IN DIFESA DELLE URNE, MIGLIAIA DI CATALANI OCCUPANO LE SCUOLE PER DIFENDERE IL DIRITTO DI VOTARE

Vigilia del referendum per l'indipendenza della Catalogna, il simbolo da difendere è l'urna, l'immagine di una scatola attorno alla quale si gioca la partita decisiva del diritto a decidere e la difesa della democrazia.

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da CincoDias:

Mientras el portavoz del Gobierno, Íñigo Méndez de Vigo, aseguraba desde Madrid que el referéndum no se celebraría, en Barcelona, el vicepresidente de la Generalitat, Oriol Junqueras, el consejero de Presidencia, Jordi Turull, y el consejero de Asuntos Exteriores, Raül Romeva, posaban sonrientes ante una suerte de urna. No es la típica urna transparente de metacrilato, sino que se trata de un cubo de plástico, con el logo de la Generalitat, una tapa y precintos rojos. Es algo así como un contenedor, algo aparatoso, pero que se puede transportar en dos piezas, lo que permite sortear posibles controles.

 

 

Se dentro le urne - quelle poche che si sarà riusciti a difendere dai ventimila poliziotti di Madrid - la sera di domenica 1 ottobre saranno state deposte migliaia di schede, la vittoria dei Catalani sulla stupida arroganza del governo Rajoy sarà legittima ed evidente a tutto il mondo.

 

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Nell'Europa del terzo millennio i cittadini sono costretti ad occupare le scuole e i luoghi deputati a contenere le urne elettorali per difendere il diritto al voto e alla libertà di espressione di un intero popolo. Padri e figli con i sacchi a pelo si ritrovano in un momento di grande emozione e solidarietà.

Il referendum catalano si sta trasformando giorno dopo giorno in un evento sociale e politico inimmaginabile, un punto di non ritorno anche per le generazioni future.

 

Dietro la faccia di Rajoy si nasconde l'intera classe politica che ha devastato l'Europa negli ultimi 10 anni. Questi personaggi sono riusciti nell'impresa impossibile: trascinare il cuore dell'Europa moderna in una situazione da guerra di liberazione anticoloniale del '900.

 

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A Barcellona iniziano ad arrivare anche i trattori degli agricoltori

da ABC Espana: 

«He venido porque estamos en un país donde no se deja votar ni nada. Vengo por la democracia, de Villafranca del Penedès», se presentó. Otros vinieron de Manresa.
Algunos conductores pararon en el bar de la esquina de nombre «Ítaca». El dueño, un ciudadano chino, les dio la bienvenida a «I-tá-ca».
Pep Riera, veterano líder sindical, arreó contra Rajoy y Montoro. «Estos estúpidos han pisado nuestros derechos (...) no nos movemos únicamente por intereses económicos, nos movemos por dignidad», gritó entre aplausos a favor de los «productos catalanes». Y llamó a la «revolución de los payeses» como sus antepasados en 1640, pero adaptando el guión: «¡Visca la terra i mori el mal govern!». «¡La terra serà sempre nostra!».

 

Trump con Rajoy contro la Catalogna

Trump appoggia Rajoy nella repressione del referendum per l'indipendenza catalana.

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Il primo ministro spagnolo è andato ad elemosinare l'appoggio del presidente USA nella crisi aperta da Madrid contro la Catalogna.

E Trump è stato ben lieto di darlo con una dichiarazione che farà arrabbiare tutti i catalani e anche molti spagnoli." Espagna es un gran paìs y deberìa permanecer unido". E pensare che  Trump aveva promesso in campagna elettorale che l'America non si sarebbe mai dovuta immischiare negli affari interni di altri paesi.

Certamente Rajoy lo avrà impietosito a tal punto da costringerlo a smentirsi.

Anche i Curdi votano ... per la prima volta

Per la prima volta nella storia, la popolazione curda-irachena è chiamata a votare in un referendum  che dovrebbe sancire la nascita di un Kurdistan indipendente.

L'esito del referendum è scontato per quanto riguarda il voto, ma molto più incerto e difficile sarà il riconoscimento del risultato da parte dei paesi direttamente interessati.

In particolare Iraq, Turchia e Iran con accenti diversi, hanno già fatto sapere che il referendum non ha alcun valore e che il Kurdistan è una regione geografica non uno Stato.

Erdogan ha minacciato di occupare parte dei territori di frontiera con il proprio esercito e teme l'effetto contagio sui curdi oppressi dentro la frontiera turca.

L'Iraq non può che prendere atto della secessione, soprattutto dopo che i peshmerga hanno contribuito con il sangue alla cacciata dell'ISIS dalle città irachene, e dovrà cercare di limitare i danni, cioè i territori (pozzi petroliferi) sottratti al controllo di Baghdad che andranno a comporre il futuro Stato del Kurdistan.

Israele è l'unico paese che vede con favore la scelta referendaria dei curdi perché consente di far nascere una entità non-araba con cui poter dialogare e fare affari(petrolio).

 

La Germania come l'Italia di 30 anni fa

Il voto tedesco consegna alla Germania un parlamento con sei partiti senza una chiara e stabile maggioranza politica, come accadeva nell'Italia della Prima Repubblica.

Per la vincitrice (apparente) Angela Merkel si tratta in realtà di una vera sconfitta.

Il crollo simultaneo di SPD e CDU/CSU rende impraticabile la Grosse Koalition (a meno di un suicidio politico di uno dei due o di entrambi).

La cosiddetta "coalizione Giamaica", l'unica numericamente praticabile sulla carta, è uno scenario di alta instabilità.

L'estrema destra AfD farà di tutto per capitalizzare il successo e cercare di arrivare a nuove elezioni entro il prossimo anno.

La crisi del modello Merkel -stabilità, sicurezza, crescita - di cui il risultato elettorale rappresenta un primo annuncio,  è un colpo durissimo alla politica della BCE di Draghi, bersaglio di gran parte dell'ondata di indignazione degli strati sociali meno protetti o danneggiati dalla politica monetaria della BCE, come i pensionati e i lavoratori marginali.

E se d'ora in poi Draghi avrà meno spazi per le politiche monetarie accomodanti a vantaggio dei paesi più indebitati, Italia ma anche Francia ecc, le ricadute si faranno sentire ben presto, e gli argini costruiti da Bruxelles negli ultimi tre anni per arginare le fratture e le spinte centrifughe populiste rischiano di crollare.

Sia la CDU-CSU sia il neoalleato FDP non faranno sconti alla Merkel.

 

Repressione in Catalogna - 2

Una settimana fa avevo esitato a postare la foto del partigiano fucilato dai miliziani franchisti durante la guerra di Spagna del secolo scorso. Mi sembrava un accostamento forte ed estremo, tra due situazioni distanti e diverse.

Questa mattina leggo le dichiarazioni del presidente dell'assemblea catalana Puigdemont :

Puigdemont acusa a Rajoy de ser el “guardián de la tumba” de Franco

 

Da La Vanguardia :

El presidente de la Generalitat, Carles Puigdemont, ha acusado este viernes al Gobierno de Mariano Rajoy de ser el “guardián de la tumba” de Franco y ha animado a los catalanes a votar ‘sí’ a la independencia para poder redactar una Constitución sin “militares franquistas” al lado.

En un acto del PDeCAT en Sant Cugat del Vallès (Barcelona), Puigdemont ha ironizado con la llamada “operación Anubis” desplegada por el Gobierno del Estado para impedir que el 1 de octubre se celebre un referéndum en Catalunya.

Puigdemont ha recordado que Anubis es un “dios egipcio de la muerte y de los funerales, el guardián de las tumbas”, y ha añadido: “Ya sabemos de qué tumba son guardianes estos señores, y no está aquí sino que está en el Valle de los Caídos”.El president ha aprovechado también para ironizar sobre la llegada de tres barcos para policías y guardias civiles atracados en puertos catalanes, dos en Barcelona y uno en Tarragona: “Después de esperar tantos años que los tanques entraran por la Diagonal, y ahora resulta que vienen los barcos por nuestros puertos, cargados de policías”.