Il momento in cui scoppia l'incendio nel bar Le Constellation di Crans-Montana
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— BFM (@BFMTV) January 1, 2026
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il fuoco ha ucciso 50 ragazzi a Crans Montana - Svizzera
1 gennaio 2026 - A Crans-Montana in Svizzera nelle prime ore del 2026 si è consumata una tragedia di proporzioni enormi: un incendio scoppiato nello scantinato di un albergo ha ucciso più di 50 ragazzi e oltre 100 ustionati gravi.
I giovani, in gran parte minorenni, stavano festeggiando l'anno nuovo quando per cause prevedibili il fuoco è divampato con una velocità che non ha lasciato scampo.
Le vie di fuga inesistenti, un impianto anticendio senza manutenzione, la colpevole negligenza degli organizzatori dell'evento.
Scene strazianti di corpi carbonizzati, famiglie distrutte dal dolore, una tragedia che non può essere chiamata fatalità ma è un vero crimine dell'industria del divertimento di massa
Ticino News
Una notte di festa si è trasformata in tragedia: l’esplosione in un bar di Crans‑Montana ha provocato decine di morti e numerosi feriti.
Nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, nel bar Le Constellation di Crans‑Montana, i festeggiamenti di Capodanno sono stati spezzati da un incendio seguito da un’improvvisa esplosione. Secondo le autorità cantonali, il fenomeno noto come flashover ha trasformato in pochi istanti un fuoco localizzato in un incendio totale, circondando i presenti di fiamme e fumo denso. La scena, descritta dai testimoni, era di panico e confusione, con persone che cercavano disperatamente di mettersi in salvo. Le cause precise dell’incendio restano sconosciute, o almeno, non certe, ma la polizia ha escluso al momento qualsiasi dolo o azione criminale.
The Guardian
... Gli inquirenti stanno ancora indagando sulle cause dell'orrore iniziato all'1.30 di notte.
Due testimoni hanno affermato che un barista trasportava sulle spalle una dipendente che teneva in mano una bottiglia di champagne con dentro una fiamma ossidrica accesa, vicino al soffitto in legno sopra la zona bar. Una foto non verificata pubblicata sui social media mostrava una fiamma bianca proveniente da una magnum di champagne. Altri hanno ipotizzato che si fosse rovesciato del carbone per narghilè.
... L'incendio è stato così improvviso che alcuni hanno pensato si trattasse di un'esplosione.
Urla e grida riempivano il seminterrato mentre la gente cercava di scappare. Molti si sono precipitati verso una porta che conduceva a una stretta rampa di scale. Altri hanno rotto le finestre.
Axel Clavier, un sedicenne di Parigi, si è sentito come se stesse soffocando. Ha usato un tavolo per spingere fuori un pannello di plexiglass dal suo involucro, riuscendo a sfuggire al "caos totale", ha raccontato all'Associated Press.
Dalla strada, la gente si è precipitata ad aiutare. "Pensavo che mio fratello minore fosse dentro, così sono arrivato e ho cercato di rompere la finestra per aiutare la gente a uscire", ha raccontato un uomo alla BBC. Ha visto persone "bruciate dalla testa ai piedi, senza più vestiti".
La tragedia di Crans-Montana non è una tragica fatalità. Dalle prime indagini emerge un quadro di totale sottovalutazione dei rischi presenti durante un evento del genere, in un locale affollato e con ragazzi eccitati dalle circostanze.
Nel bar della strage mancavano le più elementari misure di sicurezza, soprattutto le vie di fuga e un sistema anti-incendio adeguato.
Non è stata una tragica fatalità ma un efferato crimine dell'industria del divertimento di massa, che per ottenere maggiori profitti organizza eventi in luoghi e situazioni senza i limiti e le necessarie precauzioni.
Antonio Bandirali, residente nel Varesotto, ha una casa a poco più di un chilometro dal bar Le Constellation: "Credo che ci fossero gravi carenze dal punto di vista della sicurezza"
da La Repubblica
“Sono stato in quel locale più volte per prendere il caffè, fermandomi però sempre al piano superiore, da cui si vede la scala che dà accesso al piano interrato, dove si sono sviluppate le fiamme la notte scorsa – racconta Bandirali, che ha lavorato per una vita come responsabile della sicurezza del Centro comune di ricerca dell’Unione Europea a Ispra prima di andare in pensione – In base alla mia esperienza professionale, ritengo che a Le Constellation ci fossero gravi carenze dal punto di vista della sicurezza. In Italia non sarebbe mai potuto avvenire un disastro del genere, perché abbiamo delle norme per prevenire simili evenienze”.
Innanzi tutto, spiega ancora Bandirali, “da noi la legge prevede che, oltre alla porta d’ingresso, debba esserci un’uscita di sicurezza da 1.20 metri ogni 75 persone. Lì c’erano oltre 300 persone, quindi sarebbero servite almeno cinque porte, invece a quanto pare ce n’era solo una. E poi quando ci si trova in una sala sotterranea tutto, dalle sedie al soffitto, dovrebbe essere ignifugo. Non è possibile che da una singola fiammella possa svilupparsi un incendio simile se tutto è a norma. Per i soffitti, in particolare, in Italia si utilizza la vernice intumescente, che reagisce al calore gonfiandosi in modo controllato fino ad aumentare il proprio volume anche di una decina di volte, costituendo quindi un cuscinetto che va a proteggere la struttura”.
da Ticino News
...Il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha definito il rogo di Crans-Montana una delle peggiori tragedie nazionali, annunciando bandiere a mezz’asta per cinque giorni e lodando l’efficacia dei soccorsi. Molti feriti gravi sono stati trasferiti a Losanna, Zurigo e all’estero, con diversi Paesi europei che hanno offerto assistenza. Il presidente del Consiglio di Stato vallesano Mathias Reynard ha precisato che il bilancio provvisorio della catastrofe è di circa 40 morti e 115 persone prese a carico dai centri ospedalieri, di cui una ottantina in condizioni critiche.
da Corriere del Ticino
... Il secondo testimone, dal canto suo, ha iniziato il suo racconto riallacciandosi alle testimonianze di due ragazze francesi, secondo cui l'incendio è stato causato da una candela pirotecnica attaccata a una bottiglia di champagne. Le autorità cantonali hanno parlato di flashover, termine con cui ci si riferisce al passaggio repentino da un incendio localizzato a un incendio generalizzato. «Le cameriere giravano con le bottiglie di champagne, con attaccate queste candele pirotecniche.
Ricordo che le bottiglie erano troppo vicine al soffitto. Il soffitto ha preso fuoco, tutto assieme, all'improvviso».
Il ragazzo ha poi spiegato di essere rimasto bloccato all'interno per dieci minuti. «L'aria era irrespirabile e insopportabile. Non riuscivo a vedere nulla, il fumo entrava negli occhi.
Era un caos. Ho pensato, fra me e me: morirò davvero così, in maniera stupida? In realtà non c'era modo di uscirne, tutti cercavano di farlo ma nessuno poteva entrare per aiutare. Alla fine ha prevalso l'istinto di sopravvivenza, ho rotto una finestra e sono riuscito a uscire assieme ad altre due persone dietro di me. Credo ci fossero duecento persone nel seminterrato. Ho usato un tavolo per ripararmi dal calore e dalle fiamme».
Una volta raggiunto il piano superiore, il ragazzo ha spiegato che l'atmosfera non era differente rispetto al seminterrato: «Ho visto una luce e l'ho seguita. Ma anche al piano di sopra, in realtà, non vedevo nulla, sentivo solo urlare, in più le porte non si aprivano. Ho pensato, per un attimo: che cosa faccio? Rimango, vado? Mi sono preso trenta secondi, per pensare. Sono quasi svenuto, per tutto il fumo, ma alla fine come dicevo ho rotto una finestra e sono uscito. Sono riuscito a mantenere un po' di compostezza. Ma ero scioccato, molto scioccato. Non sapevo bene che cosa mi stesse succedendo. Mi sembrava di essere in un film».