Due sorelle scomparse, una brutta storia di burocrazia familiare

Due sorelle tolte ai genitori separati e portate da Minturno a Civitella Alfedena in una casa-famiglia scompaiono nel nulla. Speriamo che non sia tragedia ma "solo" una brutta storia di burocrazia incapace

scritto da i_fan >> 15 giu 2026
2 sorelle scomparse

Due sorelle scomparse, una sconfitta che speriamo non si trasformi in tragedia

Le due sorelle Sarah 12 anni e Alisya 16 scompaiono nella notte tra il 5 e il 6 giugno da una casa-famiglia di Civitella Alfedena, paese del Parco Nazionale d'Abruzzo dove sono "ospitate" loro malgrado, perché nel loro paese di nascita Minturno nel basso Lazio di fronte al mare non c'è più la loro famiglia naturale, perché padre e madre da anni sono separati e litigano, e un giudice decide che mentre i genitori litigano è meglio che le due sorelle, all'epoca ancora bambine e ora entrate nell'adolescenza, stiano lontane dai genitori a cui viene sottratta la responsabilità genitoriale.

La quale responsabilità, dopo tre anni di cause e burocrazie, viene ripristinata al padre Stefano Di Giacinto e non alla madre Valentina D'Acunto, contro il desiderio esplicito delle due sorelle che hanno invece espresso in vari modi il loro forte legame verso la madre.

Con ogni probabilità, ma qui le cronache sono carenti di informazioni, la madre non ha mezzi economici e/o possibilità di sostentamento sufficienti secondo le norme di legge per potersi assumere l'onere/desiderio di restare con le figlie. Mentre invece il padre, sempre secondo i giudici, avrebbe i mezzi anche se per le due sorelle non è una figura amorevole e desiderata.

In questa brutta vicenda Sarah e Alisya hanno certamente sviluppato un senso di dolore e di resistenza, in una condizione che per anni le ha probabilmente sottratto gran parte degli affetti e delle gioie dell'infanzia.

Per Sarah e Alisya il trasferimento dalla casa dell'infanzia di Minturno a quella assegnatagli dalla burocrazia a Civitella - con un passaggio intermedio a Cassino - è stata una tappa di un percorso infelice, durante il quale hanno dovuto crescere in fretta, legate l'una all'altra da una forza incredibile, ma durante il quale hanno sempre esplicitato il loro desiderio di "stare con la mamma". E' il loro desiderio e speranza, di cui la legge che regola gli aspetti complessi e dolorosi delle separazioni familiari cerca di tenere conto, almeno sulla carta, ma poi perde la bussola nei meandri della burocrazia, degli avvocati, dei cavilli e delle eccezioni.

E una separazione diventa dolore e rischia ancor peggio di trasformarsi in tragedia, se le due sorelle scomparse Sarah e Alisya non vengono ritrovate al più presto o se decidono di scomparire per sempre, inghiottite dalla disperazione che spesso squassa e distrugge le adolescenze infelici.

da Repubblica.it

... Ma soprattutto emergono le parole scritte dalle ragazze nelle lettere indirizzate alla madre durante gli incontri protetti. Lettere che raccontano nostalgia, solitudine e il desiderio di tornare a una normalità familiare che da anni sembra sfuggire.

«È brutto stare qui senza di voi», scriveva Alisya all'inizio dell'anno. E ancora: «Dovete stare tranquilli. Tutto passerà. Ritorneremo a stare tutti insieme». Parole che oggi assumono un peso ancora più doloroso.

Mentre genitori, avvocati, assistenti sociali e tribunali continuano a confrontarsi nelle aule giudiziarie, il dato più drammatico resta uno: due ragazzine sono scomparse da una settimana e nessuno sa dove siano. Le ricerche continuano senza sosta, nella speranza che Alisya e Sarah possano essere ritrovate presto e in buone condizioni.


da latinatoday

...Continuano senza sosta, ma purtroppo ancora senza esito, le ricerche di Alisya e Sarah Di Giacinto, le due sorelle di 16 e 12 anni, originarie di Minturno, scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena nella notte tra il 6 e il 7 giugno.

Le ricerche dei sommozzatori nel lago di Barrea

Dopo una settimana senza tracce né segnalazioni, le ricerche si concentrano anche nel lago di Barrea, dove nelle ultime ore i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno effettuato una ricognizione dello specchio d'acqua, soffermandosi in particolare sotto i due ponti. Intanto, droni e unità cinofile continuano a battere l'intero territorio dell'Alto Sangro, raggiunto anche dal padre delle ragazze, accompagnato dal suo legale, Francesco Riccardi, che sta seguendo con grande apprensione le operazioni. Al momento però non sarebbero stati rintracciati elementi utili per il ritrovamento delle due sorelle.

Le indagini

La procura di Sulmona indaga per sottrazione di minori, ma le indagini non lasciano intentata nessuna pista, compresa quella di un aiuto ricevuto durante l'allontanamento volontario dalla struttura che le accoglieva. Il padre Stefano ha però denunciato i gestori della casa famiglia di Civitella Alfedena, ritenendoli “corresponsabili” della scomparsa per una presunta mancanza di controlli. Le ragazze, come ricostruito, sarebbero uscite da una porta finestra dell'edificio durante la notte tra sabato 6 e domenica 7 giugno, lasciando entrambi i cellulari, ora acquisiti dagli investigatori, nella struttura. L'ipotesi è che, ad attenderle, potrebbe esserci stata un'auto. Alcune verifiche saranno infatti effettuate proprio sui mezzi di cui è stato registrato il passaggio lungo la strada tra le 2 e le 5 del mattino. Al vaglio degli investigatori ci sono anche le lettere e i diari delle due ragazze

Il divorzio e la potestà genitoriale contesa

Nel frattempo, è stata fatta chiarezza su alcuni dettagli emersi in questi giorni. Alisya e Sarah sono entrate nel circuito delle case famiglia tre anni fa, dopo una difficile separazione dei genitori. In un primo momento Alisya era stata ospitata in una struttura di Cassino, per poi essere trasferita a Civitella Alfedena. Sarah dopo un periodo nella stessa città laziale, era stata trasferita a Colli sul Velino, in provincia di Rieti. Le due sorelle si sono ricongiunte soltanto un anno fa nella struttura abruzzese. La responsabilità genitoriale era stata revocata a entrambi i genitori dopo il divorzio a causa di "conflittualità". A fine maggio una sentenza del Tribunale per i minori di Cassino, a cui la madre ha annunciato che farà ricorso, ha restituito al padre la potestà genitoriale delle figlie.

da corriere.it

Il padre: «Le ha prese qualcuno che loro conoscono»

Stefano Di Giacinto, il papà operaio, ha detto chiaro come la pensa: «Impossibile che siano andate via da sole, a piedi, in una zona come quella, assolutamente isolata, senza bus, piena di animali. Qualcuno le ha prese e dev'essere qualcuno che loro conoscono, diversamente non sarebbero mai andate».

Nella denuncia presentata alla stazione dei carabinieri di Villette Barrea (L'Aquila) ha voluto precisare di essere il solo a poter esercitare la responsabilità genitoriale sulle figlie: «Il 28 maggio scorso il Tribunale di Cassino ha fatto decaderequella della mia ex moglie... (era stata sospesa per entrambi dal 2023, è stata riattivata solo per lui, ndr). Io non sentivo le ragazze dal 3 giugno, Alisya mi ha mandato dei messaggi whatsapp con il telefono della struttura e come al solito da quando si trova nella comunità Hope l'ho sentita molto tranquilla... Posso riferire che le ragazze qualche giorno fa (la denuncia è del 7 giugno, ndr) avevano avuto notizia della sentenza del 28 maggio dall'avvocato della mia ex moglie, il quale aveva contattato le ragazze, non so riferire in che modo...». C'è forse un collegamento fra quella recentissima sentenza e l'allontanamento? Per fugare ogni dubbio gli investigatori hanno eseguito una perquisizione a casa della madre, Valentina D'Acunto, che ha dato esito negativo.

La madre: «Vi prego, tornate»

Nel frattempo la mamma, casalinga, ha diffuso un audio rivolgendosi alle figlie con una voce rotta dalla commozione: «Sarah, Alysya, amori miei, se state ascoltando queste parole dovete sapere che la cosa più importante per me è che stiate bene. Da quando non ho più vostre notizie ogni giorno che passa è pieno di preoccupazioni. Ma anche di speranze. Speranze di potervi riabbracciare al più presto. Qualunque sia stato il motivo che vi ha portato ad allontanarvi vi chiedo di mettervi in contatto con noi. Mamma non è arrabbiata e ricordatevi che tutto si sistema ma dobbiamo farlo insieme. Mamma v'aspetta. Siete la mia vita, vi prego tornate».

L'avvocato Enrico Mastantuono, che con i colleghi Pino D'Amici e Massimo Montanaro assiste la donna, ha ricordato la questione degli incontri programmati a Minturno, sia con la madre che con il padre: «Ma loro hanno continuato a manifestare opposizione per lui. Tanto che lo scorso anno l'assistente sociale ha comunicato la revoca dei rientri a casa perché le sorelle rifiutano di andare con il padre. Naturalmente noi impugneremo la sentenza del 28 maggio».

E mentre è in corso la battaglia di carte bollate loro, Sarah e Alisya, non si trovano.

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La scomparsa di Sarah e Alisya è una brutta storia, angosciosa e inquietante che deriva da una realtà complessa e dimenticata, quella dei figli nelle famiglie che si separano, una realtà tanto diffusa e normata quanto impermeabile alla presa d'atto che le parti più deboli ed esposte sono i bambini o gli adolescenti, dando la priorità a criteri di tipo economico/logistico o a valutazioni fatte da strutture sociali che affogano nella burocrazia quotidiana, perdendo di vista il banale aspetto chi chiedersi cosa pensano, desiderano, vogliono i figli.

Quella di Sarah e Alisya è una sconfitta della società, speriamo che non si trasformi anche in tragedia




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