Perché la Germania insegue Ilaria Salis e l'Italia esegue con zelo?


L'europarlamentare Ilaria Salis "visitata" in albergo a Roma per conto della Germania prima della manifestazione No Kings. La Germania insegue la Salis per la Hammerbande e l'Italia esegue con zelo?
scritto da A_I_fan >> 28 mar 2026 governo Meloni Ilaria Salis Politica Italia
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Ilaria Salis Germania Hammerbande

Ilaria Salis inseguita dalla Germania

  • L'eurodeputata italiana Ilaria Salis è stata interrogata a Roma nella sua camera d'albergo dalla polizia italiana su richiesta della Germania. Per quale motivo?


La vicenda riguarda un'indagine della magistratura tedesca collegata ai fatti di Budapest del febbraio 2023, per i quali Ilaria Salis era già stata detenuta in Ungheria.

Il motivo principale della richiesta della Germania è il presunto coinvolgimento della Salis nelle attività della cosiddetta "Hammerbande" (la "banda del martello"), un'organizzazione antifascista basata a Lipsia. Secondo gli investigatori tedeschi, il gruppo sarebbe responsabile di diverse aggressioni pianificate contro esponenti dell'estrema destra in vari Paesi europei.

  • Le accuse in Germania: La Procura di Dresda indaga su Ilaria Salis per lesioni aggravate e partecipazione a un'organizzazione criminale. Si sospetta che l'eurodeputata non abbia agito solo in Ungheria, ma che facesse parte di una rete più ampia e strutturata dedita a spedizioni punitive.
  • L'interrogatorio a Roma: La polizia italiana ha agito su un Ordine Europeo d'Indagine (OEI). Si tratta di uno strumento di cooperazione giudiziaria che permette a uno Stato membro dell'UE (in questo caso la Germania) di chiedere ad altri Stati di compiere atti investigativi, come appunto un interrogatorio, sul loro territorio.

Essendo stata eletta al Parlamento Europeo, Ilaria Salis gode dell'immunità parlamentare. Questo significa che, sebbene possa essere interrogata (come avvenuto nella sua stanza d'albergo), non può essere arrestata o sottoposta a restrizioni della libertà senza un'esplicita autorizzazione del Parlamento Europeo.

La Germania ha avviato questa procedura parallelamente a quanto già fatto dall'Ungheria. Proprio di recente, il Parlamento Europeo ha respinto la richiesta ungherese di revoca dell'immunità per la Salis, ritenendo che il processo a Budapest potesse avere motivazioni politiche.

In sintesi, la Germania sta cercando di raccogliere prove per il processo a carico di altri co-imputati tedeschi (come la militante Maja T., già consegnata all'Ungheria) e per definire la posizione della Salis all'interno della Hammerbande.

  • Perché la Germania ha fatto una richiesta solo ora, in coincidenza della manifestazione No Kings di Roma?

La coincidenza temporale tra l'interrogatorio e la manifestazione "No Kings" di Roma è il punto centrale delle polemiche sollevate dalla stessa Ilaria Salis e dai leader di AVS (Alleanza Verdi e Sinistra).

1. La "Segnalazione Schengen" automatica
La Questura di Roma ha chiarito che l'intervento non è nato da una decisione autonoma della polizia italiana per "sorvegliare" il corteo, ma da un alert inserito dalla Germania nel sistema Schengen.

Perché ora: La magistratura tedesca ha inserito questa segnalazione nel database europeo all'inizio di marzo 2026 (circa 20 giorni fa). Quando un soggetto con una segnalazione attiva effettua il check-in in un albergo, il sistema invia un avviso immediato alle forze dell'ordine locali. Trattandosi di un "atto dovuto" basato su una richiesta di un altro Stato UE, la polizia italiana è tenuta a procedere all'identificazione e all'esecuzione degli atti richiesti (in questo caso legati all'Ordine Europeo d'Indagine).

2. La tesi del "Controllo Preventivo"
Ilaria Salis ha denunciato l'episodio come un "controllo preventivo" e un tentativo di intimidazione legato proprio alla manifestazione No Kings. L'accusa mossa dall'eurodeputata è che le autorità abbiano sfruttato la richiesta pendente della Germania proprio nel giorno della manifestazione per esercitare pressione politica e monitorare i suoi spostamenti a Roma. Salis ha correlato l'accaduto al clima politico creato dal nuovo Decreto Sicurezza, definendo l'Italia uno "Stato di polizia".

3. La Questura ha respinto ogni legame diretto con la gestione dell'ordine pubblico della manifestazione, sostenendo che gli agenti non sapevano che nella stanza ci fosse un'europarlamentare finché non hanno visto i documenti (incredibile!).

Una volta verificata l'identità e l'immunità, le procedure sono state adeguate al rango del soggetto, ma l'identificazione era inevitabile a causa della segnalazione internazionale.

  • Come è stato possibile che la Questura di Roma non abbia immaginato che la segnalazione proveniente dall'albergo a carico di Ilaria Salis si riferisse alla eurodeputata?

La Questura sostiene questa versione sulla base dell'automatismo del sistema "Alloggiati Web"
Tecnicamente, quando un cliente si registra in un albergo, i suoi dati vengono inviati al portale della Polizia di Stato (Alloggiati Web). Se il nome corrisponde a una segnalazione nel sistema Schengen (SIS II), scatta un "alert" immediato nella sala operativa della Questura.

Ilaria Salis e i suoi legali sostengono che sia poco credibile che la Questura di Roma non sapesse della sua presenza per tre motivi principali:

La presenza della Salis alla manifestazione No Kings era annunciata e di dominio pubblico.

Un'eurodeputata con un passato giudiziario così mediatico è solitamente oggetto di un'attenzione particolare da parte della DIGOS quando si sposta per eventi di piazza.

Il fatto che l'alert tedesco sia stato inserito solo 20 giorni prima e "attivato" proprio nel giorno di una manifestazione di protesta non è un caso, ma una scelta deliberata per effettuare un controllo di polizia preventivo sotto copertura legale.

In sintesi, la Questura si fa scudo della "procedura standard" per giustificare l'intervento, mentre è evidente  l'utilizzo politico di uno strumento giudiziario (l'ordine tedesco) per monitorare i suoi movimenti a Roma.


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La "Hammerbande" e perché la Germania la ritiene così pericolosa da aver attivato queste procedure internazionali?


La "Hammerbande" (la banda del martello) è al centro di una delle indagini più complesse degli ultimi anni in Germania riguardante l'estremismo di sinistra. Per la Procura federale tedesca non si tratta di un semplice gruppo di attivisti, ma di una vera e propria organizzazione criminale strutturata.
Il nome del gruppo deriva dall'uso di martelli da carpentiere (oltre a mazze di ferro e spray urticanti) per colpire gli avversari politici.

Secondo la procura tedesca le aggressioni non avvengono durante scontri di piazza casuali, ma sono pianificate con precisione chirurgica. I bersagli vengono pedinati per settimane, studiandone le abitudini e i percorsi casa-lavoro. Le autorità tedesche sostengono che lo scopo non sia solo spaventare, ma causare lesioni gravi e permanenti (fratture alle gambe, alle braccia o al cranio) per impedire ai militanti di estrema destra di continuare la loro attività politica.

 La leadership di Lina E.
Il gruppo farebbe capo a Lina Engel, una studentessa di Lipsia condannata nel 2023 a 5 anni e 3 mesi di carcere per diversi assalti. Il processo a suo carico è stato uno dei più mediatici della storia recente tedesca, scatenando violente proteste (il cosiddetto "Tag X" a Lipsia).

La Germania sospetta che la rete di Lina E. abbia ramificazioni internazionali, ed è qui che si inserisce la figura di Ilaria Salis e di altri militanti europei che avrebbero partecipato alle azioni del gruppo, specialmente durante il "Giorno dell'Onore" a Budapest.

3. I fatti di Budapest (Febbraio 2023)
È l'evento che ha fatto scattare la cooperazione internazionale. Durante il raduno neonazista in Ungheria, diverse persone sono state aggredite in strada da individui mascherati.

La polizia tedesca ritiene che la Hammerbande abbia "esportato" il proprio modello d'azione in Ungheria, coordinandosi con attivisti locali e stranieri.

Poiché alcuni dei partecipanti tedeschi sono fuggiti o sono stati arrestati in Germania, la Procura di Dresda ha aperto un filone d'indagine parallelo a quello ungherese per associazione a delinquere.

4. La pericolosità per lo Stato
Perché la Germania è così determinata?

Eversione: Il governo tedesco teme la nascita di una nuova stagione di terrorismo di sinistra (sul modello della RAF degli anni '70, seppur con metodi diversi).

Professionalità: Gli inquirenti sottolineano che i membri della banda seguono addestramenti paramilitari, usano comunicazioni criptate e tecniche di contro-pedinamento per sfuggire alla polizia.

La posizione di Ilaria Salis
In questo contesto, la Germania contesta alla Salis non solo la partecipazione ai singoli episodi di Budapest (per i quali l'Ungheria ha già chiesto l'estradizione, negata dall'immunità), ma l'appartenenza organica a questa rete criminale tedesca. L'interrogatorio a Roma servirebbe proprio a chiarire quanto fosse profondo il suo legame con il gruppo di Lipsia.

Vorresti sapere quali altre figure chiave sono coinvolte in questa inchiesta tedesca, come ad esempio il caso di Maja T.?

Hai detto
raccontami

Gemini ha detto
Il caso di Maja T. è lo specchio speculare e, per certi versi, il "precedente inquietante" che agita la difesa di Ilaria Salis. Si tratta di una figura chiave per capire perché la Germania stia premendo così tanto sull'acceleratore giudiziario proprio ora.

Ecco i punti cruciali della sua vicenda e il legame con l'inchiesta tedesca:

1. Chi è Maja T. e l'estradizione "lampo"
Maja T. è un'attivista tedesca di 23 anni, non binaria, accusata di aver partecipato agli scontri di Budapest del febbraio 2023 insieme alla Hammerbande.

Il blitz: Dopo essere stata arrestata in Germania, è stata protagonista di un caso giuridico clamoroso. Nonostante un ricorso pendente davanti alla Corte Costituzionale tedesca per bloccare l'estradizione verso l'Ungheria (per il timore di trattamenti inumani nelle carceri di Orbán), la polizia tedesca l'ha consegnata alle autorità ungheresi in piena notte, poche ore prima che la Corte potesse esprimersi.

Il significato: Questo atto ha dimostrato che la Germania, pur di colpire la Hammerbande, è disposta a collaborare strettamente con l'Ungheria, superando persino le prudenze dei propri giudici costituzionali.

2. Gli altri "latitanti" della Hammerbande
Oltre a Maja T. e Ilaria Salis, la Procura di Dresda sta dando la caccia a un nucleo duro di attivisti che si sono resi irreperibili. Tra questi spicca Johann Guntermann, considerato il compagno di Lina Engel e il "mente" militare del gruppo.

La Germania ritiene che esista una rete di protezione internazionale (inclusa l'Italia) che stia aiutando questi latitanti a nascondersi.

L'obiettivo dell'interrogatorio a Salis: Gli inquirenti tedeschi sospettano che l'eurodeputata possa avere informazioni sulla logistica della rete o sui contatti tra la cellula di Lipsia e i gruppi antifascisti italiani.

3. La strategia della Procura di Dresda
Perché la Germania non si accontenta del processo ungherese?

Il reato associativo: In Germania, il reato di "formazione di organizzazione criminale" (paragrafo 129 del codice penale tedesco) è gravissimo e permette indagini invasive (intercettazioni, pedinamenti internazionali).

Processo unico: La Germania vuole celebrare un grande processo a Dresda che metta insieme tutti i pezzi del puzzle, dimostrando che gli attacchi in vari Paesi erano coordinati da un'unica regia tedesca. Ilaria Salis viene vista come l'anello di congiunzione tra la cellula tedesca e l'attivismo militante nel resto d'Europa.

Perché tutto questo accade "ora"?
La sensazione è che la magistratura tedesca stia cercando di chiudere il cerchio prima che la protezione dell'immunità parlamentare di Ilaria Salis diventi un ostacolo insormontabile per le indagini sui suoi co-imputati.
Interrogandola a Roma, la Germania "congela" delle dichiarazioni (o dei silenzi) che potranno essere usati nei processi contro gli altri membri della banda già detenuti in Germania o in Ungheria.

In sintesi: Per la Germania, Ilaria Salis non è solo una politica italiana, ma un testimone (o sospettata) chiave di un'inchiesta per terrorismo interno che sta scuotendo l'intelligence tedesca.

Ti interessa sapere come si sta muovendo il Parlamento Europeo in risposta a queste nuove pressioni tedesche?

Hai detto
dimmi

Gemini ha detto
Il Parlamento Europeo si trova in una posizione delicatissima: da un lato deve tutelare l'indipendenza dei suoi membri (il principio del ne impediatur legatio), dall'altro deve gestire le richieste di due Stati membri, Ungheria e Germania, che però hanno pesi politici e reputazioni giudiziarie molto diverse a Bruxelles.

Ecco come si sta muovendo l'Eurocamera in risposta a queste nuove pressioni:

1. Il precedente ungherese: lo "Scudo" alzato
Recentemente, il Parlamento Europeo ha già dato un segnale forte respingendo la richiesta di revoca dell'immunità avanzata dall'Ungheria.

La motivazione: Gli eurodeputati hanno ritenuto che il processo a Budapest fosse viziato da un intento di persecuzione politica (fumus persecutionis).

L'effetto: Questo ha creato un precedente: finché Ilaria Salis resta eurodeputata, l'Ungheria non può toccarla.

2. Il "Dilemma Tedesco": Una sfida diversa
La richiesta della Germania (l'interrogatorio a Roma tramite Ordine Europeo d'Indagine) cambia le carte in tavola per due motivi:

Credibilità del sistema: Mentre l'Ungheria di Orbán è spesso ai ferri corti con l'UE sullo Stato di diritto, la magistratura tedesca è considerata tra le più solide e indipendenti d'Europa. Per il Parlamento sarà molto più difficile ignorare una richiesta formale che arriva da Dresda rispetto a una che arriva da Budapest.

Cooperazione, non estradizione: Per ora la Germania non ha chiesto l'arresto (impossibile con l'immunità), ma "solo" atti investigativi. Il Parlamento tende a permettere questi atti se non impediscono all'eletta di svolgere le sue funzioni.

3. La Commissione JURI (Affari Giuridici)
Ogni mossa passa da questa commissione tecnica. Se la Germania dovesse alzare il tiro e chiedere ufficialmente la revoca dell'immunità per processare la Salis a Dresda per "associazione a delinquere":

L'istruttoria: La Commissione JURI dovrebbe esaminare se le accuse tedesche sono basate su prove concrete di reati comuni (le aggressioni con i martelli) o se sono una manovra per colpire un'avversaria politica.

Il voto: Il voto finale spetterebbe alla plenaria. In quel caso, i gruppi di centro-destra (PPE) e i conservatori potrebbero votare a favore della revoca, mettendo in minoranza la sinistra che sostiene la Salis.

4. Il rischio di "Aggiramento"
C'è una preoccupazione politica nei corridoi di Strasburgo: che l'interrogatorio di Roma sia un modo per la Germania di ottenere informazioni da girare poi all'Ungheria tramite i canali di cooperazione giudiziaria ordinaria. Questo metterebbe il Parlamento Europeo in una posizione di imbarazzo, avendo protetto la Salis da Budapest ma non (indirettamente) da Berlino.

In sintesi
Il Parlamento Europeo sta cercando di prendere tempo. Finché la Germania si limita a interrogatori e notifiche, l'Eurocamera osserva senza intervenire drasticamente. Ma se dovesse arrivare una richiesta di processo per "terrorismo" o "banda armata" dalla Germania, si aprirebbe uno scontro istituzionale senza precedenti tra l'immunità politica e la sicurezza nazionale di uno Stato fondatore dell'UE.

Dalle ultime cronache di oggi, 28 marzo 2026, la posizione ufficiale della Questura di Roma e del Ministero dell'Interno non risponde direttamente alla domanda sul perché Ilaria Salis non sia stata contattata nei giorni precedenti alla manifestazione di Roma, dal momento che l'eurodeputata si trovava ad esempio in una manifestazione per il NO a Milano quando la richiesta della Germania era già pervenuta.
La Questura di Roma si trincera dietro l'affermazione che l'intervento è stato un "atto dovuto", originato da una "segnalazione proveniente da un Paese terzo del panorama europeo" (la Germania) inserita nel sistema Schengen. La Questura sostiene che il sistema non consenta margini di discrezionalità. Una volta che l'alert scatta tramite il portale degli alloggiati, la forza pubblica ha l'obbligo di procedere all'identificazione immediata del soggetto per notificare la pendenza giudiziaria.

Le autorità italiane sostengono di non aver attivato un pedinamento costante (che sarebbe stato illegittimo per un'eurodeputata senza autorizzazione). Di conseguenza, nonostante la sua presenza pubblica a Milano il 23 marzo fosse nota ai media, per la "macchina amministrativa" della polizia quell'informazione non sostituisce il rintraccio formale certificato dal sistema Schengen.

"Intimidazione di Stato"


Nonostante le spiegazioni tecniche, i leader di AVS (Bonelli e Fratoianni), che hanno avuto contatti con il Viminale in queste ore, contestano proprio questo punto. Sostengono che se l'obiettivo fosse stato puramente giudiziario, la notifica poteva avvenire in modo istituzionale tramite il Parlamento Europeo o gli avvocati, senza un blitz all'alba. La scelta di attendere il primo pernottamento a Roma, a poche ore dalla manifestazione No Kings (che vede la Capitale blindata con 15.000 persone attese), viene letta come una scelta politica per creare un clima di tensione e "marcare stretto" l'eurodeputata. 

Il governo Meloni  si trincera dietro la neutralità dell'algoritmo di Schengen: la segnalazione tedesca era lì, l'albergo l'ha attivata, e la polizia è intervenuta. 

Peccato che la solerzia dimostrata nella "visita" a Ilaria Salis non sia stata dimostrata in altre occasioni, come ad esempio nel caso del criminale libico Almasri rilasciato e accompagnato con volo di Stato nonostante il mandato della Corte Internazionale.

A Roma grande partecipazione al corteo NO KINGS 

La provocazione subita da Ilaria Salis ha fatto aumentare di molto la partecipazione al corteo "NO KINGS" organizzato da movimenti pacifisti, ecologisti e dalla CGIL con l'obiettivo principale di manifestare contro la guerra in Iran e le politiche di Trump.

A fronte di una previsione iniziale di 15mila partecipanti le strade di Roma sono state riempite da almeno 50mila, senza incidenti e con evidenti riferimenti sia al caso Salis che alla sconfitta referendaria del governo Meloni.