito non tradizionale ("progressista" o "conservatore").

Obrador ha vinto con lo slogan "prima i poveri", nel paese che più di altri sta subendo l'ondata americanista di Trump, la violenza sistematica delle bande armate di trafficanti di ogni genere, la corruzione soffocante dell'apparato statale al potere da sempre.

La vittoria di Obrador è innanzitutto un atto d'accusa a decenni di "geopolitica" gestita dall'ingombrante vicino, e paradossalmente è conseguenza indiretta dell'isolazionismo trumpiano: che bisogno c'è di votare i partiti tradizionali che hanno consentito la devastazione del Messico in cambio della licenza di espellere i poveri oltre il confine nel Texas, di produrre a basso costo ed esportare, ora che questa "licenza" è venuta meno?.

La vittoria di Obrador è una sfida dai risvolti globali, un inizio di rivoluzione che potrà anche non sortire i risultati sperati - una società più libera, meno disuguale, meno violenta, meno corrotta, con più diritti per tutti, non più obbligata ad "emigrare" negli Stati Uniti e a vivere senza identità - ma in ogni caso offre un barlume di alternativa ad un sistema schiacciato dalla servitù della "globalizzazione".

Difficile pensare che l'America, di Trump o di chiunque altro, consenta ai messicani di vivere un'esperienza così rivoluzionaria e di "cattivo esempio" in modo pacifico e senza ingerenze.

ORCO TRUMP

Le migliaia di bambini allontanati dai propri genitori e segregati nelle gabbie del Customs and Border Protection USA per ordine di Donald Orco Trump saranno segnati per tutta la vita dal trauma della separazione.

Sono i figli di immigrati che il "senso pratico " trumpiano considera alla stregua di un pacco non recapitato: i genitori vengono rispediti nel paese di origine e i figli - regolarmente nati e registrati negli Stati Uniti - devono farne a meno, in attesa di essere anch'essi spediti nel paese straniero su richiesta dei genitori. 

Il "senso pratico" di Orco Trump lo induce a scommettere che le prime a cedere saranno le madri, che chiederanno di ricongiungersi ai figli ma non negli USA bensì in Guatemala o in Messico; oppure il senso materno di protezione le spingerà ad accettare il distacco ? pur di evitare ai loro figli gli orrori della povertà delle guerre o delle mafie che governano nei loro paesi di origine. 

Il pianto dei bambini separati dai genitori  è musica per le orecchie dell'orco.

Qualcuno (Matteo Salvini ?!) sta studiando attentamente il caso, perchè vorrebbe riproporlo in Italia per risolvere il problema dei Rom: separare i bambini nati in Italia dai genitori nomadi, espellendo quelli di questi ultimi che non abbiano cittadinanza italiana e mettendo i figli in orfanotrofi creati appositamente. Oppure in alternativa, preferibile, far sì che i nomadi espulsi si portino via anche i piccoli potenziali delinquenti.

 

Matteo Salvini punta a nuove elezioni in autunno

 

La Stampa 19/06/2018

Censimento dei rom, la rabbia di Conte: “Salvini esagera. Adesso basta, è troppo”

....  Di fronte alla schedatura dei rom però Conte è disorientato a dir poco. E questa volta non può e non vuole far finta a nulla. «Questa è veramente troppo, supera ogni limite», si sfoga.

 

Poi, poco prima di salire sull’aereo che lo avrebbe portato nella capitale tedesca, d’accordo con Luigi Di Maio, fa arrivare a Salvini questo messaggio: «Così non reggiamo, devi rettificare».

 

Appena atterrato, mentre la macchina di rappresentanza lo porta nel cortile della cancelleria federale, Conte tira un sospiro di sollievo. Gli leggono le agenzie in cui Salvini ha appena corretto il tiro. «Meno male...» si lascia andare. Il segno però resta. L’ennesimo che fa sospettare Conte che ci possa essere «una strategia per destabilizzare il governo». Le coincidenze ora sono tante e pesano. Non c’è viaggio internazionale di Conte (tre in dieci giorni) che non sia accompagnato da dichiarazioni choc del leghista. Salvini gli ruba la scena, radicalizza i piani del governo, provoca un immediato stress test con gli alleati grillini

In mano il premier ha il sondaggio della Swg che ha buttato nello sconforto Di Maio, il primo in cui la Lega è sopra al M5S, 29,2% contro 29%. In una settimana i grillini perdono due punti e mezzo. Sono i giorni del ferro e del fuoco di Salvini, cominciati contro l’Aquarius e conclusi con la paventata schedatura dei rom. 

Giuseppe Conte, il suo governo è già finito

Lo scandalo delle tangenti per lo stadio di Roma esce dai confini metropolitani e arriva direttamente a Montecitorio.

Le intercettazioni del costruttore Parnasi con il presidente dell'Acea Lanzalone, "nominato" da Di Maio per meriti oscuri, riguardano anche la formazione del nuovo governo all'indomani delle elezioni del 4 marzo. 

"Questo governo lo sto a fare io", dichiara orgoglioso Parnasi durante una telefonata, e poi si scopre che ha organizzato una cena a tre, con Lanzalone e Gianluca Giorgetti, eminenza grigia di Matteo Salvini e attuale sottosegretario di Giuseppe Conte, per "facilitare" la formazione del nuovo esecutivo M5S-Lega.

Cosa si siano detti Parnasi, Lanzalone e Giorgetti è facile immaginarlo, e le cronache dei prossimi giorni faranno filtrare con cura molti particolari ancora indediti.

Ma da queste prime battute si capisce che non è solo la sindaca Raggi a doversi dimettere, ma anche e soprattutto il neo primo ministro avvocato Giuseppe Conte, perchè il suo governo e forse anche la sua scelta, dopo le dichiarazioni di Parnasi, è macchiato dall'ombra nera della corruzione e di essere al servizio di affaristi e palazzinari.

Gli italiani possono chiudere un occhio sul curriculum "gonfiato" dell'avvocato, ma avere il sospetto che sia stato messo lì per coprire altri affari ...

Virginia Raggi, se non ora quando ti dimetti ?

Due buone notizie: 1) il nuovo stadio di calcio a Roma non si farà e si eviterà una colata di cemento che sarebbe servita solo ai costruttori per arricchirsi e agli ultras per sfogarsi. 2) La sindaca Virginia Raggi, pur non coinvolta direttamente nello scandalo di tangenti e favori da parte del costruttore Parnasi, dovrà spiegare perchè non si dimette dal momento che alcuni personaggi chiave della sua giunta (il capogruppo Ferrara, indagato) e del suo apparato (il presidente dell'ACEA Lanzalone, arrestato) sono coinvolti nell'inchiesta.

La Raggi avrebbe dovuto già da tempo dare le dimissioni, ma questa è davvero un'occasione irripetibile: se non ora quando ?

Sarebbe un'occasione propizia anche dal punto di vista nazionale: passate le elezioni e fatto il governo (almeno fino a Natale), il Movimento 5 Stelle può permettersi il lusso di far cadere la sua giunta romana e andare a nuove elezioni, magari alleandosi con un nuovo PD a cui potrebbe offrire la poltrona di sindaco con un personaggio al di sopra di ogni parte e sospetto (tipo Raffaele Cantone), sia per dare un segnale allo strabordante Salvini, sia per trovare davvero un altro forno a cui rivolgersi nella politica nazionale. 

 

 

Macron fa campagna elettorale per Salvini

La vicenda della nave Aquarius a cui Matteo Salvini ha impedito di far sbarcare i 629 migranti in un porto italiano e la successiva "disponibilità" spagnola ad accoglierli, ha scatenato una serie di dichiarazioni boriose quanto stupide da parte di diversi rappresentanti del governo francese e del partito di Emmanuel Macron. 

E il furbo Matteo ha colto la palla al balzo per farsi ancora più propaganda, dato che la Francia è stata molto più vomitevole dell'Italia in fatto di accoglienza e trattamento dei migranti, così come la Spagna, e non può dare quindi lezioni a nessuno,  ecc ecc.

Delle due l'una: o Macron è un populista mascherato che non perde occasione per consentire a Salvini di ergersi a statista illuminato, oppure persegue l'obbiettivo di mandare tutto in rissa / caciara per poi legittimare presso gli altri eurocrati del suo rango l'idea che l'Europa debba avere due velocità, quella sua (e della Merkel) e quella dell'Italia con la Grecia.

Sulla base del curriculum dell'aspirante Napoleone si propende per la seconda ipotesi.

Kim Jong-un ha avuto quello che voleva

aggiornamento: "Trump said we’re signing a “very important document, a pretty comprehensive document”.

Kim said: “Today we have had a historic meeting, we decided to leave the past behind. The world will see a major change. I would like to express my gratitude to President Trump for making this meeting happen.”

After making statements, they shook hands and signed the documents.

It is still unclear what they have signed. Trump said that would become clear shortly and that he would “discuss this at great length” in a press conference to be held in about 45 minutes, but that the document was “comprehensive”.

 

Il vertice tra Kim Jong-un e Donald Trump a Singapore potrebbe durare solo un minuto, stando a quanto affermato dal presidente americano: "con il mio fiuto infallibile, mi basterà un  minuto per capire se Kim ha intenzioni serie".

Il confine tra il successo e la sconfitta nel vertice tra i "due dittatori", come lo ha definito una gaffe di Fox News, sta nella parola denuclearizzazione e nel modo in cui sarà interpretata. Per il nordcoreano significa non fare più test nucleari e limitare la produzione di bombe da lanciare con missili balistici, per l'americano significa distruzione di tutte le bombe e dei laboratori di arricchimento del materiale nucleare.

Kim Jong-un dovrebbe privarsi dell'unica arma che ha convinto gli USA a trattarlo da capo di stato e in cambio di che cosa? la promessa di non essere attaccato o spodestato ?

Trump è quello che più ha da perdere da un eventuale insuccesso del vertice e per questo molti analisti militari temono che sia disponibile a concedere molto, troppo, alla controparte, pur di accreditarsi come un presidente che ha fatto la Storia.

Lo stesso obbiettivo di Kim Jong-un che, essendo molto più giovane, ha tutto l'interesse a garantirsi un futuro, magari addirittura nelle vesti di futuro presidente delle due Coree riunificate.

Ma il vero motivo per cui il vertice sarà un gigantesco spot alla "Pace ritrovata" va ricercato a Pechino e nella partita che Xi Jinping sta giocando dietro le quinte.

Se Trump vuole prendersi il merito di aver riappacificato la penisola coreana dovrà concedere al dittatore cinese la possibilità di prendersi l'agognata Taiwan che la Cina considera un pezzo della propria nazione sottraendola all'influenza politico-militare degli USA.

Lo scambio è Corea contro Taiwan, e se Trump accetta il vero vincitore sarà Xi Jin Ping. 

Il governo Conte è già affondato

aggiornamento: il neo-governo spagnolo del socialista Pedro Sanchez si offre di accogliere i 629 immigrati sull'Aquarius.

Salvini commenta trionfante "Alzare la voce paga" e non si accorge che si sta preparando il "trappolone" per il governo dell'avvocato Conte-Chi? La prossima volta cosa succederà?

Se la nave Aquarius con 629 immigrati a bordo non riesce entro 48 ore a trovare un porto in cui sbarcare i disperati che ha raccolto lungo le coste libiche, ci saranno gravi ripercussioni in Italia e in Europa.

 

Le immagini dei bambini stremati dalla fame e dalla sete nella calura del mar Mediterraneo a bordo di una nave che vaga senza meta, rifiutata come se trasportasse rifiuti tossici anziché esseri umani, faranno il giro del mondo, affiancate al volto beffardo e cinico di Salvini ministro degli interni del neonato governo italiano di "unità populista" guidato da un avvocato che non sa cosa può dire.

La questione degli immigrati, su cui pesano le enormi responsabilità dei governi precedenti, non può essere risolta da un braccio di ferro estemporaneo e giocato sulla pelle di centinaia di diseredati.

Se l'avvocato Conte non riesce a far ragionare il suo ministro in cerca di casi esemplari ("rifiutarne uno per rifiutarne cento") per dimostrare che la "pacchia" è finita, il suo governo sarà affondato prima ancora di salpare per mari incerti.

Bye Bye Rajoy

Con un imprevedibile scatto di intelligenza politica il segretario del PSOE Pedro Sanchez presenta una mozione di sfiducia contro Mariano Rajoy, capo del governo conservatore che fino ad oggi si appoggiava sui Ciudadanos di Rivera (nazional-liberisti) e liste nazionaliste minori.

La decisione di Sanchez ottiene l'appoggio dei "populisti" di Podemos, dei catalani repubblicani e indipendentisti e degli autonomisti baschi, raggiungendo il quorum necessario a sovrastare i voti del Partito Popolare e di Ciudadanos.

La sfiducia a Rajoy è l'ultima tappa di un percorso della crisi politica spagnola, costellata dagli scandali per corruzione e malgoverno, oltre che dalle disgraziate scelte con cui si è deciso di soffocare la spinta indipendentista della Catalogna.

Grazie al particolare meccanismo elettorale spagnolo, Sanchez diventerà primo ministro anche se quasi certamente il Parlamento verrà subito sciolto e si andrà ad elezioni anticipate.

In ogni caso si tratta di una svolta politica importante, per la Spagna e per l'Europa, perchè rappresenta un cambio di strategia notevole da parte dei socialisti spagnoli, che per rientrare in scena scelgono di allearsi con i movimenti che fino a ieri venivano considerati "populisti" e quindi fuori dalla possibilità di alleanze.

E' come se il PD si fosse alleato con i M5S per fare un governo in Italia... 

Crisi ITALIA, dacci oggi il nostro governo quotidiano

Aggiornamento. La lunga crisi istituzionale sembra finita: torna il governo dell'avvocato Conte con una maggioranza di "unità populista" con M5Stelle e Lega. 

 

Perché appena è svanita l'ipotesi del governo balneare di Cottarelli e si è riaffacciata quella di un Conte (M5S-Lega) con Savona di lato lo spread è calato e la paura dei "mercati" è scomparsa? Anche i "mercati" sono diventati populisti?

Mistero, dentro la più misteriosa e grottesca e grave crisi politica italiana.

Se i "mercati" sono tranquilli, c'è da fidarsi oppure, al contrario, gatta ci cova?

Segnalo una stimolante intervista a Luciano Violante su La Stampa :

 

A chi si riferisce? Salvini, Di Maio?  

«È una sorta di circo del buon umore che scherza mentre sta crollando il pavimento. Comprende anche qualche talk show. E qualche dirigente del Pd che invoca allegramente il voto subito. Come un pokerista sconfitto che chiede un’altra mano». 

Crisi ITALIA e la strategia del TERRORE dei tecnocrati europei

Aggiornamento: «I mercati insegneranno agli italiani a votare nella maniera giusta»: la frase è del commissario europeo al bilancio Gunther Oettinger, nel corso di un’intervista a un tv tedesca.  E' la conferma della STRATEGIA DEL TERRORE.

 

Dispiace che una persona come Carlo Cottarelli abbia prestato il suo nome ad una delle scelte più drammatiche e sbagliate degli ultimi sessanta anni.
Nelle intenzioni sempre più contorte e inesplicabili di Mattarella, l'ex commissario alla spending review incaricato di traghettare la crisi italiana verso nuove elezioni avrebbe dovuto rassicurare i famigerati "mercati" terrorizzati dall'ipotesi di un governo populista M5S-Lega.


Ma stando alle prime reazioni che accompagnano i primi passi del governo balneare di Cottarelli sembra che anche questa mossa di Mattarella provocherà effetti opposti a quelli desiderati. Il Wall Street Journal non ha dubbi : "Italian bond yields jumped Tuesday, extending a recent surge as investors position themselves for the possibility that a new general election will be held in the eurozone's third-largest economy". La responsabilità della tempesta sui BTP sarebbe quindi di chi ha impedito la nascita di un governo provocando le elezioni anticipate e una crisi istituzionale senza precedenti.

Lo spread BTP-Bund vola verso quota 300 ed oltre, mentre la speculazione internazionale ha iniziato a scommettere allo scoperto contro i titoli italiani e prevedibilmente sarà in agguato per tutta la campagna elettorale.

Perchè sarà Mister Spread a dettare tempi e strategie elettorali di Renzi e Berlusconi: più Mister Spread sale in alto più si abbassano le probabilità di vittoria elettorale (per ora molto alte) del fronte populista.

La campagna elettorale organizzata da Merkel-Junker-Macron prevede di terrorizzare gli italiani di ogni ceto e opinione politica e andrà di pari passo con i sondaggi elettorali. All'inizio si scatenerà l'inferno, con il martellamento della stampa e delle televisioni, lo spettro della distruzione dei risparmi di tutta una vita, i pensionati che prendono d'assalto i bancomat - ricordate la Grecia del 2015 ? - gli artigiani e i piccoli imprenditori senza più credito dalle banche costretti a chiudere, l'aumento della disoccupazione ...

In sintesi, la moderna peste del terzo millennio.

Salvini, Di Maio e Di Battista cominceranno a balbettare che loro non sono antieuro, che anzi vogliono un'europa più forte ecc ecc ma questo non basterà a diminuire l'intensità del "trattamento".

La BCE di Draghi starà a guardare dando la colpa ai tedeschi cattivi che gli impediscono di correre in aiuto del popolo italiano, anche se qualcuno dovrebbe ricordargli la possibilità di attivare il programma OMT (Outright Monetary Transactions) per acquistare titoli su richiesta del governo (quale ?, e la richiesta di attivare OMT può essere fatta da un governo di "ordinaria amministrazione balneare" come quello di Cottarelli ? oppure era necessario avere un governo con pieni poteri ? e in tal caso la colpa dello spread è dei populisti o di Renzi-Mattarella che non ha consentito la formazione dell'esecutivo a guida Conte ?).

Solo quando ( e se) la somma dei probabili risultati di Di Maio e Salvini fornita dai sondaggisti sarà scesa abbondantemente sotto quota 40% si comincerà ad allentare la strategia del terrore, per far capire anche ai più testardi che la salvezza dalla peste moderna consiste nel cambiare le proprie idee e il proprio voto per ridare a Renzi e Berlusconi le chiavi di Palazzo Chigi.

Ma se gli italiani alle prossime elezioni-referendum non dovessero sottomettersi alla "strategia" dei mercati, pensando di essere eroici populisti fedeli agli ideali del contratto di Di Maio-Salvini, e dovessero ridare la maggioranza a questi due pericolosi antieuropeisti, non ci sarà scampo: l'Italia sarà espulsa dall'Unione Europea e precipiterà in una crisi simile a quella libica.

E' solo un'ipotesi molto remota ... perchè prima di allora la paura sarà un'ottima consigliera e ci avrà convinto a cambiare voto.

Grazie MATTARELLA per averci dato il referendum su Euro

mattarella

Sergio Mattarella ha di fatto trasformato le prossime elezioni politiche in un referendum pro o contro l'euro e l'Europa di Merkel, Macron e Draghi,  un referendum il cui esito è già prevedibile ed avrà ripercussioni gravi e profonde sull'Italia e gli equilibri europei.

Ponendo il veto su Paolo Savona e argomentandolo come ha fatto nel suo intervento per annunciare l'insuccesso dell'avvocato Conte, il Presidente della Repubblica ha aperto la campagna elettorale referendaria e si è contrapposto alla maggioranza assoluta del Parlamento che potrebbe chiedere (inutilmente) il suo impeachment.

 

Mattarella è riuscito in una impresa ai limiti dell'impossibile: in un colpo solo ha evitato la formazione del primo governo di unità populista rinviandone di ben tre mesi la nascita; ha delegittimato il suo ruolo di garante agli occhi di gran parte del Paese e del Parlamento;ha isolato il PD più di quanto già non lo fosse; ha consentito che le prossime elezioni anticipate diventino il primo referendum sul destino dell'euro e dell'unione europea, cosa che fino ad oggi era stata impedita sulla base dei trattati  in vigore. 

 

vado a rileggermi quello che avevo scritto l' 8 maggio : 

CRISI ITALIA, il caos sarà più grande di quel che sembra

(in aggiornamento)

ITALIA senza Governo e senza Capo dello Stato

Il braccio di ferro tra Mattarella e M5S-Lega si conclude nel modo peggiore: fallisce il tentativo dell'avvocato Conte di formare il governo e la Presidenza della Repubblica rappresentata da Sergio Mattarella cade in una grave crisi di legittimazione per aver posto il veto sul nome di Paolo Savona, personaggio sgradito alla tecnocrazia europea (e in particolare alla BCE).

L'Italia precipita in una crisi istituzionale senza precedenti, Di Maio e Salvini scendono in piazza per i primi comizi elettorali, la Meloni chiede l'impeachment del Presidente Mattarella che si prepara a dare l'incarico a Carlo Cottarelli (quello che la spending review non l'ha mai vista).

 

 

Mattarella non infilarti in un vicolo cieco

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, probabilmente mal consigliato o tirato per la giacca, si è infilato in un vicolo stretto e senza sbocchi, facendo trapelare il suo veto sul nome di Paolo Savona a Ministro dell'Economia nel futuro governo di Giuseppe Conte.

 

Come era ampiamente scontato, sia Salvini che Di Maio hanno dichiarato di non voler fare marcia indietro su Paolo Savona, che è diventato la bandiera "politica" dello schieramento di "unità populista", contro le ingerenze dell'establishment nazionale ed europeo, e simbolo dell'autonomia decisionale del popolo italiano che la stampa tedesca ha offeso in modo volgare ed autolesionista.

Se Mattarella rifiuta la nomina di Paolo Savona, il governo Conte svanisce e si va ad elezioni anticipate ma il Presidente della Repubblica sarebbe indicato come principale colpevole della crisi e quindi ne uscirebbe indebolito ed inviso ad una gran parte dell'elettorato. E' altrettanto evidente che il problema si riproporrebbe dopo pochi mesi, perché il fronte populista e in particolare la Lega avrebbero una maggioranza ancora più ampia di consensi.

Se invece accetta l'incarico all'economista "No Euro", anche se con "contrappesi" o dichiarazioni di garanzia, il Quirinale apparirà come il vero sconfitto di un braccio di ferro che non sarebbe mai dovuto iniziare.

Il nodo dello scontro non è rappresentato dalla figura di Savona ma dall'essenza stessa del nuovo governo a cui Mattarella vuole dare un segnale forte di quali siano i confini da non oltrepassare.

Ma per dare questo segnale aveva un'occasione migliore se avesse sfruttato la scivolato dell'avvocato Conte sul suo curriculum gonfiato. Mattarella poteva ritirargli l'incarico avendone buoni motivi, e costringendo sulla difensiva M5S e Lega.

Il Presidente della Repubblica invece si è infilato nel vicolo più pericoloso per i poteri del Quirinale e più favorevole per le ambizioni di Salvini, il quale alle prossime elezioni potrà presentarsi come capo della coalizione di centrodestra, prendere molti più deputati e fare un governo (anche senza Di Maio) con Paolo Savona primo ministro. 

Un buon motivo per rifiutare l'incarico all'avvocato Conte

Quello che sembrava dover diventare il primo presidente del consiglio di un governo di "unità populista", l'avvocato Giuseppe Conte, è finito sotto i riflettori per aver "gonfiato" il proprio CV, inserendovi presunte attività in università come la New York University dove nella migliore delle ipotesi ha passato qualche settimana estiva a consultare biblioteche e a perfezionare le lingue.

 

L'avvocato Conte non avrebbe mentito ma solo "pompato" i suoi meriti. Secondo Di Maio e Salvini questo non basta per silurarlo. Entrambi sbagliano due volte.

La prima, ovvia considerazione è che un premier già debole per non essere un "politico" e avere solo un ruolo di "esecutore" (maggiordomo) sarebbe ancora più debole dopo la scoperta del suo curriculum: "Scusi, signor Presidente del Consiglio, in quale università passerà le sue vacanze quest'anno ?" gli chiederanno  giornalisti e opposizioni in Parlamento.

Ma la vera buona ragione per dare il benservito all'avvocato Conte sta nel dare al Presidente Mattarella un buon motivo per affermare le sue prerogative, evitare di farsi imporre un nome non gradito e trovarne un altro con il consenso sia del Presidente che dei due capi populisti. 

Sarebbe un modo per aggirare l'impasse istituzionale che si sta creando attorno al nome di Giuseppe Conte, trovando una nuova figura più gradita al Quirinale e chiedendo in contropartita che vengano approvati gli incarichi di ministri ad alcuni personaggi indigesti alla tecnocrazia europea (Paolo Savona).

Se Di Maio e Salvini non riescono a sciogliere un nodo così semplice come pensano di affrontare le sfide ben più importanti e difficili che gli si presenteranno a breve ?

 

Grandi pressioni su Mattarella per arruolarlo nel fronte contro M5s-Lega

Il Presidente della Repubblica Mattarella si è messo a leggere l'articolo 95 della Costituzione (Il Presidente del Consiglio dei Ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. ...) durante gli incontri con Di Maio e Salvini che gli proponevano il nome di Giuseppe Conte per l'incarico di premier del futuro governo M5s-Lega.

Un gesto simbolico, anche se inusuale, o un messaggio trasversale, quasi una minaccia:  "state attenti a quali ministri andrete a proporre ... perché alla fine decido io" .

Che il nuovo governo italiano sarà indigesto a tutti i tecnocrati europei è cosa ovvia e risaputa, così come è noto che Napoleone Macron si è già promosso alla testa di un esercito multinazionale per riconquistare l'Italia, dando ordine alle banche francesi di vendere i titoli di Stato che il suo amico Draghi non correrà certo a comprare, resuscitando i fantasmi dello spread.

Ma il megalomane francese che piace tanto a Renzi e a Berlusconi ha pensato di arruolare direttamente Mattarella, consegnandogli il comando delle operazioni di terra, di aria e di mare.

Il Presidente della Repubblica Italiana è una persona mite e ragionevole, conoscitore delle procedure  e dei confini sottili che le delimitano  o ampliano. Se ha ritenuto doveroso ricordare l'articolo 95 ai "nuovi barbari" è perché questo è il massimo della potenza di fuoco che può esprimere in questo frangente, e non altro. Molti invece premono affinchè Mattarella faccia di più, si rifiuti di incaricare Giuseppe Conte o quantomeno qualche possibile ministro non troppo addomesticabile come Paolo Savona, con l'evidente obbiettivo di umiliare e piegare fin dall'inizio il nascente governo, rendendone le aspettative di vita talmente brevi da configurarlo come governo balneare.

Se Mattarella cederà alle pressioni interne ed internazionali che puntano ad esasperare la crisi per favorire una soluzione "tecnica" in attesa di future elezioni in un quadro di ricatto economico-sociale, si presterà ad un gioco ancora più pericoloso perché esporrebbe la sua persona e la sua carica ad una reazione popolare imprevedibile.

 

Di Maio - Salvini contro Draghi - Macron

Se Luigi Di Maio e Matteo Salvini non faranno sciocchezze a pochi centimetri dal traguardo, l'Italia sarà il primo paese europeo ad avere un "governo di unità populista", espressione delle due principali, ma diverse, forze anti-establishment uscite vittoriose dal voto del 4 marzo.

 

Terminate le trattative sul "contratto di governo" - libro dei sogni o galleria di incubi - i due leader di M5S e Lega si presenteranno da Mattarella per ricevere le ultime raccomandazioni per poi "andare a governare", ovvero iniziare la battaglia dura e autentica per onorare le promesse di cambiamento, contro ogni ragionevole evidenza ma soprattutto contro il fuoco di sbarramento che sarà lanciato da Bruxelles, Parigi e Francoforte.