Il Centrodestra Chiama i Militari per Soffocare le Proteste in Cile

20/10/2019

Le proteste sono scoppiate contro l'aumento del biglietto della metropolitana, ma in realtà, nonostante l'apparenza di un buon andamento economico, in Cile c'è un profondo malessere per le grandi disuguaglianze e un costo troppo alto dei servizi sociali per i più poveri.

Il generale Javier Iturriaga a capo della Difesa nazionale per "garantire l'ordine".

Stato di emergenza, sospese le libertà civili a Santiago del Cile e altre città.

Il presidente Sebastián Piñera, già all'alba di sabato, decreta lo stato di emergenza per Santiago del Cile, affidando la sicurezza dell'area a un comando militare, con il divieto di manifestazioni e assembramenti per un periodo di 15 giorni.
Il generale Javier Iturriaga a capo della Difesa nazionale per controllare la situazione.

I militari prendono il controllo di Santiago,  dispiegano 500 soldati per controllare i 16 assi più importanti della città e pattugliare le zone della protesta.

Torna l'incubo del generale Pinochet

Le proteste sono scoppiate per l'aumento del biglietto della metropolitana, ma in realtà, nonostante l'apparenza di un buon andamento economico, in Cile c'è un profondo malessere per le grandi disuguaglianze e un costo troppo alto dei servizi sociali per i più poveri.


Dopo una settimana di dure proteste, il Presidente Sebastián Piñera di centrodestra da una parte revoca l'aumento del prezzo del biglietto della metro, dall'altra proclama lo stato di emergenza e mette nelle mani dell'esercito la gestione dell'ordine pubblico
La crisi a Santiago del Cile è scoppiata con l'aumento del prezzo della metropolitana del 3,75%, in una situazione già tesa.


La massiccia protesta ha colto di sorpresa il governo Piñera, che solo pochi giorni prima aveva affermato che il Cile era una sorta di "oasi" nella regione, per merito della sua stabilità politica ed economica.
Un esempio eclatante di come i numeri non dicano nulla, o sono inadeguati a capire la realtà sociale: in Cile il reddito pro capite è il più alto dell'America Latina, oltre  20.000 dollari, la crescita economica stimata per quest'anno è del 2,5% del PIL (sopra la media regionale) e l'inflazione è sotto il 2%.


Ma nella realtà il Cile è la rappresentazione di quanto da anni si verifica in molte nazioni. L'aumento del reddito medio è l'espressione dell'arricchimento vertiginoso di pochi e dell'impoverimento o della stagnazione di molti. Anche un limitato aumento dei prezzi dei servizi di base, la sanità, il trasporto, l'energia, genera un profondo  malessere nella società, di chi vive con redditi e pensioni basse e disuguaglianze sociali croniche.

In questo scenario, l'aumento del prezzo del biglietto della metropolitana è stata la miccia che ha scatenato l'incendio. La protesta ha visto in prima fila i giovani, gli studenti universitari e secondari, che storicamente sono contro i governi di centrodestra, come quello di Piñera.


Il 6 ottobre, la Metro de Santiago, una compagnia privata a cui partecipa lo Stato cileno, ha aumentato il prezzo del biglietto in 30 ore di punta, a 830 pesos (circa 1,2 dollari).

Per protestare contro l'aumento del biglietto della metropolitana, lunedì scorso centinaia di studenti delle scuole superiori e dell'università si sono organizzati per entrare massicciamente in metropolitana senza pagare. Inoltre, hanno alzato le sbarre di accesso per entrare gratuitamente.
La polizia ha cercato di evacuarli, innescando gli scontri che si sono ripetuti nei giorni successivi, con barricate e incendi.

Venerdì 18, il quinto giorno di proteste in diverse stazioni della metropolitana, la rivolta si è allargata, dopo che la società che gestisce la metropolitana di Santiago, che trasporta quasi 3 milioni di persone al giorno, ha decretato la chiusura di tutte le stazioni, causando il blocco del traffico, con ingorghi, autobus stracolmi di viaggiatori e cittadini appiedati.

Il governo di centrodestra ha risposto invocando la legge sulla sicurezza dello stato, la legislazione che regola i "reati contro la sicurezza interna" del paese e inasprisce le sanzioni per coloro che sono colpevoli di disordini e devastazioni.

Ma questo ha provocato una diffusione ancora maggiore delle proteste, con manifestazioni in tutte le strade di  Santiago con scontri diretti con la polizia, barricate, saccheggi nei negozi, incendi e distruzione di diverse stazioni della metropolitana, autobus e persino l'incendio della sede della Enel .
Il bilancio delle rivolte di venerdì è stato di 10 morti, 900 arresti e centinaia di feriti. 41 delle quasi 140 stazioni della metropolitana di Santiago e 16 autobus urbani sono stati bruciati o danneggiati.
Dall'opposizione, il Frente Amplio ha accusato il governo di non capire che il problema di fondo non è il prezzo della metropolitana, ma la disuguaglianza del paese e una società ingiusta, quindi ha difeso il diritto di protesta del popolo e ha chiesto al governo di "fermare la repressione".
Le autorità di Santiago stanno valutando la possibilità di sospendere le lezioni nelle scuole e nell'università per impedire agli studenti la possibilità di riunirsi e sfidare il coprifuoco dell'esercito.

Il bilancio delle rivolte di venerdì è stato di 10 morti, 900 arresti e centinaia di feriti.