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POPOLARE BARI: Indagine su Qualcuno Corrotto in Banca d'Italia

21/12/2019

La notizia-bomba viene diffusa da La Repubblica: "Indagato per corruzione l’ex presidente di Pop Bari. Faro sui legami con Bankitalia"

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Aggiornamento: "qualcuno" ha avvisato Marco Jacobini che stava arrivando la lettera di commissariamento

Scrive Repubblica (il 23/12 a firma Bonini-Foschini) che l'ex presidente della Popolare di Bari avrebbe trasferito, 48 ore prima del commissariamento da parte del Governatore della Banca d'Italia, più di 5 milioni di euro da un suo deposito ad altri, di cui la fetta più grossa - 4,8 milioni - a "sè medesimo" su un conto Banca Sella.

La notizia ha un risvolto buono ed uno cattivo:

1) Buono: i due commissari che hanno preso il timone della barca semisommersa -  Enrico Ajello e Antonio Blandini - non hanno perso tempo a trasferire la segnalazione dell'operazione "sospetta" alle autorità competenti, GdF, Bankit, Procura della Repubblica, secondo l'iter previsto dalla normativa anti-riciclaggio. Segno che l'acqua attorno agli "squali" del passato si è ridotta, e che le manipolazioni e collusioni precedenti non hanno più terreno fertile. Se Banca d'Italia si fosse decisa al commissariamento un paio di anni fa, e ce ne erano tutte le condizioni checché ne dica Ignazio Visco, forse i danni sarebbero stati molto minori.

2) Cattivo: Se la notizia di Repubblica è fondata - e non si vede perchè dubitarne - è un'ulteriore conferma che "qualcuno" nello staff più vicino al Governatore della Banca d'Italia è ancora in contatto con l'ex presidente della Popolare Bari e con altri manager della passata gestione, e manovra dietro le quinte.

Chi, oltre Ignazio Visco, sapeva della lettera di commissariamento? Questo lo può sapere solo lo stesso Visco, che non ha ancora però risposto alla precedente domanda: chi è il membro della Vigilanza che si sarebbe fatto corrompere da Jacobini per molti anni, manipolando dati, strategie, scelte che sono alla base dell'acquisizione Tercas e dei successivi atti a danno di risparmiatori, azionisti, contribuenti italiani?

E' stata avviata un'indagine interna a Palazzo Koch dopo le rivelazioni di Repubblica?

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"qualcuno in Bankit è corrotto"

Un articolo su La Repubblica, a firma di Carlo Bonini e Giuliano Foschini, lancia la notizia-bomba di un'inchiesta aperta dalla Procura che si occupa della Popolare di Bari su un possibile caso di corruzione messo in atto tra il presidente della banca pugliese Marco Jacobini e un non identificato membro della Vigilanza di Banca d'Italia, in relazione all'acquisizione di Tercas da parte di Pop Bari.

scrive Repubblica:

I rapporti tra i vertici della Banca Popolare di Bari e la Vigilanza di Bankitalia entrano formalmente nell'inchiesta penale sul crac dell’Istituto nella quale, sino ad oggi, erano già dieci gli indagati a diverso titolo per falso in bilancio, false comunicazioni al mercato, ostacolo alla vigilanza, estorsione. Il Procuratore aggiunto Roberto Rossi, i sostituti Lanfranco Marazia e Federico Perrone Capano, hanno infatti notificato a Marco Jacobini, ex Presidente e padre-padrone della Banca, un’informazione di garanzia per corruzione. Atto in cui, allo stato, non viene indicata l’identità del corrotto. Ma di cui "Repubblica" ha ricostruito il perimetro: la Vigilanza di Palazzo Koch.

... L’unico dato di fatto che "Repubblica" è stata appunto in grado di acquisire con certezza, è che gli elementi in forza dei quali l’ex Presidente della Popolare è indagato hanno a che fare con i rapporti avuti nel tempo tra Jacobini e la Vigilanza di Bankitalia. Elementi allo stato indiziari. Sufficienti dunque all'iscrizione del registro degli indagati dell’ex Presidente come corruttore, ma non ancora così solidi per la Procura da dare un nome anche a chi, in Bankitalia, sarebbe stato in ipotesi corrotto.

Il passaggio — come evidente — è di particolare delicatezza.

...

Dunque, ci sarebbe qualcuno in Banca d'Italia che si sarebbe fatto corrompere dalla Popolare di Bari per nascondere o modificare la situazione reale della Tercas e consentire quindi alla banca pugliese, che non aveva i requisiti per inglobare la ex cassa di Teramo, di realizzare l'obbiettivo del suo presidente.

Qualcuno che poi avrebbe continuato ad occuparsi della situazione di Pop Bari, e avrebbe potuto influire anche sugli sviluppi successivi al 2014 e sulle valutazioni che la Vigilanza della Banca d'Italia ha fatto.

dal Bilancio 2018 della Banca Popolare di Bari - approvato solo a fine luglio 2019 l'inusuale ringraziamento dell'Assemblea dei Soci PopBari, ai membri della Vigilanza di Bankit:


Il nostro più vivo apprezzamento va ancora una volta alla Banca d’Italia, ...
Un ringraziamento particolare, per la loro costante disponibilità e l’attenzione nei confronti della Banca va al dott. Lanfranco Suardo, al dott. Roberto Caramanica, alla dott.ssa Emanuela Salvi, alla dott.ssa Eleonora Sucato e al dott. Ignazio Avella, anche nel 2018 nostri più diretti referenti all’interno del Servizio Supervisione Gruppi Bancari.



continua l'articolo di Repubblica:

gravata da quest’ombra, ora anche la lettura a posteriori di quanto accaduto nel cruciale autunno del 2013 (quando alla Popolare venne concesso di procedere a un’acquisizione cui in quel momento era ancora formalmente inibita) potrebbe trovare risposte diverse da quelle sin qui offerte da Bankitalia. 

...

https://www.menoopiu.it/blog/popolare-bari-difesa-boomerang-di-bankitalia-1/

Popolare Bari, la Difesa-Boomerang di Bankitalia

17/12/2019

La Banca d'Italia prova a difendersi dalle accuse nei suoi confronti a seguito del commissariamento tardivo della Popolare di Bari, in una nota pubblicata sul suo sito dal titolo serafico: Approfondimenti sulla crisi della Banca Popolare di Bari

è quanto avevo sostenuto proprio ieri, prima che la notizia della nuova indagine diventasse pubblica

https://www.menoopiu.it/blog/popolare-bari-banca-d-italia-non-ha-piu-alibi/

Popolare Bari, la Banca d'Italia Non Ha Più Alibi

20/12/2019

Nel dissesto della Popolare di Bari le colpe di via Nazionale sono maggiori che in passato

L'articolo di Repubblica lascia molti dubbi sulla reale portata dell'inchiesta per corruzione contro Jacobini e il misterioso "corrotto di Banca d'Italia"

1- sembrerebbe che l'indagine sia partita nell'estate scorsa, dopo il rimpasto dei vertici di Pop Bari e che la notifica a Jacobini fosse pronta già prima del commissariamento. Il Governatore della Banca d'Italia era al corrente dell'inchiesta? Se ne era al corrente perchè ha aspettato altri mesi per commissariare la banca? Se non ne era stato messo al corrente, significa che i magistrati non si fidavano?

2 - c'è un passagio importante nell'articolo di Bonini e Foschini:

... ora anche la lettura a posteriori di quanto accaduto nel cruciale autunno del 2013 (quando alla Popolare venne concesso di procedere a un’acquisizione cui in quel momento era ancora formalmente inibita) potrebbe trovare risposte diverse da quelle sin qui offerte da Bankitalia. Altro infatti è sostenere che, posta di fronte al dilemma se abbandonare al fallimento l’abruzzese Tercas e i suoi risparmiatori o consentirne il salvataggio per mano di chi non poteva tirarsi indietro (la Popolare), la Vigilanza scelse il male minore, scommettendo su un percorso virtuoso della Popolare e che i vertici della Popolare si erano impegnata a intraprendere. Altro è anche solo immaginare o ipotizzare che nella tolleranza concessa dalla Vigilanza alla dissennata governance della Popolare abbia ballato la promessa o la corruzione piena di chi della Vigilanza faceva parte.

In poche parole la domanda chiave che tutti si sono posti, e cioè come si possa giustificare l'autorizzazione da parte di Bankit alla fusione di una zavorra come Tercas con una banca "malata" come Popbari, trova qui una facile e conveniente risposta: c'era un corrotto che ha pilotato l'operazione con numeri, notizie e valutazioni distorte che hanno ingannato la Banca d'Italia. Quindi le responsabilità di quest'ultima sono attenuate.

Alla ricerca di un capro espiatorio per salvare la Banca d'Italia

La notizia dell'indagine per corruzione serve a dare una via di fuga, tardiva ma necessaria, alla precedente domanda, scaricando in parte le responsabilità dei vertici di via Nazionale, messi ormai alle strette da evidenze inconfutabili di incompetenza e irresponsabilità nel caso di Bari come in quello di Teramo, Genova, Siena, Etruria, Vicenza ecc ecc.

... C'era un corrotto, non potevamo sapere ... immaginare ... 

La notizia di un corrotto ai livelli alti di Palazzo Koch, sede della Vigilanza, non allenta le pressioni su Ignazio Visco, anzi, accresce il senso di diffidenza verso la Banca d'Italia.

1- Come fa a vigilare sulle banche se non è in grado di vigilare al suo interno?

2 - Come è possibile che decisioni così importanti che riguardano l'interesse dei risparmiatori e dell'economia nazionale siano influenzabili SOLO da un dirigente corrotto? Davvero ci si vuol far credere che altri uffici e funzioni della Banca Centrale non sapessero o non potessero accorgersi di nulla ?

3 - Quante e quali altre banche sono state "ispezionate" dal dirigente corrotto negli ultimi anni e sono a rischio di valutazioni camuffate?

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(segue)