La cattiveria di Trump contro i figli degli immigrati

Frustrato dal continuo calo di popolarità, sbeffeggiato dalle diplomazie internazionali, minacciato da uno psicopatico nordcoreano, escluso dal suo staff militarizzato sulle decisioni più importanti, Donald Trump non trova nulla di meglio che fare un dispetto ed una cattiveria contro i "Dreamers", i figli degli immigrati irregolari, cresciuti in America e assistiti dalla DACA di Obama.

(CNN)The Trump administration on Tuesday formally announced the end of DACA -- a program that had protected nearly 800,000 young undocumented immigrants brought to the US as children from deportation.
The Department of Homeland Security will stop processing any new applications for the program as of Tuesday and rescinded the Obama administration policy, Deferred Action for Childhood Arrivals.
"I am here today to announce that the program known as DACA that was effectuated under the Obama administration is being rescinded," Attorney General Jeff Sessions said Tuesday at the Justice Department.
In the five years since DACA was enacted, the nearly 800,000 individuals who have received the protections have started families, pursued careers and studied in schools and universities across the United States. The business community and education community at large has joined Democrats and many moderate Republicans in supporting the program, citing the contributions to society from the population and the sympathetic fact that many Dreamers have never known another home than the US.

"bacio bacio" al G20

Al G20 di Amburgo assediata da manifestanti e polizia va in scena l'incontro amoroso tra Donald Trump e Vladimir Putin.

Una beffarda sceneggiata, con contorno di spartizione della Siria, preparata da tempo per dare un palcoscenico globale alla verità di Trump sugli "aiutini" ricevuti dalla Russia per farlo diventare presidente degli Stati Uniti.

"Vlady, dimmi la verità, sei stato tu ad hackerare le elezioni presidenziali ?", " No Donald, ti giuro che non sono stato io, come avrei potuto farti una cosa del genere !"

 

Gli altri 18, con relative consorti, erano tutti attorno ad incitarli. Grazie a loro, il noiosissimo ed inconcludente G20, sfilata mondana del Potere e oltraggio alla dignità dell'umanità sofferente, ci ha tenuti tutti con il fiato sospeso.

La Corea del Nord può arrivare in California

All'inizio sembrava la solita sparata missilistica di Kim Jong-un a cui Donald Trump aveva twittato con la solita frettolosa sufficienza: "quel tizio non ha niente di meglio da fare nella vita".

Tra i due pazzi più pazzi del mondo, per ora il più furbo è il pazzo nordcoreano, mentre quello americano fa la figura di chi abbaia ma non morde.

Il riuscito lancio del primo missile ICBM di Kim Jong-un segna un punto di svolta senza precedenti di un lungo confronto politico militare e rompe un precario equilibrio di cui è difficile immaginare gli sviluppi.

La Corea del Nord è in grado di lanciare un missile a testata nucleare che - teoricamente - potrebbe raggiungere la costa della California, ma prima ancora può raggiungere due alleati fondamentali degli USA in Asia, la Corea del Sud e il Giappone.

Il successo di Kim Jong-un è innegabile come altrettanto evidente è il fallimento della strategia diplomatica-militare di Donald Trump e del suo segretario petroliere Tillerson. Fare pressioni sulla Cina affinchè convincesse con le buone o le cattive Pyongyang a recedere dai test militari si è rivelata per Trump una strategia perdente ed umiliante.

La Cina non aveva alcun interesse, e ora meno di prima, a fermare la Corea del Nord per fare un piacere agli USA, e Trump ha le mani legate perchè non ha vere opzioni per uscire dall'angolo.

Un attacco militare avrebbe conseguenze imprevedibili e disastrose perchè Seoul e forse anche Tokio pagherebbero con vittime e danni enormi la rappresaglia nordcoreana, e la Cina sarebbe l'unica a guadagnarne nel lungo periodo.

Sedersi al tavolo delle trattative sarebbe comunque una presa d'atto di debolezza da parte di Trump perché il prezzo di un accordo dopo il test missilistico sarebbe dettato da Kim Jong-un da una posizione di forza.

Tentare di eliminare fisicamente il dittatore nordcoreano è roba da film di Hollywood e porta dritti all'ipotesi 1, e chiedere alla Cina di rovesciarlo significherebbe dare un ulteriore vantaggio alle mire espansionistiche di Xi Jinping.

Trump è in un angolo e dovrebbe chiedersi se non gli convenga di trovarsi qualcosa di meglio da fare nella vita che non sia il Presidente degli Stati Uniti d'America.

https://www.menoopiu.it/post/2017/04/29/propagande-di-guerra1

 

Quattro schiaffoni a Donald Trump

In un solo giorno il Presidente USA riceve quattro schiaffoni su altrettante questioni di vitale importanza:


1) l'ex capo FBI Comey rivela che Trump gli chiese di NON indagare sul suo principale consigliere Flynn (poi costretto alle dimissioni);

2) il parlamento della Corea del Sud ha approvato la richiesta di ritiro dei missili americani THAAD, schierati in funzione anti-Nord sul suo territorio;

3) il dittatore di Pyongyang, Kim Yong-un lancia una scarica di missili balistici capaci di colpire le navi da guerra USA al largo della penisola coreana;

4) l'ISIS, su ordine dell'Arabia Saudita, attacca due luoghi simbolo dell'Iran - Parlamento e mausoleo di Khomeini - provocando morti e feriti e dimostrando che il terrorismo, che Trump dichiara di combattere, in realtà è schierato con il suo amico-alleato saudita.

Le dimissioni di Flynn aprono il Russiagate di Trump

Trump ? No, Thanks
Robert Harward ha rifiutato l'offerta di consigliere per la sicurezza nazionale, dopo la prematura uscita di "Flynn il Russo".

Harward preferisce offrire i suoi servigi alla multinazionale Lockheed Martin piuttosto che al biscazziere Trump, il quale ormai fa discutere il mondo scientifico oltre che quello politico: "Is It Time to Call Trump Mentally Ill?" si interroga il New York Times .

A lot of people seem to be questioning President Trump’s mental health. This month, Representative Ted Lieu, a California Democrat, went so far as to say he was considering proposing legislation that would require a White House psychiatrist.

 

Non è durato nemmeno un mese l'incarico di Michael Flynn a Consigliere per la Sicurezza Nazionale, numero 1 dello staff presidenziale di Donald Trump. Si è dovuto dimettere per aver mentito sui suoi contatti con i Russi, prima dell'insediamento di Trump, per mettersi d'accordo sulla fine delle sanzioni di Obama. Flynn non aveva ancora nessun titolo per trattare con i Russi, ma le bugie successive hanno aggravato la colpa originaria.

Dal New York Times:

In his resignation letter, Mr. Flynn said he had given senior officials “incomplete information” about the phone call. F.B.I. agents interviewed Mr. Flynn days after the inauguration on that same subject, The Times reported on Tuesday. That means he could be exposed to a felony charge if he lied to them as well. The Times also reported Tuesday that current and former American officials said other Trump associates and campaign officials had had repeated contacts with senior Russian intelligence officials in the year before the election.

 

Mr. Flynn and Sergey Kislyak, the Russian ambassador, had been in touch during the campaign and after President Barack Obama imposed sanctions on Russia on Dec. 29 for hacking the Democrats’ campaign computers, allegedly to benefit Mr. Trump in the election, according to intelligence reports and official sources cited by The Post. Mr. Kislyak’s communications had been monitored by the F.B.I., revealing his contacts with Mr. Flynn.

 

Ma le dimissioni di Flynn non hanno chiuso il caso, anzi.

E' banale domandarsi: Donald Trump era davvero all'oscuro delle telefonate di Flynn ? oppure sapeva e ha mentito anche lui?

Chi ha ordinato a Flynn di mettersi in contatto con i russi?, si interroga la stampa americana.

http://www.politico.com/magazine/story/2017/02/who-told-flynn-to-call-russia-214782

Inizia a delinearsi quello che potrebbe definirsi il Russiagate di Trump, collegando in un solo colpo sia l'inchiesta sulle "chiacchierate" di Flynn per conto di Trump,  sia quella sulle "interferenze" russe nelle elezioni americane e quindi rafforzare il sospetto / certezza che i documenti (legittimamente) pubblicati da Wikileaks provenissero dallo spionaggio russo per agevolare l'elezione di miliardario americano amico di Putin.

 

 

 

SALLY YATES for PRESIDENT

La frase con cui Donald Trump "licenzia" Sally Yates, il ministro della Giustizia pro-tempore in attesa della nomina del razzista Jeff Sessions da parte del Congresso, ricorda nella forma e nella sostanza il cupo lessico nazista: "Ha tradito il Dipartimento di Giustizia rifiutando di attuare un ordine messo a punto per difendere i cittadini americani". Le stesse parole con cui i dittatori di ogni epoca hanno liquidato i funzionari che si opponevano ai loro editti.

Le parole "tradimento" e "rifiuto" usate per eliminare politicamente e fisicamente chi esprime un dubbio e non si allinea, trascinandolo davanti al pubblico disprezzo non potendo, per ora, attivare il plotone di esecuzione.

Il delirio di onnipotenza ispirato dal suo capo stratega Steve Bannon sta superando i limiti dell'immaginabile; gli Stati Uniti d'America sono sull'orlo di una crisi epocale del sistema istituzionale e sociale.

Sally Yates era fino ad oggi una oscura funzionaria dell'ex Obama, in carica per il disbrigo dell'ordinaria amministrazione nell'interim della successione, e il suo nome ora rimbalza in ogni angolo dell'America e del Mondo come un eroe della giustizia, del buon senso e del coraggio di sfidare la stupidità del potere, essendosi rifiutata di accondiscendere supinamente alle direttive contro gli immigrati musulmani.

Sally Yates da oggi è un simbolo di resistenza, contro e oltre gli establishment di qualsiasi colore, un ottimo candidato alla carica di Presidente degli Stati Uniti.

 

TRUMP è un pazzo pericoloso o un abile biscazziere?

trump vs muslimsTRUMP inizia la "guerra lampo" contro i deboli del mondo, si allea con PUTIN e riporta gli USA all'epoca della guerra in Vietnam.

Con il paravento della "lotta al terrorismo", il "vigliacco pericoloso", come lo ha definito il New York Times, compie le prime mosse di uno scontro di proporzioni e incognite senza precedenti. Proteste in tutto il mondo, mentre un giudice americano blocca il bando di Trump sui rifugiati. L'uso strumentale della "lotta al terrorismo" copre di ridicolo l'establishment americano: l'Arabia Saudita, da cui proveniva la maggioranza degli attentatori del 11 settembre, non è inclusa nel bando, e Trump si guarda bene dal leggere i documenti desecretati che comproverebbero il coinvolgimento del paese arabo nemico dell'Iran.

La pioggia di "ordini esecutivi" con cui Trump ha inondato lo scenario politico mondiale pone un interrogativo inquietante anche a coloro che hanno un punto di vista neutrale e "prudentemente realistico".

Il Wall Street Journal giudica la prima settimana di Trump un esempio di "governare senza un copione" e amministrare la Casa Bianca come fossero le sue aziende, con decisioni prese all'ultimo minuto, tanto che anche molti dei suoi consiglieri e alleati di partito sono rimasti sconcertati.

Il "muro del Messico" e la minaccia, poi smentita, di dazi doganali, il bando contro l'immigrazione da sette paesi islamici, tra cui l'Iran dell'accordo nucleare, la negazione del diritto di asilo ai profughi siriani, la crociata antiabortista, la negazione dell'emergenza ambientale, il ripristino dei progetti sugli oleodotti, la messa al bando della stampa non allineata, sono alcune delle "perle" infilate in meno di dieci giorni, figuriamoci il resto dei prossimi 4 anni.
Tra i suoi sostenitori si afferma che le convulsioni trumpiane fanno parte di una strategia negoziale tipica dei grandi uomini di affari: alzare subito la posta al tavolo da gioco in modo da costringere gli avversari più deboli (tra cui l'Europa) ad autoeliminarsi o allinearsi e intimorire quelli più forti (Cina e Russia) per costringerli ad un negoziato su basi diverse.
In sintesi, l'anima del biscazziere e del giocatore d'azzardo alla guida della potenza economica e militare americana.
Esiste ovviamente un'altra versione, sostenuta dagli avversari, che dipinge Trump come un pazzo avventuriero, capace di portare guerre e disordini, incompetente negli affari di Stato e attento ai suoi personali.

Da El Pais:

El Hitler yanqui Al igual que el Führer probó sus armas en España, Trump usa a México como laboratorio

 

In attesa di sciogliere i dubbi su cosa si nasconda dietro la maschera di Trump, le sinistre agonizzanti nei vari paesi del mondo lo ringraziano per avergli dato l'occasione di riaprire le valigie in soffitta, mentre le destre nazionaliste in Europa provano a scimmiottarlo.

Ho l'impressione che anche l'Europa dei tecnocrati tragga un imprevisto giovamento dalle mosse confuse di Trump, di cui potranno agitarne lo spauracchio per giustificare la necessità di una unione "forzata" e imposta dall'alto. Un motivo in più per sentirsi vittime del pazzo biscazziere.

http://www.wsj.com/articles/trumps-first-week-governing-without-a-script-1485544924

https://www.theatlantic.com/business/archive/2017/01/trump-mexico-border-wall-tax/514664/

https://www.theguardian.com/us-news/2017/jan/27/trump-immigration-plan-refugees-vetting-reaction

Inizia l'era di TRUMP NOT MY PRESIDENT

Papa Francesco: Trump come Hitler?

da El Pais : Después de [Paul von] Hindenburg, la crisis del 30, Alemania destrozada, busca levantarse, busca su identidad, busca un líder, alguien que le devuelva la identidad y hay un muchachito que se llama Adolf Hitler y dice “yo puedo, yo puedo”. Y toda Alemania vota a Hitler. Hitler no robó el poder, fue votado por su pueblo, y después destruyó a su pueblo. Ese es el peligro. En momentos de crisis, no funciona el discernimiento y para mí es una referencia continua. Busquemos un salvador que nos devuelva la identidad y defendámonos con muros, con alambres, con lo que sea, de los otros pueblos que nos puedan quitar la identidad. Y eso es muy grave.

Women's March: milioni di donne contestano Trump

women's march

Donald Trump si autoproclama "popolo"

"Today we are not merely transferring power from one administration to another or from one party to another. We are transferring power from Washington, D.C. and giving it back to you, the people."

L'Inauguration Day più contestato della storia americana segna l'inizio di un cambiamento che avrà effetti dirompenti sui vecchi equilibri precari del mondo in cui abbiamo vissuto negli ultimi 25 anni.

Trump not my president

Fino ad ora la retorica di tutti gli schieramenti ha prevalso sulle analisi più obbiettive e sulla capacità di prevedere la complessità dei fenomeni di trasformazione profondi. 

Donald Trump è il secondo "populista" a salire al potere ( il primo fu Tsipras nella Grecia che sta al fondo della graduatoria del potere mondiale); ha scalato la Casa Bianca grazie alla disillusione di milioni di persone a cui la globalizzazione degli establishment aveva promesso un futuro di inarrestabile benessere, ritrovandosi invece più poveri e meno tutelati.

Non sarà facile fargli capire che Trump non porta le soluzioni da loro sperate, ma anche chi contesta il 45° presidente degli Stati Uniti non ha ancora fatto i conti con i veri errori del passato. 

dal New York Times

Now comes President-elect Donald Trump. He has won the office and yet has continued his vindictive, disruptive style of politicking. He has run a post-campaign that has corroded the traditional grace period of considerate political transition that the nation needs. The hope of citizens for a better future, for a sense of uplift, has wound up hostage to his impetuous Twitter attacks on individuals, institutions and nations. 

(...) Americans who voted for Mr. Trump, as well as those who voted against him, surely must see that few incoming presidents have been in greater need of an informed cabinet and experienced public officials. Yet his cabinet choices have largely been ideologues and plutocrats who may or may not carry out Mr. Trump’s contradictory campaign promises.

 

Il New Yorker Post rincara la dose

Maybe the day of transformation will come soon and Trump will be nothing more than a bumptious, vulgar, ideologically unpredictable, utterly survivable conservative. But are you betting on it? Did the months of transition promise anything of the kind?

Six decades after the Constitution was ratified, in Philadelphia, Walt Whitman, the author of “Leaves of Grass” and “Democratic Vistas,” issued a warning similar to Franklin’s. “There is no week nor day when tyranny may not enter upon this country, if the people lose their supreme confidence in themselves, and lose their roughness and spirit of defiance,” he wrote, in the Brooklyn Eagle. “Tyranny may always enter, there is no charm, no bar against it—the only bar against it is a large resolute breed of men [and women].”

In other words, the Constitution is not by itself an insuperable barrier against the authoritarian temptation.

Definire Trump un "populista" è un'aberrazione, e chi lo definisce tale lo fa solo per convenienza di lotta politica spinto dalla impotenza di fermare l'onda di crisi che nell'occidente coinvolge i vecchi apparati ideologici dei conservatori e dei laburisti. 

Donald Trump è il tentativo, incerto e pericoloso, di superare la crisi di un modello con alcuni escamotage che garantiscano al modello stesso di sopravvivere. Primo tra tutti il richiamo ad un "nazionalismo bianco" irrispettoso sia delle comunità interne che di quelle esterne, ma anche la ripetizione ossessiva  del ritornello "consumate e indebitatevi" purchè sia americano.

Ben presto molti altri paesi lo imiteranno.

Ecco chi vince e chi perde tra tre giorni nelle Presidenziali degli Stati Uniti d'America

USA 2016immagine in basso: Adbusters - http://www.adbusters.org/article/punditry-by-other-means/

 

Sono state le elezioni presidenziali più interessanti a memoria d'uomo, non so in America ma nel resto del mondo si. Hanno consentito di svelare personaggi e situazioni che altrimenti sarebbero rimaste nascoste chissà per quanto tempo. Hanno mostrato anche ai più reticenti i volti e i meccanismi della manipolazione e della corruzione, dai politicanti, ai banchieri e agli intoccabili poteri della comunicazione.


Queste elezioni presidenziali hanno consentito ad un oscuro gruppo di hacker, con la regia remota di un "ospite" dell'ambasciata di una paese il cui PIL è inferiore a quello di New York, di diventare il punto di riferimento indiscusso e attendibile dell'informazione mondiale.
Grazie a WikiLeaks, chiunque vincerà nella notte di martedì tra Hillary Clinton e Donald Trump dovrà sapere che c'è qualcuno che riesce a sapere e a diffondere quello che loro vorrebbero nascondere.
La gigantesca e costosissima macchina propagandistica di HRClinton non ha potuto fare nulla contro lo stillicidio di email diffuse durante i mesi cruciali della campagna elettorale. E se l'FBI è stata costretta a riaprire gli occhi sotto il diluvio di email, è stato grazie al gruppo di Julian Assange, e non per le simpatie di Comey verso Trump.

Le elezioni Presidenziali USA hanno disvelato una classe politica impensabile, neanche all'epoca oscura di Bush. Il prodotto più evidente e maleodorante della crisi sociale e morale degli Stati Uniti è sicuramente Donald Trump, il tycoon cettolaqualunque, che però deve ringraziare sia Obama che il Partito Repubblicano, per averlo reso possibile e preferibile agli occhi della gente, trasformandolo da affarista-razzista-sessista a leader politico "alternativo" all'establishment.


Il vero vincitore martedì prossimo è Julian Assange: sei mesi fa non era sicuro di arrivare alla fine della campagna elettorale, qualcuno ha provato ad eliminarlo o a limitarne l'agibilità, ma Assange è stato capace di arrivare fino in fondo. I suoi avversari, per denigrarlo, danno il merito a Putin, senza il quale il capo di WikiLeaks sarebbe già in fondo ad un pozzo o galera. E' probabile che i russi abbiano accolto la sua richiesta di autostop, così come in passato hanno accolto quella di Snowden. Ma questo è solo la conferma del fallimento della diplomazia di Obama, che per alcuni anni è stata affidata a HRClinton, la deriva di un paese che un tempo si vantava di essere un bastione delle libertà e oggi è la centrale dello spionaggio di massa. 

Il vero sconfitto di queste elezioni è il Partito Democratico, quello che una volta campava di rendita sulla memoria di J F Kennedy e Martin Luther King e che oggi esce dalla campagna elettorale con una reputazione degna di una cosca mafiosa, la cosiddetta Clinton Foundation, dedita al traffico internazionale di armi, denari, interessi, il pizzo chiamato "pay to play".

Per completare il lato tragicomico delle prossime elezioni, è arrivato anche Guccifer 2.0, di professione hacker internazionale, che ha fatto sapere che se qualcuno prova a truccare il voto, ci penserà lui a scovarlo perchè si è già registrato tra gli osservatori che vigilano sulla regolarità elettorale.
Peccato che il divertimento stia per finire, da mercoledì prossimo ci aspettano solo brutte notizie.

Le volgarità di TRUMP sorpassano le bugie di HILLARY

Nella corsa a "chi è il peggiore" tra Donald Trump e Hillary Clinton, il primo prende un deciso distacco sulla seconda dopo la divulgazione di un video di 11 anni fa in cui il miliardario spiega i "concetti" alla base dei suoi rapporti con le donne. Il quadro è volgare e disgustoso anche per gli stomaci forti e maltrattati di molti americani.

 

Trump ha già fatto sapere che il prossimo dibattito televisivo tra lui e la Clinton avrà come tema principale di confronto le abitudini e i vizietti del marito Bill con le stagiste.

Hillary calls Trump's remarks "horrific" while she lives with and protects a "Rapist". Her actions are horrific.

La geopolitica, l'economia, i diritti civili, le disuguaglianze razziali, il massacro in Siria possono attendere.


La divulgazione quotidiana delle email della Clinton e della Fondazione omonima non appannano la supremazia di Donald.

 

It’s fitting that the election of Hillary Clinton as the first female president might have been sealed by Donald Trump’s treatment of women as subordinate, interchangeable, pliable playthings.
Trump — a compulsively public politician who has mouthed some of the most hilarious (intentionally or otherwise), offensive, fact-allergic and misogynistic statements by anyone competing in the public arena — might be ultimately undone by a private admission about a woman he wanted to have sex with.

There has never been a major party nominee like Trump, and there has never been anything like the release of Trump speaking about women in the most vulgar and demeaning terms in a 2005 hot mic recording — including the admissions that he made an apparently unwanted pass on a married woman and groped women he courted whether they liked it or not.
Americans don’t trust politicians (it’s one of the biggest reasons for Trump’s improbable rise), but they trust their eyes and ears. And the recording of Trump talking with radio and TV host Billy Bush makes a starker case that he’s unsuited to occupy the nation’s highest office — making Mitt Romney’s infamous leaked “47 percent” tape seem like a high-minded Great Courses lecture.

Read more: http://www.politico.com/story/2016/10/is-trumps-campaign-over-229341#ixzz4MVRRXDjp
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Nel establishment repubblicano, che per vari motivi non ha mai digerito la vittoria di Trump, si ritorna a parlare dell'ipotesi di defenestrare il pazzo e sostituirlo con il suo vice Pence, più compassato e meno esposto al rischio gaffe. Donald trump sostituito da Mike Pence
 
 

Per cercare di riequilibrare le sorti della corsa al peggiore, Wikileaks ha pubblicato le "Podesta emails" : The Podesta emails

 

The Podesta Emails

 

WikiLeaks series on deals involving Hillary Clinton campaign Chairman John Podesta. Mr Podesta is a long-term associate of the Clintons and was President Bill Clinton's Chief of Staff from 1998 until 2001. Mr Podesta also owns the Podesta Group with his brother Tony, a major lobbying firm and is the Chair of the Center for American Progress (CAP), a Washington DC-based think tank.

L'insostenibile peso di Hillary Clinton

 

Le immagini di Hillary Clinton che barcolla e sviene mentre la scorta la sorregge e la spinge dentro l'auto, segnano con ogni probabilità la fine delle sue speranze elettorali. Chi ha catturato e postato quei fotogrammi, sfuggendo ai controlli della security, ha inconsapevolmente realizzato un omicidio politico.

Anche i mass media più benevoli nei confronti del candidato del partito democratico hanno accusato il colpo e il peso delle bugie accumulate da Hillary nel corso degli ultimi mesi.
Perchè il mondo non si è commosso di fronte alle immagini di un'anziana signora con gli occhiali scuri che incespicava e rischiava di rovinare a terra?
Perchè tutti hanno pensato la stessa cosa: Hillary Clinton ha mentito sulle sue condizioni di salute che da mesi erano al centro di attenzioni e illazioni che di volta in volta venivano smentite o ridimensionate. L'11 settembre, giorno tragico per gli americani e il mondo intero, il rifiuto dell'ennesima bugia di Clinton, che trasforma una banale tosse allergica in polmonite, ha prevalso sul senso di pietà e apprensione per il suo stato di salute.
Le email di Stato gestite come affari privati, i traffici della Fondazione Clinton sono sembrati briciole di fronte alla bugia più grande : "Sto bene, posso fare il Presidente".

 


Molti si stanno accanendo nell'interpretare i dettagli della vicenda, molti ritengono che anche la polmonite sia una versione bugiarda per nascondere patologie più gravi e invalidanti - si parla di Parkinson - ma da un punto di vista politico la questione vera oggi è un'altra:
il Partito Democratico a meno di due mesi dal voto presidenziale non ha più un candidato, ma non può e non sa come sceglierne un'altro.
E' da almeno 4 anni che la Clinton ha sistematicamente preparato e condizionato il partito alla "sua" scadenza elettorale, dopo aver fallito quella del 2008. I rappresentanti di spicco, gli opinion maker dei mass media, i "grandi elettori" del mondo finanziario, perfino i portaborse sono stati condizionati o scelti in vista dell'appuntamento elettorale.
Le primarie contro Bernie Sanders (brogli e discriminazioni contro il senatore del Vermont da parte dell'establishment) avevano già messo in evidenza lo stato di asservimento del Partito Democratico al progetto egocentrico di Hillary, ed erano già evidenti le avvisaglie di quello che ora sta emergendo con chiarezza: bugie per nascondere o giustificare altre bugie, che si tratti di email compromettenti, di fiumi di denaro in "donazioni" o del proprio stato di salute, tutto nel nome dell'elezione a Presidente degli Stati Uniti d'America, del potere e del prestigio che ne deriva.

Se l'episodio di malore accaduto durante la cerimonia del 11/9 non fosse stato ripreso e documentato da telecamere indiscrete, anche quello sarebbe stato negato, cancellato, o contraffatto.

Per Hillary Clinton e le sue speranze di elezione alla Casa Bianca, quei fotogrammi sono come pallottole, mettono in dubbio che possa addirittura preoseguire la campagna elettorale e se non sia più conveniente e dignitoso per il Partito sostituirla prima del voto di novembre, anzichè andare a sicura sconfitta lungo un percorso segnato dalle bugie sempre più giustificabili di Hillary Clinton. Ma il partito che dovrebbe decidere è quello stesso condizionato dalla Clinton con donne e uomini di sua fiducia, impossibilitati quindi a scaricarla, costretti ad assecondarla fino in fondo, incapaci di vedere quello che anche un cieco vedrebbe: l'enorme differenza tra l'immagine artefatta della Clinton e quella vera, gli occhiali scuri, il volto rigonfio e pieno di rughe.

Per Trump è un grande e immeritato regalo, per gli americani l'ennesima conferma che la loro classe politica è davvero scadente.

L'AMERICA SENZA IL RESTO DEL MONDO il trumpismo secondo Donald Trump The Voice

Il discorso di investitura del Trump for President repubblicano sembra scritto in un bar di Dallas. Del resto non è molto diverso da quello di un qualsiasi leader europeo o asiatico o mediorientale. Di questi tempi la globalizzazione non è più moda, ognuno ha la sua dose di immigrati da cacciare, di terroristi da combattere e di banchieri da vezzeggiare.

The most important difference between our plan and that of our opponents, is that our plan will put America First. Americanism, not globalism, will be our credo. As long as we are led by politicians who will not put America First, then we can be assured that other nations will not treat America with respect. This will all change in 2017.
The American People will come first once again. My plan will begin with safety at home – which means safe neighborhoods, secure borders, and protection from terrorism. There can be no prosperity without law and order. On the economy, I will outline reforms to add millions of new jobs and trillions in new wealth that can be used to rebuild America.

My pledge reads: “I’M WITH YOU – THE AMERICAN PEOPLE.”
I am your voice.

Full text: Donald Trump 2016 RNC draft speech transcript
By POLITICO Staff
http://www.politico.com/story/2016/07/full-transcript-donald-trump-nomination-acceptance-speech-at-rnc-225974#ixzz4F9KS6UNe


Tra una settimana tocca al candidato dei democratici Hillary Clinton presentarsi con lo stesso armamentario in apparenza diverso.

Strage di Orlando, IL Peggiore contro LA Peggiore solo in apparenza

La strage di Orlando è entrata, come era ovvio, nella campagna presidenziale USA 2016 e ha tirato fuori la peggiore retorica in entrambi gli schieramenti.

Trump ha colto l'occasione per ribadire la sua proposta di impedire l'accesso dei musulmani negli Stati Uniti e di avviare una schedatura generale di tutti quelli già residenti. Il candidato repubblicano inoltre ribadisce la tesi cara agli armaioli secondo la quale se tutti girassero armati non ci sarebbero le stragi di innocenti, perchè il terrorista troverebbe una risposta immediata. E' una tesi profondamente radicata nella cultura e nella storia americana ed ha un notevole consenso popolare, sorretto da interessi industriali noti a tutti.

La timida battaglia di Obama per far approvare una legge sul controllo delle armi, almeno quelle più devastanti come l'AR-15 usato in tante delle stragi di massa da venti anni a questa parte, è naufragata prima nel paese e poi nel parlamento a maggioranza repubblicana.

Hillary Clinton si è dichiarata a favore di una messa al bando della vendita di  armi da guerra, ma siccome è famosa per essersi smentita e contraddetta molte volte nella sua vita politica, qualcuno gli ha ricordato che nelle primarie del 2008 contro Obama si era dichiarata offesa dalla proposta di bando delle armi del futuro presidente USA perchè :

 " You know, my dad took me out behind the cottage that my grandfather built on a little lake called Lake Winola outside of Scranton and taught me how to shoot when I was a little girl," . "It’s part of culture. It’s part of a way of life. People enjoy hunting and shooting because it’s an important part of who they are."

Questo dichiarava la Clinton otto anni fa, anche se ora è costretta a nascondersi dietro l'appoggio di Obama,  e data la sua propensione a mentire c'è da credere che anche questa volta non si smentirà.

D'altra parte i sostenitori della "corsa agli armamenti" obiettano che i terroristi islamici quando vogliono uccidere lo fanno con qualsiasi tipo di arma, come è accaduto a Parigi, dove una coppia di francesi è stata assassinata con un coltello da un jihadista.

Sia nel caso di Orlando che in quello di Parigi gli assassini erano stati in qualche modo intercettati o addirittura arrestati dal sistema di polizia e controllo, che però poi li ha ignorati consentendo loro di uccidere.

Questo particolare svela il vero punto di incontro tra la retorica militarista e razzista di Trump e la finta conversione della Clinton:  per entrambi l'obiettivo non è quello di evitare altre stragi e altri morti innocenti, bensì quello di disegnare un sistema di potere e controllo sempre più invasivo e sofisticato, un sistema finalizzato a se stesso, che faccia muovere tanti interessi economici e finanziari, tanta tecnologia, tanta industria. 

Guardate le immagini dei poliziotti che hanno fatto il blitz nel locale gay di Orlando: oltre al fucile d'assalto d'ordinanza, avevano addosso decine di altre armi e dispositivi elettronici tanto da renderli goffi e pericolosi (qualcuno sostiene che molti dei 49 morti del Pulse siano stati vittime del "fuoco amico" dei poliziotti). 

La lotta al "terrorismo domestico" nelle parole di Trump e di Clinton si riduce a schematismi semplicisti e bugiardi. Abolire la religione musulmana (Trump) è un'idiozia ma lo è altrettanto cancellare il termine "terrorismo islamico" (ObamHillary) dal frasario politico.

Le vittime di Orlando meriterebbero una discussione più seria di quella che IL Peggiore e LA Peggiore hanno messo in mostra.

Parte la scelta USA tra padella e brace

Il primo marzo parte la vera campagna per la presidenza USA. E' il super Martedì, e si vota in grandi e piccoli Stati.

Con ogni probabilità l'esito di queste primarie sigillerà la vittoria di Donald Trump tra i Repubblicani e quella di Hillary Clinton Sachs tra i Democratici. 

Bernie Sanders, il simpatico "socialista" che si finanzia con i pochi dollari degli studenti, ha perso le primarie del Sud Carolina con numeri che lo condannano alla sconfitta anche in altri Stati. Il paladino dei poveri neri, immigrati, disoccupati o precari non è Sanders, come gli ingenui potrebbero pensare, bensì la Clinton come dimostrano i suoi sponsor privilegiati, cioè i banchieri di Wall Street. Sono loro che garantiranno al sistema economico USA di continuare a padroneggiare e dirigere la globalizzazione, tanto più in tempi di crisi, a garantire l'ordine e la continuità. La matematica finanziaria condanna Sanders alla sconfitta.

Se come tutto fa prevedere, le presidenziali USA saranno una corsa tra Trump, il miliardario anti-tutto, e la Clinton la candidata dell'establishment politico-finanziario, sarà un'altra prova che il mondo è alla rovescia e nessuno riesce più a raddrizzarlo.

TRUMP, chi ha generato questo mostro politico ?

Donald Trump, il probabile candidato alle Presidenziali USA 2016, inizia a far paura al suo stesso partito repubblicano. 

Dopo la proposta di impedire ai musulmani l'accesso agli Stati Uniti, come soluzione al rischio di altri atti terroristici, lo schieramento di Jeff Bush lo ha definito "xenofobo e bigotto". Altri lo hanno paragonato ad Hitler, e lui per non smentirsi ha ribattuto di non sentirsi offeso dal paragone, ma ha espresso la sua ammirazione per il Roosevelt della Seconda Guerra Mondiale.

Trump è un mostro politico incredibile, sembra uscito da una sceneggiatura di Hollywood, ma è lui, per il momento a godersi il film del suo successo assieme a gran parte dell'America triste ed arrabbiata che applaude alle sue "battute".

L'ascesa di Trump non è un fenomeno estemporaneo ed imprevedibile, bensì il risultato di processi politici profondi e non interpretabili dalla classe politica tradizionale.

Il prossimo anno il suo probabile sfidante sarà Hillary Clinton, e questo basta a far capire che la politica negli USA è ormai totalmente disconnessa dalla realtà.

Se Trump è il campione della banalizzazione, la Clinton riesce a complicare anche le uova al tegame.