La Cina perde la prima vera battaglia nel Mare del Sud

La sentenza della Corte per gli Arbitrati Internazionali dell'Aja sulle isole contese nel South China Sea è un pesante schiaffo politico al regime di Xi Jinping, che su quegli scogli ha intenzione di costruire le basi di lancio per le ambizioni geopolitiche e militari in tutto il Sud Est asiatico.south-china-sea

Le reazione forti e rabbiose di tutte le principali cariche di regime dopo la sentenza  - rispunta anche l'appellativo della "tigre di carta" affibiato agli USA, Blustering US a paper tiger in S.China Sea -

dimostrano che la Cina si sente sotto attacco e, almeno verbalmente, dichiara di non volersi attenere in alcun modo alla sentenza della corte arbitrale. Il gioco ora passa nelle mani degli USA e, in subordine, delle Filippine che potrebbero tentare di capitalizzare gli effetti della sentenza costringendo i cinesi sulla difensiva, che ora dovranno cercare di conciliare le loro ambizioni ad un ruolo internazionale di primo piano - Silk Road, banca asiatica degli investimenti, hub tecnologico - con l'atteggiamento anti-istituzionale nei confronti degli altri paesi dell'est asiatico.

Il Mare del Sud della Cina è una sorta di Mar Mediterraneo dell'Asia Orientale: vi affacciano una decina di nazioni, con quasi due miliardi di abitanti, il 50% del traffico commerciale navale del mondo, il 30% degli idrocarburi liquidi, il 10% del pescato mondiale, ed è per questo che la Cina ha litigato con tutti. Le Senkaku contese al Giappone, le Paracel al Vietnam e le Spratley alle Filippine.

Attorno alle isole Spratley, paradiso distrutto di atolli e barriere coralline, si accumulano armi. Un pò di guerra "controllata" attorno agli scogli strategici farebbe comodo a molti.

 

http://www.scmp.com/news/china/diplomacy-defence/article/1989116/ruling-heightens-risk-military-confrontation-mainland

 

Full text of Chinese gov't statement on China's territorial sovereignty and maritime rights and interests in S. China Sea

 

http://www.globaltimes.cn/content/993909.shtml

 

Chinese President Xi Jinping said that China will not accept any proposition or action based on the award.

"China's territorial sovereignty and maritime interests in the South China Sea, under any circumstances, will not be affected by the award," Xi said on Tuesday afternoon while meeting with European Council President Donald Tusk and European Commission President Jean-Claude Juncker in downtown Beijing.

China refused to participate in the arbitration when it was unilaterally initiated by the Philippines in 2013, as the country excluded maritime delimitation from compulsory arbitration in a declaration in 2006 citing Article 298 of the United Nations Convention on the Law of the Sea (UNCLOS). The arbitration carried on for the next three years in China's absence.
Chinese Foreign Minister Wang Yi Tuesday called the South China Sea arbitration a political farce made under the pretext of law.
Yang Yujun, spokesperson for the Ministry of National Defense, said that the Chinese military will resolutely protect its national sovereignty, security and maritime rights and interests, safeguard regional peace and stability, and cope with all kinds of threats and challenges.
Philippine Foreign Secretary Perfecto Yasay Tuesday called the arbitration a "milestone decision" and claimed the country would pursue a peaceful resolution of its territorial disputes with China, the Associated Press reported.
Theodore Te, spokesperson for the Philippine Supreme Court, said at a press conference that he hopes China can abide by the ruling, but what follows is left for the diplomats and the disputes in the South China Sea region will have be solved diplomatically and politically.
US Department of State counselor Kristie Kenney on Tuesday urged all parties in the South China Sea disputes to respect the ruling made by the tribunal constituted under UNCLOS.
The US is not a signatory to UNCLOS.

 

Obama esce di scena senza leggere i giornali

L'America non è divisa, è la parola d'ordine che Obama ha lanciato poche ore dopo la tragica escalation di Dallas. “America is not as divided as some have suggested” 

Obama: America is not as divided

Mentre continuano le proteste di Black Lives Matter e la scia di morti si allunga, sembra quasi che Obama abbia smesso di leggere le news e gli editoriali dei principali opinion makers del suo paese, come se negare l'evidenza possa aiutare a risolvere il problema, come quasi sempre fanno i potenti nella fase ultima del loro potere.


L'America non è quella degli anni '60 e '70, dice Obama, quando lo scontro sociale e razziale aveva scosso alle fondamenta il sistema politico americano: la guerra del Vietnam, la rivolta giovanile e la questione razziale, la crisi economica, il Watergate e la fine dei colonialismi ...
Cercare le somiglianze del mondo di oggi con quello di ieri è un esercizio inutile e pretestuoso: il mondo è diverso ma anche i problemi e le contraddizioni sono diverse, ma questo non vuol dire che non siano altrettanto autentiche e profonde.


Obama ribatte sul nodo delle troppe armi in circolazione, sempre più distruttive e facili da usare, ma anche quest'argomento appare ormai spuntato, sia perchè in otto anni non è riuscito a far passare una legge che ne limitasse la diffusione, sia perchè cerca di avvalorare la tesi che le contraddizioni non esistono e tutto si riconduce alla follia, di un terrorista o di un depresso che sia.
Obama non può, al termine dei suoi otto anni, ammettere che lo scontro razziale è un fattore permanente e dirompente della società americana, e che la "facilità" con cui i cittadini afroamericani vengono fatti oggetto di esecuzioni sommarie è un dramma reale, oggi più di ieri, più grave e carico di conseguenze.


Obama dimentica di essere diventato Presidente degli Stati Uniti d'America sull'onda di una speranza che oggi si rivela disattesa agli occhi sia dei neri che dei bianchi.
I suoi otto anni di governo si chiudono con le immagini della morte di Philando Castile, ultima di altre, tante, esecuzioni impunite.
Otto anni di governo per vedere un robot che emmette la sentenza di morte immediata per Micah Johnson, solitario e paranoico vendicatore, ma pur sempre sottoposto alle leggi e ai diritti sanciti dalla Costituzione. Ma la Legge non è uguale per tutti, come ha dichiarato l'FBI nel caso di Hillary Clinton che con "negligenza" ha esposto l'intera nazione al rischio di attacchi alla sicurezza, mentre Edward Snowden è incolpato e ricercato con l'accusa di alto tradimento per aver rivelato le violazioni sistematiche della NSA.


L'America che si connette a Internet, che vede il mondo in presa diretta, non ha bisogno di sentirsi dire, contro ogni evidenza, che "non è divisa". Non solo è divisa, ma anche costretta alla confusione mentale.
Tra qualche mese Obama esce di scena, Trump o Clinton si preparano a raccontare la favola dell'America "unita", o "not as divided".

Micah Johnson omicida di poliziotti a Dallas e di un intero movimento di protesta negli USA

Micah Xavier Johnson ha agito da solo, uccidendo 5 poliziotti. Sarà emulato da altri, se lo Stato continuerà a lasciare impuniti gli omicidi di afroamericani.micah-johnson-dallas

Micah Xavier Johnson, 25 anni, reduce dall'Afghanistan, incensurato, affiliato al Black Power, ha preso il fucile mitragliatore e a bordo del SUV di sua madre è andato alla marcia dei Blacklivesmatter a Dallas, organizzata per protestare contro l'uccisione brutale e immotivata di due neri innocenti, Alton Sterling e Philando Castile da parte di poliziotti in servizio.
Ha aperto il fuoco contro le auto della polizia che presidiavano il corteo, ne ha uccisi 5 e feriti 7, si è rifugiato in un garage e dopo alcune ore è stato ucciso da un robot.
Tutta l'America è ripiombata nel clima delle stragi, l'ultima al pub di Orlando, meno di un mese fa.

L'omicida avrebbe dichiarato, prima di essere ucciso, di "avercela con quelli di Blacklivesmatter, e con i poliziotti, in particolare i bianchi".
All'inizio era sembrato che l'attacco fosse partito da un gruppo di almeno tre armati, ma le ultime ricostruzioni ipotizzano che Micah Johnson avrebbe agito da solo.

Un gesto solitario che potrebbe però esercitare un forte richiamo alla radicalizzazione dello scontro e all'emulazione, nel substrato dell'odio razziale che cova nella società americana, dove i neri pagano il doppio prezzo della discriminazione e dell'impoverimento. 

Da USATODAY

To a nation already approaching something like a nervous breakdown from a confluence of race, violence and social media, here’s a nightmare from the darkest corner of the American attic: a Texas sniper, a twisted hatred, a slaughter of innocents.

Yet there’s at least one big difference between Micah Xavier Johnson, accused of killing five cops Thursday night in Dallas, and Charles Whitman, who in 1966 opened fire from a tower at the University of Texas at Austin, and Lee Harvey Oswald, who three years earlier assassinated President Kennedy.

The motives of Whitman and Oswald remain murky to this day. But who can watch the cellphone video of a black Minnesota man shot by a white policeman at a traffic stop, or of another black man shot in Louisiana after being pinned to the pavement by two white officers, and not understand the urge to retaliate? Especially following death after death of black men at the hands of white officers who are almost always exonerated?

Before he was blown up by a robot bomb, the gunman made this explicit, according to Dallas Police Chief David Brown: “He said he was upset with black lives matter’’ and “the recent police shootings,’’ and “wants to kill white people, especially white officers.’’

 

L'America trema - cinque poliziotti uccisi con un attacco premeditato a Dallas

dallas 5 poliziotti uccisi

La notte dopo la morte di Philando Castile e, ancor prima, Alton Sterling, cinque agenti di polizia vengono uccisi a Dallas ai margini di una manifestazione di protesta pacifica organizzata da #blacklivesmatter. Quello che si temeva è accaduto, e alla protesta contro la licenza da parte della polizia di uccidere cittadini inermi colpevoli solo di essere neri, si sovrappone l'azione "militare" di commandos armati. Dalle prime ricostruzioni sembra che non si sia trattato di cecchini appostati in lontananza ma di qualcuno che ha colto di sorpresa e affrontato i poliziotti in strada, a viso scoperto.

Il video che mostra il braccio del poliziotto che con la pistola attraverso il finestrino dell'auto uccide il mite Philando Castile con a fianco la moglie e la figlia, è la miccia di una enorme polveriera. Questa volta gli appelli alla calma e alla nonviolenza potrebbero non bastare.

 

 

Sterling ucciso a Baton Rouge - Castile ucciso a Falcon Heights - negli U.S.A. di Obama e Clinton

Sterling e Castile colpevoli di essere neri, uccisi a freddo dalla polizia, con una determinazione e brutalità che non può essere spiegata con i soliti fattori occasionali, poliziotto depresso o troppo zelante o che temeva che sparasse ... che l'ennesima inchiesta escluderà che dietro la strage ci siano direttive o comportamenti razzisti ecc ecc

 

http://www.nbcnews.com/news/us-news/philando-castile-shooting-falcon-heights-minnesota-sparks-protests-n605051

E' l'America di Obama che viene chiamata in causa, per la speranza che si era accesa e le centinaia di morti razziste che l'hanno spenta. L'America alla fine della presidenza Obama non è migliore di otto anni fa. E sta per iniziare l'era di Clinton o Trump ... con una situazione razziale sempre più esplosiva.

 

http://www.nbcnews.com/news/us-news/alton-sterling-shooting-baton-rouge-police-sparks-outrage-protests-n604431

Alton Sterling Shooting by Baton Rouge Police

 

La Raggi chiama Marcello Minenna al Bilancio di Roma

Marcello Minenna, dalla CONSOB all'assessorato Bilancio di Roma, è uno dei tecnici più competenti e anticonformisti nel panorama internazionale. Dovrà affrontare il buco nero delle finanze comunali, devastate da decenni di incompetenza, corruzione e privilegi, laboratorio delle politiche di bilancio fatte con i derivati.

 

Se Minenna riesce nella difficile impresa romana sarà un benefico trampolino per tutta l'Italia.

La sua recente intervista a L'Espresso. 

Minenna-Espresso-07072016.pdf (1,63 mb)

FBI dichiara Hillary Clinton negligente ma non colpevole fino a prova contraria

Come previsto l'indagine sulle trentamila email scambiate da Hillary Clinton dal suo account privato di posta elettronica anzichè da quello protetto del sistema governativo, violando le norme sulla sicurezza a cui sono tenuti tutti i rappresentanti istituzionali, si conclude con un "non luogo a procedere" da parte della FBI.
Ma si tratta di una vittoria di Pirro per Hillary Clinton per tanti motivi.


1) Agli occhi dell'opinione pubblica la Clinton appare come un membro dell'establishment a cui la legge dei comuni cittadini non si applica, perchè protetta da uno status speciale, negando secoli di giurisprudenza proprio nella patria del Watergate. Se Nixon avesse avuto lo stesso trattamento di Clinton non sarebbe stato destituito con l'impeachment e l'avrebbe fatta franca.


2) Le dichiarazioni con cui il capo del FBI James Comey ha annunciato che il suo ufficio non avrebbe proceduto nelle accuse a carico della Clinton suonano come un atto d'accusa molto grave per chi ha l'ambizione di diventare il futuro Presidente degli Stati Uniti d'America.
Comey sostiene infatti che FBI "found “no clear evidence” that Clinton had intentionally violated the laws concerning classified information, ma che l'ex segretario di Stato e il suo team siano stati “extremely careless in their handling of very sensitive, highly classified information.”
Un'accusa di negligenza e mancanza di attenzione evidente, tanto più che l'FBI ha accertato che tra le email scambiate dalla posta privata di Hillary molte decine erano classificate TOP SECRET o SECRET, attinenti a questioni di estremo interesse per la sicurezza nazionale.

3) La dichiarazione più esplosiva da parte del capo FBI è:
" The FBI could find no direct evidence, Comey said, of intrusion into Clinton’s personal server by hackers, but added that the nature of her system made it unlikely that the bureau could find such evidence even if an intrusion had occurred. The FBI director also said that a variety of factors, including Clinton's accessing of the private server from within the territory of “sophisticated adversaries,” made it “possible” that hackers gained access to her personal email."

In pratica Comey sostiene che l'FBI, pur volendo, non potrebbe mai trovare traccia di intrusioni di hacker stranieri nei server di posta elettronica della Clinton, ma che potrebbe essere stato possibile per gli hacker aver acquisito le email contenenti segreti di Stato e utilizzarle in futuro.
La prova che le email segrete siano nelle mani di potenze straniere (la Russia di Putin) ci sarà non appena Clinton sarà eletta Presidente e quindi ricattabile non solo lei ma l'intero apparto di sicurezza USA.
Nei panni della Clinton non sarei così sicuro che le dichiarazioni del capo FBI siano a lei favorevoli. In ogni caso sarà compito del Dipartimento di Giustizia dire l'ultima parola sulla vicenda, ma anche in questo la Clinton è tranquilla: pochi giorni fa suo marito Bill ha incontrato in gran segreto il Capo del Dipartimento sul suo aereo privato; un incontro tra amici, senza parlare di indagini !!.

Gli americani ora sanno con chiarezza che se scelgono Clinton potrebbero dopo pochi mesi rivedere i fantasmi del Watergate.

http://www.politico.com/story/2016/07/clinton-email-fbi-key-findings-225116#ixzz4DZGHLqbr

Crisi Monte dei Paschi anticamera della crisi del governo Renzi ?

I miliardi finora messi sul piatto della crisi del Monte dei Paschi di Siena non sono bastati, anzi sono evaporati . Ne servono ancora altri, tanti, troppi, per evitare il fallimento della banca senese con le pesanti ricadute sul già traballante governo italiano, magari proprio prima del referendum di ottobre.

E' l'ulteriore macigno di una vicenda che da 10 anni corre parallela al sistema di potere politico e finanziario, dopo l'acquisto dell'Antonveneta, i derivati nascosti, la gestione clientelare dei crediti e la montagna di sofferenze, i personaggi che l'hanno gestita e la morte misteriosa di un suo dirigente ...
Il Montepaschi è stato il crocevia di tanti e diversi percorsi di potere.
Uno dei quali chiama in causa le istituzioni europee, con Draghi al vertice della BCE dopo essere stato governatore della Banca d'Italia che "vigilava" sulla banca di Siena.
Una settimana prima del referendum su Brexit, la BCE recapita a Siena una lettera in cui gli si chiede di monetizzare entro il 2017 almeno metà dei quasi 50 miliardi di sofferenze accumulate. L'operazione deve servire a ricapitalizzare la banca, perchè è ormai chiaro che nessuno è più disposto a mettere soldi dentro MPS. Quindi l'unica soluzione, prima del fallimento è di vendere i crediti inesigibili. Ma non è così facile e la BCE lo sa benissimo.
Cedere le sofferenze iscritte a bilancio con percentuale di recupero del 40-50% contro un mercato che è disposto a pagarne 15, massimo 20, significa accusare una perdita secca di trenta punti percentuali, cioè 10-15 miliardi che qualcuno deve trovare per salvare MPS.
Nessuno è disposto ad una follia del genere, a meno che non riceva qualcosa di molto importante in cambio. Cosa e chi può garantire il salvatore del montepaschi ?
Il potere politico e quello finanziario, uniti in un patto d'acciaio.
Prima 15, poi 40, le ultime cifre indicano in 150 i miliardi necessari per salvare le banche italiane.
A questo punto, con l'aggravarsi della situazione del MPS, è chiaro che il problema non è più tecnico-finanziario ma politico e chiama in causa tutti coloro che da 10 anni ad oggi hanno gestito, e continuano a gestire, la crisi della banca nascondendone la reale portata, distruttiva per il sistema politico italiano.

 

http://www.bloomberg.com/news/articles/2016-07-04/monte-paschi-leads-italy-banks-lower-amid-fresh-capital-worries
Cited by Bloomberg, Vincenzo Longo, a strategist at IG Markets in Milan said that selling such a large stock of soured loans “could lead the bank to seek additional capital that investors are not available to provide. The government’s moves to seek easier rules to support Italian banks underscores the difficulty of the weakest ones, adding pressure to the industry.”

Italian Prime Minister Matteo Renzi is weighing injecting capital into the nation’s banks after Britain’s vote to leave the European Union jolted stock markets, aggravating the decline in Italy’s lenders. The plan has drawn opposition from Germany and is pitting Renzi against the EU amid concern government funding would violate the region’s state-aid rules.

Monte Paschi, which has dropped 70% this year, has sold 2 billion euros of bad loans since 2015, toward a goal of 5.5 billion euros in such disposals by 2018. Chief Executive Officer Fabrizio Viola said in May that he is considering accelerating the effort. Clearly, the ECB's insistence that the bank offload more than €9 billion over this time period is not doing well with the company's shareholders, as well as those of other Italian banks who are looking at Italy's bad debt load of €360 billion and wondering who is next.

Ma perchè la BCE, che per diversi anni aveva fatto solo qualche "sussurro" sulla crisi delle banche italiane, all'improvviso decide di mettere nero su bianco un ordine tanto perentorio quanto difficile da eseguire ?
La risposta è nello scontro di potere che attraversa la BCE fin dalla nomina di Draghi ma accentuatosi in modo esponenziale dopo la decisione di whateverittakes di imporre tassi negativi ai bond gevernativi e aumentare l'immssione di liquidità nel sistema, iniziative che non solo non hanno portato a significativi miglioramenti nell'economia reale, ma hanno anche messo in tensione il mondo delle banche e delle assicurazioni, penalizzate dal dover tenere in bilancio centinaia di miliardi di titoli che rendono meno di zero e presentano rischi sempre più elevati e quindi richiedono maggiori coperture di capitale, cioè soldi veri.
Proprio quello che scarseggia in tutta Europa ma in particolare in Italia e nel Monte dei Paschi di Siena.

Mario Draghi è sotto pressione e molti iniziano a ricordarsi che la crisi del Monte dei Paschi ha avuto origine quando in Banca d'Italia c'era lui a dare priorità e indicazioni, e che forse l'andazzo di Siena sia stato sottovalutato.
Per non dare fiato alle voci, la BCE accelera le richieste alle banche italiane e al MPS in particolare e gli dà l'ultimatum sulla vendita delle sofferenze.
Entro luglio ci saranno i risultati dei nuovi stress test dell'EBA e il Monte Paschi ne uscirà più che stressato (molto più dei precedenti test, chissà perché). La BCE è stata ovviamente preavvisata e per non fare la parte di chi interviene sempre in ritardo ha mandato (e pubblicizzato) la lettera al Monte dei Paschi, negli stessi giorni in cui Renzi chiedeva soldi, Merkel non li concedeva e Junker suggeriva di come farli uscire dal cilindro, cioè dalle tasche dei contribuenti, e Schauble per tutta risposta ha annunciato il licenziamento di Junker.
Renzi se la prende con Draghi

Italian Prime Minister Matteo Renzi criticized European Central Bank Governor Mario Draghi for not having done more to resolve Italy's banking woes when he held a key Treasury job in Rome in the 1990s.

Renzi's rare public criticism of Draghi came on the day Italy's third-largest lender, Banca Monte dei Paschi di Siena (BMPS.MI), said that the ECB had asked it to cut its bad debts by 40 percent within three years, heaping more pressure on Rome to stabilize its banking system.

Se questo non è scontro di potere ... sulle ceneri dell'Unione Europea.
Qualcuno almeno avvisi i 60.000 risparmiatori che hanno investito nelle azioni e nelle obbligazioni subordinate di MPS.

La macabra sfida tra ISIS e Al Qaeda dietro la strage di Dacca

20 morti,  9 italiani,

nell'assalto dei terroristi islamici in Bangladesh.

Una strage che purtroppo era stata "preannunciata" da una escalation di omicidi e atti di violenza che da mesi rendevano il paese ad alto rischio. In un report pubblicato su SITE alla fine di aprile scorso si prevedeva un peggioramento della situazione:
“As soon as the Islamic State began carrying out attacks in Bangladesh, we predicted attacks would increase while the group and AQIS competed,” says SITE Director Rita Katz. “This is exactly what we are seeing now as the Islamic State claimed six attacks in 2016 alone.”
Anche il Ministero degli Esteri italiano aveva evidenziato nei mese scorsi il pericolo crescente alla sicurezza dei cittadini stranieri in Bangladesh. Dal sito viaggiaresicuri.it : ... In considerazione della presenza nel Paese di formazioni di ispirazione jihadista, non si può escludere il rischio di possibili ulteriori atti ostili. Si raccomanda di evitare gli assembramenti specialmente nei fine settimana e durante il venerdì di preghiera, e di tenersi costantemente aggiornati sulla situazione di sicurezza nel Paese dai media locali e siti intenet."
E come spesso accade in paesi poveri e governati da regimi corrotti, il terrorismo si avvale delle inefficienze e della compiacenza delle forze preposte alla sicurezza.
" Amid the attacks, Bangladesh government officials have denied the presence of IS in their country, at times accusing political opposition of involvement in the events." denunciava il report di SITE.

Post Brexit, in Austria una scelta di civiltà

Hanno fatto bene i giudici austriaci ad annullare i risultati delle elezioni presidenziali che avevano dato la vittoria al Verde Van Der Bellen sull'estrema destra di Hofer per pochi ma truffaldini voti ?

Oppure avrebbero fatto meglio a chiudere un occhio, vista la posta in gioco per l'Austria e l'Unione Europea ?
La Corte Costituzionale non ha avuto dubbi: meglio andare di nuovo a votare, con la quasi certezza che vincerà Hofer, piuttosto che lasciare dubbi e ombre sul sistema democratico, in un momento storico così importante.
"Le elezioni sono il fondamento della nostra democrazia e il nostro compito è di garantirne la regolarità. La sentenza deve rafforzare il nostro stato di diritto", ha detto il presidente della Corte costituzionale Gehrart Holzinger prima di leggere il dispositivo con cui è stato accolto il ricorso dell'estrema destra.
Una scelta lungimirante di civiltà, nel pieno della polemica sul referendum in Gran Bretagna che secondo molti NON doveva esserci, perchè il popolo non sempre ha il diritto e la capacità di scegliere secondo "ragione".

Un'altra tegola per gli eurotecnocrati, che adesso dovranno fare i conti anche con il pericolo OXIT (Osterreiche exit)