Pam Bondi Barbie di Trump licenziata
Onore a Pam Bondi che Trump ha licenziato perché sua fedelissima ma non abbastanza e per non aver manipolato bene i files di Epstein, creandogli imbarazzo. E per non aver trovato il modo, il cavillo o l'abuso per perseguire penalmente i suoi avversari politici in particolare Letitia James (magistrata di New York) e James Comey (ex capo FBI).
Onore a Pam Bondi non perché fosse competente e indipendente, ma perché è una donna e in quanto tale vittima del maschilista, bullo perverso Donald Trump.
Le donne, come dimostrano i fatti, sono le ultime a fare carriera in politica e nelle aziende, le prime ad essere cacciate e a pagare gli errori altrui (dei maschi).
Per questo Pam Bondi merita di essere difesa, almeno un pò, dalle prepotenze mafiose e maschiliste del suo boss, a cui comunque ha rinnovato la sua fedeltà eterna.
E in ogni caso, a prescindere da meriti e demeriti, e anche se solo involontariamente, la bionda Pam Bondi, che tutti hanno sempre definito sarcasticamente la Barbie di Trump, ha il merito di aver costretto il biscazziere di Mar-a-Lago a licenziarla, accrescendo l'antipatia di una parte femminile dell'opinione pubblica mondiale verso il presidente arrogante prepotente e pazzo.
Un altro colpetto alla già sbriciolata immagine della Casa Bianca per l'accresciuta convinzione che se Trump ha licenziato Pam Bondi per non aver nascosto bene gli Epstein Files questo prova che Trump ha molto da nascondere sullo scandalo Epstein.
Licenziando la Bondi Trump ha fatto un'altra tafazzata, a scapito del suo già bassissimo indice di gradimento.
da Politico.com
... Bondi si è spinta oltre i suoi predecessori per dare a Trump ciò che voleva. Dopo le pressioni pubbliche esercitate da Trump a settembre, Bondi ha nominato un procuratore di sua fiducia per orchestrare procedimenti penali contro l'ex direttore dell'FBI James Comey e il procuratore generale di New York Letitia James. Ma un giudice federale ha rapidamente archiviato entrambi i casi, ritenendo che la manovra violasse le leggi federali sulle nomine.
Altri casi richiesti da Trump — il perseguimento penale di diversi membri democratici del Congresso che hanno esortato i militari a disobbedire a ordini illegali, le accuse contro il suo storico nemico, il senatore Adam Schiff, e i membri graziati della commissione del 6 gennaio — si sono bloccati o non sono nemmeno partiti.
Trump si è apertamente sfogato per la riluttanza del suo Dipartimento di Giustizia a formulare ulteriori accuse contro i suoi avversari, temendo che ciò danneggi la sua credibilità presso la sua base MAGA. Le sue lamentele riecheggiano simili frustrazioni espresse nei confronti dei predecessori di Bondi, William Barr, che si rifiutò di avallare le sue false affermazioni di frode elettorale , e Jeff Sessions, che si rifiutò di intervenire nell'indagine del procuratore speciale Robert Mueller sui legami di Trump con la Russia.