Sanders esce di scena ma non porta voti

 

Rinunciando a correre da indipendente per le Presidenziali 2016 e appoggiando Hillary Clinton per la corsa del Partito Democratico, Bernie Sanders esce di scena, dopo aver condotto una battaglia per niente facile o scontata. Esce di scena con una bugia: "Hillary è la migliore candidata ", lui che aveva scelto di fare una battaglia di trasparenza contro l'ipocrisia dell'establishment.

Ma cosa faranno i milioni di sostenitori, soprattutto giovani ? che giammai avrebbero votato per la Clinton? Quasi tutti si asterranno dal voto.

Post Brexit, Bernie Sanders suona la sveglia negli USA

La retorica della stampa progressista italiana spiega il Brexit con il conflitto tra i giovani filo-europeisti e i vecchi nostalgici che vogliono tornare indietro.

Provate a dirlo ad un giovane diplomato, laureato e disoccupato a cui viene proposto di lavorare per 3 euro l'ora o 400 euro al mese. Negli Stati Uniti non se la passano molto meglio e il contagio Brexit peserà sulle prossime elezioni presidenziali, come denuncia Bernie Sanders, il più votato dai giovani americani.

"Surprise, surprise. Workers in Britain, many of whom have seen a decline in their standard of living while the very rich in their country have become much richer, have turned their backs on the European Union and a globalized economy that is failing them and their children"
http://www.commondreams.org/news/2016/06/28/wake-democrats-warns-sanders-populist-unrest-cannot-be-ignored
Citing troubling metrics of massive income and wealth inequality both in the U.S. and around the globe, Sanders said the xenophobia and regressiveness represented by the rise of Donald Trump within the Republican Party and Friday's vote in favor of Brexit in the UK is the result of increasing numbers of people around the world who recognize that the economic system is designed to disproportionately benefit the rich and powerful, not them.

Che cosa vogliono i militanti di Bernie Sanders

Bernie Sanders si prepara a fondare un partito ? e annuncerà la sua candidatura indipendente alle prossime elezioni presidenziali negli US ? oppure continuerà a chiedere la mobilitazione permanente delle migliaia di volontari che lo hanno sostenuto su tutti i temi della lotta politica e sociale ?

Dal Washington Post https://www.washingtonpost.com/posteverything/wp/2016/06/23/bernie-sanders-heres-what-we-want/
As we head toward the Democratic National Convention, I often hear the question, “What does Bernie want?” Wrong question. The right question is what the 12 million Americans who voted for a political revolution want.
And the answer is: They want real change in this country, they want it now and they are prepared to take on the political cowardice and powerful special interests which have prevented that change from happening.
They understand that the United States is the richest country in the history of the world, and that new technology and innovation make us wealthier every day. What they don’t understand is why the middle class continues to decline, 47 million of us live in poverty and many Americans are forced to work two or three jobs just to cobble together the income they need to survive.
What do we want? We want an economy that is not based on uncontrollable greed, monopolistic practices and illegal behavior. We want an economy that protects the human needs and dignity of all people — children, the elderly, the sick, working people and the poor. We want an economic and political system that works for all of us, not one in which almost all new wealth and power rests with a handful of billionaire families.
Sembrano le parole di un marziano costretto a muoversi nell'ambiente venefico e ostile del suo stesso partito. Dirà ai suoi 12 milioni di elettori di votare per Hillary Clinton ?

TRUMP cacciato da Black Lives Matter

La protesta di Chicago contro il comizio di Donald Trump segna un punto di svolta nella campagna per USA 2016.

 

E' il primo segno di debolezza del miliardario aspirante Presidente, che finora aveva sfoggiato aggressività e noncuranza verso qualunque tipo di critica. La contestazione di Chicago, all'insegna di "Make America Hate Again", lo ha messo in una situazione senza via di uscita: mantenere il comizio avrebbe comportato il rischio di scontri, anche violenti, e quindi l'immagine di un Trump che scatena reazioni, che divide e suscita paura anche tra i conservatori. Rinunciare, come ha fatto, non è stato visto come un gesto di saggezza bensì di debolezza, di ritirata. Se anche in altre città dovesse ripetersi la contestazione, e in forme sempre più eclatanti, cosa farà Trump ?

Il suo percorso nelle primarie è tutt'altro che scontato, perché l'establishment repubblicano è contro di lui e approfitta di episodi come quello di Chicago per indebolirlo. Se anche dovesse arrivare primo alla convention del GOP, senza però la maggioranza assoluta dei delegati, Trump non avrebbe possibilità di farsi nominare candidato.

 Ma anche per i candidati democratici la "rivolta di Chicago" può avere ripercussioni impreviste, perché una parte dei contestatori si identificava apertamente in Bernie Sanders e nel movimento Black Lives Matter e questo giova a Sanders che ha un gap notevole nei confronti di Hillary Clinton tra l'elettorato afro-americano.

http://www.politico.com/story/2016/03/donald-trump-cancels-chicago-rally-protests-220660

 

Trump tweeted on Saturday: "The organized group of people, many of them thugs, who shut down our First Amendment rights in Chicago, have totally energized America!" .Protesters at planned Chicago rally yesterday were “very professionally done,” Donald Trump says in Dayton, Ohio. 

Says his supporters were “harassed” by people backing Bernie Sanders

 “Bernie should tell his people to ‘stop’”

 “When they have organized, professionally staged wise-guys, we have to fight back”

We do things a little different in this campaign: We bring people TOGETHER.

Parte la scelta USA tra padella e brace

Il primo marzo parte la vera campagna per la presidenza USA. E' il super Martedì, e si vota in grandi e piccoli Stati.

Con ogni probabilità l'esito di queste primarie sigillerà la vittoria di Donald Trump tra i Repubblicani e quella di Hillary Clinton Sachs tra i Democratici. 

Bernie Sanders, il simpatico "socialista" che si finanzia con i pochi dollari degli studenti, ha perso le primarie del Sud Carolina con numeri che lo condannano alla sconfitta anche in altri Stati. Il paladino dei poveri neri, immigrati, disoccupati o precari non è Sanders, come gli ingenui potrebbero pensare, bensì la Clinton come dimostrano i suoi sponsor privilegiati, cioè i banchieri di Wall Street. Sono loro che garantiranno al sistema economico USA di continuare a padroneggiare e dirigere la globalizzazione, tanto più in tempi di crisi, a garantire l'ordine e la continuità. La matematica finanziaria condanna Sanders alla sconfitta.

Se come tutto fa prevedere, le presidenziali USA saranno una corsa tra Trump, il miliardario anti-tutto, e la Clinton la candidata dell'establishment politico-finanziario, sarà un'altra prova che il mondo è alla rovescia e nessuno riesce più a raddrizzarlo.