Il cardinale Pizzaballa
"Siamo stati costretti a tornare indietro mentre procedevamo in forma privata e senza alcuna caratteristica di processione o atto cerimoniale" verso la Basilica del Santo Sepolcro, nella Città Vecchia di Gerusalemme, racconta il cardinale Pizzaballa patriarca di Gerusalemme cha assieme a padre Francesco Ielpo si stava dirigendo verso i luoghi della Passione di Cristo, i luoghi più cari per l'intera cristianità ma anche per i non credenti che riconoscono nel mito di Gesù l'inizio della narrazione sociale rivoluzionaria degli oppressi contro gli oppressori.
"Per la prima volta da secoli, ai capi della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro ... Questo incidente costituisce un grave precedente e ignora la sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che durante questa settimana guardano a Gerusalemme".
Non poteva esserci circostanza peggiore, per scagliare il gravissimo insulto ai cristiani nei giorni della Pasqua. Israele ormai si sente al di sopra di tutto, al di fuori di ogni vincolo e controllo di moralità e legalità. Negli ultimi tre anni ha ucciso decine di migliaia di palestinesi e arabi, da Gaza alla Cisgiordania, dal Libano alla Siria, e ora contro i civili iraniani con il pretesto di liberarli dal regime degli Ayatollah.
Ogni occasione è buona per il popolo di Netanyahu per mostrare il volto diabolico dell'ebraismo fanatico, l'ossessione della Grande Israele contro tutto e tutti.
L'ufficio del primo ministro Netanyahu beffardamente e ipocritamente dichiara: "Non vi è stata alcuna intenzione malevola contro Pizzaballa, ma solo preoccupazione per la sicurezza sua e del suo seguito. Data la sacralità della settimana che precede la Pasqua per i cristiani di tutto il mondo, i servizi di sicurezza israeliani stanno mettendo a punto un piano per consentire ai leader religiosi di celebrare le funzioni nel luogo santo nei prossimi giorni".
Ipocrisia che contagia anche il presidente di Israele Isaac Herzog : "Ho appena telefonato al Patriarca latino di Gerusalemme», scrive Isaac Herzog, «per esprimere il mio profondo dolore per lo spiacevole incidente. All'origine ci sono preoccupazioni per la sicurezza. Ho ribadito l'incrollabile impegno dello Stato di Israele a favore della libertà di religione per tutte le fedi e a tutelare lo status quo nei luoghi santi di Gerusalemme".
Ipocrisie utili a nascondere che anche nei giorni della Pasqua cristiana i coloni fanatici aizzati dal governo Netanyahu continuano ad assalire, uccidere, derubare, umiliare, cacciare i palestinesi di Cisgiordania, e i soldati dell'esercito regolare israeliano occupano il Libano e cacciano centinaia di migliaia di libanesi dalle loro terre, occupandole, con il pretesto della sicurezza, per non restituirle mai più.
Netanyahu e la sua banda di criminali e ladroni si è voluto vendicare delle parole, dure ed inequivocabili, che il cardinale Pizzaballa aveva pronunciato pochi giorni fa, dopo l'uccisione di migliaia di libanesi tra cui Padre Pierre Al-Rahi parroco maronita ucciso dal IDF nel sud del Libano: "La manipolazione del nome di Dio per giustificare questa o qualsiasi altra guerra è il peccato più grave che possiamo commettere in questo tempo. Non ci sono nuove crociate e Dio non c’entra in tutto questo. Dio è tra coloro che stanno morendo, che stanno male, che soffrono".
Parole che vanno dritte al cuore del problema creato dal fanatismo nazional-religioso ebraico rappresentato dal governo Netanyahu: la strategia che porta ad espellere i palestinesi dalle loro terre, i libanesi e i siriani, e i giordani, tutti i popoli vicini dovranno cedere terre e diritti a favore della Grande Israele, la missione divina di cui il criminale Netanyahu si sente investito.
Solo per la cronaca vanno riportate le parole prive di efficacia di Yair Lapid (Yesh Atid partito di opposizione): "Non c'è distruzione di valore paragonabile a quella che questo governo (Netanyahu) sta infliggendo alla nostra reputazione internazionale ... Nessuno si fa avanti per dire: "Questa non è una dichiarazione di guerra ebraica al mondo cristiano ... il governo non ha reagito tempestivamente a quello che ha definito un affronto (da parte della polizia)".
Il coraggio di Papa Leone XIV invece è esplicito, ed è una chiamata alla mobilitazione : Fratelli, sorelle, questo è il nostro Dio: Gesù, Re della pace. Un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra, che non ascolta la preghiera di chi fa la guerra e la rigetta dicendo: “Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue”.
Messaggio di sfida e di scomunica, per Netanyahu e Trump, il Medio Evo prossimo venturo.