12mila oppositori uccisi da Khamenei in Iran
Dichiarazione di Iran International: il più grande massacro nella storia moderna dell'Iran non sarà sepolto nel silenzio
L'Iran è precipitato in un blackout sistematico; l'obiettivo di questo blackout non è semplicemente il "controllo della sicurezza", ma piuttosto quello di nascondere la verità.
Il blocco generalizzato di Internet, la paralisi delle comunicazioni, la chiusura senza precedenti dei media e l'intimidazione di giornalisti e testimoni indicano tutti un unico obiettivo: impedire la visione, la documentazione e il follow-up di un crimine monumentale e storico.
Negli ultimi giorni, dopo aver ricevuto resoconti sparsi ma terrificanti e scioccanti, Iran International ha compiuto ogni sforzo, attraverso verifiche professionali, per giungere a una valutazione più accurata della portata della dura repressione e delle brutali uccisioni di cittadini durante le proteste degli ultimi giorni.
In un paese in cui il regime chiude deliberatamente l'accesso alle informazioni, ottenere questa valutazione diventa un compito difficile e dispendioso in termini di tempo; soprattutto perché affrettarsi ad annunciare statistiche incomplete sulle vittime avrebbe potuto portare a un errore nella registrazione della realtà e distorcere le dimensioni di questa grande tragedia.
Da domenica, la quantità di prove e la coerenza dei resoconti hanno raggiunto un punto tale da consentire di ottenere un quadro relativamente chiaro.
Metodologia: Negli ultimi due giorni, il comitato editoriale di Iran International ha esaminato le informazioni ricevute da:
- una fonte vicina al Consiglio supremo per la sicurezza nazionale;
- due fonti nell'ufficio presidenziale;
- resoconti di diverse fonti all'interno della Guardia rivoluzionaria nelle città di Mashhad, Kermanshah e Isfahan;
- resoconti di testimoni oculari e famiglie delle vittime;
e resoconti sul campo.
Dati provenienti dai centri di cura e informazioni fornite da medici e infermieri in diverse città.
Questi dati sono stati esaminati in modo approfondito e multifase, secondo standard professionali. I principali risultati dell'indagine , basati su queste revisioni, sono i seguenti:
Nel più grande massacro nella storia dell'Iran moderno, avvenuto in due notti consecutive, giovedì e venerdì 8 e 9 gennaio, sono state uccise almeno 12.000 persone.
Questo massacro non ha precedenti nella storia dell'Iran in termini di portata geografica, intensità della violenza e numero di vittime in un breve lasso di tempo.
Secondo le informazioni, questi cittadini sono stati uccisi principalmente dalle Guardie Rivoluzionarie e dalle forze Basij.
Questo massacro fu completamente organizzato e non fu il risultato di "scontri sporadici" o "spontanei".
Le informazioni indicano che l'omicidio è stato eseguito "per ordine di Ali Khamenei in persona, con la conoscenza e l'esplicito sostegno dei capi dei tre rami del governo" e per ordine di "fuoco diretto" emesso dal Consiglio supremo per la sicurezza nazionale.
La maggior parte delle vittime sono giovani di età inferiore ai trent'anni. Stimando il bilancio delle vittime sulla base dei dati disponibili e corroborando informazioni provenienti da fonti affidabili, la stima iniziale delle stesse agenzie di sicurezza iraniane indica che almeno 12.000 persone sono state uccise in questo massacro di vasta portata.
Naturalmente, giungere a un conteggio definitivo, dato il blackout delle comunicazioni, richiede una documentazione più precisa, poiché le agenzie di sicurezza hanno costantemente nascosto e negato le cifre reali.
La situazione dei media e delle comunicazioni è peggiorata. Le testate giornalistiche all'interno del Paese sono state chiuse.
Centinaia di quotidiani locali hanno cessato le pubblicazioni giovedì, un evento senza precedenti nella storia del giornalismo iraniano.
Oggi, ad eccezione dell'emittente statale, solo una manciata di siti web di informazione rimangono operativi, e questi operano sotto il diretto controllo dei servizi di sicurezza. Questa situazione non è un segno di "controllo della crisi", ma piuttosto un'ammissione da parte del regime del suo timore che la verità venga svelata.
Appello all'invio di documenti e impegno internazionale : Iran International invita tutti i cittadini, dentro e fuori dal Paese, a inviare qualsiasi documento, video o informazione relativa alle vittime o ai luoghi degli scontri, sottolineando che la sicurezza delle fonti è la nostra massima priorità.
Il canale si impegna a pubblicare queste conclusioni e a renderle disponibili a tutti gli organismi e le autorità internazionali competenti.
Il regime iraniano non può nascondere questo crimine interrompendo le comunicazioni; la verità sarà registrata, i nomi delle vittime saranno preservati e questo genocidio non sarà sepolto nel silenzio.
Questi martiri immortali appartengono non solo alle loro famiglie, ma anche alle proteste nazionali del popolo iraniano.
Comitato editoriale di "Iran International"