Perchè l'Egitto esplode

http://dam.alarabiya.net/images/16698e84-ba91-48e8-b577-afa8f34d65ac/600/338/1?x=0&y=0

Perchè in Egitto è esplosa la guerra?

Perchè, dopo la caduta di Mubarak e la vittoria elettorale dei Fratelli Musulmani, le diplomazie internazionali non hanno capito quello che si andava delineando per il futuro del Paese ?

Perchè gli USA hanno pensato di poter utilizzare i metodi “tradizionali” della diplomazia militare per gestire un fenomeno sconosciuto, dalle conseguenze catastrofiche ?

Perchè nessuno si rende conto che la maggioranza del popolo egiziano è esasperata dalla povertà e dalle promesse e speranze negate?

Perchè il modello di uscita dalla crisi economica dei paesi occidentali fa ricadere sui paesi più poveri le conseguenze della crisi stessa?

L'eccidio contro i Fratelli Musulmani in Egitto darà una spinta inattesa all'islamismo integralista che era entrato in crisi in quasi tutto il mondo arabo.

Per l'Egitto la soluzione “algerina” - a cui ormai tutti guardano come il male minore -  non sarà né utile, nè facile né indolore. La guerra civile non finirà se l'economia non viene sostenuta da un accordo internazionale.

I tecnocrati del FMI e del G20 dovrebbero ben conoscere il valore economico della stabilità politica del Medio Oriente, ma finora non se ne sono preoccupati eccessivamente. Con l'esplosione della guerra civile, l'effetto boomerang sul prezzo del greggio e per le economie occidentali è assicurato.

In Egitto è l'ora degli occhiali scuri

Fattah Al Sisi

La situazione in Egitto diventa sempre più buia e ingarbugliata.

L'apparizione del capo dell'Esercito Fattah al-Sisi, che ha chiesto alla popolazione di svolgere manifestazioni a suo favore per 26 luglio, non è stata rassicurante.

Quando indossano gli occhiali scuri i militari sembrano tutti uguali. 

Fattah al-Sisi, che ha destituito Morsi, sfida i suoi ex compagni della Fratellanza Musulmana, sostenitori di Morsi e sfida anche i suoi ex sostenitori economici - gli Stati Uniti - che  hanno reagito revocando gli aiuti economici e le forniture d'armi all'Esercito egiziano.

Non si sa ancora come si comporteranno le forze politiche laiche che sostengono l'attuale inesistente governo: accetteranno la pesante entrata in scena dell'Esercito - che li protegge dalla minaccia integralista  - esponendosi ad un'alleanza pericolosa; oppure rifiuteranno di schierarsi e non raccoglieranno l'appello di al-Sisi. In tal caso i militari sarebbero "costretti" a formare un governo militare, con ripercussioni imprevedibili in tutto il Nord Africa e il Medio Oriente.

La situazione è buia e i militari si mettono gli occhiali scuri ... 




 

Massacro a Il Cairo

L'esercito spara sui sostenitori di Morsi, decine di morti. Ormai la situazione è sfuggita a qualsiasi controllo. I militari, che rappresentavano l'istituzione più credibile e forte dell'Egitto, ora sono sotto accusa, sia per l'uccisione di decine di innocenti manifestanti sia per avere esaurito le possibilità di una transizione che essi stessi avevano contribuito a determinare


<

 

La settimana orribile di Obama

snowden

aggiornamento: Anche milioni di brasiliani spiati da NSA !

 

Con l'annuncio della disponibilità del Venezuela, del Nicaragua e della Bolivia a concedere "asilo umanitario" a Snowden e le immagini dei violenti scontri al Cairo tra gli schieramenti pro e contro Morsi, si chiude una settimana pesante per Obama e la sua politica internazionale.

1) Il Sud America vs Nord America. L'effetto del dirottamento aereo del Presidente Boliviano Morales, colpevole di voler concedere una soluzione al caso Snowden, è stato quello di compattare i paesi del Sud America, e soprattutto le opinioni pubbliche di quei paesi, contro "l'impero USA". Benzina sul fuoco per il Venezuela e il Nicaragua, che certo non sono paesi di fiorente libertà democratica ma che per gli USA rappresentano punti critici di equilibri precari in America Latina, dove in tutti i paesi (dal Cile all'Argentina, dal Brasile al Perù) si sentono gli effetti di una crisi economica esportata dagli USA.

 

2) Lo scontro in Egitto assume i connotati della tragedia, con lo spettro di una guerra civile, e per la politica mediorientale di Obama si profila il rischio di una disfatta di proporzioni storiche. Se salta il perno egiziano, crolla tutta l'impalcatura della politica estera USA degli ultimi 20 anni e di conseguenza anche la politica economica, per gli inevitabili contraccolpi sul prezzo del petrolio e sulle economie precarie di gran parte del mondo. 

Se Obama non riesce a trovare una soluzione rapida e stabile alla crisi egiziana, la sua immagine sarà messa in discussione anche all'interno degli Stati Uniti - dove ancora gode di un piccolo margine di "gradimento". Gli sarà rinfacciata l'ennesima figuraccia nello scacchiere nord africano, dopo la tragedia dell'assalto al consolato di Bengasi e l'impasse in Siria.

3) La settimana orribile si chiude con le immagini (poco diffuse) delle navi da guerra di Cina e Russia che compiono "esercitazioni congiunte" nel Mar del Giappone, a poca distanza di tempo e di spazio dalle "esercitazioni congiunte" degli Usa e Giappone. Un avvertimento neanche tanto velato che russi e cinesi lanciano ad Obama:"Non farti trascinare da Abe (il giapponese nostalgico) in prove di forza, oltre il livello di guardia".

Se anche l'Asia diventa un terreno perdente per la diplomazia USA, a Obama non sarà servito a nulla spiare tutto il mondo

.

In diretta da Il Cairo

L'esercito spara sui sostenitori di Morsi, numerosi morti - Mansour scioglie il Parlamento -  I Fratelli Musulmani convocano manifestazioni di protesta contro il colpo di stato militare - governo di unità laico-religiosa con AlBaradei - I militari occupano la TV - Morsi agli arresti - L'opposizione scende nelle strade - I militari cercano una via di uscita - Carri armati nelle strade - I Fratelli Musulmani pronti a resistere con le armi - Piazza Tahrir, l'ombelico della democrazia - Uno schiaffo alla diplomazia USA


<