Mario Draghi si dovrebbe dimettere dalla BCE?

Ormai è ufficiale, e ha il valore di un avviso di garanzia, la notizia che la Banca d'Italia all'epoca del governatore Mario Draghi era a conoscenza del mostruoso imbroglio che stava dietro l'acquisto di Antonveneta da parte del Montepaschi, l'operazione che segnò l'inizio della fine per la banca senese e dei guai per i risparmiatori e contribuenti italiani.


Sebbene la cosa fosse già nota da quattro anni, ora c'è una prova acquisita agli atti della commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche: a marzo del 2007 il direttore della filiale di Padova della Banca d'Italia, tale A. Minnella, competente territorialmente per la vigilanza sulla Banca Antonveneta, dichiarava ufficialmente che la futura preda del Montepaschi, che da due anni era degli olandesi di ABN AMRO, era in pessime acque.

Ma dopo pochi mesi l'Antonveneta venne ceduta al Santander per 6 miliardi di euro, che dopo altri tre mesi la rivendette al Montepaschi per 9 miliardi più altri 8 per ripianare i debiti accumulati da Antonveneta, totale di 17 miliardi per una banca che non ne valeva nemmeno 3.
Che Giuseppe Mussari, presidente del Montepaschi, avesse i suoi più o meno leciti motivi personali per quella operazione disastrosa è materia di indagine della magistratura, ma la domanda che da allora non ha mai trovato risposta è: perchè la Banca d'Italia, all'epoca governata da Mario Draghi, non si è opposta a quell'acquisto scellerato?  autorizzandolo nel marzo del 2008 nonostante che un anno prima il suo funzionario A. Minnella di Padova avesse scritto le note che ora sono a conoscenza di tutti ?

Siccome non è plausibile che Mario Draghi non fosse a conoscenza del report della sua struttura interna, perché mise la firma su un atto che autorizzava il Montepaschi a pagare 17 miliardi che non aveva per una banca che non li valeva?

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In Sinai i terroristi uccidono 305 musulmani senza alcun intervento dei militari di Al Sisi

In Sinai decine di terroristi ISIS arrivano con i fuoristrada, lanciano bombe contro una moschea gremita di fedeli e poi iniziano a sparare nel mucchio di chi fugge terrorizzato e persino sulle ambulanze che erano intervenute per i primi soccorsi. 

 

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Alla fine si contano 305 morti e più di cento feriti nel villaggio di Al Radwa nel nord del Sinai.


Il dittatore Al Sisi promette vendetta ma la verità è che il Sinai è nelle mani di gruppi terroristici sia locali che internazionali e che il regime egiziano non controlla il territorio, nonostante anni di coprifuoco e il massiccio dispiegamento di soldati.


I fedeli uccisi erano in gran parte seguaci di una fazione sunnita.
La situazione in medio oriente, dal Libano allo Yemen, diventa sempre più precaria.

Tra censura totale e culto della personalità, i media cinesi vendono al mondo la "Nuova Era" di Xi Jinping

In Cina, finito il 19° Congresso del Partito, la stampa di regime continua ad accrescere il mito del "Pensiero di Xi Jinping sulla Via Cinese al Socialismo verso una Nuova Era", mentre la censura interna estende e rafforza il controllo su qualsiasi forma di comunicazione.

 

 

Nel resto del mondo cresce l'ammirazione per il modello egemonico cinese, simbolo di un potere oligarchico che può fare a meno degli ostacoli e complicazioni della fastidiosa democrazia.

https://www.hongkongfp.com/2017/11/11/gao-zhishengs-work-poses-question-can-china-buy-blindness-human-rights-abuses/

Renzi arruola Scalfari per minacciare Boldrini e Grasso

 

Scalfari dice a Renzi di dire a Fassino di parlare con Prodi, che dice a Pisapia di parlare con Fassino che dice a Renzi che Pisapia vorrebbe parlare con lui ...

 

Le dinamiche della politica italiana dopo il voto siciliano hanno preso un'accelerata, come era prevedibile, nonostante il tentativo di Renzi di ridimensionare la portata della sconfitta subita.

Paradossalmente l'esito disastroso del PD ha rinforzato la posizione del segretario all'interno del partito, almeno per il momento, mentre fuori sono sempre più quelli che prendono le distanze, a cominciare addirittura dai  presidenti dei due rami del parlamento, Pietro Grasso e Laura Boldrini, che per questo motivo vengono accusati dal partito di governo di non essere allineati e quindi non più degni dei loro incarichi.

Ma all'improvviso, mentre il vento sembra soffiare impetuoso contro Renzi, arriva il sostegno (inaspettato?) di Eugenio Scalfari, ancora considerato un opinion maker di rilievo nelle diverse varianti del centrosinistra.
 
L'ex direttore di Repubblica da molto tempo si dedica a scrivere editoriali per la lettura domenicale, una sorta di predica politica più o meno ascoltata come si conviene alle prediche dei sacerdoti.
 
Questa volta invece ha scritto di martedì, all'indomani della direzione del PD   (leggi tutto)

 

Renzi-Gentiloni come Tavecchio-Ventura ?

Il giorno dopo l'eliminazione dell'Italia di Tavecchio-Ventura dal campionato del mondo di calcio del 2018, quella di Renzi-Gentiloni viene avvisata della possibile eliminazione dall'Europa di serie A.