DAVOS è il nuovo look del Potere

Banchieri, economisti, politici, capi di governo, affaristi di ogni latitudine si danno appuntamento a Davos nelle Alpi svizzere per discutere di povertà e disuguaglianze al World Economic Forum 2018.

 

Quasi sette miliardi di abitanti del Pianeta non sono tra gli invitati di Davos, e quindi possono ritenersi fortunati perchè non correranno il rischio di essere sommersi da una gigantesca valanga di neve che si potrebbe staccare dalle montagne circostanti...

 

I "non-invitati" a Davos inoltre risparmieranno molte centinaia di migliaia di dollari procapite, perché a tanto ammonta il costo dell'invito, tra cene, alberghi, sollazzi, guardie del corpo e trasporti, ad  occuparsi dei problemi dei poveri, dell'ambiente, del futuro dei giovani e delle donne ecc ecc.

La grande ammucchiata di banchieri, businessmen e politici in terra svizzera ci ricorda l'epoca felice delle grandi feste settecentesche, quelle che ora si scimmiottano soltanto nelle carnevalate di Venezia, e questo rappresenta un altro grande rischio per gli sfortunati partecipanti del World Economic Forum: il pericolo sempre attuale di una rivolta degli esclusi, un populistico assalto alle sembianze multiformi (destra, sinistra, centro) del Potere, un rischio che, per quanto ormai residuale e impopolare, è pur sempre da tenere presente.

Quest'anno ci saranno anche Donald Trump e consorte a portare la croce dei ricchi e potenti, dopo l'esempio dato da Xi Jinping lo scorso anno, e chissà che non gli porti bene come al cinese.

E infine c'è Gentiloni che con il suo incedere ricurvo e lo sguardo spaesato esprime e incarna tutta la sofferenza degli italiani esclusi da Davos.

Qualcuno, molto ingrato, vorrebbe addirittura aprire un'inchiesta su chi ha pagato la partecipazione del nostro presidente del consiglio all'ammucchiata nella neve.

OXFAM denuncia l'oscenità dei ricchi

La ricchezza di 8 (otto) individui uguaglia quella di tre miliardi e mezzo di persone.

 
OXFAM report
 
"E' osceno che tanta ricchezza sia nelle mani di così pochi, quando il 10% della popolazione mondiale sopravvive con meno di 2 $ al giorno. La disuguaglianza sta intrappolando centinaia di milioni di persone in povertà; sta frantumando le nostre società e minando la democrazia.
In tutto il mondo, i popoli vengono lasciati alle spalle. I loro salari sono stagnanti mentre i manager delle aziende portano a casa milioni di bonus in dollari; i loro servizi sanitari ed educativi sono tagliati mentre le multinazionali e i super-ricchi evadono le tasse; le loro voci vengono ignorate, mentre i governi sono sintonizzati con le grandi imprese e le elite benestanti."
 
La denuncia è di Winnie Byanyima, di Oxfam International, alla presentazione del report  An economy for the 99 percent che illustra il dramma della disuguaglianza e i possibili rimedi che ogni governo si guarderà bene dall'applicare.
Gli otto più osceni del mondo - Bill Gates, Amancio Ortega (Inditex Zara), Warren Buffett, Carlos Slim, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Larry Ellison, Michael Bloomberg - sono l'avanguardia di quel 1% i cui rappresentanti si riuniranno nei prossimi giorni a Davos in Svizzera per filosofeggiare sulle disgrazie altrui.  
A tale proposito, segnalo un articolo dell'economista Satyajit Das "Davos elite promise global solutions, but they’re part of the problem" alla vigilia del Forum annuale dei super-ricchi.
 
This year, the focus, ironically, is on “Responsive and Responsible Leadership” — code for confronting the rise of populism that threatens attendees’ control of their societies and economies.
The conference agenda shows how disconnected attendees are from real life. It is difficult for those who live in a cocoon of wealth or power, generally paid for by others, to understand the concerns of ordinary denizens of the planet. Discussions on economic inequality take place with scant participation from employee representatives or workers.