Trump ha illuso e poi tradito le speranze di Iran Revolution

Trump aveva minacciato di colpire il regime di Tehran se avesse represso nel sangue le proteste in Iran, ma dopo migliaia di morti ci ha ripensato e tergiversa. Gli iraniani si erano fidati ma ora si sentono traditi

scritto da i_fan >> 13 gennaio 2026 crimini contro umanità Donald Trump Iran Iran Revolution 2026 Khamenei Repressione Iran USA-Iran

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Trump ha illuso gli iraniani

La sera del 13 gennaio, dopo "ampie consultazioni con i suoi consiglieri", Trump ha fatto l'ennesimo proclama di incitamento alle proteste in Iran, senza però specificare quando e come intendeva aiutare i manifestanti a cacciare Khamenei e i suoi sgherri.
Trump: «Continuate a protestare e occupate le istituzioni»
Il presidente americano Donald Trump ha chiamato i manifestanti iraniani a non mollare, assicurando che un aiuto è in arrivo. «Patrioti iraniani, continuate a protestare. Prendetevi le vostre istituzioni», ha scritto su Truth. «Annotatevi i nomi degli assassini e di chi si macchia di abusi. Pagheranno un prezzo elevato», ha assicurato. «Ho annullato tutti gli incontri con i funzionari iraniani fino a quando l'insensata uccisione dei manifestanti non si fermerà», ha spiegato. «L'aiuto sta arrivando», ha poi assicurato Trump.

Prendetevi le vostre istituzioni ?! e come ? , a mani nude contro le milizie assassine dei Guardiani ? ma nessuno si è premurato di avvisare il biscazziere della Casa Bianca che i manifestanti uccisi sono già più di 12mila in Iran?

E lui continua a fare proclami, a promettere un aiuto che non arriva e che forse non potrà mai arrivare nella misura sperata?

Per far credere al mondo intero che non se ne sta con le mani in mano mentre il sangue scorre nelle città iraniane, Trump ha annunciato che aumenterà i dazi commerciali ai paesi che commerciano con l'Iran! Una misura che nella migliore delle ipotesi potrebbe avere qualche effetto tra qualche mese, mentre gli oppositori del regime vengono massacrati e muoiono oggi. Il segretario di Stato Marco Rubio fa sapere che le ipotesi al vaglio degli Stati Uniti per aiutare le proteste in Iran escludono un intervento militare e potrebbero contemplare attacchi informatici, la distruzione di fabbriche di droni e missili. 

E' la conferma che gli Stati Uniti non hanno opzioni chiare, immediate ed efficaci per aiutare la rivolta iraniana ad abbattere il regime islamico. Trump ha fatto proclami facendo promesse che non può mantenere perché purtroppo il regime iraniano è spietato e gode dell'alleanza di Cina e Russia, gli arabi non vogliono farsi trascinare in un conflitto in Medio Oriente, l'opposizione in Iran non ha armi o leader organizzati, l'ipotesi di riportare l'erede dello Scià di Persia è più folle di quanto si possa immaginare e le diverse etnie che compongono l'Iran, oltre la Persia, non si farebbero mai governare da un Reza Pahalavi manovrato da Washington.

 

 

Quando Trump pronunciò la promessa di non lasciare impuniti i crimini del regime di Khamenei contro le proteste della società civile era il 2 gennaio 2026, le manifestazioni erano iniziate da alcuni giorni e i morti provocati dalla repressione dei Guardiani a quella data erano circa una decina. 

... il presidente americano, che mesi fa ha ordinato uno dei più duri attacchi Usa contro le strutture nucleari dell'Iran, ha messo in guardia il regime su un possibile intervento americano in caso di violenze sui manifestanti che da una settimana protestano contro il caro vita. Un avvertimento che non è piaciuto a Teheran che ha parlato di "linea rossa" da non superare e agitato lo spettro del caos in tutto il Medio Oriente, minacciando gli interessi Usa.

"Siamo pronti e determinati ad agire", ha tuonato Trump su Truth. "Se l'Iran sparerà e ucciderà i manifestanti pacifici, come è sua abitudine, gli Stati Uniti andranno in loro soccorso", ha aggiunto senza fornire altri dettagli su che tipo di operazione intenderebbe lanciare. Almeno otto persone sono rimaste uccise in Iran in quasi sette giorni di proteste contro il peggioramento delle condizioni economiche. 


Quella dichiarazione di aiuto americano ebbe l'effetto di moltiplicare le proteste e le speranze per una soluzione di forza contro il regime di Teheran, un intervento liberatorio, e gli scontri sono aumentati come purtroppo anche la violenza repressiva e il numero dei morti.

Quando Trump ha rinnovato il sostegno degli Stati Uniti alle manifestazioni in Iran il 10 di gennaio i morti accertati erano già più di 500, e secondo alcune terribili stime delle associazioni di diritti umani e di anonimi testimoni, nonostante il blocco di Internet, i morti sarebbero oltre 2000, centinaia di sacchi neri con i cadaveri dei manifestanti uccisi, lo sgomento dei familiari e le prima rabbiose dichiarazioni "Dov'è l'aiuto promesso da Donald Trump. Il regime ci massacra e nessuno interviene !"

Secondo fonti accreditate i morti in Iran ad oggi potrebbero aver raggiunto la cifra di 6000 e decine di migliaia gli arrestati a cui il regime ha deciso l'applicazione della pena di morte immediata, uno sterminio feroce che probabilmente avrà l'ovvia conseguenza di incutere terrore e dissuadere i manifestanti.

Iran International: il più grande massacro nella storia moderna dell'Iran non sarà sepolto nel silenzio

"Donald Trump sta valutando le opzioni possibili" dichiarano alla Casa Bianca, ma la domanda spontanea è perché non le ha valutate prima, quando ha promesso il sostegno alla Iran Revolution 2026, illudendo gli iraniani che il regime avesse le ore contate e che quindi era giusto sfidare la violenta repressione dei Guardiani di Khamenei?
Non era difficile immaginare che la promessa di aiuto avrebbe avuto l'effetto di moltiplicare sia le proteste che la repressione e quindi era necessario provvedere ad un intervento immediato, deciso e mirato per impedire l'atroce spargimento di sangue di migliaia di giovani e cittadini di ogni ceto sociale.

Sono passati più di 10 giorni dalla promessa di Trump e si ha l'impressione, se non addirittura la convinzione, che in realtà Trump sta meditando una marcia indietro, un accordo con il regime, ovvero un tradimento vile e cinico delle speranze di rivoluzione e cambiamento che il popolo iraniano si attende.

Mosca: «Un nuovo attacco a Teheran avrebbe conseguenze disastrose»

«Chi intende usare i disordini» in corso in Iran «come pretesto» per un nuovo attacco alla Repubblica islamica come quello del giugno scorso, «deve essere consapevole delle conseguenze disastrose di tali azioni per la situazione in Medio Oriente e per la sicurezza internazionale globale». Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in una dichiarazione postata sul sito del dicastero. La portavoce ha accusato «forze straniere ostili all'Iran» di cercare di «sfruttare le crescenti tensioni sociali per destabilizzare e distruggere lo Stato iraniano».
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Nessuno aveva avvisato Trump che il suo amico dittatore Putin era anche amico del dittatore Khamenei? e che anche Xi Jinping ha qualche remora ad abbandonare l'Iran nelle mani di Reza Pahlavi?