DI MAIO, NON PERDERE L'OCCASIONE

19/04/2019

Il sottosegretario Armando Siri come tutti i suoi omologhi precedenti, attuali e futuri è un personaggio sconosciuto all'opinione pubblica ma fondamentale per gli equilibri affaristici interni ai partiti, perchè conosciuto e ricercato da quelli che contano o vorrebbero contare quando si scrivono le leggi, i decreti o le circolari interne.


Armando Siri è un politico importante nel panorama leghista, uomo di fiducia e amico di Salvini, che non a caso lo difende a spada tratta senza alcun indugio fin dai primi momenti dopo le rivelazioni delle indagini in corso. Oltre l'amicizia di Salvini, Siri coltiva da tempo anche quella dell'imprenditore (leghista) Paolo Arata, il quale a sua volta è amico e socio di Vito Nicastro, personaggio che dietro il paravento delle "energie rinnovabili" è accusato di intrattenere rapporti di amicizia con il boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro. Il figlio di Arata per pura coincidenza è stato assunto dal fedelissimo leghista sottosegretario suaeminenzagrigia Giorgetti al Dipartimento di programmazione economica.
Una catena di amicizie che imbarazzerebbe chiunque tranne, a quanto pare, i sudditi di Salvini che fanno quadrato attorno a Siri e contrattaccano sul fronte Raggi, la quale ha tante colpe ma in questo momento non c'entra proprio nulla.

Luigi Di Maio e tutti i 5Stelle sembrano (sembrano) invece voler andare dritti nella richiesta di dimissioni di Siri, di farne un motivo discriminante nella battaglia contro la corruzione e una bandiera per la prossima, ormai certa, crisi di governo.
E' una situazione da cui sembra impossibile (ma mai dire mai) trovare una mediazione che possa andare bene ad entrambi: se Di Maio non ottiene le dimissioni di Siri e continuerà a dare ossigeno al governo Conte dovrà affrontare una crisi interna ben più profonda e dirompente rispetto a quella causata dal voto sul caso Diciotti.

Se Salvini non salva il suo luogotenente Siri, costringendolo a farsi da parte, dimostra che la sua marcia trionfale è solo apparente, che ha paura delle elezioni, e in futuro potrà essere ulteriormente indebolito.
Mi auguro che Luigi Di Maio, dopo i tanti e troppi errori con cui ha dilapidato il patrimonio elettorale e politico ricevuto un anno fa, trovi la forza e la convinzione per non cedere di un millimetro sulle dimissioni di Siri.
E' un'occasione unica, irripetibile, per rendersi credibile nella campagna contro la corruzione politico-affaristica in Italia, per dare coraggio a quella parte (purtroppo minoritaria) del mondo sociale ed economico che non accetta le catene di amicizie corruttive che legano mani e piedi alle speranze di sviluppo.


Per chi volesse avere un'idea efficace di come funzione la "catena" di amicizie dentro la Lega di Salvini basta leggere un articolo del Corriere della Sera