COVID-19 ITALIA, Conte Annuncia la Fine della Fase 2


- 17/05/2020

Dal 18 maggio finisce la Fase 2 delle restrizioni causate dal coronavirus e inizia la "nuova normalità". Distanziati ma di poco, mascherati solo in luoghi affollati, riaprono tutti ma gli asili nido per i bambini NO


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Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha decretato la fine in Italia dell'emergenza COVID-19, anche se ufficialmente l'allerta è ancora in vigore.

Finisce quindi la FASE 2, in vigore dal 4 maggio, e inizia la "nuova normalità".

Distanziati ma di poco, mascherati ma solo in luoghi affollati, di fatto ormai tutte le attività riaprono o pianificano la riapertura a breve, con l'eccezione, grave e ingiustificata, degli asili nido, le strutture che consentirebbero alle mamme di tornare al lavoro con più serenità e ai bambini di uscire dall'isolamento psichico forzato.


Riaprono i bar e i ristoranti, i parrucchieri, le palestre, le spiagge, i mercati rionali, le messe e i funerali ecc ecc, poi tra un paio di settimane anche i cinema, gli stadi di calcio, le fiere di paese, i comizi dei salvini.


Conte dichiara finita la mission sanitaria del Governo e scarica il peso della gestione futura dell'emergenza sulle Regioni e sui cittadini, beati i lombardi che si fidano di Fontana, con la solita frase di "attenzione a non abbassare la guardia". La guardia era stata già ampiamente abbassata nei giorni scorsi, come ci si poteva facilmente rendere conto passeggiando per le vie di Milano o di Napoli. Adesso la misura di distanza di sicurezza viene "ridotta ad un metro" e la mascherina sarà necessaria "solo nei luoghi affollati".

Entro un paio di mesi arriveranno anche le altre misure economiche, una burocratica semplificazione della burocrazia, un condono edilizio ed uno fiscale. Il MES - il fondo europeo "salvastati" condizionato ai nuovi assetti di governo e di potere politico - potrebbe arrivare a Ferragosto, quando sarà proclamata la vittoria sul coronavirus e il debito pubblico NON diventerà la nuova emergenza.


Il "liberi tutti" di Conte è certamente giustificato dalle preoccupazioni legate alla crisi economica e alla necessità di far tornare la macchina produttiva a girare a pieno ritmo il più presto possibile, alla stanchezza psicologica causata dall'isolamento e dall'alterazione dei rapporti sociali.

Ma rischia di arrivare con anticipo rispetto ai "tempi tecnici" reali, imposti dal coronavirus.


L'epidemia non è scomparsa e i dati indicano un numero giornaliero di casi di nuovi contagi ancora tra 700 e 800. Il numero di morti - ieri 153 - è ancora superiore alla soglia di 100 al giorno, ci sono ancora 70mila persone contagiate, tra ammalati e in quarantena, che possono diventare in pochi giorni una fonte di nuovi contagi se si allentano le precauzioni e i loro parenti e amici tornano a frequentarsi.


Finite le misure di "repressione", quelle di "prevenzione" sono inesistenti o aleatorie.

Si confida nella buona sorte, perchè la medicina non sa ancora cosa fare contro il coronavirus SARS-Cov-2, e i politici ancora meno.


Ma la Fase 2 è finita e la Fase 3 non esiste proprio. Se ne riparlerà a settembre.



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