Perchè la Rivolta di Hong Kong Mi Stupisce e Appassiona

28/11/2019

Credo che le opinioni espresse nell'articolo di HKFP siano ben radicate in gran parte dello schieramento pro-democracy e sono la testimonianza inequivocabile che i valori che sono alla base del movimento di protesta sono alti, forti e non svendibili da parte di chicchessia, e pertanto molto difficili da sconfiggere. E' proprio questo che temono Xi Jinping e Donald Trump, abituati a fare commercio di diritti umani per gli interessi personali o di pochi.E' proprio per questo che la rivolta di Hong Kong mi stupisce e appassiona.

Nel giorno in cui Trump firma l'Hong Kong Human Rights and Democracy Act, legge approvata più di una settimana fa dai deputati e senatori di entrambi gli schieramenti, ci si sarebbe aspettato da parte degli hongkongers un enorme e caloroso ringraziamento a The Donald.
E invece, al di là di qualche frase rituale e sventolamento di bandiera per i fotoreporter, la reazione di gran parte dei pro-democracy è stata fredda e anzi critica nei confronti del presidente USA, a causa dei "distinguo" con cui il biscazziere ha accompagnato la firma della legge.
Trump considera la rivolta di Hong Kong come un intralcio ai suoi negoziati con Xi Jinping, di cui non nasconde l'ammirazione, anche perchè dopo le rivelazioni sulle pressioni con l'Ucraina alla base della richiesta di impeachment e l'osceno via libera ad Erdogan per il genocidio dei Curdi, per lui è diventato più difficile fare commerci sulla pelle di popoli senza suscitare dubbi e maldicenze.

Nella presunta guerra commerciale USA-Cina, il rispetto dei diritti umani in Hong Kong sono un elemento "imprevisto" non negoziabile e pertanto di intralcio alla trattativa, un vincolo che ora viene addirittura sancito da una legge a cui anche il biscazziere è sottoposto e tenuto (in parte) a rispettare. Per Trump ogni vincolo morale o giuridico è un intralcio, perchè nelle trattative, come è costume dei boss malavitosi, bisogna avere le mani libere per fare ricatti o disfare accordi.


I cittadini di Hong Kong avrebbero potuto incassare in silenzio il successo della firma pur controvoglia di Trump ma sono abituati a ragionare con altri schemi e valori, e per questo non nascondono ciò che pensano sul presidente americano, come ben illustrato e argomentato nell'articolo su Hong Kong Free Press "Why Hongkongers owe Donald Trump nothing, despite the steadfast support of Congress" di Gray Sergeant del 28/11.

"Hong Kong’s self-styled saviour does not deserve the gratitude of the city’s citizens. Mr Trump may have signed the Hong Kong Human Rights and Democracy Act but his words show whose side he is really on"
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Despite the overwhelming level of support on the Hill for the bill, Trump spent a week refusing to say whether or not he will sign it. Surprise, surprise – this arch-mercantilist was more concerned about his precious trade deal. Not that this mattered so much. Barring a presidential veto the Hong Kong Human Rights and Democracy Act would have become law anyway, given that it has passed both houses of Congress.
In the end, Trump did sign, as many expected he would, but it should be noted without much public fanfare. A short accompanying statement from Trump said: “I signed these bills out of respect for President Xi, China, and the people of Hong Kong.” Words so banal they can hardly be presented as the message of solidarity for the city’s pro-democracy movement which many Republican’s, like McConnell, have been urging him to make.
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More gut wrenching still has been the level of praise heaped on the “King” of China by the current Commander-in-Chief. “I’m also standing with President Xi” Trump told Fox & Friends upon the Senate’s approval of the Hong Kong Human Rights and Democracy Act. “He is a friend of mine. He is an incredible guy” he went on to say about the dictator responsible for the vast network of concentration camps in Xinjiang.
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Trump’s lacklustre signing of the Hong Kong Human Rights and Democracy Act, along with his history of silence, interrupted with pro-Xi outbursts, tells you exactly who the president’s friends are and who he is his prepared to stand by. Those flying the Star-Spangled Banner on the streets of Hong Kong are not wrong to do so, there are many in Washington who care deeply about freedom in the city. Sadly, at this moment in time, this group of people does not include the top decision-maker.

Credo che le opinioni espresse nell'articolo di HKFP siano ben radicate in gran parte dello schieramento pro-democracy e sono la testimonianza inequivocabile che i valori che sono alla base del movimento di protesta sono alti, forti e non svendibili da parte di chicchessia, e pertanto molto difficili da sconfiggere.


E' proprio questo che temono Xi Jinping e Donald Trump, abituati a fare commercio di diritti umani per gli interessi personali o di pochi.


E' proprio per questo che la rivolta di Hong Kong mi stupisce e appassiona.