Corea del Nord con bomba H

Kim Jong-Un ha la bomba a idrogeno.

Così inizia il comunicato ufficiale del governo nord-coreano:

"There took place a world startling event to be specially recorded in the national history spanning 5000 years in the exciting period when all service personnel and people of the DPRK are making a giant stride, performing eye-catching miracles and exploits day by day after turning out as one in the all-out charge to bring earlier the final victory of the revolutionary cause of Juche, true to the militant appeal of the Workers' Party of Korea (WPK).

The first H-bomb test was successfully conducted in Juche Korea at 10:00 on Wednesday, Juche 105 (2016), pursuant to the strategic determination of the WPK.

Through the test conducted with indigenous wisdom, technology and efforts the DPRK fully proved that the technological specifications of the newly developed H-bomb for the purpose of test were accurate and scientifically verified the power of smaller H-bomb. (...)

L'esplosione è stata confermata dalla rilevazione di un'onda sismica del 5° grado.

La Cina di Xi Jinping, partner esclusivo di Kim Jong Un, dichiara di essere "preoccupata" e di aver avvisato la Corea del Nord sulle conseguenze politiche.

 

il comunicato nordcoreano attacca direttamente gli Stati Uniti:

 

" ... This test is a measure for self-defence the DPRK has taken to firmly protect the sovereignty of the country and the vital right of the nation from the ever-growing nuclear threat and blackmail by the U.S.-led hostile forces and to reliably safeguard the peace on the Korean Peninsula and regional security.

Since the appearance of the word hostility in the world there has been no precedent of such deep-rooted, harsh and persistent policy as the hostile policy the U.S. has pursued towards the DPRK.

The U.S. is a gang of cruel robbers which has worked hard to bring even a nuclear disaster to the DPRK, not content with having imposed the thrice-cursed and unheard-of political isolation, economic blockade and military pressure on it for the mere reason that it has differing ideology and social system and refuses to yield to the former's ambition for aggression.

The Korean Peninsula and its vicinity are turning into the world's biggest hotspot where a nuclear war may break out since they have been constantly stormed with all nuclear strike means of the U.S. imperialist aggressor troops, including nuclear carrier strike group and nuclear strategic flying corps. (...) "

 

La replica del USA è ancora solo formale, Obama si aspetta che "la Corea del Nord rispetti i suoi obblighi e impegni internazionali" !? Il risvolto umoristico è che la la brutta notizia del test coreano è arrivata poche ore dopo il discorso strappalacrime di Obama sul controllo delle armi negli Stati Uniti.

 

Il Giappone, dirimpettaio della penisola coreana, si è detto ovviamente preoccupato : Abe said Japan will respond firmly as a non-permanent member of the Security Council, and that it will cooperate with the United States, South Korea, China, and Russia.

Scontata la reazione della Corea del Sud, che ha annunciato una riunione urgente di tutti i ministri per valutare la situazione.

Tace per il momento Putin, che negli ultimi tempi aveva avviato relazioni più "amichevoli" con Kim Jong-Un (e viceversa).

 

 

Non minimizzare la violenza contro le donne a Colonia

Quello che è successo la notte di Capodanno a Colonia è gravissimo. Decine di donne sono state aggredite, derubate,molestate e violentate da un migliaio di uomini di cui ancora si ignora l'identità.

La notte di Colonia è un concentrato di domande inquietanti.

Chi erano le centinaia di uomini che come un branco si sono accomunati e organizzati per provocare la violenza?

Come è stato possibile che nessuno, quantomeno la polizia, non si sia accorto di nulla ?

Possibile che siano spuntati come mostri in una notte di incubo, oppure sono individui dalle apparenze "normali" che si confondono nel quotidiano scorrere di una metropoli occidentale?

Erano immigrati e profughi dell'ultima ondata o la seconda generazione dell'emarginazione di sempre?

http://www.spiegel.de/panorama/justiz/koeln-was-in-der-silvesternacht-am-bahnhof-geschah-a-1070625.html

 

 

Nella notte di Colonia la Germania si guarda impaurita e impotente. Le solide certezze di un anno fa si stanno rapidamente sgretolando.

 

I fabbricanti di armi ringraziano Obama

Mentre Obama è atteso per l'annuncio delle misure restrittive sulla vendita e uso delle armi per i cittadini, a Wall Street le azioni delle aziende che producono e commercializzano armi di tutti i tipi sono due volte in controtendenza: la prima perchè le quotazioni dei big delle armi crescono mentre gli altri calano, la seconda perché tutti si aspettavano un crollo dovuto alle misure restrittive e invece ...

da MarketWatch del 5 gennaio 2016: "Gun stocks rallied for a second day on Tuesday, as investors again bet that new restrictions to be rolled out by President Barack Obama not only wouldn’t deter sales but would propel them.

Smith & Wesson SWHC, +10.03%  shares surged 14% and Sturm, Ruger & Co.RGR, +6.73% climbed 8% at the open. The moves also comes as Smith & Wesson raised its profit guidance for the April-ending fiscal year."

Incredibile Obama, non gliene va una dritta, non solo le armi in circolazione non diminuiranno ma addirittura ce ne saranno molte di più ! A meno che l'effetto non sia voluto. Perchè quando il settore va in crisi, basta un annuncio di Obama per farlo riprendere. Come tre anni fa:

"FTA Online News  del 17 gennaio 2013

Seduta brillante ieri a Wall Street per i titoli dei produttori di armi, dopo il giro di vite annunciato dal presidente Barack Obama. Ad un mese dalla strage di Newtown Obama ha dichiarato che quello delle armi è un problema endemico che riguarda tutto il Paese. Per questo, ha aggiunto, la settimana prossima presenterà un progetto di legge che prevede un controllo a 360° sul passato di chiunque voglia acquistare un'arma, un bando alla vendita pubblica di quelle semiautomatiche d'assalto unitamente ad un limite al numero di cartucce che possono essere inserite nei caricatori e al tipo di proiettili. Una serie di restrizioni che hanno avuto un duplice, immediato effetto: l'ira dell'Nra, la potentissima associazione dei detentori di armi in America che ha già annunciato battaglia e un'impennata nell'acquisto di armi prima che le misure diventino operative. A giovarne i titoli della Smith & Wesson e della Sturm Ruger che hanno guadagnato più del 3% ed il rivenditore Cabela, che ha chiuso la seduta a Wall Street in rialzo di quasi il 6%."

 

Incredibile coincidenza

Cina, chiusa la Borsa, crolla Li Keqiang

Il crollo della Borsa di Shanghai, -7% e quotazioni sospese fino a nuovo ordine, è soltanto un riflesso di quanto sta accadendo e potrà accadere in Cina, e delle ripercussioni che si potranno scatenare su scala globale.Li Keqiang

Senza entrare in tecnicismi, che fanno perdere di vista i motivi fondamentali, il calo "improvviso" degli indici di Borsa cinesi arriva a pochi giorni di distanza dalla solenne dichiarazione del numero due di regime Li Keqiang, che il 31 dicembre aveva convocato una riunione di ministri per redigere un piano quinquennale "scientific, feasible and forward-looking blueprint to guide the country's overall development in the next five years."

http://news.xinhuanet.com/english/2015-12/31/c_134968738.htm

Tradotto in parole semplici, "cari compagni siamo di fronte al fallimento dell'economia, dobbiamo correre ai ripari prima che sia troppo tardi" e soprattutto dobbiamo cercare di promettere meno bugie e più fatti concreti".

Il nuovo piano quinquennale 2016 -2020 dovrà essere "scientifico, fattibile e lungimirante", secondo le intenzioni di Li Keqiang. Per tutta risposta i mercati finanziari cinesi, al primo giorno utile di Borsa del nuovo anno sono crollati, facendo scattare il nuovo meccanismo di sospensione delle quotazioni. A guidare le perdite sono state le grandi banche, cariche di debiti inesigibili, e tutti gli altri settori legati in qualche modo ai piani economici di regime.

L'appello di Li Keqiang ha avuto la risposta "fattibile e scientifica" che si meritava: dopo sei mesi di manipolazione delle quotazioni la corsa a portare via gli yuan è ripresa in modo incontrollabile, segno della sfiducia che regna in Cina sulle capacità del governo di "riformare" l'economia e guidare i cambiamenti scatenati dalle politiche di sviluppo sfrenato.

C'è molto scetticismo sulle capacità del sistema cinese di autoregolarsi per trovare una soluzione "scientifica, fattibile e di lungo respiro": corruzione, accumulazione di ricchezza, speculazione, un modello di consumi basato sui debiti, e sulla previsione di un intervento statale in grado di evitare il fallimento delle aziende e delle banche, degrado ambientale, compressione dei diritti dei lavoratori e rigido controllo dell'opinione pubblica. I mercati finanziari sono cinici e poco scientifici, a dispetto delle richieste dei governanti, e non amano i tempi lunghi dei piani quinquennali. 

L'ottimismo di Xi Jinping  basato sulla scommessa di una transizione indolore verso l'economia di mercato si scontra con la realtà ed è facile prevedere che il numero due Li Keqiang sarà immolato prima che il tracollo dei piani "non scientifici" coinvolga tutto l'apparato fino a coinvolgere il "timoniere ottimista".

 

Chi vuole la guerra tra Iran e Arabia Saudita

Dopo l'uccisione di Nimr al-Nimr e l'assalto sciita all'ambasciata a Teheran, la rottura delle relazioni diplomatiche sarà il preludio di una guerra  tra Iran e Arabia Saudita ?

Fino a due anni fa la risposta sarebbe stata negativa, perchè gli interessi globali facevano pendere la bilancia a favore di soluzioni "pacifiche". 
Il buon esito della trattativa sul "nucleare iraniano" faceva comodo sia agli Stati Uniti che alla Russia e soprattutto all'Europa e alla Cina. Il prezzo del petrolio si manteneva attorno ai 90 dollari a barile e consentiva ai governi dei paesi produttori di accordarsi su tutto.

Lo scenario attuale è ben diverso: l'Iran, dopo la firma dell'accordo sul nucleare, non ha più bisogno di tenersi a freno per far valere i suoi interessi politici ed economici; la Russia ha un interesse evidente ad incassare più valuta possibile e può farlo solo se il prezzo del petrolio sale. 

Persino gli Stati Uniti sarebbero ben contenti di una guerra "controllata" che riportasse il petrolio sopra i 60-70 dollari, permettendo alle sue aziende estrattive di riprendersi i margini persi. E anche i paesi che apparentemente avrebbero tutto da perdere da un aumento dei costi energetici, come l'Europa o la Cina, vedrebbero di buon occhio una soluzione militare dei conflitti mediorientali, perchè la crisi dei paesi produttori di petrolio e materie prime si traduce in minori scambi commerciali e minori possibilità di commesse per le aziende occidentali.

L'uccisione dell'imam Nimr al-Nimr per mano del regime saudita ha riacceso i conflitti secolari tra sciiti e sunniti in una parte del mondo in cui ogni scintilla si trasforma in incendio. La polveriera Yemen è a pochi chilometri, tanto per cominciare. Non è detto che questa volta arrivino i pompieri, anzi ... 

La rabbia sciita per l'uccisione di Nimr al-Nimr

L'ayatollah Khamenei proclama martire l'imam sciita Nimr al-Nimr, ucciso dal regime saudita nell'esecuzione di massa di 47 persone.

Assaltata e bruciata l'ambasciata dell'Arabia a Teheran, mentre in tutto il mondo islamico si organizzano manifestazioni di protesta, dall'India al Libano, dal Bahrain allo Yemen.

Le diplomazie occidentali non sanno che fare, imbarazzate dalla decisione dell'alleato saudita che viola i diritti umani elementari e scatena una spirale di odio nello scacchiere più caotico e pericoloso del mondo. 

Dei 47 giustiziati, 43 appartenevano alla parte sunnita e 4, tra cui l'imam Nir al-Nimr, a quella sciita. Il regime saudita ha voluto dare una prova di forza, oppure è un tragico segnale di debolezza che avrà un effetto boomerang sia all'interno del paese che negli equilibri mediorientali?

Dalle piazze la parola passerà alle armi ?

Ucciso Nimr al-Nimr

Il governo saudita annuncia l'esecuzione della sentenza di morte per Nimr al-Nimr, il leader religioso sciita che si era opposto alla repressione interna all'Arabia Saudita. La figura di Nimr Al-Nimr è diventata un simbolo di libertà per gli sciiti in tutto il Medio Oriente. L'uccisione di Nimr al-Nimr scatenerà una ondata di proteste e aumenterà il livello di scontro, già altissimo, tra Iran e Sauditi. 

Nel variegato mondo dei gruppi religiosi in medio oriente, il ruolo di Nimr al-Nimr si collocava in uno sparuto fronte di "opposizione non violenta" al regime sunnita, rivendicando l'autonomia politica per una porzione di territorio a prevalenza sciita.

Questo non è bastato a salvargli la vita, ma lo ha fatto emergere nella popolarità di fasce molto ampie della popolazione di origine sciita in Arabia. Uccidendo Nimr al-Nimr, i sauditi hanno scelto di accentuare lo stato di repressione interna, dichiarando di fatto la guerra all'Iran.

In una simbolica "simultanea" con l'uccisione di Nimr al-Nimr e di altri 46 tra oppositori e presunti terroristi, il capo del governo iraniano Rouhani ha disposto l'accelerazione del piano di costruzione di missili per l'esercito di Tehran, sfidando la minaccia di sanzioni da parte di un sempre più balbettante Obama.

Auto alterne a New Delhi

New Delhi, la città più inquinata del mondo, adotta un piano che per 15 giorni dovrebbe limitare il traffico delle auto.new delhi odd even

Lo schema di limitazione, il primo nella storia dell'India, prevede una sorta di "targhe alterne" - in realtà fa testo il numero della carta di circolazione dell'auto - ed entra in vigore dal 1 gennaio 2016.

La popolazione della caotica capitale dell'India, che con l'area urbana comprende tra 15 e 20 milioni di abitanti, sembra che abbia accolto con favore le misure ma il primo giorno di blocco non ha cambiato di molto la situazione. Nelle prime ore del mattino la diminuzione dei veicoli circolanti ha fatto calare i PM2.5 solo del 10% e nel pomeriggio la concentrazione delle polveri sarebbe risalita agli stessi livelli dei giorni precedenti.

Molti pensano che sia una misura propagandistica, per dimostrare che anche l'India fa qualcosa per mantenere le promesse di COP21, ma l'efficacia sarebbe quasi nulla.

1) La polizia non ha alcun modo per verificare le infrazioni e si appella alla buona fede dei cittadini; circolano milioni di tuk-tuk, che sono incontrollabili e fonte di sostentamento economico.

2) I livelli di inquinamento sono così alti che la riduzione delle auto in circolazione non riesce ad abbassare il livello delle polveri;

3) Le fonti di inquinamento più pericolose sono le fabbriche prive di norme anti-inquinamento, le centrali elettriche a carbone e le combustioni di materiali di qualsiasi genere nel centro della città e in particolare nelle aree più povere.

Nella capitale dell'India i livelli medi di PM2.5 sono tra 200 e 300. Qelli di PM10 tra 300 e 400.

Si calcola che a New Delhi ogni anno muoiono 30.000 persone a causa dell'inquinamento atmosferico.

http://www.firstpost.com/india/air-pollution-causes-30000-deaths-annually-in-delhi-fifth-leading-cause-of-death-in-india-2547278.html

AAA Idee cercasi per nuovo anno 2016

Profughi Terrorismo Disastri ambientali Guerre Crisi economiche Dittature Manipolazione Malattie Felicità Povertà Repressione Disoccupazione Corruzione Invecchiamento Sovrapopolazione Inquinamento Razzismo Violenza Innovazione Speranza Alimentazione Nuove Tecnologie Sesso Democrazia Dignità Consumismo Povertà Decrescita Globalizzazione Protezionismo Arte Viaggi

 

Renzi lancia l'allarme sulle Deutsche Banks

Renzi: "Non cambio le banche italiane con quelle tedesche". Potrebbe sembrare una frase ad effetto, buttata là per spavalderia, oppure è un avvertimento esplicito: risparmiatori italiani state attenti, le banche tedesche sono più inguaiate di Banca Etruria ?

La più grande e famosa, la Deutsche Bank, è da tempo al centro dell'attenzione per:

1) malefatte, è stata implicata in tutti gli scandali più importanti, dalla manipolazione del LIBOR ai trucchi sul fixing dei cambi valutari e sui prezzi dell'oro, assieme alle altre big banche internazionali.

2) speculazioni finanziarie, è la banca più esposta ai derivati, una montagna di circa 75 trilioni di dollari che se frana si trascina dietro tutta la Germania.

3) modello di business elefantiaco e poco redditizio per supportare le necessità di adeguatezza patrimoniale.

Però non basta a spiegare la frase di Renzi, che ha ovviamente un sottofondo politico. Il capo del governo italiano ha forse delle notizie riservate in merito alle banche tedesche? tali da giustificare l'allarme lanciato nella conferenza stampa di fine anno?

 Perchè dalle relazioni ufficiali delle istituzioni bancarie europee emerge un quadro ben diverso da quello rappresentato da Renzi. Secondo un recente rapporto del SSM (Single Supervisory Mechanism in capo alla BCE di Draghi) i paesi con le banche più esposte ai crediti deteriorati (Non Performing Loans, NPL), cioè quelli che minacciano l'esistenza di una banca, sarebbero: Grecia, Portogallo, Italia, Austria e Cipro. Non c'è la Germania. Quindi, o la BCE nasconde e manipola i dati, oppure Renzi ha detto una bufala. Oppure entrambe.

 

 

Renzi salva banche, la truffa di tre banche per quattro

Un risparmiatore a cui sono state vendute con raggiri di ogni genere - facilmente documentabili - le obbligazioni subordinate di una delle quattro banche "salvate" dal decreto del governo Renzi di fine novembre, possiede un titolo di credito che alla scadenza dovrebbe essere esercitato nei confronti del soggetto giuridico che lo ha emesso (o di colui a cui è stato ceduto). Se il debitore fallisce, il credito entra a far parte della massa fallimentare che un curatore dovrà gestire nel rispetto delle norme di legge.

Nel caso delle quattro banche, di cui Banca Etruria è la più tristemente famosa, come si applica questa regola ?

Ciascuna delle quattro banche è stata divisa in tre: una fallita e completamente vuota, una "bad" cioè cattiva a cui sono stati conferiti i crediti in default, una buona, cioè in grado di continuare l'opera di quella fallita. Verso quale di queste tre entità può essere esercitato il credito derivante dal possesso di un'obbligazione subordinata? Nessuna delle tre, secondo l'interpretazione corrente, e questo creerebbe un precedente senza precedenti nel diritto societario e bancario.

Prima di Natale i nuovi amministratori delle quattro banche "buone" partorite dal salva banche hanno dichiarato che gli obbligazionisti delle vecchie banche non potranno rivalersi su di loro. Anche le bad bank create artificialmente con la cessione di 8,5 miliardi di crediti in sofferenza delle vecchie (pagati solo per 1,8 miliardi) hanno dichiarato che loro non sono coinvolgibili. Restano le quattro vecchie banche fallite, che però sono scatole vuote perché private di qualsiasi cespite.

Se l'imprenditore di un'azienda in crisi aliena il patrimonio prima del fallimento, scatta il reato di bancarotta fraudolenta e l'azione revocatoria degli atti di alienazione posti in essere, perché la legge tutela i creditori. Nel caso delle quattro banche, il patrimonio è stato alienato con un decreto di cessione dei beni a favore sia delle banche nuove che delle bad banks che lascia i creditori senza la possibilità di rifarsi. In qualsiasi paese in cui esista un principio di legalità a tutela del risparmio e della proprietà un atto del genere sarebbe illegittimo e incostituzionale, mentre in Italia diventa legge dello Stato, emanata dal Governo con firma del Presidente della Repubblica.

Ad aggravare la truffa concorre il fatto che i risparmiatori, espropriati del diritto di rivalersi verso un soggetto giuridico, sono stati palesemente truffati dalle quattro banche e dai soggetti che le amministravano, compresi i commissari della Banca d'Italia.

Se un magistrato darà ragione ai risparmiatori riconoscendo che la vendita delle obbligazioni è nulla perché attuata con raggiri, a chi dovranno rivolgersi per riavere i loro soldi?

Alle quattro bad bank sono stati conferiti crediti per un valore di 8,5 miliardi di euro. I fondi speculativi che si apprestano ad entrare nell'affare ne pagheranno solo 1,8 e secondo le stime degli esperti potranno ricavarne almeno 3 miliardi, di cui però nemmeno un centesimo sarà disponibile per risarcire gli obbligazionisti truffati.

La truffa si complica.

 

Cambiamenti climatici, la Terra si vendica

 Siccità, inondazioni, aria irrespirabile, alterazione irreversibile di ecosistemi. Troppo tardi, troppo poco

A poche settimane dal vertice mondiale COP21 di Parigi sui cambiamenti climatici, si scatenano in simultanea gli effetti del disastro ambientale. Brucia la California e l'Australia, sott'acqua il Sud America e la Gran Bretagna, siccità dall'India settentrionale all'Iran, i mostri urbani di Nuova Delhi, Pechino, Hanoi sotto la cupola di smog, il Mar Mediterraneo come ai Caraibi.

E' come se la Terra stesse mandando un messaggio globale inequivocabile: se pensate di cavarvela con COP21 avete sbagliato i conti.

... This Agreement, in enhancing the implementation of the Convention, including its objective, aims to strengthen the global response to the threat of climate change, in the context of sustainable development and efforts to eradicate poverty, including by: (a) Holding the increase in the global average temperature to well below 2 °C above pre-industrial levels and to pursue efforts to limit the temperature increase to 1.5 °C above pre-industrial levels, recognizing that this would significantly reduce the risks and impacts of climate change; (b) Increasing the ability to adapt to the adverse impacts of climate change and foster climate resilience and low greenhouse gas emissions development, in a manner that does not threaten food production; (c) Making finance flows consistent with a pathway towards low greenhouse gas emissions and climateresilient development. 2. This Agreement will be implemented to reflect equity and the principle of common but differentiated responsibilities and respective capabilities, in the light of different national circumstances.

...

 

La Cina caccia la Gauthier e invita Babbo Natale

Ursula Gauthier, giornalista francese di OBS, non potrà più restare in Cina e scrivere sulle condizioni dei popoli oppressi dal regime di Xi Jinping.

Se entro il 31 dicembre la Gauthier non presenterà le sue "scuse" al governo cinese per aver raccontato la verità nei suoi reportage, non riavrà il visto per restare in Cina e quindi dovrà smettere di fare il suo lavoro.

 La decisione del governo cinese dimostra come il paese sia in una crisi politica profonda e che il ceto politico è attraversato da indecisioni, certezze autoritarie e ipocrisie.

In questi giorni i mass media cinesi fanno a gara per mostrare il volto natalizio dei grandi centri commerciali di Pechino o di Shanghai, ostentando "babbi natale", alberi e decorazioni tipiche dei paesi del nord Europa, trasformando la festa cristiana in un'orgia consumistica priva di qualsiasi riferimento storico e culturale.

Se invece qualcuno cerca, come ha fatto la Gauthier, di raccontare la vera Cina, quella delle campagne povere, delle metropoli sommerse da smog e detriti, quella delle etnie annesse con la forza e la repressione, allora diventa scomoda e viene cacciata.

https://www.menoopiu.it/post/SILK-ROAD-la-strage-degli-Uyghur

Il caso della Gauthier è molto grave, per le tante implicazioni non ultima perchè si tratta di una giornalista francese che diventa il simbolo di quelle libertà di espressione contro le quali il terrorismo islamico si è scagliato con le stragi di Charlie Hebdo e del Bataclan.

Il suo BLOG :http://www.ursulagauthier.fr/la-chine-et-les-attentats-a-paris/

 

Terrorismo, allarme giallo a Pechino

Cinque ambasciate straniere, tra cui quella italiana, messe in allarme per il pericolo di attentati terroristici nel quartiere commerciale di Sanlitun a Pechino, centro di shopping natalizio

Non ci sono dettagli sulla fonte della minaccia.

L'allarme giallo è al secondo dei quattro livelli previsti e prevede un pattugliamento di polizia e reparti speciali, misure di identificazione delle persone, dei veicoli e dei materiali sospetti. Tutti i cassonetti e contenitori di rifiuti vengo ispezionati ogni 30 minuti. Le festività natalizie in Cina sono state introdotte come occasione di consumo, senza alcun significato religioso, ma attirano molti turisti occidentali nei centri commerciali addobbati per l'occasione. 

 

Truffa Banca Etruria e la lettera segreta di Draghi

Sono ormai evidenti le responsabilità di Banca d'Italia, Consob e Ministero dell'Economia nella tragica vicenda del salva-banche che ha fatto emergere la truffa a danno di migliaia di risparmiatori, salva banche what ever it takesnon solo delle quattro banche fallite ma anche di decine di altri casi in cui i clienti hanno dovuto vendere in perdita le obbligazioni acquistate o le azioni sottoscritte negli aumenti di capitale.

Persino il taciturno Presidente Mattarella è intervenuto per deplorare gli organi di vigilanza che non tutelano il risparmio dei cittadini e ha di fatto dato il via libera a quella commissione di inchiesta parlamentare che il governo Renzi cercava di evitare o annacquare. 

Si capirà subito se la commissione d'inchiesta sarà una cosa seria o un fumo negli occhi, non solo per la sua composizione ma soprattutto per i poteri che le saranno conferiti, primi tra tutti quelli di desecretare la documentazione presso banche, organi di vigilanza, ministeri ecc.

Tra i documenti da desecretare ci sarà anche la lettera segreta che Mario Draghi scrisse nell'autunno del 2013 alle istituzioni europee in merito ai rischi di togliere in parte la rete di protezione statale alle banche fallite (bail in) ?

La lettera segreta di Draghi appare nelle cronache dei giornali a fine ottobre 2013, dopo che La Repubblica ne aveva fatto filtrare il contenuto; il 19 ottobre 2013 Federico Fubini scrive:

"Lettera segreta di Draghi alla Ue: "No al giro di vite sui bond bancari" - Bce contro la Bundesbank: pericolose le nuove regole europee sui bilanci degli istituti di credito. La missiva inviata il mese scorso alla Commissione europea . Il mese scorso, Mario Draghi ha scritto alla Commissione di Bruxelles prendendo precauzioni perché l'esistenza stessa della sua lettera restasse un segreto. Solo pochissimi dovevano saperlo, perché l'iniziativa del presidente della Banca centrale europea tocca il tema oggi più sensibile per l'area euro: come far fronte alle esigenze di capitale delle banche, che potrebbero rivelarsi molto forti, quando l'esame della nascente vigilanza europea le avrà messe a nudo. Si tratta di un tema apparentemente tecnico, ma la sua importanza per interi Paesi sta diventando sempre più evidente. In questo, a ragione o a torto, l'Italia è al centro dell'attenzione. (...)

Secondo varie persone con una conoscenza diretta, la lettera di Draghi a Bruxelles contiene un messaggio di fondo: bisogna evitare di imporre perdite a chi ha investito in obbligazioni delle banche, almeno per il momento, se ciò può destabilizzare il sistema finanziario in Europa. (...)

  la Bce potrebbe impartire agli istituti l'obbligo di rafforzare il capitale anche di decine di miliardi di euro. Il problema è come farlo, perché in Italia, in Spagna o nella stessa Francia ormai è quasi impossibile trovare privati pronti a mettere capitale in banche che rendono così poco.(...)

 Draghi però teme che imporre ora perdite sui bond, potenzialmente per decine di banche europee allo stesso tempo, può destabilizzare i mercati. In Italia ci sono 2,7 miliardi di bond bancari subordinati in scadenza nel 2014 e 4,6 nel 2015. Gli investitori reagirebbero al timore di essere colpiti vendendo i bond, dunque aumentando i costi di finanziamento delle banche; ciò aggraverebbe la stretta al credito per le imprese. In più, gli obbligazionisti potrebbero trascinare le banche e la Bce in una serie infinita di ricorsi in tribunale.

A Bruxelles qualcuno osserva che, con la sua lettera, Draghi ha abbandonato la sua neutralità in difesa interessi italiani. Di certo il presidente della Bce non la vede così, ma conosceva questo rischio e anche per questo voleva mantenere il segreto. Il fatto che abbia agito lo stesso, dà la misura delle sue preoccupazioni.  

Dunque nel 2013 Draghi era a conoscenza che le banche italiane, ma non solo, si stavano patrimonializzando a scapito dei risparmiatori, ma anzichè chiedere agli organi di vigilanza di tutelare i cittadini, scrive segretamente alla commissione UE per perorare uno slittamento o modifica delle norme sul bail in. Il suo ragionamento è che non bisognava creare intralci all'operato delle banche che avevano bisogno disperato di capitali. "What ever it takes" era già allora il suo motto, e Draghi riteneva quindi di vitale importanza che il gioco dei salvataggi rimanesse ancora a carico degli Stati: far emergere il rischio delle obbligazioni bancarie significava impedire alle banche di capitalizzarsi.

Del resto Draghi era ancora in Banca d'Italia quando nel 2011 arrivò Vegas alla Consob e dopo pochi giorni eliminò l'indicatore di rischio dai prospetti di collocamento dei titoli bancari, e prima ancora aveva gestito alcune delle più misteriose vicende del sistema italiano tra cui spicca quella del Montepaschi e dei suoi derivati.

Draghi in BCE sta continuando a fare quello che dagli anni '90 in poi ha sempre fatto, in tutti i suoi passaggi di carriera: risolvere a qualsiasi costo i problemi di oggi scaricandoli su chi li dovrà gestire in futuro: dai derivati che servirono per mascherare il deficit statale prima dell'ingresso nell'euro (di cui ancora paghiamo miliardi senza sapere quanti saranno, perchè la materia è stata secretata) alle crisi bancarie nascoste per convenienze politiche, fino all'azzardo morale creato con le manovre monetarie LTRO, QE e via dicendo, con cui le banche sono tornate all'arrogante baldanza predatoria, whateverittakes.

C'è un filo rosso che lega il fallimento di Banca Etruria alla mancata vigilanza sui rischi bancari e alla gestione delle emergenze degli ultimi 10 anni. La lettera segreta di Draghi sarebbe un tassello molto utile che la futura Commissione d'inchiesta sulla truffa del salvabanche dovrebbe acquisire.

(segue)

 

Cina, frana una montagna artificiale di monnezza

Una discarica grande quanto una montagna è franata su più di 30 palazzi nelle periferia di Shenzhen in Cina

 

La discarica era stata costruita a poche centinaia di metri dalle abitazioni.

Prima dell'estate alla società Dump Hongao che gestiva la discarica era stato intimato di mettere in sicurezza l'impianto e di bloccare l'operatività. 

Da SCMP : "The authorities failed to stop the dump operating in October, according to residents, despite saying they were carrying out a crackdown. An environmental review report in January this year said the dump had received one million square metres of debris and warned of a catastrophe, the Legal Evening News reported. It said the dump was originally a deserted quarry and construction work would accelerate water and earth loss, increasing the risk of landslide, according to the report."

Ma in Cina basta pagare qualche funzionario di partito e tutto si risolve nel nulla, come per le altre decine di disastri provocati dalla mancanza di scrupoli e di rispetto per la salute della popolazione.

Anche il disastro di Shenzhen, che finora conta quasi 100 "dispersi" probabilmente sepolti sotto la collina della monnezza, finirà con il solito intervento con elmetto di Li Kequiang e il monito ottimistico di Xi Jinping per un futuro più radioso.

Spagna, Podemos al governo ?

 Risultati finali

 

 

Secondo i primi exit poll la Spagna non ha una chiara maggioranza di governo. Il tracollo del PP non viene recuperato da Ciudadanos, mentre Podemos guadagna più di quanto perde il PSOE. Podemos sarebbe il secondo partito in base ai voti ricevuti, e quindi davanti al PSOE, ma penalizzato per l'assegnazione dei seggi.

In teoria potrebbe esserci una soluzione "portoghese" con un governo PSOE-Podemos con l'apporto di gruppi più piccoli.

Una situazione che favorisce la richiesta di autonomia della Catalogna, dove oltre al successo di Podemos c'è la sorpresa della lista autonomista repubblicana di Gabriel Rufìan che triplica i seggi che aveva.

 

In Spagna si vota con tristezza

Perchè nessuno si interessa al voto spagnolo? Se non fosse stato per il pugno affibiato a Rajoy da un parente della moglie, se ne sarebbe parlato ancora meno.

Eppure ci sarebbero tanti elementi per seguire l'esito incerto delle elezioni di oggi:

1) Fine del bipartitismo PP - PSOE che dura dall'inizio dell'era post franchista  e divisione in 4 forze quasi-equivalenti

2) La reazione alla minaccia di secessione della Catalogna

3) Prime elezioni in un clima di "solo semi-emergenza" economica, con la disoccupazione "solo" al 21%

4) Irrilevanza dei socialisti spagnoli, sulla scia delle sorti socialiste in Grecia, in Francia, in Gran Bretagna, in Germania ecc ecc

5) Podemos pagherà il prezzo del tradimento di Tsipras ?

6) Sarà facile il lavoro della Troika per trovare una soluzione governativa, oppure c'è il rischio di ripetere il Portogallo ?

Tutte queste domande non riescono a scuotere l'opinione pubblica spagnola, figuriamoci quella internazionale.

Dopo le elezioni in Francia nessuno crede più ai cambiamenti elettorali.

A cinque giorni dal Natale, la cattolicissima Spagna sa cosa votare.