Il Mondo inizia a preoccuparsi della follia mafiosa di Trump


Trump sta trascinando il mondo in un incubo oscuro e ignoto, modellato sul suo delirio affaristico e mafioso

scritto da i_fan >> 09 gennaio 2026 Donald Trump Europa Groenlandia petrolio Venezuela Politica USA

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Trump come Nerone

Dopo il golpe in Venezuela (contro Machado e i partiti democratici, salvando il regime Maduro), le minacce alla Groenlandia (mi serve e me la prendo) al Messico e all'Europa, il sequestro di petroliere russe, l'assassinio di oppositori come la povera Renee Good. 

Trump sta trascinando il mondo in un incubo oscuro e ignoto, modellato sul suo delirio affaristico e mafioso.

Tutti lo assecondano, perché pensano che poi se ne uscirà, ma potrebbe essere un calcolo sbagliato che conduce in un vicolo cieco.


 

Il francese Emmanuel Macron, che 12 mesi fa per primo aveva iniziato la tattica di contenere Donald Trump facendo leva sull'adulazione e sull'ossequio, pensando di poterne trarre dei benefici e contenerne l'egoismo sfrenato, si è dovuto ricredere, ammettendo che il biscazziere americano ha una visione colonialista e imperialista che distrugge alle fondamenta le decennali alleanze tra Stati Uniti ed Europa.

Nel suo discorso annuale sulla politica estera di giovedì, il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato che Washington si sta “gradualmente allontanando da alcuni dei suoi alleati e si sta liberando dalle regole internazionali che era solita promuovere”.

Trump, da tempo scettico nei confronti della NATO, questa settimana ha sollevato nuovi dubbi sul suo impegno nei confronti dell'alleanza, affermando di non essere convinto che questa sarebbe intervenuta in aiuto di Washington in caso di crisi. "Dubito che la NATO sarebbe lì per noi se ne avessimo davvero bisogno", ha scritto su Truth Social , aggiungendo però che gli Stati Uniti continueranno a sostenere i loro alleati NATO.

Il disprezzo di Trump verso gli europei, che siano i leader tecnocratici di Bruxelles o i comuni cittadini non fa differenza, si manifesta nel linguaggio volgare con cui li dipinge e nelle manifestazioni di insofferenza verso chiunque si azzarda a mettere in dubbio le pretese del boss mafioso.

Nella visione trumpiana della diplomazia internazionale, l'Europa è un insieme di cosche che si rifiutano di pagare la quota di protezione al boss dei boss, cioè lui, il Padrino dell'Emisfero Occidentale, di fronte al quale invece dovrebbero inginocchiarsi e ringraziarlo pagando cospicue mazzette.

 

Il primo ministro danese Mette Frederiksen ha avvertito il 5 gennaio che un'invasione americana della Groenlandia avrebbe segnato la fine dell'alleanza militare. "Se gli Stati Uniti decidessero di attaccare militarmente un altro paese della NATO, tutto si fermerebbe, compresa la NATO e quindi la sicurezza instaurata dalla fine della Seconda Guerra Mondiale".

La disputa sulla pretesa di annettere la Groenlandia (solo una delle tante), con le buone o con le cattive maniere, è l'esempio lampante della naturale mafiosità di Trump, che si è rivelata nelle frasi deliranti di una intervista al New York Times : "Solo io posso darmi un limite, solo la mia moralità, la mia mente". 

Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato al Times di non sentirsi responsabile del diritto internazionale e di essere vincolato solo dalla propria coscienza. "La mia moralità. La mia mente. È l'unica cosa che può fermarmi", ha detto. E ha aggiunto "Non ho bisogno del diritto internazionale".

Trump, quando gli è stato chiesto perché volesse che gli Stati Uniti controllassero la Groenlandia, ha risposto: "Perché è ciò che ritengo sia psicologicamente necessario per il successo. Credo che la proprietà ti dia qualcosa che non puoi ottenere con un contratto di locazione o un trattato. La proprietà ti dà cose ed elementi che non puoi ottenere semplicemente firmando un documento".


Tutto il resto non conta, secondo Donald Trump, e queste sono parole agghiaccianti se pronunciate dal capo dell'esercito più devastante del Pianeta, dal boss più spregiudicato della spregiudicata finanza mondiale.


 

Il delirio di Trump è ormai talmente evidente, dilagante, irrefrenabile che l'intero sistema di poteri, alleanze, convenienze, equilibri, viene ad essere messo in crisi facendo balenare il rischio di una implosione violenta e incontrollata di conflitti e rese dei conti capaci di superare di decine volte le grandi tragedie già viste nella storia dell'umanità.

Siamo arrivati sull'orlo del baratro e chi dovrebbe cercare di frenare la caduta fa di tutto per spingerci oltre, nel vuoto e nello schianto, se non paghiamo il prezzo della rinuncia alla libertà, alla dignità, alla possibilità di restare umani.

Donald Trump, e tutto il sistema che lo ha portato al potere e che si sta consolidando per sopravvivere oltre Trump, è la fine di un'epoca e l'inizio di un'altra, facile a dirsi ma impossibile da prevedere e descrivere se non facendo ricorso a tinte fosche e lugubri presagi .

Immaginate il mondo dominato e videosorvegliato da personaggi come Trump, Putin, Netanyahu, Xi Jinping (quest'ultimo, a confronto, sembra essere diventato il più "democratico" della compagnia), immaginate le ricchezze enormi concentrate in poche aziende e in poche teste, immaginate la moltiplicazione degli arsenali militari già ora in grado di far uscire la Terra dall'orbita solare, immaginate di non poter più pensare con la propria mente, di non poter guardare con i propri occhi, parlare con la propria bocca, ammutoliti e manipolati dalle intelligenze artificiali governate dai media di Trump, Putin e Xi Jinping.

E dovremo sperare di vivere "in pace" sotto il dominio di uno di questi tre gaglioffi, sperando che non si facciano la guerra tra di loro e si spartiscano gli emisferi senza litigare, perché sennò sono guai ancora peggiori, per noi ovviamente.

Dovremo decidere di farci rappresentare e proteggere scegliendo tra la "moralità" di un Trump o un Putin o un Xi Jinping! o di uno dei loro vassalli designati.

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Pensare che tutto questo accada per colpa di Trump è infantile, sbagliato ma consolatorio. Pensare che Trump sia l'inizio e la fine di tutto è fuorviante.
Trump alla Casa Bianca ce lo hanno messo in tanti, non solo gli americani, ma anche europei, asiatici, africani, latini, e forse addirittura gli eschimesi, perché Trump non è un personaggio improvviso e transitorio ma il frutto di colpe collettive, di cecità e ingordigie, di corruzioni senza limiti ed illusioni trasversali.

Trump è il folle desiderio dei popoli di farsi governare e sottomettere allegramente anziché assumersi la faticosa responsabilità di pensare scegliere decidere.

 

 

"Gli Stati Uniti stanno usando le loro forze armate per proteggere i nostri interessi nel nostro emisfero senza mezzi termini", ha affermato Steve Miller, eminenza nera di Donald Trump. "Siamo una superpotenza e sotto la presidenza Trump ci comporteremo come una superpotenza. È assurdo che permettiamo a una nazione nel nostro stesso territorio di diventare fornitore di risorse per i nostri avversari, ma non per noi".

Invece di “chiedere che si tengano le elezioni” in Venezuela, ha aggiunto, “il futuro del mondo libero dipende dalla capacità dell’America di affermare se stessa e i propri interessi senza scuse”.