CORONAVIRUS ITALIA, DAL DISINTERESSE ALL'INCUBO IN 24 ORE


- 23/02/2020


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Alla sera del 23 febbraio registrati tre morti e 150 contagiati. Lombardia e Veneto sono praticamente in auto-isolamento, sono sospese tutte le attività sociali e molte economiche, ma anche in Piemonte, in Emilia Romagna, in Trentino, i casi riscontrati, e di cui non si conosce l'origine, fanno paura. Non c'è un paziente zero, il coronavirus è arrivato con un carico clandestino dalla Cina

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Fino a giovedì 20 febbraio in Italia l'interesse per il coronavirus di Wuhan era andato via via scemando, quasi in sintonia con il piano prestabilito dalle autorità cinesi di ritorno alla normalità e all'ottimismo.


Si torna al lavoro, il peggio è passato, e Wuhan, la città simbolo della polmonite causata da Covid-19, è isolata e non fa più paura.


Poi al mattino del 21 febbraio la notizia del primo caso di un italiano infettato dal virus e in condizioni gravi a Codogno, nel Lodigiano, a poche decine di chilometri da Milano. il polmone economico dell'Italia.


Poi il primo morto, un anziano in Veneto, a Vo Euganeo, e poi il secondo decesso, un'anziana la cui infezione è stata riscontrata dopo la morte, molto simile al terzo decesso a Crema.


Significa senza ombra di dubbio che il coronavirus era in circolazione già da molti giorni, si è trasferito da una persona ad altre, senza che fossero stati fatti accertamenti o manifestato qualche allarme.


Significa che nell'opinione pubblica e nelle strutture sanitarie di base il covid-19 non era un evento ritenuto possibile e di cui preoccuparsi, "l'influenza fa molti più morti", fino a quando il caso di Codogno ha costretto tutti a prendere atto della realtà: il virus di Wuhan è arrivato nella pianura padana, si scoprono decine di contagiati, che pensavano di avere solo il raffreddore o l'influenza e invece ...


Il governo corre ai ripari, proclama l'emergenza e il blocco dei comuni infettati, ma anche per il primo ministro Giuseppe Conte e il ministro della Sanità Roberto Speranza c'è da annullare il film dei giorni precedenti quando si valutava già di riprendere i voli per la Cina e gli scambi sulla via della seta.

Giuseppe Conte in televisione: "Sorpresi dall'esplosione dei casi


"Stiamo lavorando con i governatori del Nord e in costante coordinamento con i ministri" del governo, "confesso che siamo rimasti sorpresi da questa esplosione del numero dei casi". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, a 'In mezz'orà su Raitre, parlando del coronavirus dalla sede della protezione civile. "La linea della massima precauzione ha pagato ma dobbiamo continuare a perseguire questa politica. Stiamo cercando di individuare focolai, per fare di tutto per contenere il contagio", spiega il premier.


Inutile raccontare storie, avvocato Conte, la linea della massima precauzione non era praticata da nessuno in Italia, tantomeno dalle strutture sanitarie delle due regioni più coinvolte, Lombardia e Veneto, se è vero che il "paziente uno" era stato dimesso dal pronto soccorso senza che nessuno si fosse fatto venire il minimo dubbio che potesse avere una polmonite e forse proprio quella di Wuhan, come nel caso del primo anziano morto.

La condanna dello sciacallaggio politico di Matteo Salvini non può esimere dal constatare che il coronavirus nella psiche dell'opinione pubblica era diventato negli ultimi giorni poco più di un fenomeno esotico, che al massimo generava il fastidio di dover rinunciare ad un viaggio verso l'Asia Orientale.

Una sottovalutazione della pericolosità del coronavirus comprensibile se proviene da un normale cittadino, ma inamissibile e grave se a  proporla è un professionista del sistema sanitario, come  Maria Rita Gismondo, virologa responsabile del laboratorio dell'ospedale Sacco di Milano: "A me sembra una follia. Si è scambiata un'infezione appena più seria di un'influenza per una pandemia letale. Non è così. Guardate i numeri". La virologa del "Sacco" non è "l'idiota zero" dell'epidemia di coronavirus, perché questo disonore spetta al capo della OMS - organizzazione mondiale della sanità - il Direttore Generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, che un mese fa bloccò la dichiarazione di pandemia a seguito della situazione in Cina "perché la situazione non era grave", tranne poi doversi ricredere do due settimane, quando ormai il virus si era abbondantemente diffuso.


Intanto il paziente zero, il primo portatore di coronavirus, quello che avrebbe scatenato l'epidemia nella Padania e in Italia, non si trova, dopo che la prima ipotesi del manager rientrato dalla Cina, amico del paziente infettato di Codogno, è stata scartata per mancanza di prove.


La presenza di più focolai spiega l'assenza di correlazione tra molti dei contagi registrati, ma potrebbe anche essere l'indizio che il virus non è entrato in Italia attraverso un individuo stanziale in una città, bensì un portatore "viaggiante", come lo erano i due turisti cinesi ricoverati allo Spallanzani di Roma e atterrati con un aereo a Milano, facendo diverse tappe in Lombardia ed Emilia Romagna prima di arrivare in albergo a Roma.


Oppure potrebbe essere entrato con uno dei tanti TIR carico di clandestini, merci ed esseri umani, provenienti dalla Cina e attraverso rotte internazionali impossibili da controllare.
La zona del contagio è proprio una delle più trafficate dai Tir e nel sottofondo di un articolato proveniente dal Nord Europa un mese fa vicino Verona era stato bloccato un carico di carne suina congelata proveniente dalla Cina e contaminata dalla peste che fa strage di maiali.


Aver chiuso gli aeroporti è stata un'azione meritoria del governo ma le vie della Seta sono tante e opache.
Impossibile controllare e bloccare tutto ma proprio per questo motivo si sarebbe dovuto essere meno ottimisti e più attivi nel diffondere un allarme razionale, sia ai cittadini che ai medici, ordinando di fare test del covid-19 a tappeto, anche per un semplice raffreddore.


Che poi è quello che si sta facendo ora, in queste ore, ed è per questo motivo che stanno emergendo centinaia di casi di contagio altrimenti nascosti dall'ottimismo e dal disinteresse che circolava nei giorni scorsi.
Ora è tardi, e bloccare il coronavirus sarà più difficile e costoso, da tutti i punti di vista.


Speriamo tutti di farcela

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