Sarà Pisapia il nuovo maggiordomo di Renzi?

L'aspetto più incredibile e rivelatore dei retroscena del farsesco accordo per la nuova legge elettorale non sono le modalità del fallimento, franchi tiratori e lingue biforcute, ma il modo stizzito e repentino con cui Renzi ha annunciato che l'Italia non merita una legge elettorale dignitosa e che lui (non Mattarella) non scioglierà le Camere per votare a ottobre ma aspetterà la fine naturale della legislatura (febbraio 2018) e che, udite udite, il suo prossimo maggiordomo dovrà essere Giuliano Pisapia, in sostituzione del licenziato Alfano.

Pisapia non è stato nemmeno avvertito di essere stato imbarcato da Renzi per le prossime elezioni, e ha timidamente fatto presente che il posto di lavoro gli interessa purché sia un contratto a tempo indeterminato e non a voucher, come Renzi vorrebbe.
Perchè anche le pietre hanno capito che a Renzi interessa un patto con Berlusconi, ma che per poterlo concludere ha bisogno di vincere le elezioni, con qualsiasi mezzo, purché sia opaco e non vincolante.

Un accordo elettorale Renzi- Pisapia, propugnato e pianificato da un ampio schieramento di interessi politici a cominciare dal gruppo De Benedetti e con la benedizione di Napolitano, ha senso però solo se l'ex sindaco di Milano si porta dietro gli ex di Bersani e D'Alema, cioè un pugno nello stomaco per Renzi, e se gli vengono garantiti un sufficiente numero di parlamentari.

Avendo ormai conosciuto la spregiudicatezza del bullo fiorentino, c'è da scommettere che farà un grosso sforzo per ingoiare il rospo - voto a marzo 2018 e coalizione con i rottamati - pur di vincere le elezioni, per vomitarlo subito dopo e fare un accordo con un altro maggiordomo designato da Berlusconi.
Questa è la "svolta" di Renzi.

PS: Dimenticavo Gentiloni, al quale Renzi non ha fatto sconti quanto a umiliazioni. Pochi giorni fa gli aveva dato il benservito, senza nemmeno ringraziarlo per avergli tenuta calda la poltrona, ora ha dovuto richiamarlo in servizio, purchè non gli venga in mente di rimanerci anche dopo le prossime elezioni,

Renzi salvaci dalle tesi antiscientifiche

Il futuro primo ministro Matteo Renzi aveva lanciato la sfida, la ministra della salute Lorenzin l'ha raccolta, ed ora l'Italia ha una nuova legge per la vaccinazione obbligatoria fino a 16 anni. Una grande vittoria contro le tesi antiscientifiche e irrazionali diffuse dai populisti: chi non si vaccina non potrà frequentare nè asili nè scuole e i genitori pagheranno multe salate fino a 7500 euro.


Inoltre per i negligenti "accanto alle misure stringenti c'è anche un lavoro di formazione, convincimento ed educazione rispetto a tesi antiscientifiche e non razionali che mettono a repentaglio la sicurezza collettiva" ha dichiarato la ministra. Un obbiettivo che vede già mobilitate le reti televisive e i giornali del gruppo De Benedetti.

L'Italia non avrà più il morbillo? purtroppo è presto per abbassare la guardia perchè il decreto presentato dalla ministra è carente su un punto molto importante: come arrestare l'epidemia che si origina in altri paesi europei e in particolare in Romania e poi penetra attraverso le frontiere?

Come ci informa l'European Centre for Desease Prevention and Control in un bollettino del 21 aprile scorso:
A measles outbreak in Romania has been ongoing since February 2016 and cases continue to be reported despite ongoing response measures that have been implemented at national level through reinforced vaccination activities. Between 1 January 2016 and 14 April 2017, Romania reported 4 793 cases. In 2016, a number of EU/EEA countries reported measles outbreaks, and an increase in the number of cases continues to be observed in 2017. Some previous and ongoing measles outbreaks in other EU countries have been epidemiologically linked to the current outbreak in Romania.

Se le informazioni del ECDPC sono giuste, bisognerà estendere i controlli sulle vaccinazioni anche a coloro che provengono da paesi con focolai di morbillo come ad esempio la Romania, altrimenti gli sforzi della Lorenzin diventeranno inutili. Per analogia con la scuola, sarà necessario estendere il divieto di ingresso in Italia a coloro che non sono vaccinati.

Per combattere le tesi antiscientifiche e irrazionali che potrebbero rispuntare e risorgere su altri temi della vita social-nazionale sarà inoltre necessario predisporre ulteriori divieti, quali ad esempio quello di divulgare le teorie darwiniane che negano l'evidente discendenza da Adamo ed Eva, o viceversa, perchè ciò che importa è avere un'unica, incontestabile certezza.

Alitalia ci de-colla davvero

AGGIORNAMENTO 27-04-2017: Come previsto, i lavoratori avevano ragione a respingere l'accordo sindacale. Il governo Gentiloni-Renzi prepara l'ennesimo esborso di soldi dei contribuenti a fondo perduto sotto forma di "prestito ponte" di 400 milioni per 6 mesi (o forse il doppio per 12 mesi) garantito da nulla, perchè in Alitalia è già tutto ipotecato. Il prestito servirà ad evitare manifestazioni di piazza durante le prossime campagne elettorali, che altrimenti sarebbero disturbate dal video di Renzi che due anni fa annunciava il decollo dell'Italia e dell'Alitalia.

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L'esito del referendum tra i lavoratori Alitalia sul piano aziendale di ristrutturazione si presta a molte interpretazioni. Quella prevalente nell'opinione pubblica sembra sintetizzarsi in "bravi, avete fatto bene a non accettare il ricatto di azienda governo e sindacati, ma ora non chiedete altri soldi ai cittadini che pagano le tasse per salvare i vostri posti di lavoro"
Ai lati estremi di questa opinione - credo alquanto trasversale - ci sono


quelli che reclamano una soluzione tipo Montepaschi di Siena, cioè nazionalizzare di nuovo la compagnia aerea ( ... e questa volta mettendoci manager capaci ... non i soliti amici di politici e sindacalisti ... !?)

e quelli che invece maledicono i referendum (perchè vincono sempre i NO) e chiedono una soluzione tecnocratica ( lo Stato presta i soldi all'ennesimo sceicco privato e in cambio chiede improbabili tagli drastici e cure da cavallo, magari dopo aver fatto un pò di sceneggiata con un commissario liquidatore).

Personalmente suggerisco un'altra soluzione, molto azzardata, impopolare e utopica: commissariare l'Alitalia affidandola ad un comitato di autogestione nominato direttamente dai lavoratori (senza intromissioni sindacalpolitiche) e lanciare un crowdfunding nazionale. Se a qualcuno interessa davvero tenere in vita e far funzionare l'Alitalia, questo è il momento di dimostrarlo.
Ma non credo che esistano le condizioni per una simile dimostrazione.
I lavoratori che hanno votato NO sono esperti di politica, non di economia aziendale. Si ricordano molto bene le promesse e i toni del governo Renzi quando meno di due anni fa annunciava trionfante "allacciatevi le cinture, ora l'Italia decolla davvero" rivolgendosi ai dipendenti di Alitalia nel corso della presentazione della nuova livrea della compagnia aerea. "Ci sono polemiche tutti i giorni, ci dicono 'dovete fermarvi, rallentare'. Ma piaccia o non piaccia, noi stiamo rimettendo il paese Paese come deve correre - ha detto il premier - L'Italia ha bisogno di non fermarsi e di recuperare gli anni che ha perso"
http://video.repubblica.it/politica/alitalia-renzi-allacciate-le-cinture-ora-l-italia-decolla-davvero/203049/202122
Sanno bene che in Italia, tra primarie del PD, elezioni locali e nazionali, nei prossimi mesi ci saranno politici che dovranno sbandierare successi o scongiurare allarmismi e tensioni, pronti ad aprire le tasche dei cittadini per fare altri debiti o a chiedere a Draghi di stampare qualche miliardo in più, come già fatto per le banche e altre situazioni da "salvare".
Lo sanno molto bene anche i manager di Lufthansa o di qualsia altra cordata di salvataggio, a caccia di affari (propri) a spese degli elettori italiani, con un Renzi trionfante pronto ad informarci dei suoi successi e che grazie a lui anche questa volta ci hanno de-collati davvero.
Quando le regole del gioco sono falsate non ci si può meravigliare che qualcuno rovesci il tavolo, come hanno fatto i lavoratori Alitalia.

Voto di scambio Renzi-Berlusconi

I soliti "garantisti del quartierino" mandano in scena una brutta storia in un parlamento già depresso dal salvataggio del renziano Luca Lotti.

Augusto Minzolini, pupillo di Berlusconi, condannato fino al terzo grado e quindi obbligato dalla legge Severino alla decadenza da senatore, viene salvato dal voto del PD di Renzi.

Dal Corriere della Sera

I numeri del voto

L’Assemblea di Palazzo Madama ha dunque approvato con 137 sì, 94 no e 20 astenuti l’ordine del giorno Caliendo con cui si chiedeva di respingere la delibera della Giunta delle elezioni che si era pronunciata a favore della decadenza del senatore per Forza Italia per incandidabilità sopravvenuta sulla base della legge Severino considerando che il giornalista era stato condannato per peculato con sentenza passata in giudicato per l’utilizzo improprio delle carte di credito aziendali ai tempi del suo incarico in Rai.

 

Renzi promette dodici mesi di campagna elettorale

Alla kermesse del Lingotto l'ex presidente del consiglio apre di fatto la "sua" campagna elettorale, lunga un anno durante il quale cercherà di far dimenticare le sconfitte e riproporsi come nuovo.

renzi

L'Italia sarà tenuta in ostaggio, con un governo Gentiloni che servirà a fare da maggiordomo per le cerimonie internazionali d'occasione, e obbligato a fare nè troppo (altrimenti come si giustificherebbe la sua sostituzione nel 2018) nè nulla (altrimenti il PD ne pagherebbe le conseguenze).
Per far dimenticare il #Matteostaiantipatico, Renzi si sforzerà di usare il "noi" un pò più del "Io", senza però rinunciare alle battute e alle promesse facili.
Dalla sua ha ancora gran parte dell'apparato di partito, a cui garantisce qualche probabilità di successo, e spera che le elezioni olandesi, francesi e tedesche gli facciano da volano.

Primarie e congresso sono una pura formalità, anzi saranno utili a fare propaganda gratis prima delle elezioni amministrative di giugno, il cui esito in ogni caso sarà ininfluente per gli scenari nazionali.

Restano alcune mine vaganti, l'affare CONSIP innanzitutto, ma in Italia non c'è nulla che non si possa insabbiare, e il referendum sui voucher potrà essere evitato con un decretino dell'ultima ora.

Nessuna legge elettorale verrà approvata e la frammentazione parlamentare della prossima legislatura sarà l'alibi di ferro per il nuovo accordo con Berlusconi.
L'Italia è ferma, in attesa di Renzi.

Cucu' il PD non c'e' piu'

Renzi fa finta di dimettersi, il PD convoca un finto congresso, la minoranza fa finta di sapere cosa fare.

 

renzi scissione PD

 notate gli sguardi di Renzi e Orfini dopo l'intervento di Emiliano all'assemblea nazionale del PD

 

Lo psicodramma di Renzi e del PD è ad un bivio che porta nella stessa direzione:
a) Renzi non cede alle pressioni degli Emiliano, Bersani & C, che se ne vanno subito, e il PD non c'è più, forse neanche il governo; b) Renzi cede alle pressioni, anche dell'apparato di partito, tratta con la minoranza, si logora e il "suo PD" non c'è più

 

 

A favore della prima ipotesi (probabilità 80-20%) giocano diversi fattori: la futura legge elettorale, qualunque sia, premia le scissioni e le frazioni e quindi rende più fattibile la creazione di un partito tra il 5 e il 10% che diventa ago della bilancia nella formazione di un governo. Inoltre, una scissione subito coglierebbe Renzi ancora "debole" dopo la batosta del referendum, mentre un prolungamento della gestione del suo partito gli consentirebbe di riorganizzare le fila degli incerti e schiacciare l'opposizione interna in vista del congresso di autunno-inverno. Molti renziani sono convinti che la scissione della minoranza garantirebbe molte più poltrone parlamentari per loro - vedi il fuorionda di Del Rio.

La seconda ipotesi (probabilità 20-80%) trae ragioni da molte paure:
la scissione del PD farebbe cadere Gentiloni, che è quello che ora Renzi vuole perchè ha paura del suo stesso avatar mentre la minoranza PD vorrebbe tenere in "coma terapeutico" il governo. Ma Renzi ha paura di essere additato dal suo stesso partito come il killer di Gentiloni e di pagarne il prezzo dell'impopolarità.
soluzione: meglio aspettare, per capirci qualcosa di più.

Gli scissionisti hanno paura di rimanere "oscurati" una volta fuori dal partito e quindi dai riflettori, e senza apparati e mass media è difficile sopravvivere al giorno d'oggi. Meglio sarebbe quindi continuare a "stare dentro" per rosicchiare pezzi di apparato, organizzarsi e sperare di dare la spallata a Renzi in una conta congressuale dopo la sconfitta, magari sperando anche in qualche aiutino della magistratura (inchieste CONSIP,  Banca Etruria).
soluzione: come sopra

Il copione non ha ancora un finale scritto, ma comunque prevede un ampio spargimento di lacrime, appelli, promesse e proclami, con l'apparizione di comparse e comprimari (tutti in cerca di un Pisapia).

In questo scenario aleggiano le incertezze e le paure vere, le guerre e le migrazioni, le oppressioni e le indifferenze, e le elezioni in Europa, e il caos Trump in America,
Uno scatto di intelligenza consiglierebbe di iniziare a discutere di cose vere e di smetterla con i giochi di apparato e di sopravvivenza, cioè ... cucù il PD non c'è più.

Come sono lontani i tempi quando Renzi cuculeggiava in TV.

SOLO in ITALIA chi insulta i giovani disoccupati diventa ministro del lavoro

Il Ministro del Lavoro Poletti ha insultato pubblicamente i giovani che vanno all'estero per cercare lavoro. Nonostante l'indignazione nazionale, Poletti resta al suo posto nel governo Gentiloni-Renzibis. Speriamo che non gli venga in mente di commemorare la giovane Fabrizia Di Lorenzo, emigrata in Germania per lavoro, uccisa nell'attentato di Berlino.

 

 

E il Presidente della Repubblica Mattarella, quando farà il rituale discorso agli italiani la sera di San Silvestro e cercherà di commuoverci sul dramma dei giovani che non hanno un lavoro, si ricordi che il Poletti è un ministro a cui lui può togliere l'incarico.

Se non lo fa, caro Presidente della Repubblica, i giovani si sentiranno insultati anche da Lei.


Lettera Aperta

Poletti Dimettiti !

Poletti deve sloggiare

Nasce il Governo di IRRITAZIONE NAZIONALE

Superando ogni pessimistica previsione, Gentiloni si presenta all'Italia con un governo fatto apposta per insultare tutti quelli che hanno votato NO al referendum. Una decisione grave e carica di implicazioni negative, che approfondisce il solco di sfiducia tra cittadini e istituzioni e genera una ancor più diffusa "irritazione".

La lista dei nomi dei ministri è raccapricciante. Quasi tutti gli stessi di prima, con la Boschi "spostata" a vice di Gentiloni, un paio di nuovi impresentabili, e in tutto il Mondo saremo rappresentati dalla faccia di Alfano; "ve lo siete meritati", sghignazzano quelli del PD, così la prossima volta ci pensate due volte prima di votare contro il capetto fiorentino.

Attenti alla TRUFFA del salvataggio pubblico di MPS

E' scandaloso che il governo Renzi in tre anni non abbia trovato una soluzione dignitosa della scandalosa vicenda Montepaschi di Siena.
E' scandaloso che ora, in pochi giorni e facendosi scudo dei piccoli risparmiatori, si cerchi di far passare una soluzione-truffa ai danni dei contribuenti per coprire le responsabilità politiche e penali di chi ha gestito il caso MPS.

 


La soluzione più semplice per impedire la truffa ai danni dello Stato e salvare i piccoli risparmiatori è la seguente: la costituzione di un fondo pubblico che acquista le obbligazioni subordinate dei risparmiatori, circa 2,1 miliardi,  ad un valore uguale al prezzo pagato al netto degli interessi incassati, senza convertirle in azioni Mps; il fondo pubblico in contropartita acquisisce la titolarità gratuita di una quota di crediti in sofferenza (NPL), incassa il recupero dei crediti e si autoliquida. 
Tutto il resto va per la sua strada, anche quella dell'eventuale fallimento.


In parallelo, è necessario che la magistratura e il futuro Parlamento (attraverso una commissione di inchiesta) facciano piena luce sui tanti risvolti oscuri degli ultimi 10 anni di storia del MPS. Perchè è bene ricordare che quello che è successo, e sta succedendo, attorno alla più antica banca del mondo è uno scandalo di proporzioni inaudite per gli intrecci tra la politica, i poteri finanziari, massonici e mafiosi su scala europea.

Oltre alla storia ancora oscura dei derivati e dei bilanci falsi per acquistare Antonveneta dal Santander, di cui la Banca d'Italia governata da Mario Draghi non si era accorta , c'è da fare piena luce su come siano stati generati e gestiti i  ventotto miliardi di crediti in sofferenza che ora gravano sulle spalle degli italiani. Chi ha incassato quei crediti ? quale tessuto di potere hanno alimentato ? chi ha interesse a far sparire quei crediti nel nulla o a consegnarli nelle mani di "amici"?

All'ombra del salvataggio dei piccoli risparmiatori si sta cercando di salvare i grandi truffatori.


Il caso (?) vuole che lo scandalo MPS abbia messo radici nei primi anni di Mario Draghi alla Banca d'Italia - quando questa esercitava ancora la piena vigilanza sul sistema bancario nazionale - e veda il suo epilogo nel momento in cui la responsabilità di vigilare sui grandi gruppi europei è passata alla BCE, con Mario Draghi al comando ma con i tedeschi a fargli le pulci.

Molti si interrogano sul motivo del rifiuto della Sorveglianza BCE (organo indipendente da Draghi) a concedere una piccola proroga per l'aumento di capitale oltre il 31 dicembre. La risposta nei prossimi giorni ...

 

PS - Nello scorso luglio avevo scritto : Crisi Monte dei Paschi anticamera della crisi del governo Renzi ? 

REFERENDUM ITALIA, gli scenari del dopo voto

Il dopo referendum non dipende solo da chi vince - se il NO o il SI - ma anche dalle percentuali  con cui il voto si suddividerà.

Ecco cosa potrebbe succedere a seconda dell'esito del voto 

se vince il SI con oltre il 53%

Renzi occupa la RAI e Mediaset, ordina a Mattarella di sciogliere le Camere prima della sentenza sull'Italicum

 

si va a votare subito con l'Italicum, Renzi si fa un partito personale, ottiene più del 40% e si prende tutto. Ai soliti populisti non resta che strillare a vuoto contro il regime di Renzi.

se vince il SI tra il 51% e il 53%

Renzi occupa la RAI e Mediaset, aspetta la sentenza sull'Italicum e si mette d'accordo con Berlusconi per una legge elettorale molto simile all'Italicum

si a votare  prima dell'estate 2017, Renzi vince e si prende tutto ecc ecc

se vince il SI con meno del 51%

Renzi occupa la RAI, aspetta la sentenza sull'Italicum, modifica la legge elettorale con Berlusconi solo in minima parte

si va a votare dopo l'estate 2017, dopo il voto tedesco per capire come butta in Europa ed estorcere un altro pò di soldi per fare le elezioni

se vince il NO con più del 53%

Renzi si dimette, ordina a Mattarella di incaricare  un suo nominato, aspetta la sentenza sull'Italicum e si mette d'accordo con Berlusconi per una legge elettorale quasi-proporzionale.

si va a votare dopo l'estate 2017, si aspetta il voto tedesco e si fa il governo di unità PD-FI

se vince il NO tra il 51 e il 53%

Renzi non si dimette, aspetta la sentenza sull'Italicum ecc ecc

Si va a votare dopo l'estate 2017 e dopo un'altra pioggia di bonus

se vince il NO con meno del 51%

Renzi occupa la RAI, si proclama vincitore morale politico, non si dimette ecc ecc

NON si va a votare prima del 2018

 

RENZI e la riforma dell'ITALICUM, che fine ha fatto la bozza che nessuno ha ancora visto?

Renzi-Leopolda-Italicum

 

Il 5 novembre - Leopolda in corso - la stampa nazionale annuncia che è stato raggiunto l'accordo sulle modifiche alla legge elettorale "ITALICUM" tra il PD renziano e Gianni Cuperlo della minoranza. Il 6 novembre Renzi chiude la Leopolda in un grande tripudio mediatico senza spendere nemmeno due parole sull'ipotesi di accordo.
La maggioranza del PD e Gianni Cuperlo occupano telegiornali e web per spiegare che adesso - trovato l'accordo sull'Italicum - non c'è più motivo di votare NO al referendum costituzionale del 4 dicembre. La Ditta Bersani e C. è servita, deve arrendersi e sbaraccare, perchè non ci sono più pretesti per opporsi alla riforma.
Chi prova a dubitare sulla buonafede dell'accordo renziani-Cuperlo è solo un ostinato retrogrado populista. Anche Carlo De Benedetti annuncia ufficialmente che dopo la bozza Cuperlo ha capito che bisogna votare per Renzi, schierando il suo giornale e i suoi opinionisti a favore della causa del SI.
Ma che fine ha fatto la promessa di modificare l'ITALICUM ?
La bozza "Cuperlo, Guerini, Orfini, Zanda, Rosato" verrà presentata prima del 4 dicembre all'Assemblea nazionale/Direzione/Gruppi Parlamentari del PD per essere poi sottoposta alle opposizioni e iniziare l'iter parlamentare dopo il voto del 4 dicembre? Oppure se ne comincerà a parlare, forse, solo dopo aver visto l'esito del referendum, e se dovessero vincere i SI chi si azzarderà a parlare di modifiche della legge elettorale ? oppure si attenderà il verdetto della Corte Costituzionale per iniziare a discutere di cosa fare ?

Ho fatto una ricerca su Google da cui emerge che dopo il 6 novembre non c'è più alcuna traccia della famosa bozza annunciata il 5 novembre, neppure sul sito del PD.

RAINEWS 03 novembre 2016 22.34
Italicum, Pd presenta bozza di riforma

Presentata nella Commissione del Pd incaricata di studiare le modifiche alla legge elettorale, riunita al Nazareno,la bozza di riforma dell'Italicum. Lo ha annunciato in una nota diffusa al termine della riunione, Gianni Cuperlo che presiede la Commissione, precisando che a proporre il documento è stato il vicesegretario Pd, Guerini."Mi sono riservato un giudizio politico e di merito sul testo e lo sottoporrò alla valuazione delle minoranze" dem,ha spiegato Cuperlo. "I tempi della verifica saranno necessariamente rapidi".

Sole24Ore 4 novembre 2016
Italicum, Cuperlo: modifiche subito in Parlamento o voto in direzione Pd

L'UnitàTV 6 novembre 2016
Accordo sull’Italicum, minoranza spaccata. Cuperlo: “Non sono io l’incoerente”


Il testo autentico - con le firme - non è stato mai pubblicato. Quello pubblicato da La Repubblica sono poche righe di citazioni non virgolettate o interpretazioni generiche di "indicazioni" su tre "aspetti".

 


La Repubblica 5/11/2016
"A seguito delle conclusioni assunte dalla Direzione nazionale del Partito nella riunione del 10 ottobre la commissione incaricata di specificare contenuti, percorso e tempi per la possibile modifica della legge elettorale per la Camera dei deputati ha definito i seguenti punti che sottopone alla Direzione e alle assemblee dei gruppi parlamentari". E' quanto si legge nel documento che porta la firma di tutti i membri della commissione Pd sulle modifiche all'Italicum: Lorenzo Guerini, Matteo Orfini, Luigi Zanda, Ettore Rosato e Gianni Cuperlo.
Ecco il testo integrale del documento:
La commissione ha impostato il lavoro sulla base delle indicazioni contenute nella relazione del segretario Matteo Renzi e delle valutazioni emerse dalla discussione.
In particolare con una verifica su tre aspetti:
1. Premio di lista / premio di coalizione
2. Ballottaggio / turno unico
3. Modalità di espressione della volontà degli elettori nella scelta degli eletti.
In merito alla futura elezione dei senatori è confermata l'indicazione espressa dal segretario per assumere la proposta di legge a firma Fornaro Chiti quale riferimento del Pd per il varo della disciplina ordinaria in materia.
La commissione ha tenuto tre riunioni ed è stata avviata una prima ricognizione con le altre forze e gruppi parlamentari sia in merito ai contenuti che ai tempi di eventuali modifiche della legge attuale. La maggioranza dei gruppi interpellati - e nello specifico, la totalità delle opposizioni che si sono espresse anche con dichiarazioni pubbliche in tal senso - si è dichiarata indisponibile a una verifica parlamentare prima del referendum costituzionale del 4 dicembre.
Sul piano dei contenuti si è riaffermato il perno di un sistema elettorale fondato sull'equilibrio tra i due principi della governabilità e della rappresentanza.
A tale scopo le verifiche realizzate rendono possibile:
* La preferenza per un sistema di collegi inteso come il più adatto a ricostruire un rapporto di conoscenza e fiducia tra eletti ed elettori.
* la definizione di un premio di governabilità (di lista o di coalizione) che consenta ai cittadini, oltre alla scelta su chi li deve rappresentare, la chiara indicazione su chi avrà la responsabilità di garantire il governo del Paese attraverso il superamento del meccanismo di ballottaggio.
La commissione sottopone questo documento all'Assemblea nazionale, alla Direzione e ai gruppi parlamentari del Partito Democratico di Camera e Senato per le relative valutazioni e conseguentemente tradurne l'impianto nei testi di legge (elezione dei senatori secondo il Ddl Fornaro-Chiti e legge elettorale) da portare al confronto con le altre forze politiche e gruppi parlamentari.
http://www.repubblica.it/politica/2016/11/05/news/accordo_italicum_testo_integrale-151398975/

 

Non c'è alcuna traccia -fino ad oggi 13 novembre - di convocazioni degli organi di partito o dei gruppi parlamentari per avviare la discussione sulle proposte di modifica dell'Italicum.

A 20 giorni dal voto, quella che dovrebbe essere la solenne promessa di cambiamento della legge elettorale per superare i legittimi dubbi sulla natura autoritaria della riforma costituzionale è soltanto una trovata propagandistica.

Se il PD impiega così tanto tempo per elaborare e discutere una "bozza" di riforma al suo interno, perchè cambiare la Costituzione per velocizzare i tempi di approvazione delle leggi nei due rami del Parlamento?
Dopo aver ottenuto lo scalpo di Cuperlo, e quello ben più pesante di Carlo De Benedetti, che motivo c'è per Renzi di cambiare l'Italicum ? Qualcuno sente odore di imbroglio?

L'APE di Renzi è il futuro delle pensioni

L'Anticipo PEnsionistico (APE) introdotto dalla Legge di in-Stabilità del governo Renzi è un'idea molto innovativa che cerca di risolvere uno dei maggiori problemi dell'economia mondiale.

APE di RENZI

Come garantire che nel prevedibile futuro fatto di redditi da lavoro sempre più depressi e di progressivo invecchiamento della popolazione ci sia un adeguato e costante livello di consumi che possa sostenere il sistema economico senza gravare sulle già disastrate finanze pubbliche?
I pensionati sono sempre più numerosi, gli Stati sono sempre più indebitati e con sempre meno risorse da destinare a questa parte improduttiva della popolazione.

La bilancia tra risparmio e spesa previdenziale da anni si va drammaticamente squilibrando a causa dell'allungamento delle aspettative di vita (?!) e della riduzione dei redditi reali da lavoro. Venti anni fa si è cercato di colmare lo sbilancio abbandonando il metodo retributivo a favore di quello totalmente contributivo, che secondo la logica finanziaria consente di mettere da parte i soldi durante l'età lavorativa e trasformarlo in rendita pensionistica per gli anni successivi. In Italia il cambiamento è avvenuto a metà degli anni '90 (riforma Dini).

Il sistema contributivo (al netto della quota di solidarietà per le fasce incapienti) è ormai universalmente applicato in tutto il mondo occidentale, con la variabile di quanto debba essere lungo il periodo minimo di contribuzione (35 o 40 anni ecc) e di quale debba essere la soglia di età per l'accesso alla pensione, ormai elevata ad almeno 65 anni in quasi tutti i paesi.

Ma anche questo sistema sta entrando (o è già entrato) in crisi per tre motivi:

1) Il sistema non garantisce più un adeguato assegno pensionistico per tutte le generazioni che entrano in età più avanzata nel mondo del lavoro, e quindi non maturano contributi sufficienti a garantire una pensione dignitosa. Questo significa che una fascia sempre più ampia di cittadini avranno un reddito sempre più basso da spendere e un patrimonio di risparmi più esiguo. L'economia basata sui consumi ne risente ed entra in deflazione permanente.

2) La politica monetaria di"repressione finanziaria" adottata dalle Banche Centrali con i Quantitative Easing per imporre forzatamente tassi di interesse a zero o negativi - in modo da ridurre il peso dei debiti degli Stati e delle imprese - provoca una forte riduzione della rivalutazione dei risparmi previdenziali. Se fino a prima della crisi del 2008 i fondi pensionistici "prestavano" soldi allo Stato / Imprese con tassi che remuneravano i contributi versati, ora si vedono addirittura penalizzati e quindi hanno risorse finanziarie inferiori per pagare le future pensioni. E siccome il tempo della "repressione finanziaria" sarà prolungato all'infinito (come Draghi, Yellen e C. promettono in ogni occasione), il tunnel della depressione si allunga.

3) Il mercato del lavoro è saturo di lavoratori con salari molto bassi e quindi contributi altrettanto insufficienti. E' necessario aumentare il deflusso degli occupati più anziani con retribuzioni più alte per sostituirli con giovani affamati di salari più alti e propensione al consumo / indebitamento più elevata.

A parità di flussi finanziari, la sostituzione di lavoratori anziani con quelli più giovani determina un effetto di leverage molto maggiore.
Sarebbe un errore giudicare il probabile insuccesso dell'APE come risolutivo. L'anticipo pensionistico oggi viene proposto in chiave volontaria, e quindi pocco appetibile, in assenza di fattori esterni, ma domani potrebbe diventare una scelta obbligata se non addirittura imposta, andando magari a sostituire altre forme di "esodazione".

A conti fatti l'APE potrebbe diventare un modo per ridurre sostanzialmente le prestazioni pensionistiche a carico dello Stato spostandolo sui pensionandi stessi: ad esempio, per alleggerire i costi pubblici basterebbe un aumento dell'età pensionabile controbilanciato dall'APE, cioè vai in pensione a 70 anni ma se vuoi andarci prima puoi farlo facendoti anticipare i soldi cioè indebitandoti. E' chiaro che si tratta comunque della perdita di un diritto, in qualche misura però edulcorata.

E' evidente che banche e assicurazione guardino con interesse all'iniziativa. Passata la prima fase di messa a punto, si aprirebbero orizzonti di guadagno nuovi e senza limiti perchè una quantità ingente di flussi finanziari provenienti dalla rendita erogata dagli enti previdenziali pubblici finirebbe nei margini di intermediazione delle banche.


... slow global income growth and low interest rates will dominate the international community and historic investment targets are not expected to be repeated. Thus, we can anticipate a number of changes in the industry, including: the demise of the defined benefit program; younger members having to pony up more in pension contributions; taxpayers topping up state plans; a continual re-assessment of longevity risks; and an downward adjustment to overall investment targets. These changes amount to a significant adjustment to the parameters that guide pension funds going forward.

http://soberlook.com/2016/07/the-big-disconnect-in-pension-industry.html

 

L'APE di Renzi è una idea geniale pensata non per aiutare i pensionati ma per arricchire il sistema finanziario, e rappresenta una sorta di esperimento sociale, una rivoluzione copernicana del concetto di pensione, a cui molti governi guarderanno con interesse. La pensione non sarà più un diritto ma una gentile concessione di finanziamento delle banche, garantito magari da una fideiussione degli eredi. Lo Stato tuttalpiù potrà elargire qualche bonus in occasione di elezioni importanti. Se funziona in Italia, perchè non esportarla altrove ?

#Matteostaiantipatico a molti

Renzi é andato in televisione domenica pomeriggio per spiegarci come votare al referendum.
Scontato che lui è per il SI, ha rimproverato quelli che voteranno NO perché mossi solo da un sentimento di antipatia nei suoi confronti, e "quando uno vota per antipatia dimostra scarso interesse per il bene del Paese".

Dobbiamo essere grati a Renzi per questa sintesi semplice ed efficace sui problemi dell'Italia.
Dobbiamo essere grati a Renzi che, sacrificandosi per la causa del SI, fa di tutto per diventare sempre più antipatico.


Pare che negli ultimi giorni sia molto aumentato il numero delle persone a cui Matteo sta antipatico.

Quando uno vota per antipatia dimostra scarso interesse per il Paese. Agli italiani dico: per una volta lasciate da parte me, ci sono altre occasioni per mandarmi a casa

Matteo ! lasciaci almeno la libertà di sceglierci quando mandarti a casa !

#Matteostaiantipatico

RENZI chiama, solo MOSCOVICI risponde

La vera notizia non è quella del commissario UE, il francese Moscovici, che si mette a disposizione di Renzi dichiarando il via libera alla ulteriore "flessibilità condizionata" per sconfiggere la minaccia populista (vittoria dei NO al referendum).
La vera notizia è che SOLO MOSCOVICI, il commesso a Bruxelles del presidente Hollande, il più sbeffeggiato di Francia, abbia raccolto "l'invito" di Renzi a scendere al suo fianco per la campagna referendaria.

I bei tempi in cui la TROIKA, con in testa Junker - capo di Moscovici a Bruxelles - si mobilitava per impedire i referendum o condizionarli, sono ricordi del passato, e dopo Brexit non si trova più nessuno disposto a metterci la faccia. E poi per chi? per Renzi che fa il bullo a Bratislava e lo sbattono in ultima fila ?
Sotto banco il PdC italiano, quello a cui l'1% di aumento del PIL è roba da ricoverati, perchè a lui basta lo 0,1 per cantare vittoria, elemosina soldi e solidarietà ai suoi compagni di Bratislava, "altrimenti l'Italia finisce nel baratro di Grillo e populisti vari" e "voi a Bruxelles ve ne pentirete di avermi lasciato solo", si lamenta il bullo di Firenze.
Solo con Moscovici.

RENZI MURARO JP MORGAN

Che cosa accomuna lo scandalo dell'assessora Paola Muraro della giunta 5Stelle di Roma al colosso bancario americano Jp Morgan ?

 

1) La monnezza, che nel caso della Muraro è quella prodotta in maniera tangibile dai comuni cittadini e dall'attività umana in genere, come anche nella vicenda Jp Morgan - Monte dei Paschi di Siena, dove ci sono da sistemare i crediti deteriorati - "non performing loans" nel gentile termine bancario - che gravano sulla banca senese da oltre un decennio.

2) La consulenza, che entrambi hanno svolto per i loro rispettivi clienti, anche se quella di Jp Morgan ha dimensioni non paragonabili con l'attività dell'assessora. Si potrà dimostrare che entrambi sono stati scelti per le competenze specifiche nel loro settore, ma quello che mi preme sottolineare è che in entrambi i casi hanno assolto ad un ruolo di "supplenza" per riempire vuoti di conoscenze e responsabilità che accomuna le amministrazioni pubbliche e i carrozzoni bancari.
Quando c'è da svolgere compiti difficili e prendere decisioni rischiose, sia le prime che le seconde si rivolgono a consulenze esterne, anziché avvalersi delle professionalità interne. Nella migliore delle ipotesi, nessuno più si fida delle competenze che ha a disposizione e preferisce pagare somme ingenti per farsi consigliare o coadiuvare nelle scelte più difficili. Gli amministratori si mettono così al riparo dalle possibili critiche, tanto la responsabilità è del consulente le cui parcelle si fanno sempre più pesanti perchè includono anche i rischi imprevedibili della politica.
In sintesi, la Muraro e Jp Morgan possono considerarsi un effetto del moderno fenomeno della de-responsabilizzazione della classe dirigente, al netto delle considerazioni sulle probabilità di corruzione, malaffare, interessi privati che ruotano attorno al mondo delle consulenze nella pubblica amministrazione come nella grandi banche.

3) Anche il tritovagliatore è un elemento comune ai due casi. Quello di Rocca Cencia, per cui è indagata la Muraro, è abbastanza evidente e comprensibile, mentre quello di Jp Morgan appartiene al mondo virtuale della moderna finanza che prende i crediti "monnezza" e li tritura infilandoli in strumenti finanziari (subprime, mezzanine, ABS, CLO ecc) da rivendere a ignari investitori e risparmiatori sotto altre sembianze. Accadrà così anche con i crediti del Monte dei Paschi di Siena, grazie alla consulenza di Jp Morgan.

 

http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2016/09/26/news/mps_il_soccorso_della_finanza_globale_vince_jp_morgan_la_banca_dei_governi-148600889/

... La discesa in campo è stata preceduta, come spesso accade quando in gioco ci sono banche di rilevanza mondiale, da un incontro a quattr'occhi tra il numero uno globale, Jamie Dimon, e il premier italiano Matteo Renzi, propiziata, si dice, da un altro banchiere di standing internazionale, Claudio Costamagna, presidente della Cassa Depositi e Prestiti.
....
Il legame con il governo Renzi è talmente forte che su suggerimento di JP Morgan non solo è stato licenziato Fabrizio Viola ma è stato insediato al suo posto Marco Morelli. Tuttavia per mandare in porto l'operazione occorre fare filotto, a partire dal referendum costituzionale sul quale Renzi rischia la poltrona. E il rischio di insuccesso, questa volta, è molto elevato.

 

http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/monte-paschi-jp-morgan-e-una-tassa-da-17-miliardi/
di Massimo Mucchetti, giornalista, senatore del Pd, presidente commissione Industria
Di solito i consigli di amministrazione esplorano le alternative. Se non lo fanno, lo devono spiegare. In questo caso, sorge il dubbio che a Dimon sia stata concessa l’esclusiva. Se fosse, il consiglio dovrebbe chiarire quando, come e a quali condizioni. Oppure l’esclusiva è stata concessa de facto dall’azionista di riferimento di Mps, e cioè dal Tesoro? O forse ancora da palazzo Chigi?

Al mercato Mps ha presentato un piano targato Jp Morgan che non è stato realizzato. E ora cambia il vertice, su richiesta della stessa Jp Morgan (non di Mediobanca), e cambia pure il “suo” piano, ma tenendone ben fermi i costi sensazionali.
Due parole sui costi by Jp Morgan. Le commissioni per l’aumento di capitale da 5 miliardi peserebbero per 230 milioni. La progettazione e la costruzione del veicolo che compra le sofferenze ne prenderebbe altri 45. Il prestito ponte di 5 miliardi, studiato per 18 mesi ma che, essendo ottimisti, verrà usato per soli 6 mesi, assorbirebbe altri 150 milioni tra interessi e commissione upfront.
L’uomo “nuovo” del Monte dei Paschi di Siena, la banca più antica del mondo è Marco Morelli, il capo italiano della banca americana Merrill Lynch. Oggi a Rocca Salimbeni si terrà il consiglio di amministrazione che dovrà dare l’ok definitivo alla nomina di Morelli al posto di Fabrizio Viola.
______________

http://www.wallstreetitalia.com/mps-nelle-mani-di-jp-morgan-banca-usa-dietro-addio-viola-e-ingresso-ad-morelli/

Dimissioni quelle di Viola che sono state spinte dal Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Secondo varie fonti, il titolare di via XX Settembre avrebbe telefonato allo stesso ad di Mps, Viola chiedendogli di farsi da parte “d’accordo con la Presidenza del Consiglio”. Lo stesso Padoan, per volere di Renzi, inoltre avrebbe comunicato al presidente della banca senese, Massimo Tononi, il nome del nuovo ad, ossia Marco Morelli. Dietro di tutto la lunga mano della Jp Morgan, la banca d’affari americana, consulente di Mps dallo scorso giugno che, secondo quanto rivelano stretti collaboratori dell’ex ad Fabrizio Viola “è entrata in banca senza bussare” imponendo il nome di Morelli.

 

http://www.corriere.it/opinioni/16_ottobre_03/opaca-vicenda-bancaria-ce60bb2c-88d7-11e6-b4f3-799d61076f6b.shtml
di Ferruccio De Bortoli
.... Tra i tanti dubbi che questo caso solleva, ci rimane da capire quali consigli darà Jp Morgan alla sua clientela nello scegliere tra i titoli dei due istituti, Mps e Unicredit. E se poi, nello sbrogliare la matassa di Siena, non avrà alcun ruolo chi confezionò, in Jp Morgan, ai tempi di Mussari e Vigni, il famoso, o meglio famigerato, strumento finanziario «Fresh» per l’acquisto da parte di Mps di Antonveneta. Uno strumento complicatissimo che permise alla Fondazione Monte Paschi di mantenere il controllo a Siena, però con soldi a debito. Operazione che ottenne l’avallo dello stesso Grilli, allora direttore generale del Tesoro con supervisione delle Fondazioni. I guai cominciarono lì. La memoria del Paese è corta. Quella di risparmiatori, azionisti e lavoratori delle tante banche coinvolte un po’ meno. Rinfrescarla fa bene a tutti.

Renzi finanzierà le Olimpiadi di Tokyo 2020 ?

Gli organizzatori di Olimpiadi, sia quelle passate che quelle future, in genere sono inquisiti dalla giustizia dei paesi ospitanti per concorso in disastri plurimi aggravati. Solo i magistrati di Roma non potranno "applicarsi" a causa del rifiuto della giunta Raggi ad organizzare i giochi del 2024, nonostante gli sforzi di Renzi favorevole alla grande abbuffata.
Ma a Tokyo (2020) le inchieste sono già cominciate, dopo che la sindaca della capitale giapponese Yuriko Koike ha lanciato l'allarme, perché i costi di allestimento delle Olimpiadi volute dal suo primo ministro Abe sono già arrivati a 30 miliardi di dollari, mentre il progetto iniziale (con cui Tokyo si era aggiudicata l'asta) era 5 volte inferiore.

 

http://abcnews.go.com/Sports/wireStory/expert-panel-warns-tokyo-olympics-cost-top-30-42438548

Expert Panel: Tokyo Olympics Costs Could Top $30 Billion

By MARI YAMAGUCHI, ASSOCIATED PRESS TOKYO — Sep 29, 2016, 8:56 AM ET
The price tag of the 2020 Tokyo Olympics could exceed 3 trillion yen ($30 billion) unless drastic cost-cutting measures are taken and several key venues are relocated, an expert panel warned Thursday in the latest blow to Japanese organizers.
"Naturally, anyone who hears these numbers is alarmed," panel leader Shinichi Ueyama said.
The Olympic investigation team was launched by newly elected Tokyo Gov. Yuriko Koike after she raised concerns about growing cost estimates and the potential burden on the city and its taxpayers.
"We cannot impose the negative legacy onto the Tokyo residents," Koike told reporters.

 

Tokyo Games could cost $30 billion, putting future of Olympics at risk

Consider this the line in the sand for the International Olympic Committee.
Within a matter of hours Thursday, a panel of experts warned that costs for Tokyo 2020 could top $30 billion and Rome’s city council put an end to a bid for the 2024 Games. If the IOC doesn’t get serious about reining in the increasingly exorbitant costs of hosting the Olympics, it will be the demise of the modern Games.
That might sound alarmist but consider this: Rome is the third city to say “thanks, but no thanks” to a 2024 bid, leaving only Budapest, Los Angeles and Paris in the running. The choices for the 2022 Winter Olympics were so scant that the Games went to Beijing, a city with little to no natural snow.
Less than a decade after the IOC had its pick of seven cities for this summer’s Olympics, which ultimately went to Rio, more cities have dropped out (seven) of the bidding for the 2022 and 2024 Games than have stayed in (five). And that doesn’t count the ones who considered the idea but quickly decided against it.
If the IOC wants to continue to generate excitement around the Games, if it wants multiple cities bidding for the Games, it’s going to have to make financial concessions. It can’t be as demanding and strident with regard to what it is a (host) country has to do,” said Robert Baade, an economist at Lake Forest College and co-author of Going for the Gold: The Economics of the Olympics, which looked at the costs and benefits of hosting the Games.
The IOC claims that it gets it, with cost-cutting measures for the bid process a centerpiece of its Agenda 2020 reforms. But this is a group used to living the high life — five-star hotels, per diems ranging from $450 to $900, cars and drivers at their beck and call — and it’s going to be awfully hard to shut down the gilded gravy train.
If one candidate city offers accommodations at the Ritz while another is offering the Radisson, you can guess which one will get the IOC’s vote, reforms be damned.
“The real question is whether they’re going to abide by their own rules,” said Victor Matheson, a Holy Cross economist and co-author of Going for the Gold. “If it continues to choose (bids) with the most bells and whistles, we will know Agenda 2020 is purely face-saving and lip service.”
Politicians and local organizers like to say the benefits of hosting a Games will be far greater than the costs, despite study after study showing that not to be true. Security costs alone now top $1 billion, and that is the one area of the budget that is non-negotiable.
Cities such as Tokyo and London might not have to spend as much on infrastructure — roads, airports, public transport — as, say, Sochi or Rio. But even the most advanced of cities doesn’t come equipped with velodromes, natatoriums and Olympic Villages — structures that often become white elephants as soon as the Games end.
The Tokyo experts, for example, are recommending moving rowing and canoe because the current venue, with a price tag of $490 million that is seven times the initial estimate, has little chance of drawing 40,000 visitors when the number of rowers and canoeists in the country is only in the hundreds.
Similar waste and poor planning can be found in almost every city’s budget, yet the IOC happily signs off because it’s not the one footing the bill.
If the IOC wants to avoid a repeat of the late 1970s, when Los Angeles was the only city that showed interest in the 1984 Games, it has to start using common sense. Whether that’s temporary venues or rotating the Games between a handful of cities where the infrastructure is already in place, the IOC has to be serious about its demands for fiscal restraint.
“Agenda 2020 is at least a negotiating position for the IOC. The message they’re sending is,  'OK, we get at least some of it,’ ” Baade said. “But will they go as far as they need to go? I don’t know.”
If not, the IOC will soon find itself trying to throw a party with no place to have it.
 

 

Chissà se Renzi ci sarà ancora a Palazzo Chigi quando si inaugureranno i Giochi di Tokyo 2020 e i primi processi per il dissesto delle finanze comunali dell'omonima città giapponese.

https://www.menoopiu.it/post/le-olimpiadi-sono-state-sempre-un-disastro-e-roma-non-farebbe-eccezione

 

L'americano invisibile che Obama e Renzi non vedono

Al recente vertice ONU sui rifugiati Obama ha utilizzato il palcoscenico per lanciare l'ultimo spot della sua presidenza, promuovendo i presunti grandi successi economici e sociali dell'America grazie alle politiche della sua amministrazione. Renzi ha raccolto la palla, e l'ha lanciata nel campo di quelli che gli impediscono di fare in Italia quello che Obama ha fatto negli USA.

"Un grande, discorso da stampare e rileggere, un discorso contro le paure e il populismo che spero possa ispirare molti leader anche in Europa" ha commentato il fiorentino in cerca di soldi per vincere il referendum.

 

Ma a smentire la favola di Obama e quindi anche quella di Renzi ci ha pensato un autorevole ed imparziale "tecnico" dei dati statistici, il CEO di Gallup, istituto specializzato in statistiche socio-economiche in particolare sulla realtà americana.
The invisible American è il titolo dell'articolo di Jim Clifton che in modo stringato e documentato argomenta:
I've been reading a lot about a "recovering" economy. It was even trumpeted on Page 1 of The New York Times and Financial Times last week.
I don't think it's true.
Il 10% della popolazione adulta america - cioè 25 milioni su 250 milioni - ritiene di essere fuoriuscito dalla classificazione di ceto medio per effetto della crisi.
What the media is missing is that these 25 million people are invisible in the widely reported 4.9% official U.S. unemployment rate.
...........
There are three serious metrics that need to be turned around or we'll lose the whole middle class.
According to the U.S. Bureau of Labor Statistics, the percentage of the total U.S. adult population that has a full-time job has been hovering around 48% since 2010 -- this is the lowest full-time employment level since 1983.
The number of publicly listed companies trading on U.S. exchanges has been cut almost in half in the past 20 years -- from about 7,300 to 3,700. Because firms can't grow organically -- that is, build more business from new and existing customers -- they give up and pay high prices to acquire their competitors, thus drastically shrinking the number of U.S. public companies. This seriously contributes to the massive loss of U.S. middle-class jobs.
New business startups are at historical lows. Americans have stopped starting businesses. And the businesses that do start are growing at historically slow rates.
Here's the crisis: The deaths of small businesses recently outnumbered the births of small businesses. The U.S. Census Bureau reports that the total number of business startups and business closures per year crossed for the first time in 2008. In the nearly 30 years before that, the U.S. consistently averaged a surplus of almost 120,000 more business births than deaths each year. But from 2008 to 2011, an average of 420,000 businesses were born annually, while an average of 450,000 per year were dying.


L'analisi di Jim Clifton è impietosa e si aggiunge alle tante altre che documentano la crescita delle diseguaglianze sociali ed economiche, dell'1% contro il 99%, di Wall Street contro Main Street, dei banchieri impuniti, dello scontro razziale, della corruzione dell'establishment.
Ma sul palcoscenico dei potenti si recitano altre favole, da raccontare la sera nei telegiornali ai milioni di cittadini che si interrogano su come mai la crisi non sia ancora passata: se Renzi potesse fare come Obama ... inventare storie a cui tutti sono obbligati a credere ...
 

Renzi NON ripudia la GUERRA

Fosse stato per lui, anche l'articolo 11 della Costituzione sarebbe stato messo nel tritacarne della riforma costituzionale. L'anacronismo del ripudio della guerra come " ... strumento di risoluzione delle controversie internazionali" è del tutto evidente nel caos della Libia, dove la situazione da cinque anni a questa parte è un groviglio di "controversie" tra le quali la presenza dell'Isis è secondaria e utile a nascondere tutte le altre.


In mancanza di riforma della Costituzione, Renzi è costretto a ricorrere ai sotterfugi, arte in cui non è secondo a nessuno: l'Italia non perderà l'appuntamento della guerra libica e ci andrà con l'esercito mimetizzato dietro i 100 camici di infermiere e dottori, ciascuno dei quali avrà una dotazione iniziale di 2 parà a testa, con aerei, navi e droni pronti ad intervenire "per evacuare i feriti".


Lo scopo della missione è umanitario e di supporto all'esercito libico (quella parte che è stata messa in piedi da USA, Francia, Inghilterra e Italia sotto l'egida dell'ONU) nella lotta contro l'ISIS e quindi per una causa nobile, giusta e che non si configura come "controversia internazionale".
Era più di un anno che Renzi aspettava l'occasione, ma prima per un verso poi per l'altro (elezioni e referendum alle porte non si coniugano con atti militari, gli italiani si sa che sono troppo pupulisti-catto-pacifisti ) aveva sempre tentennato, pur consapevole che gli interessi petroliferi e geopolitici rischischiavano di vanificarsi e che il "governo" Serraj avrebbe distribuito gli affari solo sulla base di atti concreti.


Il timing dell'intervento italiano in Libia non poteva essere più sfortunato: da qualche settimana il problema vero del governo Serraj non è l'ISIS bensì le truppe del generale Khalifa Haftar che rappresenta una parte delle tribù emerse dopo la caduta di Gheddafi e quindi da un punto di vista tecnico è una parte in causa di una "controversia" internazionale che impedirebbe l'intervento militare italiano per effetto dell'articolo 11.


D'altra parte il governo Renzi è con le spalle al muro: o l'Italia si sbriga a decidersi e inventa qualche scusa oppure americani, inglesi e francesi saranno ben contenti di prendere il posto dell'ENI nella spartizione dei pozzi petroliferi.


A Renzi non fa difetto la furbizia ed ecco pronto lo sbarco di medici e infermiere nel pieno rispetto dell'articolo 11 e dell'Italia che ripudia la guerra; "obbligo morale, la Libia ci chiede aiuto" annuncia la ministra Pinotti; gli italiani saranno così beoti da non accorgersi di nulla.

il NAPALM di Renzi contro i CinqueStelle

Sono in macchina e ascolto il giornale radio della RAI, la prima notizia è sulla presunta (poi smentita) critica del Vaticano alla sindaca Raggi per "lo stato di abbandono di Roma". Provo un senso di fastidio, e mi accorgo che sono settimane ormai che la giunta cinquestelle della capitale è sotto i bombardamenti degli organi di stampa, con quelli dei gruppi Espresso, Caltagirone e RAI in prima fila.

Un fuoco incessante, a tappeto, da tutte le direzioni e su ogni cosa che abbia le sembianze pentastellate; televisione, carta stampata, radio, web, tutti sparano all'unisono.
Mi vengono in mente immagini catastrofiche e in particolare i metodi di guerra dell'esercito USA in Vietnam, immortalati in Apocalypse Now: il bombardamento al napalm dei villaggi vietnamiti, per stanare e annientare i vietcong.
Renzi ha lanciato l'ordine di bombardare con tutto quello che c'è di disponibile, senza tregua; i "grillini", e chi li ha votati, devono ricordarsi per sempre della "lezione" ricevuta. Il potere è una cosa seria, non può essere messo nelle mani di chi lo attacca e lo nega, e i cinquestelle si meritano di ricevere il trattamento particolare, i guai se li sono andati a cercare da soli, Renzi non deve fare altro che finire il lavoro che i grillini stessi hanno iniziato ...
Avendo votato per la Raggi alle ultime elezioni, dopo aver votato Marino alle precedenti e Veltroni ecc ecc, ho qualche dubbio sul metodo che Renzi sta utilizzando per distruggere l'immagine del M5S: un conto è la guerra, con i suoi cinismi e violenze ma anche le sue regole, altro è scatenare la distruzione di massa incontrollata. Per essere chiari: se lo scopo fosse quello di convincere quanti hanno votato la Raggi a ravvedersi e in futuro cambiare opinione, sarebbe lecito e comprensibile.
Ma se invece si utilizzano sistemi e argomenti che fanno terra bruciata dell'intelligenza dei cittadini il risultato non sarà altro che l'allontanamento dalla partecipazione politica, l'astensione forzata, il disinteresse.

Renzi ha innovato la lotta politica con il famoso "Enrico stai sereno" mentre pugnalava Letta alle spalle, e ora sta superando se stesso con l'apocalisse di napalm mediatico mentre dice: "Non attacchiamo Virginia Raggi: rispettiamo il voto dei cittadini di Roma, facciamo vedere che siamo diversi da chi pensa che la politica sia guerra nel fango. Che abbiamo uno stile."
Peccato che si era dimenticato di avvisare le truppe di Giorgio Napolitano e Carlo De Benedetti. Ormai le bombe sono state sganciate.

RENZI 6-1-0 chiede aiuto alla TROIKA

In Italia la campagna elettorale per il referendum inizia a scaldarsi e a mostrarsi per quello che sarà: uno scontro i cui contenuti non avranno nulla a che fare con la riforma della Costituzione ma un voto pro o contro lo status quo, ovvero il salto nel buio se vincessero i NO contro le speranze di ripresa se vincono i SI. Almeno questa è la tesi del governo Renzi e degli organi di informazione a lui vicini o "avvicinati" per l'occasione.


I pessimi dati economici (PIL a zero) paradossalmente aiuteranno Renzi a drammatizzare la situazione e a battere cassa per farsi dare da Bruxelles quei margini che gli consentano di elargire bonus e ottimismo alla vigilia del voto.


Lo schema è abbastanza semplice e quindi funzionale: se Renzi perde il referendum, in Italia ci sarà crisi politica, nuove elezioni nel pieno della crisi economica con alte probabilità di successo per il Movimento 5 Stelle e quindi con il rischio di uscita dall'euro, spinte populistiche ecc ecc.


Conviene quindi a Merkel, Hollande e C. sostenere Renzi, anche con qualche decina di miliardi di debiti in più, senza badare troppo al sottile o mettendo da parte altre motivazioni: c'è in gioco il futuro dell'Italia e addirittura dell'intera Europa e della civiltà moderna.
La TROIKA è stata già allertata: come nel caso della Grecia e del recente Brexit, tutti i membri della superstruttura tecnocratica sono chiamati in prima fila a combattere il rischio mortale di una vittoria dello schieramento anti-euro.


La stampa internazionale fa la sua parte: l'Italia di Renzi che affonda e disintegra l'Europa più di Brexit è un argomento che tira e che promette di riscaldare dibattiti e speculazioni (soprattutto finanziarie) per tutto l'autunno. E' la progressione inarrestabile con cui la grande manipolazione tecnocratica cerca di stravolgere ogni manifestazione di residua democrazia: c'è sempre un motivo di ordine superiore per tapparsi il naso e chinare la testa.


L'unico dubbio di Renzi prima di comporre il telefono della Troika riguarda il proprio destino personale, se si guarda agli esempi del passato: Tsipras è un ectoplasma tenuto in vita dalle flebo tedesche, Cameron ha perso quando Junker, Draghi e Lagarde sono intervenuti in suo favore.

Quando si chiama la Troika, il numero da comporre è 6-1-0.


http://www.bloomberg.com/news/articles/2016-08-16/traders-brace-for-more-turmoil-in-world-s-worst-equity-market
.... Investors in the Mediterranean nation, already suffering the world’s biggest losses this year, are bracing for a vote on political reform expected in November that could decide the fate of Prime Minister Matteo Renzi. They have pushed the price of options protecting against volatility in Italian equities for the next three months to the highest since 2013 versus shorter-term contracts, according to data compiled by Bloomberg. ....
Ratings company DBRS Ltd., which is used by the European Central Bank for grading collateral for its liquidity operations, said on Aug. 5 that it was reviewing Italy’s credit score, citing political risks and the “fragile recovery.”
“There’s the banking issue and then the referendum issue,” said Thomas Haerter, chief investment officer at Zurich-based consultancy firm Wellershoff & Partners Ltd. “It’s difficult to see why stocks should perform without earnings normalization -- we have sluggish growth and low interest rates, so even if you have a credible bank bailout you are still left with a profitability problem. It’s a mess, and it’s difficult to see the way out.”

http://www.repubblica.it/politica/2016/08/17/news/referendum_costituzionale_allarme_usa_ue-146115431
Il referendum italiano è "più importante di Brexit". Lo sostiente il Wall Street Journal nell'edizione di ferragosto. Mette l'Italia al centro della crisi europea: per ragioni di stagnazione economica, e non solo. L'analisi preoccupata del quotidiano Usa s'inserisce in un crescendo di attenzione sulla scadenza d'autunno: anche il New York Times e il Financial Times hanno lanciato segnali simili, additando nell'Italia l'anello debole della crescita europea
...
Un po' di elasticità sulle manovre pubbliche a sostegno della crescita, sarebbe un segnale di rinsavimento per fermare in extremis l'onda anti-europea di tante opinioni pubbliche.
Le esortazioni a Renzi perché prima del referendum si svincoli dalla soggezione verso Bruxelles, si spiegano anche con la delusione per l'operato della Banca centrale europea. I dati di venerdì sulla crescita dell'eurozona, sempre fiacca se paragonata a quella americana (o a maggior ragione se confrontata con gli anni d'oro, dai Sessanta ai Novanta), hanno innescato nuove bordate di giudizi negativi sul "quantitative easing" in versione Bce. Quegli acquisti di titoli, pur mantenendo ai minimi storici i tassi d'interesse, non stanno rianimando la crescita come invece era avvenuto nella prima versione (made in Usa) del "quantitative easing" applicato dalla Federal Reserve tra il 2009 e il 2015. È la conferma di quanto sostengono da tempo gli economisti della sinistra neokeynesiana, da Paul Krugman a Joseph Stiglitz: la politica monetaria da sola non basta, ci vuole anche una manovra di bilancio per rianimare un'economia così malata. Meno tasse, più investimenti pubblici. Renzi dia l'esempio, se non vuol perdere il referendum d'autunno e scatenare un effetto Brexit al quadrato: il messaggio è corale, dagli osservatori stranieri.

RENZI é a ZERO

Il PIL del secondo trimestre dell'Italia di Renzi resta fermo a zero, il debito pubblico supera ogni record.

Le previsioni sbagliate del governo dovrebbero avere come conseguenza una correzione profonda delle politiche economiche fin qui raccontate, che invece non ci sarà.

Renzi ha già iniziato a cercare scuse: Brexit, terrorismo, calo petrolio, migranti ecc.

Gli ostacoli alla "crescita" sarebbero stati superiori agli sforzi del governo (e di Draghi) tali da annullarne gli effetti.

Con questi dati del PIL (che nel terzo trimestre potrebbero addirittura peggiorare) Renzi dovrà spostare ulteriormente la data del referendum costituzionale a non prima del 2018 ... 

Ma come è stato possibile sbagliare così clamorosamente le previsioni economiche ? è sempre colpa di qualche accidente imprevedibile ? perchè Francia e Italia sono ferme e la Spagna cresce ? forse perchè da otto mesi non ha un governo ? chiedetelo a Draghi e al suo QE.

Qualche economista comincia a dubitare di ciò che fanno i banchieri centrali: Roberto Sommella (Direttore Relazioni Esterne Antitrust, fondatore de La Nuova Europa) scrive:

I tassi zero stanno ingrippando il motore dell'economia

 

 

 Muovendosi lungo l'asse delle ascisse (tassi verso zero) l'inflazione decresce, e con essa anche il PIL soprattutto nei paesi con un alto debito pubblico e bassa produttività come l'Italia e il Giappone, con la differenza che il primo resta ingabbiato dall'euro mentre il secondo sopravvive svalutando pesantemente lo yen.

 

Anche il New York Times - giornale notoriamente keynesiano e krugmaniano - è costretto a constatare che le manovre di Draghi sono deludenti e pericolose : 

What Two Years of Negative Interest Rates in Europe Tell Us

It hasn’t worked very well. As many experts predicted at the time, the policy has had only a modest impact on growth. It is also increasingly clear that pushing rates down further wouldn’t help much and could, in fact, increase risks to the global financial system.

 

 

 

RENZI we have a problem with banks but ...

Mentre Renzi spiega alla TV americana CNBC che il problema delle banche italiane e in particolare del Monte dei Paschi is not terrible, i cinici e avidi mercati finanziari lo sbeffeggiano vendendo a man bassa le azioni.
La notizia positiva è che Renzi sta frequentando un corso intensivo di english per farsi capire meglio dai mercati. Per questo motivo farà slittare la data del referendum al mese di novembre.

 

Crisi Monte dei Paschi anticamera della crisi del governo Renzi ?

I miliardi finora messi sul piatto della crisi del Monte dei Paschi di Siena non sono bastati, anzi sono evaporati . Ne servono ancora altri, tanti, troppi, per evitare il fallimento della banca senese con le pesanti ricadute sul già traballante governo italiano, magari proprio prima del referendum di ottobre.

E' l'ulteriore macigno di una vicenda che da 10 anni corre parallela al sistema di potere politico e finanziario, dopo l'acquisto dell'Antonveneta, i derivati nascosti, la gestione clientelare dei crediti e la montagna di sofferenze, i personaggi che l'hanno gestita e la morte misteriosa di un suo dirigente ...
Il Montepaschi è stato il crocevia di tanti e diversi percorsi di potere.
Uno dei quali chiama in causa le istituzioni europee, con Draghi al vertice della BCE dopo essere stato governatore della Banca d'Italia che "vigilava" sulla banca di Siena.
Una settimana prima del referendum su Brexit, la BCE recapita a Siena una lettera in cui gli si chiede di monetizzare entro il 2017 almeno metà dei quasi 50 miliardi di sofferenze accumulate. L'operazione deve servire a ricapitalizzare la banca, perchè è ormai chiaro che nessuno è più disposto a mettere soldi dentro MPS. Quindi l'unica soluzione, prima del fallimento è di vendere i crediti inesigibili. Ma non è così facile e la BCE lo sa benissimo.
Cedere le sofferenze iscritte a bilancio con percentuale di recupero del 40-50% contro un mercato che è disposto a pagarne 15, massimo 20, significa accusare una perdita secca di trenta punti percentuali, cioè 10-15 miliardi che qualcuno deve trovare per salvare MPS.
Nessuno è disposto ad una follia del genere, a meno che non riceva qualcosa di molto importante in cambio. Cosa e chi può garantire il salvatore del montepaschi ?
Il potere politico e quello finanziario, uniti in un patto d'acciaio.
Prima 15, poi 40, le ultime cifre indicano in 150 i miliardi necessari per salvare le banche italiane.
A questo punto, con l'aggravarsi della situazione del MPS, è chiaro che il problema non è più tecnico-finanziario ma politico e chiama in causa tutti coloro che da 10 anni ad oggi hanno gestito, e continuano a gestire, la crisi della banca nascondendone la reale portata, distruttiva per il sistema politico italiano.

 

http://www.bloomberg.com/news/articles/2016-07-04/monte-paschi-leads-italy-banks-lower-amid-fresh-capital-worries
Cited by Bloomberg, Vincenzo Longo, a strategist at IG Markets in Milan said that selling such a large stock of soured loans “could lead the bank to seek additional capital that investors are not available to provide. The government’s moves to seek easier rules to support Italian banks underscores the difficulty of the weakest ones, adding pressure to the industry.”

Italian Prime Minister Matteo Renzi is weighing injecting capital into the nation’s banks after Britain’s vote to leave the European Union jolted stock markets, aggravating the decline in Italy’s lenders. The plan has drawn opposition from Germany and is pitting Renzi against the EU amid concern government funding would violate the region’s state-aid rules.

Monte Paschi, which has dropped 70% this year, has sold 2 billion euros of bad loans since 2015, toward a goal of 5.5 billion euros in such disposals by 2018. Chief Executive Officer Fabrizio Viola said in May that he is considering accelerating the effort. Clearly, the ECB's insistence that the bank offload more than €9 billion over this time period is not doing well with the company's shareholders, as well as those of other Italian banks who are looking at Italy's bad debt load of €360 billion and wondering who is next.

Ma perchè la BCE, che per diversi anni aveva fatto solo qualche "sussurro" sulla crisi delle banche italiane, all'improvviso decide di mettere nero su bianco un ordine tanto perentorio quanto difficile da eseguire ?
La risposta è nello scontro di potere che attraversa la BCE fin dalla nomina di Draghi ma accentuatosi in modo esponenziale dopo la decisione di whateverittakes di imporre tassi negativi ai bond gevernativi e aumentare l'immssione di liquidità nel sistema, iniziative che non solo non hanno portato a significativi miglioramenti nell'economia reale, ma hanno anche messo in tensione il mondo delle banche e delle assicurazioni, penalizzate dal dover tenere in bilancio centinaia di miliardi di titoli che rendono meno di zero e presentano rischi sempre più elevati e quindi richiedono maggiori coperture di capitale, cioè soldi veri.
Proprio quello che scarseggia in tutta Europa ma in particolare in Italia e nel Monte dei Paschi di Siena.

Mario Draghi è sotto pressione e molti iniziano a ricordarsi che la crisi del Monte dei Paschi ha avuto origine quando in Banca d'Italia c'era lui a dare priorità e indicazioni, e che forse l'andazzo di Siena sia stato sottovalutato.
Per non dare fiato alle voci, la BCE accelera le richieste alle banche italiane e al MPS in particolare e gli dà l'ultimatum sulla vendita delle sofferenze.
Entro luglio ci saranno i risultati dei nuovi stress test dell'EBA e il Monte Paschi ne uscirà più che stressato (molto più dei precedenti test, chissà perché). La BCE è stata ovviamente preavvisata e per non fare la parte di chi interviene sempre in ritardo ha mandato (e pubblicizzato) la lettera al Monte dei Paschi, negli stessi giorni in cui Renzi chiedeva soldi, Merkel non li concedeva e Junker suggeriva di come farli uscire dal cilindro, cioè dalle tasche dei contribuenti, e Schauble per tutta risposta ha annunciato il licenziamento di Junker.
Renzi se la prende con Draghi

Italian Prime Minister Matteo Renzi criticized European Central Bank Governor Mario Draghi for not having done more to resolve Italy's banking woes when he held a key Treasury job in Rome in the 1990s.

Renzi's rare public criticism of Draghi came on the day Italy's third-largest lender, Banca Monte dei Paschi di Siena (BMPS.MI), said that the ECB had asked it to cut its bad debts by 40 percent within three years, heaping more pressure on Rome to stabilize its banking system.

Se questo non è scontro di potere ... sulle ceneri dell'Unione Europea.
Qualcuno almeno avvisi i 60.000 risparmiatori che hanno investito nelle azioni e nelle obbligazioni subordinate di MPS.

Virginia Raggi sindaca 5 Stelle di Roma

Finisce 2 a 0 la partita tra Movimento 5 Stelle e Partito di Renzi. Virginia Raggi stravince a Roma, Chiara Appendino ribalta Fassino a Torino. La sconfitta di Renzi è netta e avrà ripercussioni politiche in Italia e in Europa.

https://www.menoopiu.it/post/Effetto-Raggi-in-Europa-nasce-il-problema-Renzi

 

Chiara Appendino nel suo primo discorso indica la strada di un nuovo modo di concepire la politica, coniugandola in modo credibile con l'amministrazione delle città,  vere grandi comunità di persone, bisogni, tradizioni e solidarietà e non assemblaggio di macchine burocratiche da governare più o meno onestamente.

 

Effetto Raggi, in Europa nasce il problema Renzi

 Il secondo turno delle elezioni comunali in Italia si svolgerà 4 giorni prima del referendum in Gran Bretagna e a una settimana dalle ri-elezioni politiche in Spagna. 

Una vittoria della M5S Raggi a Roma e del centrodestra a Milano potrebbe influenzare anche gli altri due eventi successivi, e qualcuno in Europa propone di suonare l'allarme rosso nei prossimi giorni, per isolare o limitare il contagio della sconfitta di Renzi, per non far crescere ulteriormente il senso di impotenza che traspare dai vertici di Merkel, Hollande, Cameron, Junker e Draghi; ma le opinioni su come e cosa fare divergono. 

Una parte dei laburisti inglesi e in generale del gruppo socialista europeo propone di scendere in campo a fianco del governo italiano, cardine della tenuta dei tecnocrati in tutto il continente, magari con l'ennesimo appello contro la "minaccia dei populisti". Qualcuno obietta che una simile discesa in campo sarebbe poco efficace, o addirittura controproducente, vista la bassa considerazione che l'opinione pubblica ha delle istituzioni europee.

Un'altra parte vorrebbe non esporsi troppo in difesa delle sorti di Renzi, che due anni fa si pavoneggiava come il "più votato dei leader europei". La Merkel ha già il suo da fare e non pensa di farsi coinvolgere più di tanto, anche perchè il sostegno che Renzi cerca si traduce in altre concessioni ad allentare i cordoni della borsa per far scendere una pioggia di bonus prima del referendum di ottobre.

Una cosa è certa: il volto tranquillo di Virginia Raggi ha letteralmente squarciato le pagine dei mass media di tutto il mondo, assieme alla notizia della sua probabile elezione a sindaco di Roma. Gli spagnoli e gli inglesi che saranno chiamati al voto dopo il 19 giugno hanno potuto vedere che si tratta di una giovane che ispira simpatia e attenzione anzichè evocare favole e incubi sui "populisti euroscettici assatanati".

Anche per questo la battaglia di Roma non può essere confinata al "semplice voto amministrativo" come ha cercato e cerca di fare Renzi, il quale ora inizia a  diventare, lui sì, un problema grosso per l'Europa. Al prossimo vertice Junker gli chiederà : "Matteo, ma non ci avevi garantito che in Italia era tutto sotto controllo per i prossimi 10 anni?"

 

Benigni, la nostra Costituzione è la più bella del mondo, ma si può cambiare per avere le riforme

 

"La nostra Costituzione è la più bella del mondo, ma si può cambiare per avere le riforme" NON lo ha detto per primo Roberto Benigni in una surreale intervista al quotidiano Repubblica (chi lo intervistava - Ezio Mauro - è l'ex direttore, licenziato da Renzi, stessa sorte di Belpietro di Libero).

La frase ha il copyright di Erdogan l'Ottomano, coniata per convincere i sostenitori della costituzione laica turca ad accettare una "riforma" in senso religioso - musulmano. Per sostenere i suoi concetti, il turco non ha lesinato licenziamenti, arresti e incidenti mortali per i giornalisti più critici increduli.

La profondità del pensiero benigniano, ormai abituato a confrontarsi direttamente con Sant'Agostino, Hegel, Popper e compagni da cui trae le indiscutibili verità costituzionali - la frase "la sua forza è che la puoi cambiare" merita di essere suggerita ad Al Sisi, o a un concessionario di automobili - che poi offre ai comuni mortali televisivi, si manifesta al termine dell'intervista nell'invito a votare il Giachetti di Renzi alle prossime elezioni comunali di Roma. Bella la vita, e Benigni !.

Referendum affluenza al 30% è sconfitta di Renzi

Date le premesse e le condizioni, l'affluenza al voto sulle "trivelle" oltre il 30% rappresenta una sconfitta politica importante per Renzi e il PD.

1) Si è trattato di un referendum non abbinato ad altre elezioni (quindi senza effetto "traino"),

2) Renzi puntava su un'affluenza intorno al 20%, avendo "speso" le sue dichiarazioni di astensionismo attivo,

3) Il governo avrebbe dovuto cercare una mediazione con i 9 Consigli Regionali che hanno proposto il referendum (si tratta di istituzioni, a cui si sarebbe potuto concedere l'autonomia decisionale sulla materia delle "trivelle") anzichè andare allo scontro.

4) Renzi ha frantumato ancora di più il PD, schierandosi anche contro le regioni amministrate da suoi esponenti, e si è appiccicato l'etichetta indelebile del partito dei petrolieri, che di questi tempi non porta molte simpatie. A poche settimane dal voto nelle città più importanti d'Italia, quel divario tra il 20% sperato da Renzi e il 32% ottenuto dai  promotori del referendum lancia un segnale sinistro per i candidati renziani.

Renzi è proprio sicuro di avere vinto ?

 

 

Omicidio Regeni, Hollande fa affari con Al-Sisi

La retorica dell'europeismo mostra il suo vero volto: nel pieno dello scontro Italia-Egitto per accertare la verità sull'omicidio di Giulio Regeni, il presidente francese Hollande ne approfitta per andare a vendere armi ad Al-Sisi, il dittatore responsabile di torture e omicidi.

 

 

 

 

 

 

 

http://english.ahram.org.eg/NewsContent/1/64/190994/Egypt/Politics-/Highlevel-French-delegation-arrives-in-Egypt-ahead.aspx

Hollande is expected to visit Cairo on 18 April, a trip that was announced in December 2015. The French delegation will stay in Egypt for four days. .... Egypt has been developing closer ties with France in the last two years. The countries have signed numerous military deals, including the purchase by Egypt of 24 Rafale fighter jets and a multipurpose frigate in June. Leaders of both countries have agreed on the importance of global cooperation to fight terrorism. 

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http://www.defensenews.com/story/defense/policy-budget/industry/2016/04/06/egypt-france-fighter-jet-frigate-satellite/82695674/

Egypt and France plan to sign agreements for the purchase of weapons that include fighter aircraft, navy vessels and a military satellite communication system worth €1 billion (US $1.1 billion) during the forthcoming visit of French President Francois Hollande to Cairo, according to French news site La Tribune.

La Tribune reported that the deal, which is expected mid-April, will include the sale of four new navy vessels worth up to €400 million by French naval defense equipment manufacturer DCNS. Two GOWIND corvettes are reported to be part of the upcoming sale.In terms of the deal, Airbus and Finmeccanica group member Thales Alenia Space will jointly supply the Egyptian defense force with a military satellite communication system worth €600 million.

The deals are expected to be signed during a visit to Egypt by Hollande on April 18. La Tribune said the signing during Hollande's visit to Cairo on April 18 would cap months of negotiations on the military acquisitions between the French and Egyptian governments.

If confirmed, the sale would bring the number of GOWIND corvettes supplied by DCNS to the Egyptian Army to six following the delivery of four variants in 2014. The Egyptian Navy has been negotiating with France for the sale of two military satellite systems for over two years.The deal has previously been called on and off a couple of times amid reports that Russian and South Korean companies had offered cheaper alternatives to the French system.

The Egyptian-French defense relationship has blossomed since February 2015 when Cairo purchased 24 Rafale fighters, a frigate and missiles. In October last year, France sold two Mistral helicopter carriers to the Egyptian Navy after cancelling an earlier deal with Russia in line with European Union sanctions imposed on Russia to protest its alleged involvement in Ukraine.

Se l'Europa dei popoli esistesse davvero, a nessun capo di governo europeo verrebbe in mente di incontrare il dittatore di un paese dove la polizia segreta ha assassinato un giovane europeo.

Ma a Hollande interessa ben poco dell'Europa dei popoli e dei giovani: lui rappresenta quella degli affaristi, dei banchieri e dei politicanti.

La visita del presidente francese in Egitto, dopo l'omicidio di Giulio Regeni, è un atto di sciacallaggio affaristico contro gli interessi e la dignità dei cittadini europei. 

C'è da augurarsi inoltre che Renzi faccia le dovute rimostranze e impedisca a Finmeccanica di associarsi all'affare.

Altro che Libia - Renzone l'Africano si ferma in Basilicata

Proprio nei giorni in cui dal caos libico sembrava emergere una soluzione che consente al governo Renzi di autorizzare l'intervento militare, scoppia il caso "Basilicata" che costringe la ministra Guidi a dimettersi, e si allarga addirittura al capo  della Marina Militare.

Come si fa ad intervenire con l'esercito in Libia (operazione di per sè rischiosissima e impopolare) in una situazione politica così depressa e con un apparato militare indagato dalla magistratura?

L'inchiesta Tempa Rossa, la connection tra petrolio, appalti, politica, rifiuti e appropriazione di beni pubblici, estende le conseguenze oltre i confini e rischia di far saltare il grande obbiettivo di Renzi: intervenire nel Nord Africa, piantare le bandiere e ricostruire la più potente lobby italiana dall'epoca democristiana, quella dominata dal Petrolio di Stato e da tutto ciò che ci ruota attorno.

Una parte fondamentale di questa strategia si sta costruendo in questi giorni con lo "sbarco" del libico Fayez Serraj, eletto dall'ONU a nuovo primo ministro con il compito di dare copertura istituzionale ad una richiesta di intervento militare straniero. La precondizione indispensabile per mandare truppe italiane sul territorio libico è rappresentata dal binomio ONU-governo libico, cioè una missione che abbia una cornice internazionale e una richiesta di intervento da un "legittimo" governo libico.

Quest'ultima condizione sembrava impossibile da realizzarsi, a causa della guerra tra le varie tribù e bande legate agli interessi petroliferi, e aggravata dalla presenza di gruppi terroristi di ogni specie, su cui l'ISIS sta prendendo la leadership.

Proprio ora che la situazione sembrava sbloccarsi, Renzi è costretto a fermarsi in Basilicata, dove di petrolio se ne trova poco.

La situazione in Libia vista da Guma El-Gamaty  http://www.aljazeera.com/news/2016/02/libya-gaddafi-left-long-damaging-legacy-160216072812492.html

 

 

Omicidio Regeni: la nuova versione non ufficiale

Il Ministro degli Interni egiziano Magdy Abdel Ghaffer ha messo in dubbio la versione ufficiale sulla morte di Giulio Regeni, versione da lui stesso fornita 24 ore prima, che attribuiva ad una "banda di sequestratori travestiti da poliziotti" l'uccisione del giovane italiano.

La nuova versione, per bocca del portavoce del ministro, è che la dinamica dell'omicidio "non è ancora del tutto chiara" e il ritrovamento dei documenti personali di Giulio "non significa che i membri della banda (5 uccisi dalla polizia) fossero i sequestratori e assassini del ricercatore italiano".

In sintesi, l'incapace ministro di Al-Sisi ha dovuto prendere atto che la menzogna con cui si é cercato di chiudere il caso è troppo grossolana, incredibile e umiliante e quindi è meglio cambiarla con un'altra.

Ma a questo punto ci sono due ulteriori bugie da spiegare: chi sono i 5 egiziani uccisi dalla polizia ? Dove sono stati trovati i documenti di Giulio e chi li aveva occultati / conservati ?

La nuova versione deve partire da queste due domande e dovrebbe essere più accettabile per il governo Renzi.

Proviamo a comporla: i cinque uccisi non erano una banda di delinquenti ma erano il gruppo al servizio di apparati di polizia, che ha ucciso Giulio Regeni, e i documenti ritrovati erano custoditi dai loro committenti. I cinque sono stati giustiziati sommariamente, per far sparire le prove / testimonianze e per trasformare la loro esecuzione in gesto "riparatorio" per il crimine commesso: il ministro Ghaffer potrà affermare che erano "violenti e incontrollabili", magari anche al servizio di forze contrarie al governo.

Erano uomini dell'apparato di terrore di al-Sisi, sono stati giustiziati per ordine del loro stesso capo, il caso è chiuso.

Questa macabra verità potrebbe essere più "gestibile", ma non è detto che gli egiziani siano disposti ad ammetterla.

 P.S. : Anche il giornale La Repubblica (nuovo corso renziano) ha collezionato una brutta figura, dopo che il suo direttore Mario Calabresi si era speso in prima persona per concordare un'intervista che serviva ad accreditare l'immagine di un Al-Sisi addolorato per la morte di Giulio e deciso a trovare la verità sull'omicidio.  

 

Giulio Regeni ucciso da Al-Sisi

La "verità" sull'omicidio di Giulio Regeni promessa da Al-Sisi è arrivata, ed è più infame di ogni prevedibile "verità" manipolata. Ad uccidere il giovane italiano sarebbero stati 5 cadaveri di 5 delinquenti comuni.

 

A riprova della loro colpevolezza sono stati fatti ritrovare gli effetti personali di Giulio, compreso il passaporto. Nessuno potrà smentire la verità di Al Sisi. 

Come faranno Renzi, l'intelligence italiana e l'apparato affaristico che ruota attorno al suo alleato Al Sisi a dare credito alla beffarda "verità" sull'omicidio di Giulio ?

Indagheranno sulla morte degli indagati per l'omicidio di Giulio Regeni. Solo per chi non è dotato di intelligence, la nuova "verità" di Al Sisi sembra essere un'ammissione di colpa.

https://www.menoopiu.it/post/Omicio-Regeni-al-Sisi-propone-una-versione

Omicio Regeni, al-Sisi propone una versione

Una intervista di La Repubblica ad Al Sisi, concordata al massimo livello dei vertici di Stato, fa intravedere il possibile accordo tra governo Renzi e regime egiziano 

per cercare "una verità" plausibile sull'omicidio di Giulio Regeni e consentire di superare lo stallo negli affari intrapresi (ENI, infrastrutture, ecc). L'intervista del dittatore egiziano, sfrondata dalle parole di circostanza (che servono comunque a dimostrare un cambio di direzione) è incentrata sul tentativo di convincere l'opinione pubblica italiana che le convenienti relazioni d'affari tra Italia ed Egitto sono la cornice della possibile verità.

Da "La Repubblica":

Ma avrete un'idea di cosa possa essere successo al ricercatore italiano."Sulla morte di Regeni ci sono molti interrogativi che dobbiamo porci: il primo è sulla tempistica, in particolare sulla scoperta del corpo. Perché è accaduta durante la visita di una delegazione italiana di imprenditori con il ministro dello Sviluppo economico, che erano al Cairo per rafforzare la nostra collaborazione? Perché è accaduto mentre le relazioni tra noi hanno raggiunto un livello senza precedenti dal punto di vista economico e politico? Un'altra domanda inevitabile è capire chi ha interesse a boicottare o bloccare l'ampia collaborazione tra Italia e Egitto sul fronte dell'energia e della sicurezza, in una fase di turbolenza in tutta la regione. Non bisogna dimenticare l'importanza di questa cooperazione che arriva in un momento di sofferenza per la nostra economia e dopo anni di debolezza".

Lei quindi ci sta dicendo che i colpevoli del delitto Regeni vanno cercati tra i suoi nemici?"Parliamo dell'attacco al turismo, del crollo delle presenze russe completamente azzerate e di quelle italiane, mettiamo insieme tutti i fatti degli ultimi mesi, congiungiamo i puntini e vediamo l'immagine completa che si viene a creare: l'obiettivo è colpire l'economia egiziana e isolare il Paese. Questa è una ritorsione per la grande guerra che l'Egitto sta conducendo contro le forze dell'estremismo e del terrorismo. Spero che rimarremo uniti contro questi nemici e non permetteremo a nessuno di dividere l'Egitto dall'Italia". E come vi comporterete? "Vorrei assicurare al popolo italiano che i nostri sforzi continueranno notte e giorno finché non avremo trovato la verità su tutto quello che è accaduto e finché non avremo arrestato i colpevoli e li avremo portati in tribunale e puniti secondo la legge".

Ma un'idea su cosa sia successo e chi siano i colpevoli l'avrà? Al Sisi, che per tutta l'intervista è rimasto sempre fermo e composto nella sua sedia, si rabbuia e strizza gli occhi come chi cerca di guardare lontano: "Vi ho parlato delle molte sfide e dei rischi che ha di fronte oggi l'Egitto, vi ho parlato degli sforzi per garantire sicurezza e stabilità, ho promesso che ci impegneremo in modo convinto ed energico per portare in tribunale i responsabili. Stiamo fronteggiando una sfida terroristica che ha come obiettivi i luoghi turistici e il confine con la Libia e non abbiamo bisogno di creare divisioni ma di avere un rapporto di unità e sostegno con una nazione amica come l'Italia. Mi permetta però anche di parlare di Adel Moawad Heikal, un egiziano che è scomparso cinque mesi fa in Italia ma di cui non abbiamo mai avuto notizie. Tutti gli sforzi di ricerca non hanno avuto successo. Ma incidenti come questi non possono rovinare la relazione tra i nostri Paesi. I tempi duri mostrano e testano la forza e la durata delle relazioni di amicizia tra i Paesi"

Traduzione : un paese ostile all'Egitto (arabo? occidentale?) ha infiltrato le forze di sicurezza egiziane, convincendole che Regeni fosse un agente al servizio del nemico, con lo scopo di mettere in crisi l'immagine del governo egiziano e le sue relazione diplomatiche ed economiche con l'Italia, uccidendolo e facendo trovare il corpo nello stesso giorno di un importante incontro con la diplomazia d'affari italiana. Le forze di "sicurezza" e quindi il regime egiziano sarebbero state "vittime" di questo complotto e al-Sisi deve solo trovare un paio dei suoi aguzzini disposti a fare da "attori" di questa tragica "verità".

Renzi si dichiara soddisfatto per "gli evidenti e significativi passi avanti. Adesso tutti insieme troviamo i colpevoli".

Risolti alcuni dettagli, l'omicidio Regeni ha trovato "una verità" che va bene a tutti, e consente di tornare a pensare agli affari.

Draghi De Benedetti Renzi - DDR

All'ombra delle inutili polemiche sulle "primarie" del PD, si consolida l'asse finanziario- politico-mediatico del nuovo potere in Italia.

 

 

 La nascita del triumvirato Draghi - De Benedetti (Carlo) - Renzi risale agli ultimi mesi dello scorso anno e si è manifestata  prima con la sostituzione del Direttore di Repubblica Ezio Mauro (non funzionale al cambio di linea politica del giornale del gruppo De Benedetti) poi con la "improvvisa" conversione di Eugenio Scalfari prima al Renzi di Ventotene e poi al Renzi di Verdini. 

Il ruolo di Scalfari è più simbolico che sostanziale ma è comunque decisivo per suggellare il nuovo potere data la sua amicizia, ovvero appartenenza, con Mario Draghi, il quale a sua volta è un politico vero e un finto banchiere, perchè conosce tutte le stanze del potere europeo e internazionale, comprese quelle dei mass media.

Il modo in cui Draghi è stato incensato, illustrato, inneggiato, immortalato, idolatrato da Scalfari e dai media del Gruppo De Benedetti (La Repubblica in testa) negli ultimi due anni, ha dell'imbarazzante (per un professionista serio della comunicazione) e si spiega solo alla luce (o all'ombra) di un accordo di potere.

Un accordo che non poteva non passare anche attraverso la politica, e quindi aveva bisogno di sciogliere il nodo della presenza di Renzi sulla scena politica e della profonda antipatia, anche personale, tra Scalfari (Ezio Mauro) e Renzi.

Il nodo lo ha sciolto De Benedetti, silurando Ezio Mauro e costringendo Scalfari a mettere da parte i sentimenti personali verso Renzi e a considerare la realtà del potere.

Renzi è l'unica scelta possibile in Italia, a meno di non voler consegnare Palazzo Chigi ai 5Stelle, punto. Draghi ha bisogno di Renzi (e viceversa) per governare in Italia. Draghi è riuscito ad addomesticare Tsipras il bipolare, ma non può ripetere il miracolo in Italia con Grillo. Renzi ha bisogno di De Benedetti, De Benedetti ha bisogno di Draghi (e viceversa) per farsi finanziare l'acquisto di Stampa e Corriere e il triangolo (magico) DDR è fatto.

 Quindi, caro Eugenio, cambia idea su Renzi (sai tu come fare) così come hai cambiato idea sulla libertà di informazione e sul monopolio dei mass media, o altrimenti il triangolo (magico) DDR si chiuderà senza di te.

Scalfari ha cambiato idea, e per dimostrarlo ha tirato fuori i suoi vecchi arnesi di manipolazione: la nostalgia per Ventotene coniugata al neorealismo per Verdini. 

Ora scrive soprattutto di Papa Francesco, anche se alla fine cerca sempre di infilare un panegirico per il suo amico Mario. Il triangolo potrebbe trasformarsi in un quadrato.