Sembra un narcos, ma è Strache, aspirante premier austriaco

19/05/2019

Ad una settimana dalle elezioni europee, il video che incastra il vicecancelliere austriaco Strache in cerca di affari loschi con i russi probabilmente non cambierà l'esito del voto, ma sarà l'inizio di una nuova strategia di comunicazione politica con riflessi in tutti i paesi europei e non solo.

Ad una settimana dalle elezioni europee, il video che incastra il vicecancelliere austriaco Heinz-Christian Strache, leader della destra FPO, mentre discute di  scambi e affari loschi con i russi  probabilmente non cambierà di molto l'esito del voto, ma diventerà l'inizio di una nuova strategia di comunicazione politica con ampi riflessi in tutti i paesi europei e non solo.

Il video risale a quasi due anni fa, ma è stato pubblicato da Der Spiegel e Süddeutsche Zeitung solo adesso, dopo essere stato tenuto in caldo da qualche servizio segreto (tedesco?) in attesa del voto del 26 maggio.

Il risalto con cui il New York Times ha dato spazio alla notizia è dovuto all'evidente analogia con l'ascesa di Donal Trump e il Russiagate e al fatto che nel caso di Strache, a differenza di quello del biscazziere americano, c'è una prova inconfutabile fornita dalle riprese video su i legami "interessati" tra la nomenclatura russa al potere e alcuni partiti di estrema destra , come nel caso del FPO austriaco di Strache, ma anche di LePen in Francia  Orban in Ungheria o dell'improvviso astro di Vox in Spagna.


I sovranisti alla Matteo Salvini di "prima l'Italia", "prima la Francia" ecc si porteranno il marchio o il dubbio di aver svenduto il loro paese a Putin, cioè "prima la Russia", di essere quindi i primi nemici dell'autonomia nazionale e di averlo fatto in cambio di denaro, affari, traffici loschi che nulla hanno a che vedere con l'interesse dei popoli che aspirano a governare.


Potranno certamente obiettare che anche dalla parte di chi oggi fa il moralista non mancano scandali, corruzione e conflitti di interesse, anzi ... ma quel video che ritrae Strache in canottiera, sdraiato su un divano di una villa di Ibiza, come un narcotrafficante sudamericano, ha un'efficacia comunicativa enorme. "Ecco chi sono quelli che predicano l'odio verso gli immigrati e promettono ordine, benessere e pulizia. Ascoltateli e coglietene il tono rozzo e violento, quando parlano di affari e di prendersi il potere…"

Strache e Salvini in un selfie

Strache e Salvini in un selfie

Le dimissioni di Strache hanno coinciso con la manifestazione organizzata da Salvini per farsi incoronare leader della "nuova" destra europea con il palcoscenico del Duomo di Milano e la schiera di invitati che tutti conosciamo.

Le notizie provenienti da Vienna hanno consigliato al boss leghista di non dare rilievo all'accaduto, ma è facile immaginare che il selfie che lo ritrae sorridente assieme a Strache farà il giro del mondo, aggiungendosi a quelli con Armando Siri e Gianbattista Fratus, simboli salviniani dell'affarismo locale e della corruzione al potere.

Per il momento vale la pena rimarcare la casuale analogia dei due vicepremier, Strache e Salvini, entrambi alla ricerca del successo per diventare premier.


Strache ha cercato la scorciatoia russa, forse illudendosi di poter ripetere le gesta di Donald Trump che era riuscito a sfruttare un canale  vero per puntare alla Casa Bianca.

L'austriaco invece ha trovato un'agente infiltrata, una che lavora per far rispettare ordine e legalità, ed è cascato nella trappola come un babbeo.


Ormai persino i più imbalsamati servizi segreti hanno capito che è sufficiente parlare russo per stuzzicare il vorace appetito dei "sovranisti".

Strache e Salvini gli Aspiranti Numero Uno. ____ Heinz-Christian Strache in Austria era il vicepremier del governo Kurz ma aspirava ad essere il Numero Uno. Come il suo amico Matteo Salvini, vicepremier in Italia, ma lui voleva farlo con l'appoggio dei russi, come il loro amico Donald Trump. E' stato incastrato da un'agente tedesca. Carriera finita.