L'Iran degli ayatollah si sgretola e scatena la repressione più feroce


I Guardiani di Khamenei uccidono migliaia di manifestanti mentre tutto l'Iran si rivolta contro il regime degli ayatollah

scritto da i_fan >> 12 gennaio 2026 Donald Trump Iran Iran Revolution 2026 Khamenei Repressione Iran

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Iran Revolution 2026

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Iran, volti dei manifestanti uccisi dal regime vengono visionati dai parenti per il riconoscimento tramite video

In Iran questa volta è diverso. Questa è Iran Revolution 2026.

Ma davvero questa volta è diverso? Davvero questa volta il sacrificio di centinaia o migliaia di iraniani raggiungerà lo scopo di abbattere il regime degli ayatollah che da 47 anni opprime e reprime il popolo con una ferocia crescente e senza più limiti? 

 

bruciata la Moschea di Tehran


Questa volta è diverso perché alla Casa Bianca c'è Donald Trump? e perché Israele ha eliminato i proxies iraniani Hamas ed Hezbollah?
Perché Putin è bloccato in Ucraina ? e Xi Jinping non ha ben chiaro se rischiare una guerra con gli USA per difendere il regime di Tehran? e la fine di Maduro è un modello ripetibile?

 

Questa volta è davvero diverso per la generazione Z che negli ultimi anni ha già pagato un prezzo altissimo di vite spezzate e maciullate per aver osato sfidare la corruzione la miseria e la violenza del regime?

Questa volta è diverso perché in Iran il regime ha perso il sostegno anche dei ceti sociali più fedeli, perché la crisi economica è più dura e perché l'esercito è umiliato e rabbioso per le sconfitte subite e potrebbe essere tentato dalla scelta del golpe pur di darsi un'occasione di sopravvivenza, grazie ad accordi occulti con Trump.

L'ennesima ondata di proteste in Iran sfida l'incertezza delle soluzioni possibili, esplode nonostante il vuoto delle diplomazie internazionali, costringe il mondo ad aprire gli occhi davanti agli orribili massacri perpetrati contro ragazzi e ragazze inermi.

Nel vuoto delle soluzione diplomatiche si è infilato il personaggio Ciro Reza Pahlavi, erede dello Scià di Persia che 47 anni fa fu cacciato da Tehran a furor di popolo, da un popolo stanco della corruzione, avidità, inettitudine e violenza della monarchia persiana.

Se si escludono pochi momenti, dal 1979 in poi gli iraniani hanno sperimentato sulla propria pelle la dura realtà di un rimedio che non era migliore della malattia.

L'ironia della sorte vorrebbe che anche ora si ripeta l'inganno, e cioè il ritorno del Pahlavi per scacciare e sostituire l'orribile regime degli ayatollah.
Sarebbe una beffa che il popolo iraniano non si merita. Sarebbe l'inizio della fine dell'Iran e l'inizio di conflitti etnici imprevedibili, la divisione tra la Persia e tutti gli altri.

A Donald Trump non interessa la vita e il benessere degli iraniani.

Ormai lo sanno tutti che il biscazziere della Casa Bianca è interessato solo agli affari, al dominio del petrolio e alla messa in sicurezza dell'amico Netanyahu. 
Trump ha promesso di aiutare gli iraniani contro il regime, ha promesso di intervenire se ci fossero stati dei morti a seguito delle manifestazioni di protesta. Finora, dopo oltre 2000 morti, non è ancora chiaro se l'intervento americano in Iran ci sarà e di quale tipo e intensità.

Molti manifestanti sono stati uccisi dopo essere scesi in piazza incoraggiati dalla promessa di Trump di intervenire: sarebbe criminale e orribile da parte di Trump non mantenere quella promessa e lasciare che altre migliaia di iraniani siano macellati dal regime di Khamenei

E' molto probabile che Trump ordinerà nelle prossime ore un attacco contro le strutture militari iraniane, in particolare quelle controllate dai Guardiani della Rivoluzione. E' altrettanto probabile che gli attacchi americani avranno l'effetto di accrescere il caos e la reazione del regime, se non emergerà prima una ipotesi di soluzione politica condivisa da alcuni settori interni del regime iraniano.


Eliminare Khameni e salvare il presidente Masoud Pezeshkian? Potrebbe essere un passaggio, fragile ma necessario. Come in Venezuela, dove il regime Maduro prosegue senza Maduro, anche in Iran si potrebbe verificare un esito simile, contornato dalla scenografia militare americana e israeliana.
Sarebbe una soluzione ideale anche per Putin e Xi Jinping, alleati storici dell'Iran degli ayatollah, che conserverebbero gran parte dei loro interessi senza essere travolti dall'incertezza di un nuovo ordine a Teheran.

Ai giovani che sfidano la violenza del regime islamico e muoiono a decine nelle strade e nelle carceri, interessa poco chi sarà nell'immediato il successore dell'ayatollah Khamenei. Ora è il momento della speranza di liberazione, ora è Iran Revolution 2026, poi si vedrà, con o senza Trump.

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aggiornamenti

Sangue sulle proteste in Iran. 'Sparatorie di massa, almeno duemila morti'. Trump valuta l'attacco
Lo denuncia la fondazione del premio Nobel per la pace Narges Mohammadi. Migliaia di arresti. 

"Stiamo valutando la situazione con molta serietà. Le forze armate la stanno esaminando e stiamo valutando alcune opzioni molto concreto. Prenderemo una decisione"

L'Iran alza il tiro e, al sedicesimo giorno di proteste in tutto il paese, la repressione si trasforma in un bagno di sangue con centinaia di morti, 2000 denuncia la fondazione della Nobel Mohammadi, corpi ammassati negli ospedali, e migliaia persone arrestate. 

 "Qualsiasi attacco statunitense porterà l'Iran a reagire contro Israele e le basi militari americane nella regione, che saranno obiettivi legittimi", ha avvertito il presidente del Parlamento Mohammad Baqer Qalibaf, legando la crisi interna a una nuova destabilizzazione della regione.
 
 E il dramma non si ferma alle morti perché identificare i propri cari in mezzo alle centinaia di cadaveri ammassati diventa quasi impossibile, anche per l'ostruzionismo del regime. Alle famiglie verrebbe chiesto di pagare circa 6.000 dollari per il rilascio delle salme, che vengono ammucchiate in sacchi neri o "ammassati negli ospedali", come dimostrano i video.
 https://www.en-hrana.org/day-fifteen-of-irans-nationwide-protests-sharp-rise-in-human-casualties/
 
 HRANA – According to the latest data from HRANA, the deaths of 544 people during the protests have been confirmed, and dozens of additional cases remain under review. More than 10,681 individuals have also been transferred to prisons following arrest. Protests have taken place at 585 locations across the country, in 186 cities, spanning all 31 provinces.
On the fifteenth day of Iran’s nationwide protests, HRANA received a new wave of data and visual documentation over the past 24 hours. This comes amid an internet shutdown that has been in place since day thirteen, severely disrupting the collection and independent verification of information.

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Le proteste continuano a Tehran