Covid-19, la Francia Vota ed Esporta l'Epidemia in Europa


- 14/03/2020


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l'Italia inizi a chiudere le frontiere con la Francia

AGGIORNAMENTO: idiozia totale. Il governo del macroniano Edouard Philippe dispone la chiusura di bar, ristoranti e negozi non essenziali, ma consente i raduni fino a 100 persone e conferma il voto amministrativo di domenica 15 marzo, che causerà una incredibile accelerazione del contagio di Covid-19

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Macron annuncia "mezze misure" di contenimento del coronavirus, senza fretta e senza chiudere troppo, nonostante l'impennata di contagi e morti.

“Nulla impedirà ai francesi di recarsi alle urne”, ha detto Macron intervenendo in diretta tv alle 20.

Quindi prepariamoci al più grande esperimento di contagio di massa nella storia dell'umanità, le elezioni francesi..

"Nulla impedirà al coronavirus di diffondersi immediatamente" infettando in un solo giorno milioni di persone. L'unica alternativa sarebbe quella di astenersi in massa. Ma i francesi sono bombardati di rassicurazioni ottimistiche e quindi molti andranno certamente alle urne.

Entro le prossime due-tre settimane la Francia diventerà una grande Wuhan e i francesi diventeranno il focolaio di infezione più grave in Europa.


Domenica 15 marzo in Francia si svolgeranno regolarmente le elezioni amministrative in 36.000 comuni compresa Parigi con decine di milioni di persone che andranno a spargere coronavirus nei seggi elettorali e se non bastasse ci sarà il ballottaggio il 22 marzo, quando la situazione avrà raggiunto livelli ancora più drammatici.


In Francia l'epidemia ha lo stesso andamento esponenziale di altri paesi tra cui l'Italia e alla sera di venerdì c'è stato il primo segnale di un'impennata dei contagi, 3660 e dei morti,79.

Con tono solenne ma poco credibile Macron è andato in televisione ad annunciare le misure di "distanziamento sociale" che però inizieranno con molta calma da lunedì 16, quindi dopo le elezioni. Misure alquanto blande con la chiusura di scuole e università, ma tenendo aperti gli asili con meno di dieci bambini, nessuna sospensione o limitazione delle attività produttive e dei trasporti, chiusura dei luoghi di maggior affollamento come i musei e alcuni eventi sportivi.

Meno di "mezze misure", tanto che molti in Francia si stanno chiedendo se Macron abbia scelto, senza dirlo, di combattere il coronavirus con la strategia della "immunità di gregge", che consiste nel non contrastare decisamente l'epidemia, aspettando che ci sia una vasta diffusione del coronavirus allo scopo di creare una massa di individui immunizzzati pari ad almeno il 60% del totale.

Con una popolazione di 68 milioni di abitanti e un tasso di contagio minimo del 60%, ci sarebbero circa 40 milioni di infettati e 400.000 morti, ipotizzando un tasso di mortalità di appena 1%.


In definitiva si sceglierebbe di accettare subito il rischio "calcolato" di un numero di decessi elevato per sperare che dopo la strage la popolazione sopravvissuta abbia gli anticorpi per difendersi, a meno che il virus non subisca mutazioni ed inizi un nuovo giro della morte.


E' ormai acclarato che la fascia sociale più a rischio di morire è quella degli ultrasessantenni, il cui decesso però garantisce un grande risparmio sulla spesa pensionistica e una "sofferenza affettiva" giudicata "tollerabile".

Persino un giornale moderato come Le Figaro sospetta che questa sia la scelta di Macron.

da leFigaro.fr

La Francia punta sull'immunità di gruppo per fermare il coronavirus


DECISIONE - Senza dirlo in modo esplicito, il Presidente della Repubblica ha optato per la gestione a lungo termine dell'epidemia.


È leggendo tra le righe del discorso solenne del Presidente della Repubblica giovedì sera che si può avere un'idea della scelta strategica fatta dietro le quinte. Nel dichiarare che l'attuale epidemia di Covid-19 è stata "la più grave crisi sanitaria che la Francia abbia conosciuto per più di un secolo" , Emmanuel Macron ha ovviamente pianificato per il futuro. Perché con 3661 casi identificati e 79 morti giovedì, non è la situazione attuale ad essere drammatica, ma quella che ci aspetta: milioni di persone infette, centinaia di migliaia di casi gravi e decine di migliaia di morti potenziale.


Sembrano idee partorite da un gruppo di folli neonazisti e invece pare che la scelta della "immunità di gregge" si stia facendo strada nel ceto politico di alcuni paesi europei ad iniziare dalla Gran Bretagna, altro caso in cui le misure di contenimento e prevenzione sono ancora blande, pur in presenza dell'epidemia.

Perchè cercare di fermare subito il coronavirus, si chiedono i teorici del "gregge", affrontando costi finanziari, economici e sociali altissimi, anzichè aspettare qualche mese, far "correre in modo controllato" l'epidemia in modo che faccia il suo corso e crei le difese immunitarie in una fascia ampia di popolazione?. Quando poi tra 12-18 mesi ci sarà il vaccino, l'immunizzazione sarà portata a termine, avendo già eliminato la fascia debole che comunque "prima o poi sarebbe deceduta".

Peccato che Macron non abbia il coraggio di dirlo in televisione.

Se i sospetti di Le Figaro sono fondati, sarà bene che l'Italia inizi a chiudere subito le frontiere con la Francia e ad impedire l'accesso ai francesi in Italia anche per altre vie, a partire dalla prossima settimana, prima che sia troppo tardi, prima che il "gregge esca dal recinto".

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