La verità su Sempio, Stasi e sul femminicidio di Chiara Poggi

Non condivido le opinioni di Michele Serra e Roberto Saviano sugli "spalti gremiti per Sempio o Stasi" o la "fiction" dei media sul femminicidio di Chiara Poggi a Garlasco

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Verità sul femminicidio di Chiara Poggi

Michele Serra, nella sua rubrica "L'Amaca" su La Repubblica del 9 maggio 2026, ha commentato i recenti sviluppi sul delitto di Garlasco, focalizzandosi sulla riapertura del caso che vede ora Andrea Sempio come indagato e la possibile revisione della posizione di Alberto Stasi.

"Stasi-Sempio: spalti gremiti": Con questo titolo, Serra evidenzia il persistente interesse morboso dell'opinione pubblica sul caso, descrivendo la vicenda come uno spettacolo ("spalti gremiti") dove le colpe e le innocenze sembrano scambiabili o oggetto di tifo. Serra precisa di non essere "pro-Sempio" e nemmeno "pro-Stasi", sottolineando la necessità di non lasciarsi trascinare nel "tritacarne mediatico" che ha caratterizzato questo caso fin dal 2007.

Una posizione simile l'ha espressa anche Roberto Saviano: .... a Garlasco è in corso "una fiction oscena" come Avetrana: "Due brand del male italiano". Roberto Saviano sbotta contro l'ossessione sul delitto di Garlasco: "Come Avetrana, la vita ridotta a content", e cita i casi Delmastro e Cutro.

.... Tutto ciò non ha a che fare con il concetto di inchiesta, piuttosto “è consumo, vita ridotta a content ...  con un voyeurismo travestito da senso civico”.

 

Non facendo parte delle "orde mediatiche" che si accaniscono attorno al delitto di Garlasco - in tutti questi anni ho scritto un solo post sull'argomento - posso dire in tutta tranquillità che non condivido l'opinione di Michele Serra e Roberto Saviano, per diversi motivi.

Primo tra tutti, quello che interessa nel delitto di Garlasco è di rendere giustizia e verità ad una donna, Chiara Poggi, uccisa da un individuo maschio con lo scopo evidente del femminicidio, l'omicidio compiuto da un maschio contro la vittima femminile per motivi di possesso, concezione misogina del rapporto uomo-donna, violenza e arroganza maschilista ...

Il delitto di Garlasco è innanzitutto un femminicidio irrisolto, e già questo lo rende importante.

Ma a questa evidenza vanno aggiunti altri aspetti che lo rendono particolare e suscitano l'interesse di gran parte dell'opinione pubblica, e non per morbosità, tifoseria o non avendo altro a cui appassionarsi.

Nel caso del femminicidio di Garlasco c'è un sistema investigativo e giudiziario che hanno segnato uno dei più plateali fallimenti da decenni a questa parte e nessuno ancora ci ha spiegato perché.

Tre gradi di giudizio hanno condannato Alberto Stasi a 16 anni di carcere (ridotti dai 24 iniziali) senza indicare il movente e individuare l'arma del delitto.

Dopo quasi venti anni si scopre che le indagini condotte all'epoca del delitto e utilizzate per condannare Stasi presentano lacune vistose, abbagli clamorosi, strane omissioni o superficialità, così palesi da motivare la riapertura delle indagini e cercare una verità alternativa a quella affermata inizialmente.

Tutto questo non è un argomento da tifoseria ma un problema serio e grave di giustizia ingiusta e fallace, una questione che tutti dovrebbero avere a cuore, anche e soprattutto i politici e gli intellettuali, oltre che i frequentatori di bar.

Dopo tanti anni emergono particolari che all'epoca furono sottovalutati o ignorati, e l'emersione di questi particolari, impronte, messaggi, analisi DNA, testimonianze, portano gli inquirenti di oggi a costruire un impianto accusatorio nei confronti di Andrea Sempio, all'epoca 19enne.

Ma come se non bastasse, tra gli aspetti che intrigano e interrogano la verità ci sono gli atteggiamenti delle famiglie di Chiara Poggi, il fratello Marco amico di Sempio, i genitori di Chiara che si oppongono alla riapertura del caso e all'accertamento di una verità alternativa a quella di Stasi colpevole, le cugine e altri parenti, squarci di vita piccolo-borghese di provincia, l'ombra della pedofilia e del traffico di droga ...

Nell'inchiesta che da oltre un anno si è riaperta sul femminicidio di Chiara ci sono anche le intercettazioni di Andrea Sempio che consegnano un quadro raggelante del personaggio e del possibile movente femminicida.

Ma c'è anche la corruzione di un magistrato che prese soldi per depistare le indagini, danneggiando Andrea Stasi, e di tre avvocati ex-legali di Sempio che avrebbero intascato 45mila euro in nero non si sa per cosa...

Se questa non è malagiustizia che merita di essere indagata ...

La verità sul femminicidio di Chiara Poggi apre scenari e percorsi verso altre verità, con una intensità e densità che non si riscontrano in altri casi giudiziari.

Ho stima di Saviano, ma non capisco perché cerca di contrapporre l'interesse per il femminicidio di Chiara alla strage degli immigrati a Cutro. Sono due oscenità diverse e gravissime, ma nel caso della strage di Cutro il meccanismo è abbastanza chiaro ed evidente all'opinione pubblica, perché si è trattato di omissione di soccorso da parte delle autorità preposte a causa di un clima politico che esercita evidenti pressioni e incita all'odio per gli immigrati. 
Non ci sono carenze giudiziarie palesi bensì gravissime omissioni e pressioni politiche su cui la stampa non asservita svolge poco lavoro di inchiesta e le opposizioni hanno poca voce per far sentire una verità alternativa.

Contrapporre l'interesse per il femminicidio di Garlasco a quello per la strage di Cutro non è giusto, come non è giusto ridurre l'interesse su Sempio e Stasi a tifoseria da stadio. C'è di mezzo la verità, l'ingiustizia per la detenzione di un innocente, se fosse provato che Stasi è innocente, l'indignazione per l'inefficienza della giustizia, il disgusto per la corruzione palese, lo sbigottimento per le ipocrisie familiari. Ci sarebbe molto e molto da capire, e non credo che la maggioranza degli italiani, che ha respinto la controriforma della Giustizia, sia spinta solo da una morbosa tifoseria.

E infine i media, che al di là dei linguaggi, stili, scrupoli giornalistici, hanno captato che dietro il femminicidio irrisolto di Chiara Poggi c'è un grande e legittimo interesse di verità e quindi lo cavalcano, ciascuno a modo proprio, qualcuno anche strumentalizzando il caso prima del referendum senza riuscire però ad influenzare più di tanto l'opinione pubblica.
C'è molto di peggio nei media moderni.