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COVID-19 Esalta gli Stereotipi di Genere sulle Mamme Eroine


Valentina Fantasia - 30/04/2020

Le "mamme smart" costrette a lavorare da casa mentre vorrebbero coccolare un figlio che covid-19 intristisce ed annoia.


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post di Valentina Fantasia, PhD Roma
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Un noto blog americano, Motherly, indirizzato al pubblico delle mamme, posta la foto di una madre intenta a lavorare al pc, mentre in braccio a lei una bimbetta dalla faccia stanca guarda altrove, avvolta in una coperta, forse febbricitante.
Il titolo è una cosa tipo "ecco la vera forza delle donne in questo periodo di pandemia".

It has been watched more than a million times, and the newest viral video to take over the internet is reminding us how important mothers are in the fight against coronavirus.
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We, as moms, need to start saying we are not superheroes and demanding support from a society built on our invisible labor.
America is counting on its mothers, as the Teleflora tearjerker states, but sadly, mothers can't always count on America.

No, care bloggiste, mamme, donne e chiunque ci sia dietro a questo post. La narrazione della donna forte, multitasking e che regge le sorti del mondo in qualsiasi situazione, non dimostra affatto quale sia la vera forza delle donne, anzi.
E' solo la riprova, se mai ce ne fosse stato bisogno, che gli standard per quello che definiamo "successo" e "forza" sono tarati male, su un modello competitivo (che implicitamente confronta e suggerisce che le donne non hanno nulla meno degli uomini - ma perché deve essere una gara?), sfinente e idealizzato, in cui la priorità è essere sempre sul pezzo, controllare e gestire tutto, dimostrare che si può essere madri, lavoratrici, esseri umani dediti alla cura - al tempo stesso - nel vero senso della parola.
E dice, implicitamente, che comunque quello che ci sembrava davvero incredibilmente difficile nella routine quotidiana pre-pandemia - a volte raggiungibile seppur per brevissimi momenti - figli sereni, vita lavorativa più o meno soddisfacente, camere in cui non sembri scoppiata una bomba, relazioni affettive e sociali che stanno ancora in piedi - quello no, non conta come capacità di forza (interiore? fisica? di autocontrollo?).

A me l'immagine di queste due donne, una piccola e una grande, fa una grande tristezza.
Perché mi sembrano entrambe intrappolate in un modello da cui più che una forza emerge un paradosso: esserci fisicamente, mentre la testa deve concentrarsi su altro. Lavorare mentre si vorrebbe coccolare un figlio ammalato e doversi prendere cura di un figlio quando vorresti concentrarti sul lavoro è dannoso e perverso. Fa stare male tutti, non aiuta nessuno. Per non parlare dei sensi di colpa che genera, in entrambi i casi , verso quello che si sta trascurando.

Non c'è nulla di piacevole, di coraggioso o meritevole in questa rappresentazione della madre lavoratrice, o come leggevo qualche giorno fa, "smart mom". Non c'è nulla di smart dietro alla stanchezza perpetua che in questo periodo, più che in altri, si sperimenta. Non serve a nulla rivendicare la capacità di essere brave madri e brave lavoratrici perché questa narrazione sostiene perfettamente il maschilismo, anche quello ben travestito. Contribuisce a disegnare le donne come regine del focolaio (ma in modo smart eh!) e gli uomini come soggetti incapaci di prendersi cura dei propri figli, della propria compagna e della vita famigliare in generale.

Senza contare l'ennesima idealizzazione superegoica dell'individuo (maschio o femmina che sia) che può e deve farcela sempre da solo, in ogni circostanza. Sarebbe stato utile, a fronte di questo isolamento sociale forzato, riflettere e ripensare il ruolo della collettività, delle relazioni, della comunità educante nella gestione della società, del lavoro e dei figli. L'unica forza da cui attingere.

A chi fa bene tutto questo?
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