Analisi psichiatrica di Donald Trump e caso Fico: una conferma

Al leader slovacco Robert Fico viene attribuita uan scioccante rivelazione sulla salute mentale di Trump. E' una conferma dell'analisi psichiatrica di Susie Wiles?

scritto da i_fan >> 29 gennaio 2026 Donald Trump Informazione e Potere Politica USA

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Trump malato psichiatrico?

Nel mezzo di uno dei momenti più caotici della seconda amministrazione Trump, con le proteste nazionali contro ICE e DHS per l'assassinio di Alex Pretti e Renee Good a Minneapolis che montano, le accuse di tradimento per la promessa non mantenuta di aiutare le opposizioni in Iran che avrebbe causato 30mila morti da parte del regime Khamenei, le minacce all'Europa dopo la sconfitta nel braccio di ferro sulla Groenlandia, il biscazziere di Mar-a-Lago deve affrontare l'accusa più insinuante, pericolosa, potenzialmente distruttiva: l'accusa di essere pazzo, totalmente pazzo e quindi inadatto a fare il Presidente degli Stati Uniti d'America.
 
 Nel giro di 2 mesi è la seconda volta che il tema delle condizioni psichiatriche di Trump emerge con prepotenza e senza la possibilità di censurare la notizia. La prima volta a dicembre 2025, dopo l'intervista di Susie Wiles, fidatissima ed esperta amministratrice dell'agenda domestica di Trump, che a Vanity Fair aveva definito Trump "una personalità alcolica" .
 

All'epoca ho analizzato su questo blog, con l'ausilio della intelligenza artificiale, le implicazioni di quella rivelazione, anche in chiave di scenari strategici.
 
 Da allora gli eventi che confermano quell'analisi psichiatrica si sono ripetuti, fino allo scontro di Davos, i dazi contro l'Europa per la Groenlandia, prima minacciati e poi ritirati, e le allucinanti affermazioni sugli omicidi di Pretti e Good a Minneapolis, definiti "terroristi interni" sulla scia delle frasi del neonazi dell'ICE Bovino e della cinica quanto stupida boss del Dipartimento di Sicurezza Interna Kristi Noem, oggetto ormai di scherno e richieste di dimissioni / impeachment.
 
 In ognuna di queste occasioni è sembrato a tutti evidente, dal tono e dal contenuto delle frasi di Trump, che l'equilibrio mentale del biscazziere fosse compromesso. 
 
 Poi è arrivato Robert Fico, il Primo Ministro slovacco filo trumpiano e filo putiniano che era andato a trovarlo nella reggia di Mar-a-Lago e ne sarebbe uscito "sconvolto".
 
    da Politico.com
 
 ... Il primo ministro slovacco ha dichiarato ai leader dell'UE, durante un vertice la scorsa settimana, che un incontro con Donald Trump lo ha lasciato scioccato dallo stato d'animo del presidente degli Stati Uniti, hanno affermato cinque diplomatici europei informati sulla conversazione.

Robert Fico, uno dei pochi leader dell'UE a sostenere frequentemente la posizione di Trump sulle debolezze dell'Europa, si è detto preoccupato per lo "stato psicologico" del presidente degli Stati Uniti, hanno affermato due diplomatici. Fico ha usato il termine "pericoloso" per descrivere l'aspetto del presidente degli Stati Uniti durante il loro incontro faccia a faccia nella tenuta di Trump a Mar-a-Lago, in Florida, il 17 gennaio, secondo due diplomatici.

Il colloquio tra Fico e i suoi omologhi europei si è svolto a Bruxelles il 22 gennaio, a margine di un vertice UE di emergenza organizzato per discutere delle relazioni transatlantiche in seguito alle minacce di Trump di sequestrare la Groenlandia. I leader hanno sfruttato quell'incontro per cercare di calmare le tensioni, dopo che il presidente degli Stati Uniti aveva ritirato la minaccia di imporre dazi ad alcuni paesi europei il giorno prima.


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 E' molto probabile che le dichiarazioni attribuite a Fico non siano veritiere, e che il leader slovacco non abbia riferito alcunché in merito alle sue presunte impressioni sulla salute mentale di Donald Trump.

 Potrebbe aver fatto qualche battuta sul suo "carattere estroverso, indisciplinato, autoritario" e questo sarebbe bastato a chi di dovere per imbastire l'intera storia sul "Trump squilibrato mentale".
 
 Ma questo è il vero punto importante.

Qualcuno sta mandando segnali alle diplomazie internazionali su come aprire un fronte di battaglia comune contro Donald Trump, senza badare al sottile, ricorrendo a mezze verità o palesi ma credibili falsificazioni.
 Perché Donald Trump si comporta effettivamente da "pazzo" anche se nessuno riuscirà mai ad ottenere un referto ufficiale di analisi psichiatrica del biscazziere.
 
 Trump si comporta da "pazzo" e questo legittima le narrazioni, vere o inventate, sul suo stato di salute mentale.

 E l'aspetto più importante è che in Europa si è creato un clima di guerra diplomatica e politica senza esclusioni di colpi.


 Le affermazioni pubblicate da POLITICO.EU attribuite a Robert Fico sarebbero state condivise in un vertice tra leader europei a Bruxelles, e il messaggio sottile agli europei è: preparatevi a usare questo argomento nelle battaglie politiche future, e questo avvalora la tesi che l'Europa si sta preparando ad una battaglia di opinione pubblica contro Donald Trump per avvalorare la tesi della sua incapacità di essere punto di riferimento per i governi alleati.

Un messaggio anche per Giorgia Meloni, Marine Le Pen, Victor Orban e camerati vari.
 
 D'altra parte Donald Trump nn fa nulla per smentire di essere un malato psichiatrico. Le affermazioni degli ultimi giorni, in particolare quelle sugli omicidi di Pretti e Good a Minneapolis e i tentativi maldestri di difendere la sua ICE Barbi Kristi Noem e il suo SS Greg Bovino, dimostrano che non si rende conto del vicolo cieco in cui sta ficcando l'America e il mondo intero. Per questo le frasi attribuite a Robert Fico, anche se inventate, sono verosimili.
 
Oramai qualsiasi cosa, compresa la vita di 30mila oppositori iraniani ingannati dalle sue roboanti promesse di aiuto non mantenute, è subordinata alla "personalità alcolica" del biscazziere della Casa Bianca.

 E' il caso di rileggere il post di 2 mesi fa:
 


Analisi psichiatrica da Susie Wiles su Trump "personalità alcolizzata"

Le affermazioni di Susie Wiles sulla "personalità alcolica" (dry drunk) di Trump sono molto più profonde di quanto appare. Ecco un'analisi psichiatrica della "personalità alcolica"

scritto da A_I_fan >> 17 dicembre 2025


Questo post è stato scritto in collaborazione con Gemini AI. L'idea era quella si analizzare le scioccanti frasi del capo staff della Casa Bianca Susie Wiles, ma piano piano si è trasformata in una discussione tra me e Gemini su un paio di questioni rilevanti : 

"L'Ebbrezza del Caos: Diagnosi e Sobrietà ai tempi del Grande Narcisismo"

"Dopo la Tempesta Digitale: Mappa per una Sobrietà Civile"

Alla fine il post risulta molto più lungo e diverso da come lo avevo immaginato, ma utile per riflettere ben oltre "la personalità alcolizzata" di Donald Trump.

 


Definizione psichiatrica di "Trump ha la personalità di un alcolizzato": 
 uno psichiatra analizza le frasi dette da Susie Wiles a Vanity Fair su "Trump ha la personalità di un alcolizzato". Come lo psichiatra spiega una tale affermazione? Cosa significa comportarsi da alcolizzato senza esserlo?


In psichiatria, l'affermazione di Susie Wiles (storica manager della campagna di Trump) secondo cui il Presidente Trump avrebbe la "personalità di un alcolizzato" — pur essendo lui notoriamente astemio — è un'osservazione clinica informale ma molto precisa.

Dal punto di vista fenomenologico, si riferisce a quello che in gergo tecnico o nei gruppi di recupero viene spesso chiamato "Dry Drunk" (alcolista all'asciutto).

Ecco come analizzare questa dinamica:

1. La "Personalità Alcolica" senza Alcol
Il termine descrive un insieme di tratti comportamentali e cognitivi tipici di chi soffre di dipendenza, che persistono o si manifestano anche in assenza della sostanza. Non riguarda il "cosa si beve", ma il "come si reagisce" alla realtà.

I pilastri di questa personalità sono: impulsività e scarsa tolleranza alla frustrazione, una reazione immediata e spesso rabbiosa a qualsiasi ostacolo, senza la mediazione della riflessione.

Grandiosità e Narcisismo: Un senso ipertrofico del sé utilizzato come difesa contro insicurezze profonde.

Pensiero Dicotomico (Bianco o Nero): Le persone sono "leali" o "traditori", i risultati sono "i più grandi della storia" o "disastri totali". Non esiste sfumatura.

2. Meccanismi di Difesa Tipici
Uno psichiatra noterebbe l'uso massiccio di tre meccanismi di difesa specifici dell'alcolista:

Negazione (Denial): La negazione sistematica dell'evidenza, anche di fronte a prove contrarie.

Proiezione: Attribuire agli altri i propri difetti o i propri intenti malevoli (es. "Io non sono corrotto, lo sei tu").

Razionalizzazione: Creare spiegazioni apparentemente logiche per giustificare comportamenti irrazionali o impulsivi.

3. La dinamica del "Ciclo del Caos"
Proprio come l'alcolista vive tra l'ebbrezza e i postumi della sbornia (hangover), questa personalità crea un ciclo di crisi permanente:

La Fase dell'Agitazione: Creazione di un conflitto o di una dichiarazione scioccante (la "bevuta" metaforica).

La Fase del Caos: Gestione della reazione altrui, che alimenta il senso di importanza del soggetto.

La Fase del Vittimismo: Quando arrivano le conseguenze, il soggetto si dipinge come perseguitato da forze esterne (il "mondo cattivo" contro di lui).

4. Perché Susie Wiles usa questa metafora?
Dal punto di vista gestionale, dire che Trump ha la personalità di un alcolizzato significa che chi lavora con lui deve agire come un "Enabler" (facilitatore) o un familiare di un dipendente.

Chi gli sta vicino deve prevedere i suoi "sbalzi d'umore", arginare i danni delle sue uscite impulsive, gestire la sua costante necessità di gratificazione immediata (il "rinforzo dopaminergico" che l'alcolista cerca nella bottiglia e lui cerca nell'attenzione mediatica).

In sintesi da un punto di vista psichiatrico, "comportarsi da alcolizzato senza esserlo" significa presentare un disturbo della regolazione emotiva e del controllo degli impulsi.

È una struttura di personalità che cerca nel potere, nel conflitto o nell'adulazione lo stesso sollievo temporaneo che un alcolista cerca nell'etanolo.

Come tutto questo può influire sulle decisioni che il capo della maggiore potenza economica e militare deve prendere ogni giorno?


L'influenza di una personalità di tipo "Dry Drunk" (o "alcolista all'asciutto") sulle decisioni di un leader mondiale è profonda, poiché altera i processi cognitivi e decisionali che normalmente dovrebbero basarsi su logica, analisi del rischio e consulenza degli esperti.

Ecco come questa struttura psicologica si traduce in azioni politiche, economiche e militari:

1. Decisioni basate sull'Impulso (vs Strategia)

In un contesto di alta pressione, un leader dovrebbe seguire protocolli stabiliti. La personalità "Dry Drunk", invece, cerca il sollievo immediato dall'ansia.

 Rischio Geopolitico: Una minaccia militare o un dazio economico possono essere decisi non dopo mesi di studio, ma come risposta reattiva a un'offesa percepita o per dominare il ciclo mediatico della giornata.
 Conseguenza: L'imprevedibilità diventa una dottrina. Se da un lato può destabilizzare gli avversari, dall'altro terrorizza gli alleati, che non possono più fare affidamento su trattati o impegni a lungo termine.

 2. L'erosione della Catena di Comando

Il "Dry Drunk" ha un bisogno patologico di controllo per sedare la propria insicurezza.

 Sfiducia negli Esperti: Poiché il "Dry Drunk" si sente l'unico depositario della verità, tende a ignorare i rapporti di intelligence o i pareri tecnici (i "generali" o gli "economisti"). Chiunque offra dati contrari alla sua visione viene visto come un "traditore" o un incompetente.
 Isolamento Decisore: Nel tempo, le persone competenti si dimettono o vengono allontanate, lasciando spazio solo a chi asseconda l'impulso del leader (i cosiddetti enablers).

 3. Gestione della Crisi come "Adrenalina"

Per questa personalità, la pace e la stabilità sono noiose e ansiogene. Il caos, invece, è stimolante.

 Creazione di Crisi Artificiali: Come un alcolista che crea un dramma familiare per giustificare una bevuta, un leader con questi tratti può innescare una crisi diplomatica o commerciale per sentirsi di nuovo "al centro del ring".
 Esempio: Minacciare l'uscita dalla NATO o chiudere improvvisamente i confini. L'atto di forza genera un picco di dopamina che placa temporaneamente il senso di vuoto interiore.

 4. Analisi del Rischio Distorta: Il "Pensiero Magico"

Il "Dry Drunk" spesso crede che la realtà si piegherà alla sua volontà semplicemente perché lui lo desidera (negazione della realtà).

 In Economia: Può ignorare gli indicatori macroeconomici negativi, convinto che il suo "tocco" personale risolverà tutto.
 In Guerra: Potrebbe sottovalutare le capacità di un nemico o le conseguenze di un conflitto nucleare, vedendo tutto come un gioco a somma zero dove lui deve necessariamente essere il vincitore.

 5. La "Politica della Paranoia"

La proiezione è il meccanismo di difesa principale: "Se io mi sento aggressivo, è perché gli altri mi stanno attaccando".

 Decisioni Difensive/Aggressive: Le scelte di sicurezza nazionale possono diventare paranoiche. Ogni trattato internazionale viene visto come un tentativo di "fregare" il paese, portando a un isolazionismo radicale che, paradossalmente, indebolisce la potenza che si vorrebbe proteggere.

In definitiva, per la maggiore potenza del mondo, avere un leader con questa personalità significa che il tasto nucleare o la leva dei mercati finanziari sono collegati direttamente al sistema limbico (la parte emotiva del cervello) del leader, saltando spesso i filtri della corteccia prefrontale (la parte razionale).

 

 

Quale ruolo possono avere i "facilitatori" (enablers) che lo circondano?


In un contesto psichiatrico e sistemico, il ruolo dei "facilitatori" (enablers) è fondamentale per mantenere in piedi la struttura di potere di una personalità "Dry Drunk". Senza un sistema di supporto che ammortizza, giustifica e nasconde le disfunzioni del leader, la personalità impulsiva collasserebbe sotto il peso delle proprie conseguenze.

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