Guerra Russia Ucraina, Letture Horror Su Ciò Che Accadrà


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Post scritto poco prima dei missili su Kramatorsk. Dal "Donetsk Bulge" che i Russi preparano in Donbass, dopo aver sterminato Mariupol, alle minacce aperte di Kalganov Putin all'Europa, ovvero l'escalation del conflitto alla Polonia (e quindi alla NATO). Ma anche gli incitamenti alla diffidente Cina per coinvolgerla più attivamente a fianco della Russia

i.fan. - 08/04/2022 - aggiornato il 08/04/2022 21:34:30


Mentre scrivo questo post, arriva la terribile notizia dei missili russi sulla stazione di Kramatorsk, nel Donbass. 4000 persone aspettavano un treno per evacuare. Sono arrivati due missili russi "Tochka-U" e hanno fatto strage. Finora 50 morti e cento feriti. La città di Kramatorsk era stata indicata dagli esperti militari russi come uno dei principali obiettivi della "nuova fase", il "Donetsk Bulge", della sporca guerra di Putin in Ucraina che punta a conquistare il Donbass e il sud fino a Odessa.

Secondo molteplici fonti, sul fianco del motore del missile c'era una macabra scritta in russo «Per i bambini»


Lo scenario dell'operazione “Donetsk Bulge” è stato annunciato: partirà da un giorno all'altro. La liberazione di Slavyansk e Kramatorsk sarà l'inizio della fine per le forze armate ucraine

Così titolava questa mattina il sito russo di "Moskovsky Komsomolets" 

"L'esperto militare Yevgeny Linin illustra a MK come l'operazione militare speciale si svilupperà in futuro"

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Nessuno dubita che sia avvenuta una svolta, e la liberazione di Mariupol è questione di pochi giorni. E di conseguenza, le prossime città strategicamente importanti sono Slavyansk e Kramatorsk. E la popolazione civile di queste città lo capisce ...

 - Perché le persone stanno lasciando le città in questo momento? Ci sono dei presupposti per questo?

- C'è solo un prerequisito: Mariupol sarà presto completamente liberata. Le forze principali si stanno accumulando su quelle linee dove si verificheranno ulteriori scontri. Questo è ciò che ora viene chiamato "Donetsk Bulge" in molti media. E tutti capiscono che non appena Mariupol sarà completamente ripulita dalle formazioni armate dell'Ucraina, inizieranno immediatamente i lavori per liberare le restanti città del Donbass e distruggere quei punti fortificati che gli ucraini hanno fatto da Slavyansk e Kramatorsk. E sappiamo che questi agglomerati sono molto difficili da ripulire.

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Alcuni esperti esprimono il numero totale del gruppo Donbass delle forze armate ucraine: 90 mila persone. Penso che questo sia tutto. Inoltre, non dimenticare che Pavlograd si trova nelle vicinanze, ed è diventato una sorta di arsenale per l'intero gruppo, e lì è stato attirato anche un numero molto elevato di truppe, circa diverse decine di migliaia di persone. Il loro compito è impedire alle forze armate russe e al corpo di LPR e DPR di completare l'accerchiamento di Slavyansk e Kramatorsk. Lo afferma il comando delle Forze armate ucraine.

Ma, come ha mostrato Mariupol, dove il comando militare ha semplicemente abbandonato i combattenti rimasti all'interno della città con tutti i rifornimenti, molto probabilmente sarà anche qui. Il raggruppamento di Pavlograd, infatti, non è stato creato per sbloccare Kramatorsk e Slavyansk, ma per formare una nuova area fortificata sulla strada per Dnepropetrovsk (Dnepr). E i gruppi concentrati in queste città saranno abbandonati allo stesso modo di quello di Mariupol.

- Cioè, possiamo presumere che il cosiddetto "arco di Donetsk" possa iniziare in qualsiasi giorno?

- Penso di si. Questo può accadere in pochi giorni, la domanda massima è di 7-10 giorni.

- Quale potrebbe essere per noi la difficoltà di combattere in questa direzione?

- La complessità dell'esercito russo è solo una: utilizziamo mezzi di lotta umani (!!? ndr). Stiamo conducendo la distruzione mirata di unità delle forze armate ucraine e la distruzione mirata di armi, e non stiamo colpendo le piazze.


Nel gergo degli zelanti giornalisti al seguito della "operazione militare speciale" dell'esercito russo significa esattamente l'opposto.

"Ci stiamo preparando a "ripulire" il Donbass", e hanno pensato di iniziare dalla Stazione ferroviaria di Kramatorsk, dove nell'assembramento delle migliaia di persone in fuga dall'orrore c'erano sicuramente "nazisti" da "ripulire" con i missili.


Per evitare le solite e facili accuse di crimini di guerra, hanno pensato di confondere le acque utilizzando missili "Tochka-U" di vecchia costruzione, utilizzati dall'esercito ucraino ma anche dall'esercito russo che ne ha ancora molti in magazzino.

I due missili esplosi sui civili in attesa di un treno sono stati lanciati da una postazione vicino Donetsk, in un'area controllata sia dai russi che dai separatisti filo-russi.

Dettagli di una guerra cruenta, crudele, devastante la cui "necessità storica" è stata esplicitata parzialmente da Putin e ora attende le risposte finali.

Fino dove vuole arrivare la Russia? Quali sono gli scenari che si stanno preparando nelle stanze del Cremlino?

Questa mattina sul Corriere della Sera c'è un'intervista atroce quanto esplicita ad uno dei consiglieri "più esperti" di faccende e visioni putiniane, Sergej Karaganov ex consigliere di Eltsin e Putin e ora direttore del "Centre for Foreign and Defense Policy" di Mosca che sforna consulenze paranoiche per il committente despota.

Il consigliere di Putin, Karaganov: «Questa è una guerra all’Occidente. Potrebbero essere colpiti obiettivi in Europa»
di Federico Fubini

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Lei dice che la vera guerra ora è contro l’espansionismo occidentale. Che intende?

«Vediamo l’espansione occidentale in atto e la russofobia raggiungere livelli come l’antisemitismo tra le due guerre. Quindi il conflitto stava già diventando probabile. E abbiamo visto profonde divisioni e problemi strutturali nelle società occidentali. Così il Cremlino ha deciso di colpire per primo. Tra l’altro, questa operazione militare sarà usata per ristrutturare l’élite e la società russa. Diventerà una società più militante, basata sulla nazionalità, spingendo fuori dalla classe dirigente gli elementi non patriottici».

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Mussolini non riconosceva l’ordine emerso dal Trattato di Versailles nel 1919. Il Cremlino riconosce la legittimità dell’ordine europeo emerso dalla caduta del Muro?


«Non dobbiamo riconoscere un ordine costruito contro la Russia. Abbiamo cercato di integrarci, ma era una Versailles 2.0. Dovevamo distruggere quest’ordine. Non con la forza, ma attraverso una distruzione costruttiva rifiutando di parteciparvi. Ma quando la nostra ultima richiesta di fermare la Nato è stata respinta, si è deciso di usare la forza».

L’obiettivo della guerra è rovesciare la presenza della Nato in Europa centrale e orientale?
«La maggior parte delle istituzioni sono, secondo noi, unilaterali e illegittime. Minacciano la Russia e l’Europa orientale. Noi volevamo una pace giusta, ma l’avidità e la stupidità degli americani e la miopia degli europei ci hanno rivelato che questi attori non la vogliono. Dobbiamo correggere i loro errori».

L’Unione europea fa parte delle istituzioni che la Russia ritiene illegittime?


«No. Ma a volte non ci piacciono le politiche della Ue, soprattutto se diventano sempre più bellicose».

Crede che un’escalation di questa guerra verso altri Paesi sia inevitabile?


«Purtroppo diventa sempre più probabile. Gli americani e i loro partner della Nato continuano a inviare armi all’Ucraina. Se va avanti così, gli obiettivi in Europa potrebbero essere colpiti o lo saranno per interrompere le linee di comunicazione. Allora la guerra potrebbe vivere un’escalation. È sempre più plausibile. Penso i generali americani la vedano come me».

La demilitarizzazione è l’opposto di ciò che Putin ha ottenuto, l’Ucraina si è riempita di armi. Anche la Germania e l’Europa si riarmano, la Nato ha spostato le truppe più vicino ai confini russi, l’Occidente si è compattato e le sanzioni sono sempre più dure. La guerra di Putin si sta rivelando un successo?


«Non sappiamo come finirà. Demilitarizzazione significa distruzione delle forze militari ucraine: sta accadendo e accelererà. Naturalmente se l’Ucraina viene aiutata, ciò prolunga l’agonia. Possiamo parlare di "vittoria" solo tra virgolette, perché ci sono molte vittime sia da parte russa che ucraina. La guerra sarà vittoriosa, in un modo o nell’altro. Presumo che ci sarà anche la denazificazione, come in Germania e in Cecenia. Gli ucraini diventeranno molto più pacifici e amichevoli con noi».

Ma l’esercito russo ha dovuto ritirarsi, dopo aver messo Kiev sotto assedio.


«E se l’operazione su Kiev avesse lo scopo di distrarre le forze ucraine dal teatro principale a sud e sud-est? Tra l’altro le truppe russe sono state molto attente a non colpire obiettivi civili, abbiamo usato solo il 30-35% delle armi. Se avessimo usato tutto, ciò avrebbe portato alla distruzione delle città ucraine e a una vittoria molto più rapida. Non abbiamo fatto bombardamenti a tappeto (??!! ndr) come gli americani in Iraq. Lo sbocco probabilmente sarà un nuovo trattato, forse con Zelensky ancora in carica. Comporterebbe la creazione di un Paese nel sud e sud-est dell’Ucraina, amico della Russia. Forse ci saranno due Ucraine. Ma ora è impossibile da prevedere, siamo nella nebbia della guerra».


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Sergej Karaganov ha sempre avuto queste "visioni strategiche". Per chi le volesse approfondire per capire quanto sia reale la minaccia russa all'Europa raccomando la lettura di una intervista di Karaganov dello scorso autunno.

Tre in barca, senza contare l'Europa. Intervista per il complesso militare-industriale

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- La Russia è ora alla ricerca della sua politica a lungo termine e delle sue basi ideologiche dopo i difficili anni '90, dopo i numerosi errori commessi allora. Uno di questi era l'allora "idea russa" - la speranza di tornare in Europa. Unì una parte significativa dell'élite e della popolazione, che aspirava non tanto alla democrazia quanto al tenore di vita e al comfort europeo a cui era associata. Ho anche condiviso questa idea prima dell'inizio dell'espansione della NATO. Alla fine degli anni '90, divenne chiaro che un ingresso paritario della Russia in Europa era irraggiungibile.

Sono apparse nuove "idee russe", anche se di secondo livello. Iniziò il “rialzarsi dalle ginocchia”, e poi il ritorno allo status di grande potenza. È stato raggiunto nel 2017-2018. Ora, probabilmente, siamo decisamente terzi, ma in questa fase siamo ancora bloccati, stiamo cercando il nostro nuovo posto. La posizione ottimale, a mio avviso, è quella di una grande potenza indipendente, amica della Cina, ma che svolge la sua politica in un triangolo che include gli Stati Uniti.
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Basta, per oggi le letture horror possono terminare. 

Continuano purtroppo le cronache reali, altrettanto horror, che raccontano le stragi compiute dall'esercito russo in Ucraina.

i.fan. twitter: menoopiu


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