Trump e Netanyahu attaccano il regime Khamenei
La piazza tace, a Tehran solo bombe e missili, Trump e Netanyahu puntano al ritorno della monarchia di Reza Pahlavi
Trump e Netanyahu avevano concordato e preparato il piano di attacco all'Iran in occasione dell'ultima vista del criminale israeliano a Washington, Hanno finto di non essere d'accordo su tempi e obiettivi dell'attacco ma solo per cercare di trarre in inganno i vertici del regile di Teheran e prendere tempo per dispiegare le portaerei nella zona di guerra.
Una volta completati i piani, Trump ha dato l'ordine di attacco, in simultanea con l'iniziativa di Tel Aviv. Basi missilistiche, palazzi del regime, la residenza di Khamenei a Teheran, sono stati colpiti obiettivi facili ed evidenti, mentre il suono disgustoso della grancassa mediatica trumpiana incitava gli iraniani a scendere in piazza per rovesciare il regime.
Per ora la piazza tace e tuonano solo le bombe e i missili. Non potrebbe essere altrimenti.
Il regime di Tehran, fanatico e criminale, verrà decimato dai bombardamenti che però non basteranno da soli a delineare una soluzione politica interna.
Secondo il piano Netanyahu gli attacchi aerei mirati ad eliminare i punti nevralgici del regime dovrebbero durare almeno una settimana. Se le milizie dei Pasdaran e dell'esercito regolare saranno state sconvolte e indebolite abbastanza, allora scatterà l'ordine agli oppositori iraniani di scendere in piazza sfidando la morte, e magari con più armi, paracadutate dal cielo, a disposizione per difendersi e contrattaccare.
Se le manifestazioni di piazza si trasformeranno in una sorta di assalto ala Palazzo, allora potranno intervenire anche quadre d'assalto dell'esercito americano, per prendere il potere e consegnarlo in mani amiche, che secondo Israele dovrebbero essere quelle dell'erede dello Scià Reza Pahalavi.
Questo secondo i piani di Trump e Netanyahu, Poi inizierà il vero rebus della realtà mediorientale, fatto di tanti altri attori ed interessi, a cominciare dagli alleati storici di Khamenei, Putin e Xi Jinping, per finire con i regimi arabi come Arabia Saudita, Qatar ed altri.
Se il regime degli Ayatollah cade nessuno lo rimpiangerà. Ma quando i regimi cadono non per intervento popolare ma con un colpo di mano straniero, è difficile che i nuovi arrivati siano davvero interessati alle condizioni del popolo piuttosto che ai propri interessi.
Le bombe su Tehran uccideranno Khamenei e molti dei suoi sgherri criminali ma non daranno legittimità a chi verrà dopo, se non ci sarà una vera mobilitazione popolare.
Reza Pahlavi da molti mesi ha accumulato denaro e appoggi internazionali per candidarsi alla guida del Iran Libero, ma il suo ritorno al potere potrebbe rivelarsi molto presto una tragica farsa e approfondire gli squilibri di tutto il Medio Oriente.
L'unica prospettiva certa, almeno per il momento, è quella di un Iran nel caos, con un regime che cercherà di portare l'incendio ovunque sia possibile.
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Fonti israeliane hanno dichiarato alla CNN che gli attacchi USA hanno preso di mira i vertici del regime di Tehran, inclusi l'ayatollah Khamenei, il Presidente Masoud Pezeshkian, e il capo delle Forze Armate iraniane Abdolrahim Mousavi. Non ci sono conferme sulla loro uccisione.
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"Distruggeremo i loro missili e raderemo al suolo la loro industria missilistica. ... Annienteremo la loro marina, faremo in modo che i terroristi della regione non possano più destabilizzare la regione o il mondo e attaccare le nostre forze armate. E faremo in modo che l'Iran non ottenga un'arma nucleare".
Le dichiarazioni roboanti di Donald Trump sono pura propaganda, al pari di quelle di segno opposto del regime iraniano. Sono passati solo 8 mesi dall'operazione Martello di Mezzanotte che secondo Trump aveva distrutto per sempre i siti nucleari iraniani ... che dopo 2 mesi erano già tornati ad essere operativi.
La verità è che Trump all'inizio di gennaio scorso ha gettato nel macello della repressione decine di migliaia di manifestanti, spinti dalla promessa di un intervento liberatorio americano che non c'è stato. La repressione feroce dei Pasdaran di Khamenei ha eliminato gran parte delle ultime speranze dell'opposizione, che in queste ore assiste impotente e paralizzata al bombardamento delle principali città dell'Iran.
Forse le forze contrarie al regime Khamenei aspettano che la situazione si chiarisca e diventi più favorevole ad una sollevazione popolare, ma c'è anche il rischio che l'azione di guerra ordinata da Trump con il determinante appoggio di Netanyahu finisca col paralizzare le opposizioni e consenta alle milizie di regime di reprimere e controllare le piazze, in attesa che i bombardamenti finiscano.
Iran prepara il blocco dello Stretto di Hormuz
Secondo fonti arabe, le milizie della Guardie Rivoluzionarie iraniane stanno preparando il blocco dello Stretto di Hormuz, un braccio di mare da cui transita il 20% del petrolio estratto e commercializzato.
Il blocco di Hormuz provocherebbe un'impennata dei prezzi del petrolio e dei odotti energetici in generale, con gravi ripercussioni economiche soprattutto per i paesi asiatici ed europei.
Il rischio maggiore di uno scontro dentro lo stretto di Hormuz è rappresentato dal possibile affondamento di una o più navi, causato da mine subacquee o da droni, che impedirebbe il passaggio delle grandi navi-cisterna per un tempo prolungato.
in aggiornamento