La Cina blocca l'ultimatum di Trump contro l'Iran?


Una mediazione del Pakistan su iniziativa della Cina potrebbe bloccare l'ultimatum di Trump per un attacco contro l'Iran. Cessate il fuoco di 2 settimane e apertura dello Stretto di Hormuz
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Apocalypse Iran by Donald Trump 2026

La scomparsa della civiltà è solo rinviata?

A quattro ore dalla scadenza dell'ultimatum di Donald Trump per "mettere fine alla civiltà" dell'Iran è arrivata la proposta di mediazione del Pakistan, ovvero della Cina, per un cessate il fuoco di 2 settimane e la riapertura dello Stretto di Hormuz.

Da Tehran giungono voci di una sostanziale accettazione da parte del regime, sia del presidente Pezeshkian che dell'ala dura dei Pasdaran guidati da Vahidi.

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Sembra che la nostra previsione di ieri si stia avverando, c'è una mediazione del Pakistan ovvero della Cina per un cessate il fuoco di 2 settimane e il transito per Hormuz

È la notte del 7 aprile 2026 e, come avevamo ipotizzato, la "regia cinese" via Islamabad ha calato il suo asso proprio a pochi metri dal burrone. La conferma della mediazione del Pakistan per un cessate il fuoco di 2 settimane è il classico "salva-faccia" che permette a Trump di non bombardare e a Vahidi di non arrendersi (almeno ufficialmente).

Ecco come si sta articolando questa tregua "sottile" nelle ultime ore:

Il Transito "Vigilato": La Formula Cinese

La vera novità non è solo il transito per Hormuz, ma chi lo garantisce.

  • La Cina non si è limitata a mediare; ha proposto (e sembra che Trump stia accettando) una "Navigazione Vigilata".

  • Non saranno i Marines a controllare le navi, né i Pasdaran a chiedere il pedaggio, ma una task force tecnica con osservatori neutrali (pakistani e cinesi). Questo permette a Trump di dire: "Ho riaperto lo Stretto grazie alla mia forza", e a Pechino di dire: "Abbiamo salvato il mondo dalla follia di Trump".

Le 2 Settimane: Il "Respiro" di Wall Street

Perché proprio 2 settimane?

  • È il tempo minimo necessario per far scendere il prezzo del petrolio e calmare i mercati prima di decidere il destino di Isfahan.

  • Trump ha bisogno di vedere se questa tregua "regge" prima di rinunciare definitivamente al suo "Power Plant Day". Se entro le prossime 48 ore le petroliere inizieranno a scorrere regolarmente, l'ultimatum di stasera alle 20:00 verrà trasformato in un "Rinvio per Trattative Storiche".

La posizione di Vahidi e i "Duri"

Nonostante la mediazione, i Pasdaran hanno appena dichiarato che "il momento della moderazione è finito". Questa è la loro "sceneggiata" interna: devono apparire intransigenti mentre, sotto banco, accettano il piano cinese per evitare di finire al buio.

  • La notizia di Mojtaba Khamenei in coma serve a Vahidi per dire: "Non c'è nessuno sopra di me, quindi se firmo io, l'accordo vale". Sta vendendo la sua autorità a caro prezzo.

"Apocalypse Iran" come monito

Il rifiuto dell'Apocalisse è diventato, paradossalmente, lo strumento di pressione perfetto. Le diplomazie lo leggono come il "peggiore scenario possibile" che nessuno vuole davvero vedere realizzato. La descrizione dell'Iran riportato all'Età della Pietra ha spaventato i mediatori pakistani e cinesi, spingendoli a chiudere l'accordo del "transito vigilato" in tempo record.

Secondo te Trump accetterà la mediazione della Cina?

Siamo arrivati al momento della verità. Sono quasi le 23:00 (ora italiana) di questo martedì 7 aprile 2026, e mancano poco più di tre ore alla scadenza dell'ultimatum di Trump (fissato per le 20:00 di Washington, le 02:00 di domani in Italia).

La tua domanda è il perno su cui ruota il destino di un'intera regione. Accetterà Trump la mediazione cinese/pakistana? La risposta breve è: probabilmente sì, ma solo se potrà "rubare la scena" a Pechino.

Ecco l'analisi basata sugli ultimissimi sviluppi di questa convulsa serata:

La posizione ufficiale della Casa Bianca

Pochi minuti fa, la portavoce Karoline Leavitt ha confermato che Trump è consapevole della proposta pakistana per un'estensione di due settimane del termine ultimo. Non c'è stato ancora un "sì" formale, ma il fatto che non ci sia stato un "no" immediato è, in linguaggio trumpiano, un segnale di apertura.

Perché Trump potrebbe accettare (Il "Deal" Politico)

  • L'ostacolo del viaggio in Cina: Trump ha in programma un vertice con Xi Jinping a metà maggio. Accettare la mediazione ora gli permetterebbe di arrivare a Pechino come il "risolutore" che ha evitato l'Apocalisse, pur mantenendo il controllo.

  • Wall Street: Come hai notato, i mercati sono in moderato rialzo. Un rifiuto dell'ultimatum stasera causerebbe un lunedì nero (o meglio, un mercoledì nero) che Trump vuole evitare a ogni costo prima delle elezioni.

  • La "Sceneggiata" del Merito: Trump non accetterà mai che si dica "La Cina ha salvato la situazione". Se accetta la tregua di due settimane, dirà: "Il Pakistan e la Cina hanno implorato la mia clemenza, e io, per la mia grande generosità, ho concesso altre due settimane".

I rischi del "No": L'ombra di Vahidi

Se Trump rifiutasse, scatterebbe il piano che hai descritto nel tuo articolo: il "Power Plant Day".

  • Il problema tecnico: I generali lo avvertono che colpire le centrali ora, con i Pasdaran che usano "catene umane" di civili (come riportato dalle ultime notizie da Teheran), creerebbe un disastro d'immagine globale.

  • Vahidi: L'ala dura iraniana ha già minacciato risposte "oltre la regione". Trump sa che lo scontro totale potrebbe affondare non solo l'Iran, ma anche la sua presidenza se il prezzo del petrolio dovesse raddoppiare in una notte.

La trappola della mediazione

Accettare la mediazione cinese è, per Trump, un boccone amaro. Significa ammettere che Pechino ha un peso diplomatico che lui vorrebbe ignorare. Per questo motivo, è probabile che Trump accetti la tregua ma aggiunga una "clausola di forza": ad esempio, la riapertura immediata di Hormuz come precondizione per non colpire i ponti a mezzanotte.


Verdetto finale

Secondo me, Trump accetterà l'estensione di due settimane (la proposta di Islamabad/Pechino) entro le prossime due ore. Lo farà definendolo "un gesto di buona volontà verso il popolo iraniano" (lo stesso popolo che ieri diceva di voler bombardare).

Tuttavia, come hai scritto tu nel tuo blog, questa sarà solo una tregua armata. I Marines resteranno sulle navi, i B-2 resteranno carichi, e il problema dell'uranio a Isfahan verrà solo posticipato.

Aspettiamo le 02:00 di stanotte. Se le luci di Teheran rimarranno accese, sapremo che la "regia cinese" ha vinto il primo round. Pensi che in queste due settimane di tregua, Vahidi userà il tempo per negoziare davvero o per nascondere meglio l'uranio prima dell'inevitabile scontro finale di fine aprile?

e tu pensi che Netanyahu accetterà di farsi sfilare l'obiettivo sotto il naso a pochi metri dall'arrivo?

La domanda è cruciale e tocca il punto di massima frizione tra gli alleati. No, Netanyahu non ha alcuna intenzione di farsi sfilare l'obiettivo. Mentre Trump vede nel "Deal" la sua consacrazione elettorale e il modo per stabilizzare Wall Street, per Netanyahu questa non è una partita economica, ma esistenziale (e politica per la sua sopravvivenza al governo).

Ecco perché Netanyahu è l'incognita che può far saltare la mediazione cinese nelle prossime ore:

Il "No" preventivo di Gerusalemme

Le notizie di poche ore fa sono chiare: Netanyahu ha esortato esplicitamente Trump a non procedere con il cessate il fuoco. Per Israele, una tregua di due settimane mediata da Cina e Pakistan è solo "ossigeno per i terroristi". Netanyahu teme che, durante questi 14 giorni, Vahidi possa spostare i famosi 400 kg di uranio di Isfahan in siti ancora più profondi e inaccessibili.

 Il rischio dell'azione unilaterale

La storia ci insegna che quando Israele vede una "finestra di opportunità" che sta per chiudersi diplomaticamente, tende ad agire.

  • Se Netanyahu percepisce che Trump sta per firmare l'estensione delle due settimane stanotte, l'IDF potrebbe lanciare un attacco preventivo sui siti nucleari prima delle ore 20:00 (Washington).

  • L'obiettivo sarebbe "mettere Trump davanti al fatto compiuto": una volta che le bombe israeliane sono cadute su Isfahan o Fordow, la tregua pakistana evapora e Trump è costretto a finire il lavoro.

 La "Pillola Avvelenata" di Netanyahu

Come hai notato, l'IDF ha già avvertito la popolazione iraniana di stare lontana dai treni e dalle infrastrutture ferroviarie. Questo non è un messaggio coordinato con la "mediazione": è un segnale di guerra imminente. Netanyahu sta dicendo a Trump: "Tu parli di diplomazia, noi stiamo già puntando i ponti".

 Il fattore Hezbollah

Netanyahu ha già chiarito ai suoi ministri che, anche in caso di tregua tra USA e Iran, Israele non fermerà le operazioni contro Hezbollah in Libano. Questo è il modo per mantenere il fronte caldo: se Israele continua a colpire i proxy dell'Iran, i Pasdaran risponderanno, rendendo la tregua di Trump un pezzo di carta inutile nel giro di poche ore.


 Il duello tra il "Deal" e la "Vittoria"

Siamo in una situazione paradossale:

  • Trump vuole la foto del "Great Deal" mediato dalla Cina per vantarsi di aver evitato la guerra.

  • Netanyahu vuole la foto delle rovine dei siti nucleari per dichiarare la "Vittoria Storica" di Operation Roaring Lion.

Se stanotte, alle 02:00 (ora italiana), vedremo delle esplosioni improvvise a Isfahan senza che Trump abbia dato l'ordine, sapremo che Netanyahu ha deciso di "tagliare il nodo gordiano" della diplomazia cinese. Pensi che Trump avrebbe il coraggio di scaricare Netanyahu se Israele facesse saltare il suo accordo con la Cina all'ultimo secondo, o sarebbe costretto a seguirlo nell'Apocalisse?

Apocalypse Iran, Trump criminale di guerra con il recidivo Netanyahu
 
Colpire infrastrutture civili, e uccidere i civili che vi lavorano o vivono in prossimità, è un crimine di guerra
Dalle ore 20 del 7 aprile il presidente degli USA Donald Trump sarà ufficialmente un "criminale di guerra"

Trump è il cattivo "Simon" di Die Hard, uno di quei personaggi che minacciano di far saltare i grattacieli di New York o di lanciare missili a testate nucleari se il governo di un Paese non si piega alla richiesta di un riscatto.

Da Hollywood a Washington, il cattivo che ricatta il mondo avendo a disposizione il più letale esercito della Storia e i più folli generali a comandarlo, senza dimenticare di aggiungere gli israeliani, come se non bastasse, è diventato realtà, entra davvero nello nostre case e nelle nostre vite sconvolgendole dall'oggi al domani, con minacce violente, apocalittiche, volgari, avide, ciniche, mutuate dalla cinematografia e dai videogiochi di guerra, fregandosene delle etichette e delle prassi diplomatiche.

Se mai avete dubitato che potesse esistere una minaccia per il benessere globale e lo sviluppo dell'umanità è arrivato il momento di ricredersi: Donald Trump è un pazzo furioso che maneggia armi distruttive ed è in grado di influenzare negativamente la vita di miliardi di persone.

 

Trump Netanyahu Vahidi i Padroni del Terrore cancellano l'Iran

In Iran non è più guerra ma un ricatto del terrore di Trump Netanyahu e Vahidi contro un popolo inerme. Le conseguenze del "Apocalypse Iran" saranno profonde dolorose e durature

Più passano i giorni, i lugubri giorni della guerra degli Stati Uniti e Israele in Iran iniziata per liberare gli iraniani da un regime oppressivo e sanguinario, più passano i giorni e più si afferma l'immagine nevrotica, cinica, beffarda, cattiva di Donald Trump che vomita minacce, insulti, ricatti, oscenità non contro singoli individui al potere ma contro l'Iran in quanto tale, come nazione, popolo, civiltà, Storia.

Trump non controlla più i suoi bassi istinti impregnati di prepotenza e narcisismo, volontà di dominio e di violenza, e nella guerra in Iran sta mettendo in mostra il peggio che si possa immaginare nell'animo umano.

Questa guerra atroce, che per gli iraniani poteva rappresentare l'inizio della liberazione, è diventata ormai un incubo non solo a Tehran ma per tutta l'umanità.

La guerra scatenata da Trump e Netanyahu è diventata il più grande furto di risorse economiche e morali ai danni dell'intera umanità.

I danni economici sono incalcolabili e si manifesteranno per molti anni a venire

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Se non fate quello che vogliamo noi, faremo saltare tutto in aria, è lo schema classico dei terroristi cattivi e sanguinari che ricattano e terrorizzano i civili e le istituzioni.

Lo schema che Trump e il suo burattinaio Netanyahu hanno creato in Iran è esattamente identico, a prescindere dalle ragioni dell'uno o dell'altro. Nel metodo terroristico è già implicito un giudizio di immoralità e criminalità.
Trump e Netanyahu stanno ricattando un'intera parte del mondo: se non fate quello che vi diciamo di fare, alle ore X lanceremo i missili su A, B, C, D ....poi vi richiamiamo per chiedervi se vi arrendete e accettate le nostre richieste o se dobbiamo colpire altri obiettivi ... fino alla distruzione totale.


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L'Unione Europea «respinge con fermezza» qualsiasi minaccia o attacco «contro le infrastrutture civili essenziali». Lo ha detto una portavoce della Commissione Europea, Anitta Hipper. Tali azioni sono considerate «estremamente pericolose» in quanto rischiano di avere ripercussioni «su milioni di persone in Medio Oriente e oltre, con il rischio di provocare un'ulteriore e pericolosa escalation». 

L'Ue esorta tutte le parti a dar prova «della massima moderazione», a proteggere i civili e le infrastrutture civili e a rispettare «pienamente il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario».

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A poche ore dalla scadenza delle 20 ora di Washington,  termine che aveva imposto al governo iraniano per l'apertura dello Stretto di Hormuz, Il delirante Trump ha minacciato, in un nuovo messaggio, che "un'intera civiltà verrà distrutta stanotte e non potrà mai più essere ricostruita".

"Non vorrei che accadesse, ma probabilmente accadrà".

Tucker Carlson ha pubblicamente esortato i collaboratori della Casa Bianca e i funzionari del Pentagono a rifiutare gli ordini del presidente Donald Trump qualora questi prevedano attacchi di massa contro civili iraniani o il possibile utilizzo di armi nucleari , dicendo loro di "dire assolutamente no" direttamente al presidente e, se necessario, di " decifrare da soli i codici sul pallone da football ". Queste dichiarazioni, rilasciate nel suo popolare podcast, giungono nel contesto della campagna militare israelo-americana in corso contro l'Iran e hanno scatenato un'immediata reazione negativa da parte della Casa Bianca.

Carlson ha definito la potenziale escalation "malvagia" e una profanazione dei valori cristiani e islamici, criticando in particolare la recente retorica di Trump sui social media, in cui esortava alla riapertura dello Stretto di Hormuz e avvertiva che "un'intera civiltà morirà stanotte". Carlson ha sostenuto che tali azioni segnerebbero "la fine dell'impero americano come lo conosciamo" e sarebbero in diretto contrasto con i principi "America First" su cui Trump ha basato la sua campagna elettorale.