Ahmad Vahidi e Pasdaran, ostacoli all'accordo tra Trump e Iran


Iran International segnala uno scontro tra il presidente Pezeshkian, favorevole all'accordo con Trump, e il capo dei Pasdaran Ahmad Vahidi contrario
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Ahmad Vahidi e Pasdaran contrari all'accordo tra Trump e Iran

Ahmad Vahidi e Pasdaran contrari all'accordo tra Trump e Iran

La situazione al 1° aprile 2026 ha raggiunto il punto di non ritorno. Le ultime informazioni confermano che lo scontro tra la diplomazia segreta di Trump e il potere militare dei Pasdaran è ormai alla luce del sole.

Ecco i tre sviluppi cruciali delle ultime ore:

 1. Scacco Matto a Teheran: Il "Golpe" di Ahmad Vahidi


L'indiscrezione di Iran International è confermata dai fatti: il generale Ahmad Vahidi (comandante dell'IRGC) ha assunto il controllo de facto del governo. 
 Pezeshkian è "ostaggio": Il Presidente è in un vicolo cieco totale; ogni sua nomina (incluso il Ministro dell'Intelligence) è stata bloccata dai militari.
 Il Cordone attorno a Mojtaba: I Pasdaran hanno isolato la nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, impedendo qualsiasi contatto con il governo civile. Questo serve a boicottare il "Deal" sull'uranio: i militari sanno che se Mojtaba consegna l'arricchito a Trump, il loro potere basato sulla minaccia nucleare svanisce.

 2. Trump e l'Opzione "Ground Op" a Isfahan


Le indiscrezioni del Wall Street Journal e del Jerusalem Post (30-31 marzo) rivelano che Trump sta seriamente valutando l'invio dei Marines a Isfahan per prelevare forzatamente circa 450 kg di uranio.
 L'ultimatum: Trump ha dato tempo fino al 6 aprile. Se l'uranio non viene consegnato "volontariamente" dall'asse Mojtaba-Pezeshkian (attualmente impossibilitato a farlo dai Pasdaran), gli USA passeranno all'estrazione forzata o alla distruzione totale delle infrastrutture energetiche e petrolifere (Isola di Kharg).
 Il rischio: Gli esperti avvertono che un'operazione di terra per sequestrare l'uranio sotto il fuoco dei Pasdaran potrebbe innescare una guerra urbana di settimane.

 3. Israele: Annessione del Sud Libano


Mentre il mondo guarda all'Iran, il Ministro della Difesa Israel Katz ha ufficializzato ieri (31 marzo) il piano per il Libano: Israele manterrà una "zona di sicurezza" permanente fino al fiume Litani. 
È stata ordinata la demolizione dei villaggi di confine per impedire il ritorno dei civili libanesi. È il "modello Gaza" applicato al nord: Netanyahu ha già incassato il suo obiettivo territoriale, indipendentemente da come finirà la crisi nucleare a Teheran.

"Secondo informazioni fornite a Iran International da fonti interne all'Iran, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie (Pasdaran) ha di fatto sottratto il controllo del governo al potere esecutivo, opponendosi alle nomine e alle decisioni di Pezeshkian e creando una barriera di sicurezza attorno al centro del potere Mojtaba Khamenei", impedendogli di fatto si ricevere informazioni e trasmettere ordini.

L'articolo di Iran International 

I punti chiave dell'articolo e come si integrano con l'ipotesi di accordo segreto.

Il "Sequestro" di Pezeshkian e il muro dei Pasdaran
L'articolo descrive un presidente (Pezeshkian) virtualmente ridotto all'impotenza. Il fatto che il generale Ahmad Vahidi (comandante dell'IRGC) stia bloccando le nomine e gestendo direttamente i ministeri chiave indica che i Pasdaran hanno annusato il "tradimento" della diplomazia.
Mentre Pezeshkian e Mojtaba cercano un accordo con Trump per evitare il collasso economico (stimato nell'articolo entro 3-4 settimane), l'IRGC sta creando un "Consiglio Militare" per impedire che l'accordo venga attuato. I Pasdaran sanno che la cessione dell'uranio ai Marines segnerebbe la fine del loro potere e della loro ragione d'essere.

Il mistero di Mojtaba Khamenei: Malato o Isolato?
L'articolo menziona che Mojtaba non risponde a Pezeshkian e che circolano dubbi sulla sua salute. 
Questo isolamento potrebbe essere la prova che i Pasdaran hanno creato un "cordone sanitario" attorno a Mojtaba per impedirgli di finalizzare l'accordo con l'inviato di Trump Witkoff. Se Mojtaba è davvero il fautore dell'accordo "Uranio in cambio di sopravvivenza", i militari potrebbero averlo messo agli arresti domiciliari de facto per continuare la guerra.

La frattura interna e il ruolo di Ali Asghar Hejazi
Il dettaglio su Hejazi (figura storica dell'ufficio di Khamenei) che si oppone alla successione di Mojtaba perché porterebbe alla "consegna del paese ai Pasdaran" è paradossale ma rivelatore. 
 Significa che all'interno del sistema c'è chi teme che, per sopravvivere, Mojtaba sia pronto a tutto, persino a un'alleanza tattica con gli USA che però lascerebbe il controllo interno totalmente in mano ai militari più radicali per "compensare" la perdita dell'atomica.

Il collasso economico e lo "sbarco" dei Marines
L'articolo cita il blocco dei bancomat e il malfunzionamento dei servizi bancari (Bank Melli).
Questo collasso è esattamente ciò che Trump sta usando come leva. I "miliardi di rimborso" dell'accordo servirebbero a rianimare istantaneamente il sistema bancario iraniano. L'estrazione dell'uranio da parte dei Marines non sarebbe solo un atto militare, ma un'operazione di "salvataggio finanziario" del regime di Mojtaba contro il golpe dei Pasdaran.

In sintesi 'articolo di Iran International conferma che l'Iran è in piena guerra civile istituzionale. Lo sbarco dei Marines per prelevare l'uranio potrebbe essere l'evento scatenante che deciderà chi vince: se Mojtaba (con l'aiuto di Trump) o il Consiglio Militare dei Pasdaran.

Non si può escludere che i Marines, una volta atterrati a Isfahan, potrebbero trovarsi a dover combattere non contro l'esercito iraniano, ma contro le fazioni ribelli dei Pasdaran per "estrarre" l'uranio e consegnare il potere a Mojtaba.