Incredibile vittoria di LEAVE, i tecnocrati nel panico, i governi europei non sanno cosa fare, gli inglesi non consentono a Cameron di fare il tsipras e lo licenziano

Ribaltando ogni previsione e manipolazione il voto del BREXIT prevale 52 a 48 nel referendum in Gran Bretagna.

CAMERON si dimette, le BORSE si sgonfiano, e in Europa inizia la BREXIT LIBERATUTTI corsa al referendum

 

Il voto inglese, con l'eccezione di Londra, ha travolto ogni dubbio sulla permanenza o meno nell'Unione Europea. Tutti i governi al potere, ad iniziare da Cameron, escono sconfitti dal voto popolare. Qualcuno pensa ad una soluzione stile Tsipras, cioè rinnegare l'esito del referendum e rinegoziare la permanenza in EU, ma gli inglesi non sono i greci e il prezzo del voltafaccia sarebbe troppo alto anche per le casse della regina.

Referendum in Gran Bretagna, il governo spiega come votare senza trucco e senza inganno

Al referendum del 23 giugno sull'uscita o permanenza della Gran Bretagna nell'Unione Europea si può votare per posta, e l'organizzazione elettorale (del Governo Cameron) ti spiega come fare. Milioni di lettere sono state inviate ai cittadini per illustrare le modalità del voto per posta. Ma nelle istruzioni c'è scritto anche CHE COSA VOTARE, cioè quello che il governo vuole. 

Il voto è libero, ma se segui le indicazioni del governo ricevute per posta certamente non puoi sbagliare.  La punta della matita si ferma sul riquadro REMAIN.

In un paese civile non sarebbe potuto accadere ma nella Gran Bretagna del PanamaPapersCameron succede questo ed altro ...

http://www.telegraph.co.uk/news/2016/05/29/voters-in-the-eu-referendum-told-to-vote-for-remain-in-postal-vo

Obama in cerca di un nuovo lavoro

Obama si avvia a chiudere - mancano sei mesi alle elezioni del successore - senza suscitare  rimpianti, con un livello di consenso interno inferiore al 50%.

 

E' probabile che negli ultimi sei mesi cercherà di rimettere in sesto la sua immagine di presidente che ha suscitato tante speranze e altrettante delusioni, non fosse altro perché uscire a testa alta gli gioverebbe nella ricerca di un nuovo lavoro.

Per non smentirsi è andato a fare visita al maggiordomo Cameron, a meno di due mesi dal referendum sull'uscita della Gran Bretagna dall'unione europea - Brexit, pensando di dargli una mano ma scatenando invece un gran putiferio.

"Fuori dall'europa sarete back of the queue - in fondo alla coda - per fare affari con gli Stati Uniti" : in queste poche parole Obama ha riassunto la concezione servile alla base dei trattati economici USA Europa - il TTIP,  in cui gli europei sono visti come dei questuanti ai piedi dell'impero, e Londra deve decidere che posizione occupare nella coda, in testa, in mezzo o in coda alla coda.

Le parole di Obama sono suonate come una minaccia, uno schiaffo alla maestà anglosassone, piuttosto che un aiuto a Cameron, anche se dall'altra parte non mancano gli imbec.... come il sindaco di Londra Boris Johnson, per riequilibrare il gioco di chi le spara più grosse.

President Obama’s Brexit intervention insults the British people, scrive Nile Gardiner , Direttrice del Margaret Thatcher Center for Freedom at the Heritage Foundation in Washington, DC.

"President Obama has been no friend to Britain. His presidency has overseen the weakening of the Special Relationship, a byproduct of Obama’s general lack of respect for America’s allies. In many respects, Barack Obama has been the most anti-British US president of modern times, siding with Argentina over the Falklands, removing a bust of Sir Winston Churchill from the Oval Office, calling France America’s “strongest ally”, and even snubbing the funeral of Margaret Thatcher. .."

In ogni caso Obama ha messo in chiaro, anche ai più ciechi laburisti europeisti, che l'unico interesse che gli USA hanno verso l'Unione Europea con dentro la Gran Bretagna, è il TTIP, il trattato economico che consentirebbe alle aziende multinazionali USA di fare più di quanto stanno già facendo.

La  gran bretagna come base e avamposto USA per occupare l'Europa, ovvero lo sbarco in Normandia del TTIP.Demonstranten versammeln sich auf dem Opernplatz in Hannover und halten Anti-TTIP-Schriftzüge in die Höhe. © dpa - Bildfunk Fotograf: Christian Charisius

 

Prima dello scacchiere europeo, l'imperatore al capolinea aveva fatto tappa in Arabia Saudita, per cercare di mettere una pezza alla disastrosa evoluzione dei rapporti politici ed economici con i tiranni locali. 

Il risultato della visita è stato riassunto nella minaccia degli arabi in merito alla richiesta del congresso USA di desecretare i documenti che proverebbero la complicità saudita nell'attentato delle Torri Gemelle del 11 settembre 2001.

"Se vi azzardate a scoperchiare la verità, metteremo in vendita 750 miliardi di titoli di Stato americani", ovvero, caro Obama, ricordati che non solo abbiamo finanziato Al Qaeda ma tuttora siamo vostri finanziatori/creditori per una montagna di soldi", quindi attento a quello che fai...

Cosa credete che farà Obama, sapendo che tra qualche mese dovrà cercarsi un nuovo lavoro ?

 

Metodo CAMERON per fare i furbi in Europa

Come era prevedibile, la sceneggiata del BREXIT era un modo furbesco per estorcere concessioni agli altri paesi europei Cameron the trickster ora potrà annunciare la data del inutile referendum

Sventolando lo spauracchio del referendum, la Gran Bretagna ottiene quello che voleva: non pagare i diritti di welfare ai cittadini europei che vi lavorano, chiudere a piacimento le frontiere, non accettare leggi o direttive dalle istituzioni comunitarie, mantenere la propria moneta, continuare a fare business, leciti o meno, nel porto finanziario di Londra, non avere alcun impegno a rafforzare il processo di unificazione.

Insomma la Gran Bretagna ha uno "special status" più status degli altri. Gli inglesi hanno solo diritti, senza alcun obbligo di reciprocità. Il sotterfugio di Cameron ("Ora posso raccomandare Sì al referendum") è umiliante e innesca una reazione di rigetto verso gli inglesi nell'opinione pubblica della (ex) Unione Europea, da cui la Gran Bretagna continuerà a trarre benefici senza pagare contributi.

Sarà lecito pensare che anche i francesi, tedeschi, italiani, spagnoli ecc (per non parlare dei greci che hanno inventato il trucco del referendum) impareranno a fare i furbi per ottenere qualche concessione. Renzi lo ha già capito, anzi è convinto di essere il più furbo di tutti, e andrà subito a bussare cassa per avere qualche zerovirgola in più da spendere per le prossime elezioni amministrative. E' iniziata la corsa a minacciare di uscire per farsi dare qualcosa in cambio a scapito degli altri. E la chiamano Europa ....

Nicola Sturgeon, la rivincita della Scozia

 

Nel settembre 2014 la grande armata reale inglese (laburisti conservatori faragisti libdem monarchici) sconfisse di misura gli indipendentisti scozzesi (SNP) nel referendum pro / contro l'indipendenza della Scozia dalla Gran Bretagna. Le tecnocrazie tirarono un sospiro di sollievo, e archiviarono il pericolo. Archiviarono anche le promesse fatte dai partiti tradizionali (più autonomia, meno tasse ecc) per convincere i titubanti scozzesi. Di quelle promesse non c'era più bisogno. Ma gli scozzesi sono teste dure e giovedì 7 maggio decideranno le sorti del futuro governo della Gran Bretagna, ricordandosi delle promesse non mantenute e delle umiliazioni subite. La nuova leader del Scottish National Party - Nicola Sturgeon, (vedi intervista a The Guardian )

- farà il pieno dei voti e seggi assegnati in Scozia, togliendo voti a tutti ed in particolare ai laburisti dell'imbarazzante Ed Miliband. Se le previsioni dei sondaggi si avvereranno, saranno gli scozzesi l'ago della bilancia di ogni futuro governo britannico ? I laburisti hanno promesso che non faranno accordi con gli indipendentisti (a meno di non perdere la faccia dopo), mentre Cameron è più furbo, non esclude alcuna ipotesi,e anzi non dispera di poter fare a meno dei voti scozzesi, vincendo le elezioni in Inghilterra. La soluzione più probabile, in linea con quanto succede nel resto del mondo e in particolare in Europa, è una "grande coalizione" che per la Gran Bretagna sarebbe un evento traumatico ma meno peggio dell'ingovernabilità e di un ritorno al voto. Ma anche in questo caso Nicola Sturgeon farebbe valere le ragioni dell'indipendentismo scozzese: se tutti i partiti si alleano contro l'SNP, che avrà la maggioranza assoluta dei voti in Scozia, ciò equivale ad una alleanza della Gran Bretagna (meno la Scozia) contro gli scozzesi, i quali sarebbero esclusi a priori dalla possibilità di influire sulle scelte di governo, e quindi avrebbero molte più ragioni per chiedere un nuovo referendum per l'indipendenza della Scozia, con molte probabilità di vincerlo.

In definitiva Nicola ha messo gli scozzesi in una posizione di forza (win -win). E come autentica scozzese ha confessato che in tasca non porta mai più di 10 sterline. Quindi non è facile comprarla.

Bye Bye U.N.

La decisione di Obama di sottoporre al Congresso la valutazione sull'attacco alla Siria ha suscitato note di ammirazione e consenso tra i demoliberal di ogni paese. Pochi hanno notato che le mosse di Cameron ed Obama rappresentano una ulteriore e quasi definitiva "estromissione" dell'ONU dalle decisioni importanti. L'alternativa sembra essersi ridotta tra appoggiare una decisione presa solo dall'Imperatore o chiedere il parere dl parlamento nazionale. Non serve nemmeno più il paravento della "coalizione" internazionale. Il Congresso USA avrà il potere di valutare se scatenare o meno la guerra. L'Assemblea delle Nazioni Unite viene presa in considerazione solo da quei paesi che non possono / non vogliono seguire la decisione dell'imperatore e anziché dire NO, dicono ONU.

Cameron il primo sconfitto nella guerra siriana

Il voto del Parlamento inglese che ha negato il via libera all'intervento militare in Siria chiesto da Cameron è un evento di portata storica.

Su una materia fondamentale e "sensibile", soprattutto nella storia millenaria inglese, il Parlamento si divide, il Primo Ministro viene delegittimato, gli alleati storici degli ultimi settant'anni sono abbandonati. Se non  un cigno nero, é certamente grigio scuro.

Cameron è il primo sconfitto di una guerra che sta per essere dichiarata.

La sua figura ne esce ridicolizzata e avrebbe dovuto già dimettersi. 

Ma consoliamoci constatando un evento positivo: la cappa di conformismo succube e acefalo che aveva contraddistinto lo scenario politico inglese degli ultimi decenni inizia ad incrinarsi, e un fremito d'orgoglio attraversa le masse semisolide dei parlamentari facendogli scoprire l'ebbrezza di tornare ad essere individui pensanti.

Potrebbe essere un segnale anche per altri paesi, al di là della Manica.

Le verità nascoste dai missili

 

miisili su damasco

La pioggia di missili che americani e inglesi si apprestano a scaricare sulla Siria non servirà ad indebolire in modo significativo il regime di Assad, ma servirà, almeno nelle intenzioni, a far dimenticare per qualche giorno i fallimenti della politica occidentale nei confronti della situazione mediorientale, 


dalla Siria all'Egitto, ma anche in Tunisia o in Libano.

Servirà a far dimenticare l'Iran e l'Iraq, e lo spionaggio abusivo della NSA in tutto il mondo. 

Servirà a far dimenticare che, nonostante l'Iraq e l'Afghanistan, gli Stati Uniti di Obama non sono ancora riusciti ad elaborare una strategia che faccia pagare ai tiranni quanto è dovuto e risparmi alle popolazioni civili gli orrori dei bombardamenti e delle sanzioni.


Possibile che l'unica soluzione che riescono (vogliono) ad immaginare è la pioggia di missili ? Altro che "ingerenza umanitaria" ! E le conseguenze "collaterali" ?