Vannacci Putin Salvini , missione fallita
Il generale Roberto Vannacci ha ufficializzato l'uscita dalla Lega di Salvini per dare vita ad un presunto partito a sua immagine orribile e somiglianza tragica, dal nome Futuro Nazionale.
Non ci sarebbe da spendere tempo e parole per commentare un evento di assoluta irrilevanza nel panorama politico italiano, perchè non influisce sulla maggioranza che sostiene il governo di Giorgia Meloni e porta via solo un paio di deputati dal gruppo parlamentare della Lega.
Eppure la fuoriuscita del generale Vannacci, che un paio di anni fa sembrava la spalla sicura per sorreggere un traballante Matteo Salvini, un significato ce l'ha ed è rappresentato dal fallimento del tentativo di Putin di introdursi nella politica italiana in modo massiccio e divisivo, per creare un fronte interno per indebolire la posizione filo Ucraina del ministro della Difesa Crosetto e di gran parte del governo Meloni.
Il generale Vannacci doveva essere, nei piani del Cremlino, una testa d'ariete per sfondare prima il portone della Lega e poi quello del centrodestra.
Un tentativo fallito grazie alla componente anti Salvini della Lega, quella che governa nel Nord Est e non è disposta a farsi trascinare né nel rigurgito nazifascista di Vannacci-CasaPound né nella corte di zar Putin.
L'ambiguo generale "dei miei stivali" Vannacci esce di scena, toglierà qualche voto al centrodestra con cui però farà patti elettorali alle prossime elezioni, ma resterà solo un fastidioso ricordo.
Putin cercherà qualcosa di meglio per condizionare la già condizionata politica italiana.