Say Their Names, Alex Pretti, Renee Good
Sono bastate poche ore per smontare le ignobili bugie di Trump e dei suoi sgherri sull'omicidio di Alex Pretti, infermiere di Minneapolis che si è opposto alla feroce violenza degli squadroni ICE pagando con la propria vita il diritto di resistere all'arbitrio sistematico di Donald Trump.
Tutti i video, tutte le testimonianze e ricostruzioni mostrano che Alex Pretti non aveva in mano nessuna pistola, non stava minacciando nessun agente, ma stava solo riprendendo le scene con il suo cellulare e cercando di difendere una manifestante. Sette ICE-killers si sono scagliati contro di lui, uno gli avrebbe sottratto la pistola che aveva sotto la cintola e un altro gli ha sparato una raffica di 10 colpi alla nuca e al torace da distanza ravvicinata.
Una esecuzione, orrenda e inequivocabile, ingiustificabile agli occhi delle persone normali, necessaria invece per affermare il potere della polizia privata di Trump e incutere terrore contro chi intende opporsi alla forza dell'arbitrio trumpiano.
I "patrioti" di Trump sono ormai funzionali e necessari al suo sistema politico, servono ad incutere terrore in chi cerca di opporsi, servono a creare un clima di violenza e caos permanente in cui poi affermare la necessità di altri giri di vite, di altre limitazioni del diritto e altre torsioni verso un regime autoritario.
Il pretesto della lotta all'immigrazione clandestina è ormai smascherato: le vittime di Minneapolis sono due cittadini bianchi americani, accomunati da un impegno civile verso i più deboli, come altri milioni di cittadini, che per Donald Trump sono fumo negli occhi e ostacolo al delirio del MAGA.
"Era un infermiere di terapia intensiva. Era un lavoratore come me", ha detto Gray a Sara Sidner della CNN durante una cerimonia commemorativa per Pretti in città.
"Faceva parte del tessuto della mia comunità, insieme agli immigrati e a molte altre persone che rappresentano il nostro quartiere. E le persone che stanno distruggendo il nostro quartiere sono questi agenti dell'ICE che corrono in giro, fuori controllo, che non hanno fatto nulla per rendere la mia vita più sicura, nulla per migliorarla".
Gray ha condannato le dichiarazioni del comandante generale della Border Patrol, Gregory Bovino, secondo cui Pretti stava cercando di "massacrare le forze dell'ordine". Gray ha affermato di voler ricordare Pretti come qualcuno che ha fatto parte di "una resistenza comunitaria non violenta di massa", chiedendo al contempo la fine delle deportazioni e un altro sciopero in seguito alla morte di Pretti, dopo che centinaia di attività commerciali in tutto lo Stato sono state costrette a chiudere venerdì.
"Tutto quello che dicono sui miei vicini è una bugia", ha detto Gray riferendosi all'amministrazione Trump.
"Si tratta di persone comuni che cercano di tenere unito il loro quartiere e di restare unite", ha continuato. "L'intera comunità è unita contro questa occupazione dell'ICE, che fa parte di una tattica di divisione e assegnazione che il regime di Trump ci sta imponendo perché non ha risposte ai veri problemi che la classe operaia deve affrontare".
L'uccisione di Alex Pretti, dopo quella di 2 settimane fa di Renee Nicole Good in circostanze simili e sempre ad opera degli ICE killers a Minneapolis, sembra aver convinto anche gli ultimi dubbiosi indecisi - soprattutto nell'establishment del partito democratico - sulla necessità di abbandonare la cautela e la moderazione nei confronti di Donald Trump. Alcuni settori dell'opposizione democratica ancora pensano che l'opinione pubblica non sia disposta ad una battaglia radicale nei confronti della Casa Bianca, al punto che un gruppo di deputati e senatori si apprestava a dare il proprio voto ad un pacchetto di leggi emanato dalla maggioranza repubblicana contenente addirittura lo stanziamento di fondi per il DHS, il dipartimento da cui dipende l'ICE.
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Il leader della minoranza al Senato Chuck Schumer ha affermato che i democratici "non forniranno i voti per procedere al disegno di legge di bilancio se verrà incluso il disegno di legge sui finanziamenti del DHS", minacciando una chiusura parziale del governo, una ripetizione dello "shutdown" prenatalizio del 2025.
Il senatore repubblicano Bill Cassidy ha scritto in un post su X : "Gli eventi di Minneapolis sono incredibilmente inquietanti. La credibilità dell'ICE e del DHS è in gioco. È necessaria un'indagine congiunta federale e statale completa. Possiamo fidarci del popolo americano e della verità".
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Il deputato democratico Seth Moulton ha condannato fermamente la sparatoria mortale di Alex Pretti, originario del Minnesota, sostenendo in un'intervista alla CNN che "l'unico dibattito" da fare sull'incidente è se si sia trattato di "omicidio o esecuzione".
"Ho visto un gruppo di codardi federali uccidere un coraggioso patriota americano, qualcuno che ha servito veterani come me in un ospedale per veterani, qualcuno che sta cercando di proteggere una cittadina americana che esercita i suoi diritti garantiti dal Primo Emendamento, qualcuno che aveva tutti i diritti garantiti dal Secondo Emendamento di portare un'arma", ha detto il legislatore del Massachusetts a Erin Burnett della CNN.
Ha poi paragonato l'incidente alla repressione statale dei manifestanti in Iran, che ha causato la morte di migliaia di persone .
"Gli americani devono svegliarsi, e i miei colleghi repubblicani a Washington devono svegliarsi", ha detto Moulton.
I democratici, indignati per la sparatoria, hanno minacciato una chiusura parziale del governo (shutdown) per motivi di finanziamento del Dipartimento della Sicurezza Nazionale in seguito all'incidente.
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Nessuno si fa illusioni su un eventuale marcia indietro di Donald Trump. E' fin troppo abituato alla violenza, all'intimidazione, alla sfida e alla menzogna per ammettere che forse si sta oltrepassando il limite della rottura irrimediabile.
Anzi è certo che Trump reagirà con ulteriori minacce nei confronti dei suoi critici, anche quelli all'interno del partito repubblicano. Trump è accecato dal delirio del potere e non è in grado di accorgersi che si sta infilando su un binario pericoloso?
I sondaggi lo danno costantemente in calo, l'esito imbarazzante della disputa sulla Groenlandia ha fatto calare anche i consensi sulla politica estera, dopo l'operazione Maduro salutata come un "grande successo".
Ma la verità inizia a manifestarsi e a ribaltare la retorica trumpiana, creando le premesse per ulteriori voragini di credibilità.
Persino la rivista TIME inizia a svelare i terribili retroscena della rivolta in Iran soppressa nel sangue dal regime Khamenei nonostante la promessa di Trump di "aiutare gli oppositori". Si affaccia l'ipotesi del TRADIMENTO che avevo già adombrato in un post di alcuni giorni fa, e Time ipotizza che sarebbero almeno trentamila - un numero catastrofico - le vittime della repressione in Iran.
Iran, tra l'8 e il 9 gennaio morte in strada oltre 30.000 persone, secondo il TIME
In Iran, i campi di sterminio si estendevano in tutto il Paese, dove, dal 28 dicembre, centinaia di migliaia di cittadini si erano radunati nelle strade gridando prima per chiedere sollievo da un'economia in caduta libera, e poi per la caduta del regime islamico. Durante la prima settimana, le forze di sicurezza hanno affrontato alcune manifestazioni, usando principalmente la forza non letale, ma con i funzionari che hanno anche offerto un linguaggio conciliante, la risposta del regime è stata incerta. La situazione è cambiata durante il fine settimana dell'8 gennaio. Le proteste hanno raggiunto il culmine, quando i gruppi di opposizione, tra cui Reza Pahlavi, figlio in esilio dell'ex scià iraniano, hanno esortato la gente a unirsi alla folla, e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito la promessa di proteggerli , sebbene non sia arrivato alcun aiuto.
Ma su questo sarà necessario scrivere un altro post